"Il Cammino del Viandante, prefazione ed introduzione al Libro-Corso di Federico Bellini"


"Il Cammino del Viandante, prefazione ed introduzione al Libro-Corso di Federico Bellini"

«Papà, lo sai? Nel cuore si trova l'amore...»
(Shanti Sofia)

Nessuna forma, sostanza, essenza. Osservo così l'incedere del tempo, tra le silenziose nebbie mattutine e le notti tenebrose illuminate dalle mute stelle siderali. Una sola domanda echeggia nel nulla: "Io chi sono?" Dietro ognuno di noi c’è una storia. Non siamo fatti di soli organi genitali. E che ci piaccia o no, tutti quanti abbiamo incarnato, di vita in vita, il ruolo della Vittima o del Carnefice, così come ognuno di noi è sia un Arconte che un Demiurgo, e ovviamente il loro Schiavo, perché è nella nostra stessa Natura esserlo…
Le persone sono profondamente sole e spesso disorientate, non per niente viviamo in una Società che potremmo definire “Alienante”, stracolma di pazzi da dover gestire quotidianamente, nel mentre siamo circondanti da persone che fanno finta di essere “Normali”, quando in realtà nascondono il peggio di sé. Perché siamo piccoli, tronfi del proprio Ego, stupidi, ma è anche tutto questo che ci rende straordinariamente imperfetti.
Vedete, le persone vivono la loro vita inseguendo degli assolutismi. Non solo lo fanno nella quotidianità (basta osservare la politica), ma soprattutto nelle relazioni, sia di amicizia come soprattutto in quelle amorose. "Tu sei mio/a", "Desidero solo te (o il suo corpo)”, "Sono geloso/a", "Ci siamo solo noi due", etc. In realtà non è mai così, e vi spiego anche il perché. Gli assolutismi sono un ulteriore livello dell'illusione interno del “Sistema” in cui viviamo, fatto di dinamiche e meccanismi.
Durante la prima fase dell'innamoramento si instaurano quei processi, che se non maturati, porteranno la coppia a cristallizzarsi su alcune dinamiche che si perpetueranno per il resto della loro relazione, sino a quando quella stessa fase non verrà trascesa da entrambi o decanterà a seguito del passare degli anni, o a causa dell'invecchiamento. Un assolutismo, in realtà, non esiste in esclusiva per una specifica coppia che va a formarsi, ma per assurdo è esattamente uguale a ciò che si ripropone all'interno della maggior parte delle coppie di fatto che vanno a costruirsi.
Il partner, perciò, non è la persona più giusta o idonea a noi in assoluto, ma semplicemente va in quel momento a riempire un mancamento, un bisogno o un vuoto che altri potenziali partner non sono in grado di aiutarci a risolvere, sia perché inadeguati (se presenti), sia perché inesistenti (in quanto non ancora conosciuti). Idealmente ognuno potrebbe colmare quella necessità di assolutismo, semplicemente è il contesto conoscitivo che ci permette di scegliere la persona più idonea, in quel preciso momento, per adempiere a tale compito.
L'Amore, invece, è un'altra cosa, perché in questo caso, passato il periodo dell'innamoramento, dell'infatuazione, degli assolutismi, dei meccanismi, il rapporto si trasforma in qualcosa di stabile, duraturo, maturo, che va ad abbracciare ogni ambito del proprio quotidiano, sia singolo che di coppia, apportando quell'armonia necessaria in grado di dare inizio ai più importanti progetti di vita insieme. Per questo motivo, cerchiamo la bellezza ovunque, persino nei luoghi più lontani e sperduti al Mondo, non comprendendo che è già dentro ognuno di noi…

Un giorno, verso l'ora di pranzo un piccolo merlo si posò sul tavolo di pietra, nascondendosi tra i miei bonsai, in giardino. Arrivato chissà da quale nido, forse al suo primo tentativo di volo, si era nascosto restando in attesa. Un poco intimorito si era persino lasciato avvicinare, ma seppure avessi potuto prenderlo e spostarlo, dargli da mangiare qualcosa, alla fine decisi di non fare niente e aspettare. Poco dopo, arrivò la mamma, volando sopra il giardino e cinguettando stridula, a cui lui rispondeva galvanizzato. Nel giro di pochi minuti si presentò anche un piccolo gruppo di altri merli, probabilmente il resto della famiglia, a volteggiare sopra il giardino e sui tetti limitrofi, cinguettando tutti a squarciagola.
La mamma, dopo vari tentativi si posò finalmente sul tavolo, beccandosi con il figlio ripetutamente, poi si guardarono per alcuni istanti e alla fine spiccarono il volo. Il piccolo, inizialmente poco pratico, fece un balzo verso il tetto della casa di fronte, mentre i suoi continuarono a volare attorno a lui e poi se ne andarono; lui rimase lì ancora a guardarsi attorno, e alla fine volò via con loro. Cosa ci insegna la storia di questo piccolo merlo? Che nonostante avessi potuto aiutarlo, è stato meglio non fare niente, perché il migliore supporto che posso avergli dato, quel giorno, fu solo quello di osservarlo mentre, da solo, spiccava il volo…
Gli Uomini sono deboli, e sovente la loro Mente scava profondi solchi in quelle sue debolezze. Siamo come quei tanti insetti che sbattono sui vetri delle auto, o quelle formichine che ogni giorno vengono schiacciate durante il nostro incessante cammino in questo meraviglioso Mondo. Le persone, più cercano di liberarsi dai propri parassiti, e più non sanno come liberarsi dal potere inconscio con cui agiscono, sempre schematico, meccanico, programmatico.
E la missione di questo mio sterminato lavoro, non è quella di darvi delle risposte, ma nel porvi delle continue domande, per scuotervi dal torpore. Io non porto la quiete, ma l'inquietudine, io non fermo il movimento, ma metto in cammino, non blocco, ma lascio fluire ogni cosa. A voi tocca orientarvi con il vostro vissuto, la vostra esperienza, il vostro sentire, a voi il compito di trovare tutte le risposte di cui necessitate per proseguire questo grandioso peregrinare.
