"Gli Spiriti Solari" di Federico Bellini

In Fisica e in Chimica, il Plasma è un gas ionizzato costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è nulla), essendo però costituito da particelle cariche, i moti complessivi delle particelle che lo compongono, sono in gran parte dovute alle forze a lungo raggio, e che si vengono continuamente a creare mantenendo, così, il Plasma neutro. In quanto tale, il Plasma, è considerato come il Quarto Stato della Materia, distinguendosi dal Solido, il Liquido e l’Aeriforme, in quanto Ionizzato significa, in questo specifico caso, che una frazione significativamente grande di elettroni è stata strappata dagli Atomi. Le cariche elettriche libere fanno sì che il Plasma sia un ottimo conduttore di elettricità e che risponda fortemente ai Campi Elettromagnetici.
Mentre sulla Terra la presenza del Plasma è relativamente rara (ad eccezione dei fulmini[1], le aurore boreali e le fiamme), nell’Universo, invece, costituisce più del 99% della Materia conosciuta: si trovano sotto forma di Plasma sia il Sole, le Stelle, le Nebulose, tanto che si ha persino una sua formazione sullo scudo termino dei veicoli spaziali al rientro nell’Atmosfera. Anche i potenti brillamenti solari (flare) emettono Plasma dalla Corona Solare, diffondendosi in tutto il Sistema Solare, conosciuto dagli scienziati anche con il termine di Vento Solare.

«Attorno agli anni '60 del XX secolo, il premio Nobel per la Fisica, Hannes Afven, teorizzò la cosmologia del plasma. Esperto nel campo della magnetodinamica, Afven sostenne che i campi magnetici hanno avuto ed assumono un ruolo fondamentale nella composizione delle strutture cosmiche. Fu lui a dimostrare che la Via Lattea aveva un campo magnetico che non era la semplice somma di quelli stellari ed ipotizzò che tale campo magnetico galattico fosse dovuto ai moti del plasma interstellare. […] Gli elettroni del plasma sono liberi di spostarsi sotto l’influsso di una tensione applicata o di un campo magnetico, generando con il loro spostamento una corrente elettrica. Questo significa che il plasma ha come proprietà principale quella di trasportare l’energia elettrica, formando filamenti di energia che seguono le linee dei campi magnetici: infatti nel cosmo questi filamenti si trovano ovunque

Il Plasma, quindi, potrebbe essere un “brodo” in cui nascono e crescono creature senzienti, Entità formate della stessa sostanza delle Stelle, in grado di potersi muovere nei meandri del Cosmo e di entrare in contatto con altri esseri viventi. Micah Hanks in “Creature di energia nell’atmosfera terrestre?”, ricorda che, fra gli altri, Charles Fort, Ivan Sanderson e Trevor James Constable, proposero la teoria di “forme di vita atmosferiche”, tanto che quest’ultimo, nel saggio “The Cosmic pulse of Life” arrivò persino a teorizzare l’esistenza di esseri che vivrebbero negli strati superiori dell’atmosfera, ove si muoverebbero per recarsi sulla terra saltuariamente.
Ma per quanto strana possa apparire quest’idea, persino il grande astronomo Carl Sagan discusse sulla forma di presunti Alieni Sferici in grado di vivere nell’atmosfera dei pianeti giganti gassosi, come ad esempio Giove, come si è a conoscenza di avvistamenti, da parte di alcuni astronauti, di singolari forme energetiche nello Spazio, - e che a tali storie abbiano contribuito per degli studi della NASA -, i quali suggeriscono che forme di vita basate sul Plasma possano essere state scaturite dal “vacuum” (Vuoto Cosmico).

