"La Natura degli Arconti" di Federico Bellini

("Il Trionfo della Morte" di Palazzo Abatellis, Palermo, particolare)

<<Proseguì nuovamente Maria, e disse a Gesù: - Di che genere sono le tenebre esteriori, o meglio quanti luoghi di punizione ci sono in esse? Gesù rispose e disse a Maria: - Le tenebre esteriori sono un grande Drago con la coda in bocca, sono fuori del mondo e circondano tutto il mondo. Dentro di esse, i luoghi di condanna sono molti: dodici sono le terribili camere di tormenti, in ogni camera c’è un Arconte, e l’aspetto di ogni Arconte è diverso l’uno dall’altro.
Il primo Arconte, quello che si trova nella prima camera, ha l’aspetto di Coccodrillo con la coda in bocca: dalle fauci del Drago viene fuori tutto il ghiaccio, tutta la polvere, tutto il freddo, tutte le infermità; nel suo luogo è chiamato con il suo autentico nome, cioè «Enchthonin». L’Arconte che si trova nella seconda camera ha l’aspetto di un Gatto, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Charachar». L’Arconte che si trova nella terza camera ha l’aspetto di Cane, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Archaroch». L’Arconte che si trova nella quarta camera ha l’aspetto di Serpente, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Archrochar». L’Arconte che si trova nella quinta camera ha l’aspetto di Toro nero, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Marchur». L’Arconte che si trova nella sesta camera ha l’aspetto di Cinghiale, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato «Lamchamor». L’Arconte della settima camera ha l’aspetto di un Orso, questo è il suo autentico aspetto; nel suo luogo è chiamato con il suo autentico nome, «Luchar». L’Arconte dell’ottava camera ha l’aspetto d’Avvoltoio, questo è il suo autentico aspetto; ed il suo nome, nel suo luogo, è «Laraoch». L’Arconte della nona camera ha l’aspetto di Basilisco, questo è il suo autentico aspetto; il suo nome, nel suo luogo, è «Archeoch». Nella decima camera vi è una quantità di Arconti, ognuno ha sette teste di Drago, nel suo aspetto autentico; quello che è al di sopra di tutti, nel suo luogo è chiamato col suo nome, «Zaramoch». Nell’undicesima camera si trova una quantità di Arconti, ognuno ha sette teste con l’aspetto di Gatto, nel suo aspetto autentico: il grande, quello che è al di sopra di essi, nel suo luogo è chiamato «Rochar». Nella dodicesima camera si trova una grande quantità di Arconti, ognuno ha sette teste con l’aspetto di Cane, nel suo aspetto autentico; il grande, quello che è al di sopra di essi, nel suo luogo è chiamato «Chremaor».
Ora, questi Arconti di queste dodici camere si trovano all’interno del Drago delle tenebre esteriori: ognuno ha un nome a seconda delle ore, ognuno cambia d’aspetto a seconda delle ore; inoltre, ognuna di queste dodici camere ha una porta che conduce verso l’alto. Sicché, il Drago delle tenebre esteriori consta di dodici camere oscure, ed ogni camera ha una porta che conduce verso l’alto. Un Angelo dall’alto vigila ogni porta delle camere: li ha posti Jeu, il Primo Uomo, il sorvegliante della luce, l’inviato del primo comandamento, come custodi del Drago affinché sia lui, sia tutti gli Arconti, che sono nelle sue camere, non si ribellino.>>[1]