Alla fine, deve essere la tua persona, la tua stessa Essenza ad agire e muoversi, non io, come non dovrai mai cercare in me e in nessuno Maestro di questo pianeta ciò che è già dentro di te. Hai paura di sbagliare? Di fallire? Hai bisogno di appoggiarti? Di una figura paterna o materna che ti protegga? Ciò che accade qui è un riflesso di quanto accade lassù. Ciò che stai vivendo adesso nel quotidiano è ciò che stai vivendo dentro di te; cerca la radice e capirai dove andare.
Non trovi in te ciò che sai già? Qualcosa ti ferma? Ti fa titubare delle tue possibilità? Non sai cosa cercare veramente? Ebbene, è bene che tu sappia che l'Universo si regge attraverso l’Equilibrio, l’Armonia, nell'incessante desiderio di muoversi con un preciso movimento. Se porti disordine, ci saranno caos ed alterazione, se porti ordine, ci saranno leggi e controllo. Eccessivo caos distrugge, eccessivo ordine annichilisce, perché in entrambe le polarità ti annulli. È attraverso l'Equilibro che sperimenti l’estremo di ogni cosa, e in quel Centro sperimenti persino l’Infinito.
Si nasce, si vive, infine si muore. Nel mezzo si ama e si odia, si ride e si piange, facendo esperienza della vita stessa. Tutto questo è semplicemente l'incessante cammino della Coscienza Universale. Prendiamo ad esempio la mia Vita. Una storia come tante, e in teoria chiunque potrebbe aver fatto o fare un percorso simile al mio, anche migliore, solo che i più decidono di non farlo per comodità ed asservimento nei confronti di questo “Sistema”.
Nell’attuale dimensione fisica e materiale sono un “Terrestre” anche io, ma dentro e fuori di qui non lo sono, ma resto comunque “Umano”, come tanti di noi (seppure molti altri sono qualcosa di diverso), nonostante alla fine siamo tutti quanti la stessa “Cosa”. Io vengo da molto lontano, e sono molto, molto vecchio. Sono venuto qui per espiare degli antichi errori, cristallizzatisi nel tempo, ma all’epoca eravamo incoscienti, alle prime armi, ed era facile fare degli sbagli.
Venni incaricato di occuparmi di un’ampia regione della nostra Galassia, ad oggi chiamato il Braccio di Orione, una zona dove si trovano tutte le Costellazioni e Stelle a noi note, compreso il Sole. La mia Stella, la mia casa, si trovava vicina a questo Sole, a soli 16 anni luce di distanza, essendo quasi compagne. E da allora ho ricoperto il ruolo di controllare cosa accade, e registrare ogni evento di questo quadrante cosmico, perché qui ci sono molti Soli Abitabili, la Vita, e tante, tantissime Civiltà Umane ed Aliene, e con esse un’immensa energia creativa.
Ero in questo Sistema Solare già dai tempi della Civiltà Venusiana, ad osservare, ed ho visto tutto quello che accadde allora, la sua nascita, lo sviluppo e la morte. Vidi l’arrivo degli “Altri”, del sorgere del “Nuovo Ordine”, dei primordiali Demiurghi, i loro Arconti che adesso qui dominano. Come potete intuire non ne parlo o scrivo mai pubblicamente, perché in molti, troppi, non capirebbero, essendo così presto ancora per l’attuale Umanità, comprendere queste esperienze e le conoscenze che vi si celano.
E per non dare nell’occhio, quale incarnazione più idonea, scelsi un corpo piccolo, gracilino, barbuto, da mezzasega cazzuta, come si dice qui Toscana, la terra dove sono nato ed abito in questa mia ultima esistenza. Come Gandalf, faccio il Grigio Viandante, passo inosservato, ma continuo ad operare nel silenzio, continuando a portare avanti pazientemente il mio lavoro di osservatore.
Sono al tempo stesso un’emanazione, come lo siete anche voi, un’emanazione di quella forza che qui ha il compito di osservare, appunto, incarnata però in Federico. Come c’è chi incarna l’emanazione della Madre, del Padre, del Politico, del Profeta, del Docente, del Medico, del Guardiano, etc. Tutte Forze a-temporali e a-spaziali, imperiture, cristallizzate all’Origine del Tempo, sempre pronte a fare la loro parte, l’esperienza nella Materia per comprendersi, perpetuandosi in infinite possibilità.
Per alcuni di voi la mia storia potrebbe sembrare folle, e forse lo è anche davvero, per altri potrei passare per quello che invece vuole sentirsi importante. Per questo motivo, sino ad oggi non l’ho mai raccontata, per il fraintendimento o le maldicenze che avrebbe potuto scatenare, - come in buona parte non è poi nemmeno interessante che si sappia “chi e cosa io sia” -, non sono qui per dirvi, “guardatemi, sono il vostro controllore, con il compito di archiviare cosa combinate in questo folle Mondo!” Semplicemente sono qui perché devo esserci, perché tutti siamo unici, speciali, perché tutti quanti noi proveniamo dalle Stelle. Il problema degli Uomini è che vivono dentro dei limiti, dei confini, per questo motivo hanno creduto nella Divinità, nelle Religioni, le Istituzioni, in un Dio, si, ma finito, chiuso, egoista, specchio di quella stessa Umanità che non sa vedere oltre, in quell’oltre dove c’è il Tutto e ci siamo anche tutti noi.
Noi non siamo Niente, e siamo Tutto nel medesimo istante; in quel Mezzo si trova l'Equilibrio. Ovvio, ognuno si incammina verso il luogo che si è creato. Se nasci e cresci in una cultura religiosa che ti insegna che esiste l'Inferno, all'Inferno ci andrai davvero, perché è la proiezione mentale di tutti coloro che ci hanno creduto e continuano a crederci. Perciò, la nostra vera schiavitù è credere in qualcosa di esterno, mentre la libertà è semplicemente ascoltare sé stessi.