Come ampiamente spiegato nel precedente capitolo[2], circa la trasformazione e la successiva trasmigrazione delle Anime da parte di una Coscienza Cosmica (il Demiurgo), dallo Spazio Siderale, e attraverso le Stelle, negli Strumenti del Tempo, ovvero i Pianeti, fra i quali Timeo-Platone, annovera anche la Terra, si scopre che in un dato momento dell’incommensurabile storia universale, avvenne una vera e propria opera di inseminazione mediante una selezione, dove “ciascuna veniva inserita in quello che le era più appropriato.”
Le Anime, perciò, vennero poi tolte dalle loro Stelle fisse e trasferite sui rappresentati planetari corrispondenti, non prima di essere rivestite di un “involucro spirituale”, quantunque “diversi” tanto dall’Eternità che risiede nell’Unità, quanto dal moto regolare della Sfera delle Costellazioni, pur rimanendo “Sé stesse”. E se nel mentre lo Spirito rimane immutato, in quanto si espande lungo l’Asse dello Spazio, l’Anima, invece, non solo si reincarna di continuo espandendosi lungo l’Asse del Tempo, ma poiché i corpi ospitanti si moltiplicano, essa si suddivide sempre più.


Il Demiurgo (o la Mente che si espande lungo l’Asse delle Energie) non ha creato solo le singole Anime di tutte le forme Umane destinate a germogliare nel Cosmo, bensì un vero e proprio “Seme dell’Uomo” (l’Adam Kadmon o i Primi Uomini), destinato a moltiplicarsi macinato come farina impalpabile nel Mulino del Tempo. L’idea che vi siano “Anime delle Stelle Fisse” da cui ebbe origine la vita mortale e tra esse ve ne siano anche di eccezionalmente virtuose, le quali “una volta liberate”, possono ritornare in qualsiasi momento scegliendo liberamente il proprio cammino, non è solo una parte del vitale Sistema Arcaico del Mondo, ma spiega anche l’interesse ossessivo delle antiche culture del pianeta, di trovare una spiegazione plausibile alla complessa mitologia dalla quale attingevano.
Da qui deriva il concetto, ad esempio, secondo cui in Adamo erano contenute le 600.000 Anime di Israele, simili ad un intricato sistemati di fili intrecciati, tanto più che viene persino spiegato come: “Il Figlio di Davide (il Messia) non verrà prima che tutte le Anime che sono state sul Corpo del Primo Uomo siano terminate”. Così come inconfondibile è anche il mito dell’ultimo giorno presso i Pawnee Skidi delle grandi pianure nordamericane: “L’ordine per la fine di tutte le cose verrà dato dalla Stella del Nord, e la Stella del Sud eseguirà gli ordini. La nostra gente fu creata dalle stelle. Quando verrà il tempo della fine di tutte le cose, la nostra gente si trasformerà in piccole stelle e volerà sino alla Stella del Sud, al luogo che le spetta.

Arrivati a questo punto del nostro cammino, appara evidente che le Stelle incarnino una vera e propria Coscienza a sé stante all’interno della complessa architettura universale, una vera e propria Coscienza Solare. Essa è un’energia spirituale, pura e senziente, che dimora in tutti gli Astri del Cosmo. Chiamato anche Sé Superiore o Super-Spirito, viene sovente associato anche al Terzo Occhio (Sesto Chakra), che sta alla radice delle più disparate esperienze mistiche, in quanto definito anche come “Testimone”, essendo la parte di noi che durante l’auto-osservazione può essere sperimentato come Colui che Osserva. Essendo la primordiale forma energetica maschile, costituisce il collante universale del Tutto, la forma spirituale che rivestendosi di un Corpo fa esperienza della Materia, “animandola” (Anima).
Una Coscienza di cui tutti siamo portatori, da me denominata Atoniana (da Aton, divinità solare dell’Antico Egitto), all’epoca rappresentata da un grande globo luminoso che esercitava la sua benefica influenza, dispensando vita attraverso i suoi raggi splendidi e pieni di calore. Decine di divinità affollavano il pantheon egizio, ma il Sole fu sempre al centro di una particolare venerazione, come probabilmente rappresentò, meglio di altri, il divino in senso più propriamente universale. E proprio questa forma divina stellare fu protagonista dell’unico episodio, nell’ambito della religione egizia, di eresia monoteistica, o più correttamente enoteistica, in quanto un Dio arrivò a rappresentare persino tutte le divinità all’epoca venerate.
Fondatore di questa rivoluzionaria visione fu il faraone Amenofi IV (Tebe, 1375 a.C. circa - Akhetaton, 1334/1333 a.C. circa), insieme alla sua consorte Nefertiti, durante la XVIII dinastia del Nuovo Regno, quando assieme diedero vita ad un nuovo modo di intendere il Culto Solare, riunito così nella figura di un unico Dio e Re, con il nome di Aton, sostituendolo alla teologia tebana che adorava Amon. Il Sole, precedentemente rappresentato come un uomo dalla testa di Falco, venne simboleggiato dal Disco dal quale partono i raggi terminanti in mani tese, che porgono l’Ankh, la Chiave della Vita, agli umani e a tutto il Creato.

