"Le Gerarchie Galattiche" di Federico Bellini

Il termine Gnosi deriva dal greco Gnôsis che significa Conoscenza, ritenuta la sola verità iniziatica per poter accedere alla perfetta trascendenza divina. Nel mondo antico, gli intellettuali, i dottori o i maestri che operarono ad Alessandria d’Egitto (III a.C. - III d.C.) arrivarono a distinguere tra due stadi: la pistis, la fede accettata subitaneamente, specie per adesione sentimentale, e la gnôsis, la quale solo mediante un’accettazione razionale poteva condurre alla conoscenza delle verità spirituali. Ed è in quest’ottica neoplatonica che gli gnostici cristiani primitivi ritenevano che il Cosmo fosse composto da Gerarchie di Entità Incorporee dette Eoni, emanati dal divino inteso come Assoluto o l’Agnostos Theos.
[Eoni che però divengono meno perfetti nel mentre si allontanano da Lui, come se la loro Luce si affievolisse distanziandosi da quella sorgente. L’ultimo di questi Eoni sarebbe l’Anima Umana, che incarnandosi nella Materia ne è rimasta sopraffatta, restando ingabbiata e schiava del dolore, della sofferenza, la morte, del Male, dove è nell’oblio delle tenebre che essa si dimentica delle proprie origini, della sua natura divina, come è solo mediante la Gnosi, o il riprendere Coscienza della propria identità che le è possibile ritornare a quel Divino Assoluto, il Pleroma; in questo iniziale atto di misericordia divina, l’Assoluto emanò l’Anthropos, ovvero l’Uomo Spirituale perfetto, l’Adam Kadmon che nella sua ultima incarnazione non è altri che Gesù[1].]
Ma la straordinarietà della Gnosi è la sua presenza in ogni civiltà umana, in quanto non esiste cultura che non detenga una ben specifica Conoscenza. La Sapienza non appartiene a nessuno, ma è di tutti noi in quanto si trova in noi, e nei secoli si è manifestata attraverso miti, leggende, speculazioni filosofiche, interiorizzazioni spirituali, concetti anche religiosi, etc. Perciò, la Gnosi è ravvisabile sia nella cultura cristiana come in quella pagana, sia in quella indù come in quella buddista, come tra i Sufi e nella fede Islamica, così come tra i Maya, gli Aztechi, i Toltechi, i Persiani, gli Egizi, etc. Perché è evidente che la figura di Osiride, l’Uomo Cosmico decaduto, prigioniero del Male, rinchiuso in una bara da Seth, il fratello malvagio, rappresenti anche il divino che è in noi, l’Eone che viene liberato dall’Horus, il Figlio, il Cristo: Padre, Figlio e Spirito Santo non sono altro che l’Osiride, l’Horus e la Iside, o Brahma, Vishnu e Shiva nei misteri Indù; perché lo Spirito Santo è Shiva che sdoppiandosi in Shiva-Shakti si indentifica con Iside, Maria, la Divina e Grande Madre dell’Universo.
Per questo motivo la Gnosi è definita anche Philosophia Perennis et Universalis (Filosofia Perenne ed Universale) perché oltrepassa tutti i concetti, i dogmi e le teorie, essendo puramente sperimentale, in quanto è mediante l’esperienza diretta che è possibile conoscerla veramente. La Gnosi ha lo scopo di fornire le chiavi per aprire le porte della Conoscenza, e queste chiavi si trovano dentro di noi: gnôti sautón (greco), nosce te ipsum (latino), ovvero nel “Conosci Te Stesso”, la celeberrima scritta incisa sul frontone del Tempio di Delfi, che Socrate adottò come proprio motto.
La Gnosi, pertanto, è in realtà un Auto-Gnosi, un concetto che vediamo espresso anche nella più tarda Massoneria Esoterica, quando viene indicato il VITRIOL con il Visita Interiora Terræ, Rectificando Invenis Occultum Lapidem, ovvero nel “Visita l’interno della Terra, seguendo la retta via troverai la Pietra Occulta.” Questa Pietra Occulta è la Pietra Filosofale, la Conoscenza, l’ultima Verità, la Gnosi concepita come realizzazione del proprio nella reintegrazione con il Pleroma, dove l’interno del pianeta rappresenta le profondità dell’Uomo, sia attraverso la Psiche (il Logos) che la propria Anima (l’Eone).