«L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.» (Hubert Reeves)

Ci reincarniamo così tante volte per provare ogni tipo di esperienza possibile, e l'unico filo conduttore di tutte, non è l'Amore che hai provato, la gioia per un evento, ma il grado di sofferenza subito... raggiunto il punto di sofferenza più indicibile, fai il passo successivo, prendi coscienza e consapevolezza di tutto, e l'Amore, la gioia, la felicità, l'estasi, quella vera e reale, arrivano solo dopo che hai superato la sofferenza e non prima, perché ciò che pensi di vivere, o aver vissuto nel frattempo, sono solo mere illusioni materiali.
Spesso mentiamo a noi stessi credendo di aver trovato una perfezione che non c'è. Ma quanto siamo sinceri nell'ammettere i nostri limiti, e quanto siamo coraggiosi da oltrepassarli? Il bisogno di Amore non è Amore, ma è solo un bisogno. Molti credendo di amare, in realtà riempiono un vuoto. Riflettiamo un attimo su cosa si è da sempre basata la nostra idea di Amore, perché alla fine dei conti è un termine che abbiano dato ad una forma di energia che umanamente abbiamo riconosciuto come tale, dopo averla sperimentata e sedimentata nel corso dei millenni.
Infatti, la letteratura, la filosofia, tutte le storie sentimentali, i matrimoni, così come la stragrande maggioranza delle unioni umane, si sono sempre basate sull’idea dell’Amore come bisogno dell’altro, la possessione, la gelosia, la necessità, lo struggimento, la passione, persino il sesso, ma questi sono solo bisogni per colmare un vuoto o appagare delle necessità. Contrarre un matrimonio si dice, perché alla fine di un accordo, di un contratto, si tratta. Perché i più si uniscono per soddisfare dei bisogni e colmare delle mancanze, per non sentirsi soli e inutili, e non perché condividono pienamente quel sentimento.
Conosco molte persone che più del loro partner sono innamorate dell'Amore. Inseguono un ideale, ma così non troveranno mai il compagno giusto per loro. E in questo continuo contraltare, l'uomo e la donna sono e si comportano come un ulteriore forma raffinata di Dualità, ma su un diverso piano energetico, incarnando entrambi i poli ed alternandosi. Ma come la Dualità ci insegna, la stragrande maggioranza di ciò che produce è illusione, così anche l'Amore di una coppia. La vera trascendenza duale è rara, così come nell'estasi, nella coppia, così come nel Vero Amore, ma non impossibile.
Sono fermamente convinto che esistano tre forme d'Amore: il Vero, l'Autentico e l'Illusorio. Il Vero Amore è quello che si prova per un figlio, o una persona molto cara, perché è spontaneo, naturale, viscerale e genuino. L'Autentico è l'Amore che si prova all'inizio di ogni storia, coinvolgente, passionale, se vogliamo anche ormonale. L'Illusorio, invece, ci fa credere nei sogni, nelle speranze vane, le aspettative mai ripagate, e che quando non si realizzano, fanno andare tutto in frantumi. Ma poi c'è anche l'Amore Eterno, il più difficile, perché possiamo provarlo solo per noi stessi... e se arrivi ad amarti così tanto puoi amare tutti incondizionatamente.

«Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo.» (Carl Gustav Jung)

Tempo fa, dopo la lettura di questo bellissimo aforisma, mi venne chiesto: "Che tipo Amore è Federico?" Ed io risposi: "Un Amore che non ha nome, attaccamenti, gelosie, possessioni. Un Amore che ti pervade, un'estasi dell'Anima, che ti mantiene in comunione con il creato, e l'Universo intero." Di nuovo mi fu chiesto: "Ambisci a questo o l'hai in qualche modo già vissuto? Non è un Amore umano..." Ed io infine risposi: "Sarebbe questo il Vero Amore Umano."
Si, sarebbe questo quello che viene definito il "Vero Amore", soltanto che ce lo siamo dimenticati, per bisogno, comodità e mero interesse, come ci hanno fatto credere che fosse ben altro, quale il servizio, il bisogno, l'attaccamento, la possessione, la gelosia, il desiderio, il sesso. Perché il "Vero Amore" non chiede niente in cambio, ma dona incondizionatamente, non si aspetta nulla, ma semplicemente è pura energia.
Cos’è l’Amore? Nessuno lo sa. Inconoscibile, misterioso, insondabile, profondamente mistico, universale, l’Amore avvolge le nostre esistenze, le nostre vite come un impalpabile nebbia. È sofferenza quanto gioia, è tristezza quanto bellezza, è impotenza quanto passione, è niente quanto l’immensità più totale. L’Amore ti guida a fare esperienze, ti costringe a delle scelte, ti obbliga a perseverare, perché l’Amore sa renderti unico quanto completamente inutile, come infine semplicemente realizzato.
L’Amore inizia, così, quando sai riconoscere i tuoi limiti, e quando riconosci di non poterli superare, concedendo all’altro la libertà di poter scegliere, della propria vita, delle proprie necessità, permettendogli di essere libero, librandosi nell’aria come una farfalla, senza legami, imposizioni, restrizioni, catene. Perché l’Amore non si realizza con un matrimonio, come con delle etichette, con ciò che la famiglia o la società vuole e ritiene più giusto per te e che così dovrebbe essere, semplicemente si manifesta quando riconosci nell’altro ciò che sei veramente, mettendo a nudo te stesso, spogliandoti di tutte le tue illusorie certezze, ricominciando dal principio, come un bambino appena nato. Questo per me è l'Amore.