Nel quinto anno di regno, il Faraone diede inizio alla costruzione di una nuova capitale e che chiamò “Akhet-Aton” (Orizzonte di Aton), corrispondente con l’odierna El-Amarna, città che, con i suoi templi e con i grandi cortili aperti, celebrava i riti del nuovo culto, la grandezza, la vitalità e la possibilità per tutti di riceverne i frutti. La nuova fede, però, ebbe breve vita, dal momento che colui si suppone essere il genero di Akhenaton, Tutankhaton, sebbene molto giovane, restaurò quasi subito l’antico culto non appena divenne il nuovo sovrano, riportando inoltre la corte a Tebe, e cambiando il suo nome in Tutankhamon (“Immagine vivente di Amon”), nome che lo ha reso celebre, poi, in tutto il mondo a seguito della scoperta nel XX secolo della sua tomba pressoché intatta.
Simboleggiato dal Sole da cui partono i raggi che trasmettono attraverso le sue mani la vita sulla Terra, Aton non aveva altre forme tangibili se non quella visibile del suo Disco Solare, ovvero, della Stella a noi più vicina e che ogni giorno splende nel Cielo. Non poteva essere rappresentato con un’immagine scolpita, un idolo, come i fedeli non avevano bisogno di sacerdoti a fare da intermediari tra gli uomini e la divinità, perché lo potevano vedere ogni giorno nella loro quotidiana visione naturale, rivolgendosi direttamente a lui attraverso preghiere o invocazioni. Il primo monoteismo ufficialmente apparso al mondo durò 18 anni o poco più, ma è alquanto probabile che il suo culto sia stato trasmesso alle generazioni successive, influenzando, come vedremo nei capitoli successivi, la nascita di alcune religioni apparse secoli dopo.