Ipostasi degli Arconti o La Natura degli Arconti (III d.C.) è un trattato gnostico in lingua copta interno ai codici di Nag Hammadi, si tratta di un’esegesi di Genesi 1-6 che espone la mitologia gnostica sulla creazione del Cosmo e dell’Umanità. Seppure l’inizio e la fine di questo testo siano gnostico-cristiani, il resto si presenta come una narrazione mitologica dell’origine e la natura degli Arconti che popolano i Cieli tra la Terra e l’Ogdoade, e di come il destino umano sia influenzato. L’opera, perciò, si presenta sotto forma di trattato in cui il Maestro affronta vari temi suggeriti dal dedicatario, iniziando con un frammento di Cosmogonia e che conduce ad una rivelazione della vera storia degli eventi della Creazione raccontati nella Genesi, rivelazione che riflette la sfiducia nei confronti di un mondo materiale nei riguardi del Demiurgo che l’ha forgiata.
Il Demiurgo, come sappiamo, non potendo operare da solo fu costretto a circondarsi di fidati scagnozzi e fu così che creò gli Arconti (dal greco Arkhonontos), figure che svolgono il ruolo di giudici e controllori dello stesso mondo materiale. Nella dottrina gnostica il mondo materiale è diviso dalla sfera divina (il Pleroma[2]), un luogo atemporale e adimensionale preesistente ad ogni cosa. Questa divisione si originò da un “peccato iniziale” nel quale un’emanazione divina si frappose tra il mondo materiale da essa generato e dove l’Uomo si trova ancora oggi imprigionato.
Nello gnosticismo iranico, nel quale il Dualismo raggiunse l’apice, si assiste persino ad uno scontro eterno e dai contorni titanici tra due divinità, mentre in quello ellenico e giudaico, opposta alla figura del Dio Occulto si erge quella del Dio Minore (il Demiurgo), che viene coadiuvato da una serie di emanazioni da lui generate, gli Arconti. In questo enorme affresco cosmogonico, essi incarnano, quindi, le potenze responsabili della creazione umana e del nostro Mondo, ma sono anche quelle potenze che grazie al loro ricordo dell’Armonia e dell’Ordine del Pleroma, danno le regole al Cosmo e al Tempo. La loro funzione, inoltre, non si limita solo a questo, ma sono anche gli artefici del maggior ostacolo al ritorno dell’Uomo verso l’Assoluto, e la loro opera si esplica proprio nel soggiogare l’umanità con delle regole fittizie ed illusorie (il Sistema).
Nel testo di seguito riportato (Ipostasi degli Arconti o La Natura degli Arconti), trovato a Nag Hammadi nel 1945, è possibile leggere una versione della Genesi, originaria in lingua copta, nella quale viene esposta la Creazione del Cosmo e dell’Umanità, testo fondamentale per comprendere, come in questo antico manoscritto, ci siano forti evidenze tra la sempre più facile equazione Arconti=Alieni.