L'Amore lo comprendi quando ne fai esperienza diretta tu stesso. Non te lo insegna nessuno che cosa è l'Amore. Può venire qualsiasi Civiltà Evoluta dell'Universo a dirti "Questo è il mio Amore!", ma sarà sempre il suo Amore, non è il tuo, il vostro. Ed è quando impari ad amare che allora comprendi che anche l'Universo è Amore Assoluto. Perché se non comprendi l'Amore che prima nasce dentro te stesso, non comprenderai mai l'Amore che ti viene dall'esterno.
L'Amore arriva sempre quando meno te lo aspetti, nel momento in cui smetti di cercarlo. E anche quando pensi di averlo trovato, non accontentarti, devi continuare ad immaginartelo. Perché ciò che credevi fosse Amore, ti accorgerai che è sempre stato solo un'ideale che perseguivi. L'Amore, quello vero, in realtà, inizia laddove la libertà di entrambi si sublima in quell'estasi dello stare insieme, del riconoscersi, nell'essere complici, amici ed amanti, individui, singoli, ma uniti nel cammino, e mai immersi negli schemi rigidi della società, fatta di falsi moralismi, delle dicerie, delle voci civettuole o delle gelosie.
Nel momento in cui ti riconosci nell'altro rivedi te stesso, e se tu sei libero, lo sarete anche entrambi, come solo da quel momento il vostro Amore non avrà più confini. L'Amore è un gioco di equilibri e il perdono è parte integrante dell'Amore stesso. Qualsiasi rapporto di coppia è comunque fatto di aspettative, spesso disattese, di segreti, cose nascoste, spesse volte anche tradimenti, ma questo non ne sminuisce il significato o l'Amore che due persone provano l'uno per l'altro, a meno che uno dei due provi un sentimento che invece dell'Amore si rispecchi nella necessità di riempire un vuoto.
Nel Vero Amore si riesce anche a perdonare, per quanto non possa essere facile, ma è nella comprensione e nella complicità con l'altro, nel mettersi 'a nudo' (ovviamente non fisicamente) che ci si riscopre affini e anime gemelle, ma deve essere reciproco perché in quel caso deve esserci chi perdona e chi deve essere perdonato. Se questo Amore è vero, si supereranno tutte le difficoltà, ma se non lo è, finirà semplicemente. E si impara a perdonare l’altro se prima si riesce a perdonare sé stessi.

La verità? La verità è che noi siamo importanti per gli altri solo ed esclusivamente se c'è un interesse, di qualsiasi tipologia o natura. Poche, anzi rarissime, sono le amicizie o le relazioni disinteressate, pochi sono i rapporti umani sinceri e genuini, così come poche sono le vere amicizie, i rapporti d'amore, persino familiari. La verità è che ci sopportiamo per quieto vivere e perché abbiamo bisogno degli altri solo per ovviare alle nostre mancanze, deficienze, i bisogni, le necessità.
Ci riempiamo, tutti quanti, la bocca di belle parole, buoni propositi, frasi ad effetto, mirabolanti filosofie di vita, di amicizie e di coppia, ma la verità è che siamo più aridi dei deserti e per dissetarci cerchiamo l'acqua in ogni anfratto di quel nulla che chiamiamo vita. La verità è che siamo nulla, e fintanto non saremo capaci di riempire quel nulla da soli, con le proprie forze, le nostre vite saranno solo e sempre dei totali fallimenti.
Per questo motivo, la Spiritualità non esiste, come andrebbe, al tempo stesso, re-inventata. Ognuno dovrebbe trovare la sua dimensione Spirituale, o meglio Naturale, perché quelle già preconfezionate sono solo prodotti manipolati, del buon marketing! Andare in un Bosco è Spirituale, ascoltare Musica è Meditazione, fare l'Amore con chi ami è Universale...
Il vero percorso spirituale non è un'immediata ricerca del benessere, ma un'iniziale distruzione di tutto ciò che sei. Perché vai ad annientare la finzione di cui sino ad oggi sei stato/a parte integrante e, una volta dissolta, solo dopo potrai ricostruire il tuo vero Sé; e li conoscerai finalmente anche la felicità imperitura. Ma prima è necessario arrivare al fondo, nell'abisso, addentrarti nella notte buia dell'Anima, per poi risalire verso l'alto, verso la Luce, verso la tua rinascita.
Al giorno d’oggi si preferisce il silenzio dell'ignoranza, che l'armonia della conoscenza; per questo, i più non si risveglieranno mai. Il problema è che si tende a considerare patologica qualsiasi cosa che non faccia parte della "normalità"; ma chi ha deciso quale fosse questa "normalità"? Abbiamo quattro Menti: nel Cervello, nel Cuore, nella Pancia, nell'Organo Genitale. Nel Cervello alberga il Pensiero, nel Cuore il Sentire, nella Pancia l'Empatia e nell'Organo Genitale la Percezione. Ma tutte queste Menti sono coordinate da una vera e propria Intelligenza che non risiede in alcuna parte anatomica del Corpo, ma è ovunque, perché li vi si trova la nostra Coscienza.
Riuscire a prendere piena consapevolezza di queste quattro Menti, - così come l'unione di esse contribuisce a rendere forte la nostra Intelligenza Monadica -, dovrebbe essere il Cammino che ognuno dovrebbe fare per arrivare finalmente a comprendere Sé stesso. Oggi si tende, invece, a vedere la Spiritualità come la soluzione ai propri problemi Psicologici, quando, in realtà, chi inizia un percorso spirituale non dovrebbe avere problemi di salute o mentali, ma cercare semplicemente le risposte alle proprie domande.
L'integrazione è un aspetto della faccenda chiamata Vita, la curabilità ne è un altro. Il problema è che si tende a vedere qualcosa di "patologico" laddove non vi è una "normalità" conclamata. Da qui nascono tutti i problemi di cui si dibatte, come voler dimostrare l'esistenza dei Chakra, ad esempio, quando in realtà è un cammino prettamente esperienziale, o voler descrivere le azioni di un'Anima (termine tanto in voga in certi ambienti), quando sarebbe meglio rivedere l'intero impianto che ha portato a tali conclusioni.