Molti secoli più tardi, infatti, la centralità del Sole ritornò in auge in alcune correnti orientali e che andarono poi ad insinuarsi fin dentro il vasto Impero Romano. Tra essi vi fu il culto di Abraxás (o Abrasáx o Abracax), d'incerta etimologia, il suo nome venne ritrovato su pietre e gemme utilizzate come talismani magici (successivamente il termine si trasformerà nella parola Abracadabra[3], termine tanto caro anche ad una certa magia mistica antica e moderna). Di origine gnostico-mithraica, rappresenta principalmente la mediazione fra l’Umanità e il Dio Sole, mentre presso la tradizione persiana simboleggiava l’unione/totalità fra Ahura Mazda (Ohrmazd) ed Arimane (Ahriman), ossia tra Bene e Male.
A parte la visione dei Padri della Chiesa che vedevano nella sua figura, come in altre, quella di Satana/Shaitan, le principali fonti dirette, invece, risalenti al primo e più antico gnosticismo, specie in quelle facenti parte dei codici di Nag Hammadi (il Vangelo degli Egiziani e l’Apocalisse d’Adamo), egli si rivela come un grandissimo Eone Solare dove per alcuni si tratterebbe persino di un altro nome del Cristo, mentre altri mostrano riserve sulla sua natura di Dio Supremo. Sovente, però, specie nella Cosmologia Gnostica, Abraxás risultava essere il nome del Dio Altissimo, il Padre Ingenerato, un nome che si riteneva avere un potere apotropaico, attribuendo anche un valore numerico alle sue sette lettere, che sommate, secondo la numerazione greca, davano il numero 365.
Secondo Basilide[4], 365 era il numero dei Cieli di cui era costituito il Mondo Materiale, in questa visione (influenzata dal Neoplatonismo), ognuna di queste Dimensioni era governata da un Dio e dove, ascendendo da una verso l’altra, si aumentava la propria perfezione divina, così come 365 sono anche i giorni contenuti in un anno terrestre. Abraxás, comunque, era assiso al primo di questi Cieli, mentre in generale, gli gnostici, tendevano a identificare il Dio veterotestamentario come la potenza inferiore del Demiurgo, figura a cui veniva data una caratterizzazione negativa, contrapponendolo a lui, in quanto sommo Eone.

«Il silenzio è popolato da innumerevoli esseri: nelle foreste, nei laghi, negli oceani, nelle montagne e anche sotto terra, il Creatore ha posto ovunque degli abitanti. Anche il fuoco è abitato, l’etere, il sole, le stelle, tutto è abitato. Allora, ovunque andiate, sulle montagne, nelle foreste, sulle rive dei fiumi, dei laghi o degli oceani, se volete manifestarvi come un figlio di Dio che aspira a una vita più sottile e più luminosa, non turbate il silenzio di quei luoghi. Mostratevi coscienti della presenza delle creature eteriche che li abitano. Avvicinandovi ad esse, cominciate col salutarle, testimoniate loro il vostro rispetto, il vostro amore, e pregatele di darvi le loro benedizioni. Incantate dal vostro atteggiamento, quelle creature, scorgendovi da lontano, accorreranno per riversare su di voi i loro doni: la gioia, la luce, l’amore, l’energia pura. E voi tornerete a casa vostra con un più vasto senso della vita.» (Omraam Mikhaël Aïvanhov[5])

Platone, sia nel Timeo che nel Fedone aveva riportato delle verità imperiture e non soltanto delle semplici locuzioni filosofiche, perché all’interno dei suoi concetti si nasconde qualcosa di molto più importante da studiare e comprendere. È chiaro che le Stelle (e nel nostro caso l’Astro a noi più prossimo, il Sole) sono degli elementi essenziali per la nascita, lo sviluppo e la conclusione di ogni possibile forma di vita nell’Universo. Senza il Sole non potrebbe esistere la vita sulla Terra, compreso il nostro Genere Umano, pertanto le Stelle sono da sempre state la fonte o il veicolo per trasmigrare informazioni nei confronti di tutte le Creature ad esse collegate.