«In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio. […] In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne, quel che è nato dallo Spirito è Spirito.» (Gv 3,3-5)


L’Universo non ha alcun fondamento, è nato da un Errore a causa di un fenomeno assimilabile ad una vera e propria “Caduta”. La Realtà sarebbe quindi il Pleroma, formato dall’Uno inconoscibile e dal quale discendono una serie di Eoni, Entità splendenti e pure e di cui uno degli ultimi, specie per i cristiani gnostici, è stato il Cristo; l’ultimo Eone in ordine di gerarchia invece è la Sophia, la Sapienza. Sophia, piena di Amore per l’Assoluto tentò di risalire per incontrarlo ma questo movimento provocò un cataclisma immane, il Big Bang, la terribile esplosione che generò lo Spazio ed il Tempo.
La Sophia durante questo Caos precipitò in basso generando Yaldabaoth (di cui una delle sue ultime manifestazioni è lo YHWH dell’Antico Testamento), il Demiurgo forgiatore di questo Mondo, arrogante, geloso e vendicativo, che generò dapprima il nostro Universo, una dimensione dove le idee presero forma materiale (lo Spazio iniziò così ad espandersi, producendo poi Stelle e Pianeti che si raggrupparono in Galassie) e infine diede vita agli ibridi a lui sottoposti, gli Arconti.
Il Demiurgo, pertanto, ignaro di tutto ciò che si trova sopra di lui, forgia in questo modo l’Universo conosciuto che può essere considerato come una specie di aborto, un vero e proprio Regno del Male o della Materia. In questo Universo fatto di Materia, la Sophia ne rimane così imprigionata, costretta ad incarnarsi fisicamente (nel Corpo), sino a quando il Demiurgo non riesce a ricreare l’Uomo: “Facciamo l’Uomo a nostra immagine e somiglianza”; egli parla sempre al plurale nei miti antichi perché opera insieme agli Arconti, le forze dominatrici di questo Mondo.
A sua insaputa, nell’Uomo, vi resta imprigionata la Scintilla Divina (il Fuoco Sacro), e Adamo, disobbedendo al suo creatore, il Demiurgo Yaldabaoth, conosce infine la verità, ovvero, che al di sopra del suo finto Dio vi è l’Uno Supremo, inconoscibile, il Mondo Reale del Pleroma.[2]
Dunque, questo Universo e il nostro Mondo, è la diretta creazione di un Dio Inferiore, di un Demiurgo e che, visto dallo gnostico, rappresenta la quintessenza del Male Metafisico. Lo gnostico in questo Mondo è come uno straniero (allogeno), dove d’altra parte, riesce a conoscere anche la verità facendone diretta esperienza, con il compito di ritrovare la Sophia (la Sapienza) ed insieme a lei risalire al Pleroma; azione che nell’Induismo e nel successivo Buddhismo viene chiamata Illuminazione.
Ogni Uomo, pertanto, possiede questa Scintilla di Sophia, un suo frammento, ma per la dottrina gnostica la maggioranza degli Esseri Umani è costituita da: gli Ilici, coloro che nascono, si riproducono e muoiono vivendo come gli animali, o anche peggio, senza capire niente e restando vittime delle proprie passioni, veri e propri schiavi del Sistema; poi segue una minoranza, gli Psichici, coloro che sono capaci di ragionamento e di conoscere la Verità, magari anche risvegliandosi, seppure non siano capaci di viverla pienamente; infine ci sono gli Gnostici o Pneumatici, gli unici capaci di giungere di fatto a quella Verità o all’Illuminazione.
Lo Gnostico, alla fine, per congiungersi con l’Uno, deve prima risalire tutte le Sette Sfere (i propri Centri Energetici[3]), sconfiggendo i terribili Arconti che le presiedono, dovrà identificarsi poi con i singoli Eoni (il proprio ) e risalire i Cieli uno alla volta; in questo processo egli diviene così un Teurgo, ovvero un praticante della Teurgia e che, letteralmente, significa “Creazione di Divinità”.

«Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri.» (1 Cor 15,39-40)