Tutto ciò che è materiale o biologico ha una sua propria soluzione nel visibile (e qui entra in campo la Scienza), ma tutto ciò che non è materiale e biologico ha una sua propria soluzione nel non-visibile (e qui dovrebbe entrare in campo la Spiritualità). Solo che oggi si tende a mischiare tutto, e a fare il contrario di tutto. Ed il confine tra Consulenza e Psicologia è così sottile come, ad una prima occhiata, possa sembrare?
In realtà sono due mondi completamente diversi, così diversi che le persone interessate non lo capiranno mai, sia per chi fa una scelta professionale in qualità di "Operatore", sia per la stessa "Clientela", sovente in cerca di figure di rimpiazzo o appoggio. I più ignorano persino il significato del termine Consulenza, al giorno d'oggi associato all'altro termine, Psicologia, quando invece include tutta una serie di abilità professionali in ogni campo: "Fai Consulenze? Allora sei uno Psicologo!"
E non sapete quanti mi contattano desiderosi di iniziare un cammino di Conoscenza e poi finiscono per volere un aiuto psicologico, e quando accade sono sempre pronto (e preparato ormai), ogni volta, a dire che il percorso è finito prima ancora di essere iniziato, perché nessuno vuole veramente lavorare su sé stesso, ma semplicemente sfogarsi con qualcuno per mancanze, bisogni, etc., (oltre a consigliarli di rivolgersi altrove e non più al sottoscritto).
L'errore è soprattutto delle istituzioni che mai hanno voluto regolamentare tali professioni, anche della stessa Medicina, dove molte figure, poi, si sono addentrate anche in ambito Spirituale, formando sommariamente del personale non idoneo, avviando, così, questa dicotomia con tutta una serie di "professioni alternative", quali: counselor, naturopati, operatori olistici, etc., o viceversa persino. Ma questo è ciò che decenni fa, la "New Age" (e il suo marketing), esigeva, e ad oggi ne paghiamo lo scotto.
Un tempo quando ti occupavi di certe tematiche un po' fuori dall'ordinario, facevi parte di una cerchia ristretta di persone che spesso si riuniva e parlava quasi in "clandestinità"; oggi, invece, non posso fare a meno di notare il seguito e il successo da "star hollywodiana" raggiunto da qualcuno... E purtroppo, quando ciò accade, significa che il "Sistema" si è messo all'opera per riportare "Ordine" all'interno della sua finzione, la Matrix.
Sapete, che io sia qui a scrivervi i miei improperi o le mie riflessioni, non cambia poi molto. Potrei anche scomparire domani o tra un minuto, e nessuno si accorgerebbe di niente, il Mondo continuerebbe ad andare avanti come sempre ha fatto, anche senza di me. Siamo importanti solo nella misura in cui ci riteniamo tali, per questo le Stelle sono stimate in numero incalcolabile, perché non si sono mai poste il problema se potessero essere di aiuto, semplicemente si sono realizzate irradiando luce, incondizionatamente, per chiunque poi abbia iniziato a ruotare intorno a loro.
Per questo motivo non mi accontento più di appartenere a qualcosa o di affibbiarmi etichette, o di appiccicare su di una parete un riconoscimento, perché anelo a qualcosa di nuovo che forse non ha un nome, ma che possa condurmi alla perenne ricerca di me stesso. Osservare, questo è il punto, e si può imparare a diventare l'Osservatore, perché lì la Mente non ha azione, e perché comprendi di essere una Coscienza che guarda e agisce. Ma chi è che davvero riesce a fare una cosa simile? Conoscete qualcuno che ha raggiunto tale livello?
Una rondine che osserva un gatto non potrà mai aspirare ad esserlo. Può solo comprendere la sua natura di rondine e volatile; solo così potrà vivere consapevole. Perché diventare un gatto, si chiede? Se sei nata rondine, sii una rondine, si risponde. Questa è la vera accettazione, il saper lasciar andare, come la verità è che non c'è nessuna rondine o gatto, perché alla fine ci sei solo Tu. Dovremo imparare dai semi che, prima di germogliare, dimostrano di avere una pazienza infinita che noi ancora non conosciamo, perché Risvegliarsi, in realtà, significa diventare l'Osservatore che osserva l'Universo.
Così, la corrente del fiume scorre sempre verso il mare, e mai verso la montagna (a meno che non ridiventi pioggia). E nella Natura si trova la chiave di tutto. La Natura crea e distrugge, tutto ciò che è bianco e nero è lei insito, e in quanto tale neutro. In Natura si trovano tutte quelle dinamiche che l'uomo ha solo tentato di spiegare, e poi emulare, attraverso la propria potenza mentale. Non c'è un dare o togliere, c'è un comprendere, integrare ed equilibrare.
Nell'economia di questo Universo, ciò che consideriamo bianco e nero è un fittizio equilibrio Duale, nulla di più. Se si crede di dare potere ad una delle due polarità, facciamo il Gioco di quella stessa finzione Duale che pensiamo in qualche modo di poter superare. Ogni cosa prende potere solo se glielo diamo, altrimenti rimangono forze potenziali ma inermi e neutre; e se vogliamo in qualche modo contrastarle gli diamo quella forza di cui si nutrono. Nulla esiste che la Natura non abbia già creato, e per perpetuarlo lo fa “usando” semplicemente sé stessa.
Rifuggire o cancellare quel potere non significa trascendere, ma nascondere, ovvero non risolvere comunque un aspetto che fa parte di noi in quanto naturale. Accettarne la sua funzione non significa, inoltre, piegarsi o farsi usare, ma comprendere la “nostra” più intima Natura. L'Accettazione, alla fine, significa comprendere anche l'esistenza di nature diverse e opposte alla nostra, anche solo a livello conoscitivo, perché è in ciò che non conosciamo o decidiamo di non affrontare che si annidano tutte le nostre debolezze.