«Se entrate nell’altro mondo, se questo esiste, se è una realtà, cambieranno subito le vostre concezioni. Se quel mondo non esiste, dopo la morte tutto finirà. Ma se dopo la morte la vita continua a un livello superiore e non inferiore, allora che cosa si dirà? Noi abbiamo anche altre prove, ma non ci sforziamo di provare in modo logico che Dio esiste. Ci basiamo su una verità scientifica, non abbiamo dubbi che l’altro mondo esista. È una realtà così come vediamo il Sole, come percepiamo il cibo. Se una persona si nutre di illusioni quest’ultima perde il suo peso. Se pesa 5 chili dopo si alleggerirà così tanto che comincerà a volare. Ma se una persona si nutre con qualcosa di reale non perderà nulla del suo peso iniziale. L’altra vita non è separata da questa. Questa vita rientra come una parte in quell’altra. L’altro mondo è la vita completa. Noi sulla Terra formiamo solo una parte dell’altra vita. La vita non esiste soltanto qui sulla Terra. Esistono così tanti miliardi di soli con i loro pianeti e satelliti! Pensate che essi siano soltanto dei deserti? Esiste una vita organica su alcuni dei corpi celesti. Anche su Marte esistono degli esseri, dei canali. Su Venere esistono degli esseri e altrove ci sono degli esseri molto avanzati. Una russa scrisse un racconto sugli abitanti di Venere. Non è solamente un’affermazione: è una realtà. Ma secondo le condizioni presenti su Venere, esiste una varietà di forme esterne di vita. Alcuni vanno ancora più lontano e dicono che anche nel centro del Sole esista vita. Il calore del Sole è esterno, mentre nel suo interno esiste un’ottima atmosfera - primavera, giardini. Gli esseri sul Sole vivono una vita magnifica. La vita più bella nel Sistema Solare è quella sul Sole. Sono delle affermazioni. Voi potete chiedervi se sia davvero così. Alcuni si permettono perfino di dire che sono andati sul Sole e ne sono tornati, ma non sono bulgari. Persone bulgare non vi sono ancora andate, ma vi sono degli indù che affermano di essere andati sul Sole. Gli scienziati indù, gli adepti affermano che per andare sul Sole l’uomo deve fermare perfettamente il suo impulso e poi quando ritorna deve risvegliarlo. In Europa esiste un solo chiaroveggente, Swedenborg[6], che si è recato sul Sole. È stato una persona molto erudita sotto ogni punto di vista. Racconta che si è recato sul Sole, su Venere, su Giove: è andato ovunque e descrive la vita lì

 (Peter Deunov[7], conosciuto anche come Beinsa Duno)

Sicuramente esiste una differenza sostanziale (se vogliamo anche di forma), tra il Sole e i suoi possibili abitanti (i Solariani o Atoniani), ma questa simbiosi spirituale deve aver contribuito a forgiare entrambe queste forze in un continuo e gigantesco scambio di Energia e Conoscenza, perpetuandosi attraverso le varie Creature che si sono formate, evolute o estinte all’interno del nostro Sistema Solare, dal preciso istante della sua primigenia formazione. Gli Atoniani, inoltre, nascono e si sviluppano direttamente nel prodotto finale delle Nebulose, le Stelle, e in quanto composti degli stessi elementi, sono pertanto una forma senziente di Energia allo Stato Puro.

«Il nostro Sole può essere paragonato ad una lente la cui focale principale si troverebbe, per la nostra Terra, presso l’equatore, ma nel mare, non sulla terra. Non è brillante e ardente come noi ce lo immaginiamo. Man mano che ci innalziamo nell’atmosfera, ci accorgiamo che la sua luminosità e il suo calore diminuiscono, il suo colore diventa rosso e più scuro. Esso non è altro, in effetti, che il riflesso di un’altra sorgente luminosa situata al di là. Solo un velo ci impedisce di vederlo così com’è, e persino di esservi. Allo stesso modo un velo ci separa dal mondo lunare. Basterebbe togliere questi veli perché fossimo coscienti della vita e della natura lunare o solare. Luce smagliante e calore non sono dovuti che all’azione condensante della nostra atmosfera terrestre che agisce come una lente. Visto dallo stesso Sole, il Sole ha una tonalità pallida e bianca; lui stesso non è che il riflesso di un altro Sole. Luce e calore sono il prodotto, per tutti i pianeti, della loro propria natura (poli, magnetismo proprio, attrazione). Il Sole ci dona non soltanto la sua luce, ma riflette la luce degli astri e quella di altri Soli. Poiché però questa luce non viene riflessa che da un punto di una sfera, essa non toccherà che un certo punto (una regione della Terra, per esempio). Ivi cresceranno delle piante che hanno bisogno di quel nutrimento, e la luce nutrirà ugualmente dei minerali. Quando si conoscono le piante e i metalli, o minerali, che si nutrono della stessa luce, si sa dove trovare i metalli ecc., poiché verranno trovati là dove ci sono quelle piante. Il nostro Sole è abitato da esseri che non sono organizzati come noi. Il Sole dà asilo alle anime di tutti i grandi uomini di tutti i pianeti, a tutti gli uomini che sono stati grandi nel bene.» (Nizier Anthelme Philippe, conosciuto anche come Maître Philippe[8])