Arrivati a questo punto così affascinante, quanto mai complesso del nostro cammino, penso sia doveroso farvi una precisione, dal momento che dà in ora in avanti, passeremo da una speculazione filosofica ad una direttamente esperienziale. Quanto leggerete è il frutto di un lavoro, sia personale che di gruppo, che è stato portato avanti nel corso degli anni, sia singolarmente che grazie anche al contributo di vari ricercatori.
Partiti da situazioni personali anche molto differenti, sia per esperienze che per conoscenze acquisite, abbiamo notato che le strade di tutti erano arrivate al punto di convergere in un unico grande quadro, delineatosi integrando tematiche apparentemente distanti, quali: Scienza, Astronomia, Fisica, Cosmologia e Cosmogonia, Mitologia, Filosofie Occidentali e Orientali, Spiritualità, Ufologia, etc.
Al tempo stesso ci eravamo resi conto che la mole di informazioni in circolazione, non solo su Internet, ma anche in certi gruppi di ricerca, comprese riviste, libri di settore e/o affini, presentava basilari spunti riflessivi molto importanti e che in parte abbiamo incluso nelle nostre ricerche, avviando, al contempo, un lavoro di sintesi in grado di accomunare diverse fonti (non soltanto personali) e che han-no contribuito alla stesura di una visione sempre più chiara e semplificata.
Pur restando consci di essere soltanto all’inizio di un lungo viaggio, ma dove era necessario togliere della nebbia stratificata in anni di condizionamenti, sia in ambito religioso come di malsana ricerca, e che si era addensata in modo alquanto pericoloso, siamo al tempo stesso conviti che un problema, di qualsiasi Natura o Entità, lo si può conoscere e superare solamente se lo si comprende realmente, togliendo incrostazioni, luoghi comuni ed inesattezze.
Le origini dell’Uomo, specie la nostra attuale Civiltà, restano ancora avvolte nell’oblio, travisate da grosse lacune, miste a certezze accademiche inossidabili e sovente fuorvianti, nonché a casi di religioso misticismo conservatore, spesso sfociante in bieco fanatismo, pertanto ad un certo momento del nostro cammino è stato spontaneo volgere lo sguardo altrove, alla ricerca di strade alternative, capaci di contribuire ad una maggiore consapevolezza di stessi e della propria storia, in relazione con il Cosmo che ci circonda.
Come abbiamo visto, l’Universo pullula di vita, c’è ne ovunque, a qualunque stadio evolutivo e in qualsiasi dimensione volgiamo lo sguardo, infatti, in esso si formano due tipi di intelligenze: quelle Umane e quelle Aliene. Le prime nascono spontaneamente, appartengono ad un genere del tutto autoctono, naturale, Originale, Divino, mentre le seconde, al contrario, sono Civiltà di origine Animale e che, diventate senzienti per mezzo di manipolazioni genetiche, aspirano oltre ogni limite a diventare anch’esse Umane e Divine.
All’interno del gruppo delle Civiltà Umane Extraterrestri si è formata un ulteriore divisione, riconoscibile nelle Società Originali e Società Parassita. Le Società Originali sono composte da individui che, nati e sviluppatesi spontaneamente, vivono in armonia con tutto ciò che li circonda, mettendo al centro della loro esistenza l’evoluzione interiore e spirituale, con lo scopo ultimo di andare incontro ad un’espansione di Coscienza del Divino. Tutte queste Società, pur essendo molto diverse tra loro, vivono in pace, amore, accettazione, consapevoli di essere parti di un unico “organismo divino”, e di conseguenza sviluppano sistemi sociali per noi utopistici, ma che nell’Universo sono la normalità.
Le Società Parassita, invece, sono composte da un insieme di uomini, tutti ribelli, formati di solo Ego (un Corpo fatto di magnetismo, sovente fisico o similare), dove la Coscienza individuale si riorganizza attraverso una forte impronta dittatoriale, manipolatoria, nella quale vige il controllo, il terrore, la paura più assoluta, la violenza, degradandosi a tal punto da diventare dei veri e propri Alieni. Questa tipologia di Umani Parassita, spesso si diletta nell’ingegneria genetica, manipolando la Materia con velleità demiurgiche, arrivando a creare molte Razze Aliene attraverso le ibridazioni[4].
Sappiamo per certo che nella nostra Galassia esistono tantissime Civiltà Aliene ma in maggior numero quelle Umane o Originali: le prime necessitano di mezzi materiali per muoversi ed operare (le Astronavi), mentre le seconde, le Società Originali, ovviamente presenti a più livelli di evoluzione, possono sia spostarsi con le macchine ma anche a livello sottile e a-strale, entrando in comunicazione con altre Civiltà simili e consorelle sparse in tutto l’Universo. Allo stato attuale conosciamo decine di Civiltà Extraterrestri (anche se abbiamo la quasi certezza che il numero esatto sia incalcolabile), alcune delle quali interagiscono ed interferiscono a più livelli con il Genere Umano. Per semplificare e rendere più chiara la conoscenza di queste Società, andremo adesso a spiegare brevemente le caratteristiche distintive di ognuna.




[1] Questo modello di Caduta Pleromatica è ben descritto dal testo gnostico della Pistis Sophia, dove Gesù, dopo la resurrezione dai morti, durante undici anni trascorsi con i discepoli, narra di questa Entità Celeste Femminile che confuse la luce inferiore con quella superiore, ed inseguendola cadde nella Materia; in seguito Gesù descrive il suo processo di riconquista del Pleroma. Nei misteri templari si dice che il testo sacro della Pistis Sophia fu scritto da Maria Maddalena, sposa-sacerdotessa del Cristo Gesù e simbolo della Gnosi.
[2] Sophia arriva a disperarsi perché il Cristo, il Salvatore, mosso a pietà, discende attraverso le Sette Sfere degli Arconti e giunge nel Mondo per liberarla ed insegnare agli uomini la vera dottrina. Per questo motivo, Yaldabaoth riesce, attraverso il suo popolo eletto, gli Ebrei, a farlo morire sulla croce, dove ovviamente muore l’Uomo Gesù, mentre l’Eone Cristo risale al Pleroma.
[3] Conosciuti anche come i Chakra delle Filosofie Orientali.
[4] Ad esempio, la prima Razza Aliena di cui abbiamo attualmente notizia, è nata grazie ad un intervento esterno da parte di un'antichissima Civiltà Umana, e successivamente anche questa Società, ha avviato un lavoro di ibridazione con l'intento di emulare i propri Creatori.

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte I - Cosmogenesi / Lezione 3, 3.1 - Le Gerarchie Galattiche

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