La verità è che la nostra Umanità è fatta di storpi, dove tutti quanti camminano portando delle stampelle che nemmeno si accorgono di avere, dove le persone si procurano del Male solo ed esclusivamente a causa della loro bieca ignoranza. Un giorno mi venne chiesto: "come mai le persone non chiedono mai se si è felici?" Ed io risposi: "perché le persone non desiderano essere felici, in quanto vivere nella sofferenza o sentirsi vittima, le fa considerare importanti per qualcuno, mentre la felicità per quanto possa sembrare assurdo ti isola (ti basti da solo), e ti rende libero anche dal vittimismo..." Se accetti la sofferenza cresci, se soltanto la subisci, non ti porterà a nulla se non ad altra sofferenza fine a sé stessa.

Nell'Universo esistono quattro forme di vita principali: il Vegetale, l'Animale, l'Alieno, l'Umano. Tutte queste forme sono dotate di un'Anima e di una propria Coscienza, ovviamente a diversi livelli. La forma Vegetale è quella che pur restando ferma, affonda le proprie radici centrandosi all'interno del proprio cosmo naturale; la forma Animale è quella che, seppur avendo maggiore libertà di azione, agisce secondo istinto, e in quanto tale rimane pura a sé stessa; la forma Aliena è una forma Ibrida, in quanto derivata dalla forma Animale, ma dotata di intelligenza, agisce secondo un istinto controllato e che la rende schiava della Materia; la forma Umana è quella connessa intimamente all'Universo, in quanto suo specchio perfetto, e come tale, ne è la sua totale quintessenza.
Noi terrestri siamo un'ulteriore forma, la quinta, la già citata forma Ibrida, e che contiene in sé tutte le quattro forme sopra descritte: il Vegetale, l'Animale, l'Alieno e l'Umano. Come forma ibrida, però completa, siamo eternamente assorti in un limbo diviso a metà (la Dualità), che perennemente ci strattona da una parte all'altra, tra la Materia e lo Spirito, alla disperata ricerca di un Equilibrio. Per questo motivo noi siamo tanto Alieni quanto Umani (oltre ad essere Vegetali quanto Animali), perché siamo la totalità di tutte le forme esistenti nell'intero Cosmo.
Ogni volta che ci incarniamo si cade nella Materia, ed essa è l’ultimo gradino della decadenza energetica nell’Universo, e più si cade, più andiamo incontro ad esperienze sempre più complesse, difficili, dolorose, tristi, a volte aberranti. Entrando in questo meccanismo facciamo esperienza a determinati livelli, dove si può sperimentare anche la violenza stessa, specie se tale dinamica può aiutarci a comprendere la natura delle cose.
Ma capito questo processo, e una volta che si inizia a trascendere questo tipo di esperienze, si risale, e nel mentre ritorniamo ad elevarci, aiutiamo anche gli altri a trascenderle come facciamo noi, togliendosi, così, da questa illusione, dal cieco meccanismo, incamminandoci nuovamente verso uno stato perenne di beatitudine ed estasi. E seppure ciò che consideriamo reale in verità sia fittizio, un'illusione, la nostra esperienza non lo è, e il nostro aiutare il prossimo a prendere Coscienza, aiuta la stessa Energia Universale ad evolversi.
In questa illusione, inoltre, certe "Forze Estranee" (Arcontiche, Aliene, etc.) riescono a nutrirsi indistintamente di tutte le nostre emozioni, sia positive che negative (e alcune prediligono quest'ultime alle prime). La soluzione non è nel non provare più lo spettro intero delle nostre emozioni (dalla felicità alla rabbia, dal piacere alla sofferenza), ma portarvi Coscienza. Non è polarizzando un aspetto della Dualità in assoluto (verso il positivo o il negativo) che raggiungeremo una soluzione, ma trascendendo questa illusione fittizia.
È bene che sappiate che la stragrande maggioranza dei nostri conflitti nasce per un disequilibrio della propria energia sessuale. Le donne un tempo la reprimevano, sottomettendosi all'uomo di casa, oggi invece ne fanno una conquista e ne rivendicano una legittima libertà, anche di espressione. L'uomo, seppur un tempo padrone, doveva comunque gareggiare con i propri simili ad essere più forte, prestante, perché inconsciamente doveva far prevalere la sua supremazia, un tempo animale, capace di saper rigenerare la propria stirpe a suon di fiumi di sperma, sperperato in ogni angolo del Mondo; e dove non vi arrivava con il suo membro, lo faceva ovviamente con le armi: clave, spade, lance, missili, persino testate atomiche e tutte, ovviamente, dalla forma fallica.
Se non c'è Equilibrio c'è disarmonia, e proprio lì dove si accumula nascono tensioni, malumori, malattie, sia psichiche, fisiche e astrali. Quella sessuale è una tra le energie più potenti perché è il punto di congiunzione tra il materiale e il divino, per questo motivo è tanto criticata, soggiogata, moralizzata, legalizzata, osteggiata e repressa. E fintanto non impareremo a saper gestire al meglio tale energia, qualsiasi tentativo per una propria crescita interiore sarà del tutto vana. Perciò, imparate ad amarvi, riscoprite la vostra nudità, il piacere che vi procura, e che vi nutre, sia che siate da soli o in compagnia, perché se la spiritualità significa raggiungere l'inconoscibile, sappiate che più inconoscibile del Sesso, forse, nell'intero Universo non c'è nient'altro.
Il Sesso, alla fine, è solo un'idea mentale, è carne che si sfrega in un momentaneo ed effimero orgasmo della durata di una manciata di secondi. Il Sesso è nella Mente, non nel fisico, per questo gli animali lo fanno in un periodo preciso dell'anno, e con il solo scopo di continuare la specie. Anche nell'uomo scatta l'istinto animale, ma nel suo caso, spesso non è procreativo, ma solo stimolatore. Ed è sempre grazie a questo istinto inverso che ci siamo ingannati, perché siamo avidi di piacere, puramente mentale e che deve sempre dare seguito ad un'azione fisica per sentirsi pienamente soddisfatto.