Comprendere chi siano realmente gli Atoniani o Solariani, quale forma fisica possano avere, il tipo di Civiltà o Società in cui vivono e operano, etc., è un compito assai arduo e tendenzioso. Da pochi decenni siamo riusciti a vedere chiaramente la superficie del Sole attraverso gli ultimi modelli di Satelliti, sempre più all’avanguardia e sofisticati, ma ancora molta strada resta da fare per arrivare a sondare ogni suo più abissale segreto. La Luce, seppure fonte di vita, è anche in grado di accecare la nostra vista e tenerci nascosto ogni mistero che in essa vi si nasconde, ma dal poco che sappiamo, gli Atoniani sarebbero in grado di poter vivere sulla superficie del Sole e di addentrarsi al suo interno, in una simbiosi pressoché catartica con la nostra Stella.
Pensate solo che se nel lontano 1842, il mistico austriaco Jakob Lorber[9] avesse comunicato agli scienziati di quell’epoca che “il Sole è abitato da Esseri Umani”, egli sarebbe stato quasi sicuramente dichiarato pazzo e internato in qualche ospedale psichiatrico, non prima di essere stato imbottito di farmaci!  Ma quando nel marzo 1996, la sonda spaziale Soho (Solar and heliospheric observer), lanciata in orbità attorno al Sole, iniziò a trasmettere i primi dati, mise in crisi gli astrofisici di tutto il mondo perché la teoria scientifica che “il calore del Sole è generato dalla reazione atomica del suo nucleo”, fu messa a dura prova quando si scoprì che la temperatura della Corona Solare ha una temperatura di 2 milioni di gradi, mentre sulla fotosfera o l’atmosfera interna non raggiunge che poche migliaia di gradi. Tale fenomeno, conosciuto come “Il Paradosso della Corona Solare”, dimostrò che il Sole è “caldissimo esternamente ma freddo internamente”! Ma non è tutto, perché il Sole visto ai raggi UV risulta come costellato di punti luminosissimi (luce puntiforme e non più uniforme). Ora, nel 1842 il “Signore” comunicò al mistico Jakob Lorber che il nostro Sole non è una Stella generatrice di Luce e Calore, ma un grande Pianeta abitato da Esseri Umani, poiché l’intensissimo splendore non proviene dal suo nucleo ma è causato da due fenomeni che avvengono nella Calotta Solare, e più precisamente: <<il calore e una discreta luminosità [elettrizzazione dell'atmosfera] sono causati dall'attrito dovuto alla rotazione del Sole intorno al proprio asse e dall'enorme velocità con cui esso orbita sia attorno al suo Sole Centrale chiamato Sirio, sia da altre velocità. (Cfr. GVG10/ 159/6 - GVG4/255/5 - SN/4-5); la luce intensissima e accecante è dovuta alla calotta solare che riflette la luce di un miliardo di Soli [1 miliardo di punti luminosissimi] (Cfr. SN/4).>>