<<Nello Spirito del Padre della Verità, il grande Apostolo disse: - la nostra lotta non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti. - Vi invio questo scritto affinché siate informati sulla realtà di queste Potenze.
Il loro grande Dio, reso cieco a causa della sua ignoranza e della sua arroganza, ha detto: - Io sono l’unico Dio, non vi è nessun altro al di fuori di me. - Questa affermazione raggiunse l’Eone Incorruttibile dal quale uscì una voce che disse: - Ti sbagli Samael, tu sei il dio dei ciechi! - I suoi pensieri erano ciechi e, avendo lanciato la sua Potenza, la bestemmia aveva parlato. Egli ha imitato sua Madre fin nel Caos e nell’Abisso, attraverso la Pistis Sophia, ed ha fondato la sua progenie, ciascuno secondo il suo potere, avendo come modello gli Eoni che sono nella regione superiore, perché le cose visibili erano copiate ed inventate dall’Invisibile.
Come l’Incorruttibilità guardò in basso nelle regioni delle acque, la sua immagine apparve nelle acque e le autorità delle tenebre si innamorarono di lei, ma non poterono impadronirsi di tale immagine, a causa della loro debolezza perché “quelli dell’Anima” (mpsychikos) non potevano impadronirsi di “quelli dello Spirito” (mpneumatikos), perché erano al di sotto e l’immagine proveniva dall’alto. Per questo motivo, l’Incorruttibilità, guardando verso il basso, avrebbe potuto congiungere la totalità con la luce, secondo la volontà del Padre. Allora i Governanti (gli Arconti) cospirarono e dissero: - venite, creiamo un essere umano con la polvere della terra - e modellarono la loro creatura come uno fatto interamente di terra.
I Governanti presero un po’ di terra e modellarono la loro creatura secondo il loro corpo e secondo l’immagine del Dio che era apparsa loro nelle acque. A causa della loro impotenza non capivano la potenza del Dio: soffiarono sull’uomo, ma questo non poteva vivere a causa della loro impotenza e rimase sulla Terra per molti giorni. Insistettero come venti impetuosi per far acquisire all’uomo l’immagine che era apparsa loro nelle acque, ma non conoscevano l’identità del suo potere. Ora, tutte queste cose avvennero per volontà del Padre della Totalità. Successivamente lo Spirito vide l’uomo che giaceva sulla Terra e scese dalla regione adamantina e venne ad abitare in lui che divenne un’Anima vivente. Egli ebbe il nome Adamo da quando cominciò a muoversi sulla Terra ed una voce venne dall’Incorruttibilità per dargli assistenza.
I Governanti [gli Arconti] radunarono tutti gli animali della Terra e tutti gli uccelli del cielo e li portarono a Adamo per vedere che nome Adamo avrebbe dato loro, poiché egli aveva il potere di dare il nome a tutti gli uccelli ed a tutti gli animali. Presero Adamo e lo posero in un Giardino che avrebbe potuto coltivare e vegliarono su di lui. I Governanti dettero a Adamo questo comando: - Tu puoi mangiare liberamente da ogni albero del Giardino, ma dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male non puoi mangiare né toccare. Il giorno che mangiassi da esso, conoscerai la morte. - Essi non capivano quello che gli avevano comandato. Hanno parlato in questo modo per la volontà del Padre e consideravano Adamo come uno fatto solo di materia. I Governanti si consultarono uno con l’altro e dissero: - venite, portiamo il sonno a Adamo - ed egli si addormentò, ma il sonno che avevano portato su di lui era l’ignoranza.
Aprirono un suo lato e fecero sorgere una donna vivente e ricoprirono questo lato con un po’ di carne e Adamo venne ad essere interamente di Anima (mpsychikos). E la donna spirituale venne da lui e parlò con lui dicendo: - Alzati Adamo! - Lui, quando la vide disse: - Sei tu che mi hai dato la vita e ti chiamerai Madre dei Viventi - perché è lei che è mia madre, è lei che è il medico e la donna, è lei che ha partorito. - Poi i governanti si avvicinarono a loro e quando videro la donna parlare con lui, furono presi da grande turbamento e si innamorarono di lei e si dissero l’un l’altro: - venite, seminiamo il nostro seme in lei - e lei rideva per la loro insensatezza e la loro cecità. Nelle loro grinfie divenne un albero e lasciò la sua ombra su di loro, che l’avevano contaminata vergognosamente. E contaminarono anche la sua voce e si resero passibili di condanna da parte della loro creatura modellata secondo la loro forma e la loro immagine.
Poi venne un essere spirituale (mpsychikos), l’istruttore, il Serpente e disse loro: - Cosa vi è stato comandato? Potete mangiare liberamente da ogni albero del Giardino, ma dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male non potete mangiare? - La donna carnale rispose: - non solo ci è stato detto di non mangiare, ma anche di non toccare, perché, se lo facessimo, conosceremo la morte. - Ed il Serpente, l’istruttore disse: - voi non morirete. Vi è stato detto questo per gelosia. Piuttosto i vostri occhi si apriranno, diventerete come Dio e conoscerete il Bene ed il Male. - E l’istruttore fu portato via dal Serpente e la donna rimase sola sulla Terra.
La donna carnale prese un frutto dall’Albero e lo mangiò e ne diede al marito ed a sé stessa ed a “quelli dell’Anima” (ampsychikos) e la loro carenza si mostrò nella loro ignoranza e riconobbero di essere nudi nello spirituale (apneumatikon) e presero foglie di fico e le legarono sui loro fianchi. Poi il Grande Sovrano venne e disse: - Adamo, dove sei? - Non sapeva quello che era successo. E l’uomo disse: - Ho udito la tua voce e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto. - Il sovrano disse: - perché ti devi nascondere? Forse hai mangiato dal solo Albero da cui ti avevo comandato di non mangiare? - Adamo disse: - La donna che mi hai dato lo ha dato a me ed io ne ho mangiato. - E l’Arrogante maledisse la donna. La donna disse: - È stato il Serpente che mi ha portato fuori strada ed io ho mangiato. - Non sapeva che il Serpente era la sua forma modellata.
Da quel giorno il Serpente cadde nella maledizione dell’Autorità, finché non fosse apparso l’essere umano perfetto (pteleios nrome) e la maledizione sarebbe cessata. I Governanti presero Adamo e lo gettarono fuori dal Giardino insieme a sua moglie ed anche loro caddero sotto la maledizione. E gettarono tutta l’umanità in grandi distrazioni e grandi difficoltà, in modo che il genere umano fosse occupato in cose terrene e non poteva dedicarsi allo Spirito Santo. […]>>

Arrivati a questo punto ci sembra superfluo commentare un testo antico così esplicito...




[1]Pistis Sophia Svelato” di Samael Aun Weor.
[2] Il termine Pleroma (greco πληρωμα) generalmente si riferisce alla totalità dei Poteri di Dio. Il termine significa pienezza, e viene usato sia in contesti gnostici che in quelli cristiani (Colossesi 2,9).

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte I - Cosmogenesi / Apprendice II

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