Nel Tantra, ad esempio, non c'è sfregamento, il Sesso è statico, propriamente meditativo, a volte non è nemmeno contemplata la penetrazione, eppure è mille volte più intenso. La verità è che la stragrande maggioranza delle persone fa del Sesso per scaricare le proprie frustrazioni ed un'innata rabbia repressa. Partendo solo da questo meccanismo, immaginate quante problematiche solo una scopata si porta dietro, specie se poi ne nasce un figlio. Esserne presenti, osservarvi mentre lo fate e capire dove cade la vostra attenzione, conscia ed inconscia, ne cambia totalmente gli effetti e i risultati.
Il/la vostro/a Pene/Vagina ha un proprio Cervello, così come il vostro Cuore ne ha un altro ancora, tutto suo. Nel momento in cui li allontanate, osservando da fuori il vostro essere, lì si compie una sintesi, la fusione delle tre Menti: Cervello, Cuore e Pene/Vagina (il Sesso), e solo in quel preciso istante raggiungete il vero Orgasmo, o l'Estasi. E se il Corpo reclama una cura, non è il fattore esterno la causa, ma il suo interno che va in conflitto con il fattore esterno stesso. Perché è inutile e fuorviante vedere sempre all'esterno la cura o il rimedio, o la peggiore causa scatenante, quando il problema ha la sua origine sempre al nostro interno. Rammentate, la Bellezza e l'Amore non hanno Sesso

«Dalla pancia delle mamme nascono le femmine,
e dalla pancia dei papà nascono i maschi.»
(Shanti Sofia)

Se accetti la sofferenza cresci, se soltanto la subisci, non ti porterà a nulla se non ad altra sofferenza fine a sé stessa.” Conosco persone, troppe, che credono che la cosa più importante nella loro vita sia fare tanti soldi, oppure trovare l'Amore, fare Sesso, comprarsi e collezionare oggetti, coltivare un hobby, accudire un animale, etc. Personalmente penso che la cosa più importante nella vita sia "vivere", perché vivendo pienamente puoi fare tutto, anche tutte quelle cose sopra menzionate.
Sapete perché il Mondo non è mai cambiato? Perché le persone hanno 'fede' che lo faranno gli altri al loro posto. Come puoi cambiare il Mondo se non cambi prima te stesso? Ognuno, alla fine, sopravvive come può, e non potrebbe essere diversamente. Ed è nella triste realtà della vita moderna, che insondabile si manifesta il ministero della solitudine, soprattutto quando raggiungi una conoscenza superiore alla media, essa non ti conduce ad una maggiore condivisione o a nuove ed interessanti amicizie, tutt'altro, ma verso un tale isolamento ritenuto dai più incomprensibile.
Ogni volta che mi sento poco bene di salute, strane cose accadono. Le percezioni si espandono, la sensibilità aumenta, la propria dimensione quotidiana si amplifica, come se diventasse più densa. Il Mondo circostante nel mentre si ovatta, al contrario aumentano, e notevolmente, le proprie capacità di attenzioni, inoltre, nel mentre osservi il tuo Corpo che imperterrito decide di stare male, di provare qualsiasi sintomo e di non rispondere, spesso, a cure, medicine, trattamenti, etc., come se stoicamente avesse deciso di immolarsi, spiritualmente ti osservi da fuori, e ti accorgi quanto il tuo piccolo, gracile e magro fisico sia stato creato, e poi manipolato, così minuscolo per non poter contenere e gestire una 'grandezza'.
Ecco che nascono gli squilibri, gli scompensi energetici, le perdite di funzioni che abbiano un senso compiuto in quella che dovrebbe essere una sintesi perfetta, la propria Monade. Se il proprio 'Io' tenderà più verso lidi spirituali, il Corpo ne risentirà, come similmente, se il proprio 'Io' scivolerà più verso lidi materiali, lo Spirito si assopirà. La perfezione in questa umanità è cosa rara, ma non impossibile, e questo dimostra quanto il cammino sia lungo e difficile, oltreché personale. A dimostrazione che i veri cammini coscienziali sono del tutto individuali, e per quanto difficili non condivisibili se non per brevi tratti, alla fine arrivi a comprendere persino che tutta la conoscenza di questo Mondo non ti donerà mai un briciolo di umanità, ripagato con un po' di affetto, amicizia o amore, ma al contrario, ti condurrà sempre più lontano dagli affetti e i piaceri, in quanto esternazioni meramente materiali. Il vero “Cammino di un Viandante” è quanto di più solitario, e profondamente abissale, possa esserci.
Le persone vedono nel disastro la sola morte, quando in realtà i cambiamenti, e ogni rivoluzione, sono una fase di passaggio necessaria per rinnovare i grandi Cicli del Mondo e dell'Universo, dove la distruzione ne è parte integrante per il conseguente rinnovamento. Solo che coloro che sono attaccati alla Materia, il perdere tutto, o anche la Vita stessa, viene vissuto come la fine ineluttabile di ogni cosa. "Nascentes morimur, finisque ab origine pendet” scriveva il latino Marco Manilio (14-29 d.C.), ovvero, "Nascendo moriamo, e la fine dipende dal principio."
È sempre e soltanto una questione di Equilibrio. Lavorando di più su noi stessi, si riuscirà ad equilibrare anche il nostro “Sistema” (pensiamo ad un Sistema Solare), e così facendo, riporteremo l'Armonia anche nella nostra Vita, e in tutti quei pianeti che ci orbitano intorno. Siamo la Stella del nostro “Sistema”, dove ognuno di noi incarna Luce e l’Oscurità, ma dobbiamo anche comprendere che se proveremo paura, vincerà l’Oscurità, mentre se non l’avremo, non vincerà l’Oscurità ma neanche la Luce. Perché alla fine resta sempre una nostra scelta.