Secondo questa particolare visione pseudo-scientifica, la brillantissima Luce e l’enorme Calore del Sole sarebbero generati dal riverbero e dall’attrito che avvengono all’esterno della sua Calotta (che è trasparente e riflettente), mentre sulla superficie (il suo improprio terreno) del Sole, ci sarebbe una normale luminosità e calore, sul quale gli abitanti vivrebbero tranquillamente su di essa.
Visioni a parte del grande mistico sloveno, quello che sappiamo, unendo tali fonti storiche e le nostre più recenti ricerche, è che non hanno una società simile alla nostra, non esistono abitazioni, strutture, ambiti lavorativi o qualsiasi forma somigliante ad una nostra realtà propriamente terrestre, in quanto la loro esistenza e/o dimensione è completamente diversa. Sono Energia Spirituale, pura e senziente, probabilmente con all’interno della loro Società una struttura gerarchica in grado di darle una logica di sostentamento, ma non esistono piani esistenziali come possono essere concepiti attraverso il nostro mero parametro umano.
Gli Atoniani, o Solariani, sono il fine primo ed ultimo dell’Estasi Stellare, ovvero sono il luogo iniziale dalla quale le Anime provengono, e che rivestendosi di uno Spirito si incarnano sui Pianeti facendo esperienza della Materia, così come una volta raggiunta la morte fisica, lasciano nuovamente quell’esistenza materiale per ritornarvi, prima di decidere se continuare ad incarnarsi nuovamente in quel Sistema Planetario, oppure di intraprendere il lungo viaggio universale verso nuove soluzioni esperienziali e di continuità.
Tra i più potenti Spiriti del Cosmo, non di rado assurgono a ruoli di “Guida” grazie ad una loro indole naturale, del tutto assimilabile a quella componente spirituale demiurgica dalla quale sicuramente provengono, o in quanto emanazione diretta dello Spirito Demiurgico, dato che il loro compito è quello di monitorare una certa evoluzione animico-spirituale dei Corpi di cui vanno a rivestirsi nei Pianeti per farne esperienza Materiale.
Così come descritto da Platone, in una normale situazione evolutiva, e quindi non soggetta ad alcun tipo di interferenza e/o manipolazione, dovrebbero svolgere quel compito di “guardiani” che incanalano le loro stesse Energie nel regolare flusso tra le Stelle ed i Pianeti, ma quando subentra l’intervento di Entità esterne, per un controllo o un predominio, non solo sulle loro Energie Spirituali, ma anche Animiche, alterandone così il regolare processo, non di rado la loro influenza viene imbrigliata o rinchiusa, quasi imprigionata all’interno della loro stessa Stella dimorante, come nel caso del nostro Sole e parimenti della Terra. Rarissimi, ma non eccezionali, i casi in cui gli Atoniani decidono di prendere sembianze fisiche, cercando di intervenire in prima linea all’interno di quelle Civiltà sotto un qualsiasi Giogo Alieno, e quelle volte che hanno optato per questa soluzione, hanno sempre scelto la forma dei cosiddetti Avatāra.

«Così ogni volta che l'ordine (Dharma) viene a mancare e il disordine avanza, io stesso produco me stesso, per proteggere i buoni e distruggere i malvagi, per ristabilire l'ordine, di era in era, io nasco.» (Bhagavadgītā IV, 7-8, corrisponde al Mahābhārata VI, 28, 7-8)

Avatāra (spesso presente nella sua resa anglosassone di Avatar) è un sostantivo maschile della lingua sanscrita con cui si indica, in numerose teologie hindū, l'apparizione o la discesa sulla Terra della divinità avente lo scopo di ristabilire o tutelare il Dharma. Tale termine deriva dal verbo avatṝ, “discendere in" (accusativo o locativo) oppure "discendere da" (ablativo) ancora "arrivare a" (accusativo) o "essere al posto giusto", "essere adatto" e infine "incarnarsi" (nel caso di una divinità). Tale azione, diventata poi nozione religiosa in quanto “discesa sulla Terra della Divinità”, comparve in India presumibilmente tra il III e il II secolo a.C., quando nella Bhagavadgītā, Viṣṇu, qui inteso come il Bhagavat, Dio, la Persona Suprema, esprime l'intenzione di assumere diverse forme al fine di restaurare l'Ordine Cosmico (Ṛta/Dharma).
Ed è così che gli Atoniani hanno deciso di agire nel corso della lunga storia umana (e non solo), perché figure di questo tipo, associabili al Sole, sono sempre comparse in momenti cardini della nostra esperienza terrestre, cercando di modificarne il corso, portare nuove conoscenze, istruire verso nuovi cambiamenti o veicolare inaspettate prese di Coscienza. Come la storia ci insegna, in alcuni casi questi interventi sono risultati vincenti, altre volte molto meno, oltre ad essere comunque sempre re-inseriti all’interno del “Sistema” vigente, così come non di rado, lo stesso Sole è intervenuto direttamente, mediante cicli di Tempeste Geomagnetiche (come vedremo successivamente), in azioni su ampia scala, cercando di sbloccare determinate realtà di controllo attraverso l’invio di vere e proprie ondate energetiche.