Ed è in questo frangente, che a volte mi guardo attorno e mi chiedo dove sono finiti i tempi di Gustav Mahler, di Alban Berg, di Igor Stravinsky, di Lev Tolstoj, di Pavel Aleksandrovič Florenskij, di Rudolf Steiner, di Vincent Van Gogh, di Egon Schiele, di Gustav Klimt, di Max Planck, di Albert Einstein, di Srinivasa Ramanujan... cosa c'è in questa nostra epoca attuale che non va?
All'inizio si prova tanta rabbia, perché non trovi risposta, che lascia spazio all'amarezza, che lascia spazio alla tristezza, che lascia spazio alla rassegnazione, che lascia spazio alla tranquillità, che lascia spazio alla pace, che lascia spazio alla serenità... e alla fine di questo infinito spazio che si è creato tutto intorno, rimani solo tu. Ma attenzione, la Meditazione ha soltanto lo stesso effetto di un anestetico, niente di più, perché allevia un sintomo ma non risolve il problema. Siddharta per comprendere l'illusione in cui era vissuto da giovane, scese nei bassifondi della sua città tra i poveri e lo squallore, non andò certo a rinchiudersi in un Resort 5 Stelle di un Guru della domenica, a fare lo Yoga-Wine, o ad immergersi nelle calde acque di un Bagno di Gong!
Nei momenti più bui del vostro cammino, pensate sempre a cosa fa la Natura, osservatela, e rapportate il vostro problema nel modo in cui lei lo affronta e lo supera, e li troverete la risposta. Le persone seguono degli schemi. Le persone vivono e lavorano dentro degli edifici, in stanze chiuse. E così, come vivono fisicamente buona parte della loro vita, estraniati dalla Natura che li circonda, anche la loro Mente si adegua a tale condizione. Delle volte, credendo di fare del Bene, facciamo invece del Male, mentre altre volte, pensando che il Male non esista, contribuiamo a creare altro Male; le persone si fanno del Male continuamente tra loro, e il più delle volte nemmeno se ne accorgono. Tutto si ripete ciclicamente, e ciò che definiamo essere uno nostro specchio, è la stessa realtà che si perpetua regolarmente ad ogni Ciclo. Quindi non ci sono specchi, ma percorsi sempre nuovi, variati, ma che si perpetuano secondo un modello circolare prestabilito.
A chi mi si chiede: "Federico, per uscire da questa illusione cosa devo fare?" E posso solo rispondere che: "devi studiare, non c’è altra soluzione. Devi rimboccarti le maniche, studiare e farti una tua coscienza critica e conoscenza. Con il solo 'sentire' o il 'sentito dire' non si arriva da nessuna parte, se non ad alimentare, come in un circolo vizioso, la propria ignoranza e quella di coloro che ti vendono solo fumo."
Ci sono persone che non si accorgono di possedere immense fortune, cercandole ovunque e inutilmente, e la verità è che gli Esseri Umani sono ancora dei Bambini, che sbraitano tra di loro pensando di fare gli Adulti. Viviamo circondati da persone che desiderano credere in qualcuno o in qualcosa, continuando, al contempo, ad aver paura di credere semplicemente in sé stesse, ed è quando le persone vogliono aiutare gli altri e il Mondo, ma non aiutano prima se stesse, che iniziano sempre i problemi. Perché ricordate, qualsiasi cambiamento collettivo o di massa, diventerà sempre una dittatura, mentre qualsiasi cambiamento interiore ed individuale, si trasmuterà inevitabilmente in una rivoluzione.
Alla fine di questo lungo viaggio di presentazione, e per quanto ci sforziamo con le nostre opere di emularla, sappiate che non c'è cosa più grandiosa della Natura e del movimento degli Astri nel Cielo. Ci raccontano più gli Astri nel Cielo che qualsiasi libro scritto al Mondo: un Archivio Celeste che i più non sanno decifrare. Ciò che chiamiamo schemi sono in realtà delle dinamiche, dei meccanismi, sovente cristallizzati nei primi momenti della nascita del nostro Universo, qualche attimo dopo il Big Bang, le stesse che hanno forgiato quel misero 5/7% di Materia visibile di tutto il Cosmo ad oggi conosciuto.
Ed è in questo incedere meraviglioso, che ognuno di noi incarna ed è la manifestazione terrena di un Archetipo Planetario e Celeste. Il movimento dei pianeti che compongono il nostro Sistema Solare, segna la vita di ognuno di noi, e lo fa a tal punto da condizionare le nostre esistenze, fatte di idee, scelte, progetti, azioni, che pensiamo essere nostri, ma che in realtà si perpetuano ciclicamente, così come ogni singolo pianeta scorre preciso, eguagliando un orologio svizzero, attorno al nostro Sole.
Ognuno di noi subisce passivamente, dal momento della nascita (e sicuramente ancor prima dal concepimento), un imprinting totalizzante dal proprio pianeta natale (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone) che ne forgia il carattere e la vita, ricalcandone, così, anche il Mito associato e corrispondente ad ogni singolo pianeta, ravvisabile in tutte le antiche culture della Terra. Perché così la storia, ciclicamente, si ripete inesorabile, e con al suo interno anche le nostre vite.
Questa è la mia ultima verità e che vi dono in questo Libro, la verità di un Uomo venuto da molto lontano, da un tempo dove le persone parlavano se avevano qualcosa di sensato da dire, mentre oggi parlano e basta, sproloquiando nel vuoto. Imparate a camminare, ed è con questo consiglio che vi auguro un buon Cammino, qualunque esso sia, e ovunque vi porterà.

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"Il Cammino del Viandante, prefazione ed introduzione al Libro-Corso di Federico Bellini"

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