[1] Il fulmine è un esempio di Plasma presente sulla Terra. I valori tipici di una scarica di un fulmine sono: una corrente di 30.000 ampere; una tensione di 100 milioni di volt; l'emissione di luce e raggi X; temperature che arrivano a 28.000 kelvin; una densità di elettroni che possono arrivare a 1024/m3. Un Plasma, quindi, si caratterizza per alcune grandezze, fra cui alcune (temperatura e densità di particelle cariche) sono tipiche di un fluido, altre, come la lunghezza di Debye e la sua frequenza, sono caratteristiche di un insieme di cariche in movimento. Si comprende subito come la maggior parte dei plasmi siano caratterizzati da alte temperature elettriche: si va dai quasi 30.000 gradi di un fulmine, ai milioni di gradi della Corona Solare o degli esperimenti di fusione termonucleare.
[2] 1.6 - Materia, Nebulose, Stelle, Pianeti
[3] Nei talismani, Abraxas, è spesso raffigurato con la testa di un gallo o di un leone e il corpo di un uomo con parte inferiore composta da due serpenti, mentre regge nella mano destra un bastone o un correggiato e nella sinistra uno scudo tondo o ovale.
[4] Basilide (117-138 d.C.) fu un maestro religioso dello gnosticismo cristiano delle origini. Attivo ad Alessandria d'Egitto, alcune fonti affermano che per un certo periodo insegnò tra i Persiani. Si ritiene che abbia scritto oltre due dozzine di libri di commento sui vangeli, oggi perduti, intitolati Exegetica, cosa che lo individua come uno dei più antichi commentatori. Solo alcuni frammenti dei suoi lavori si sono conservati, per il resto le sue idee sono note solo attraverso le confutazioni fatte dai suoi nemici. I sostenitori di Basilide, i basilidiani, formarono un movimento che durò per almeno due secoli dopo la sua morte; è però probabile che la scuola si sia fusa con il filone principale dello Gnosticismo nella seconda metà del II secolo.
[5] Omraam Mikhaël Aïvanhov (Srpci, 31 gennaio 1900 - Bonfin, 25 dicembre 1986) è stato un esoterista e pedagogo bulgaro inserito nella tradizione spiritualista giudaico-cristiana e universalista della "Scuola Bulgara" di Peter Deunov (1922). Arrivò in Francia nel 1937 dove ha dato l’essenziale del suo insegnamento attraverso più di 5000 conferenze, esplorando la natura umana nel suo ambiente, a scala individuale, familiare, sociale, planetaria. Colui che noi chiamiamo Maestro, nell’accezione orientale del termine che si riferisce alla maestria personale e al talento pedagogico, ci dice: “quel che io desidero con questo insegnamento, è di darvi delle nozioni sulla vita, su voi stessi, come siete costruiti, che relazioni avete con l’universo intero e quali scambi dovete poi fare tra voi e l’Universo che è la Vita.”
[6] Emanuel Swedenborg, nome di nascita Swedberg (Stoccolma, 29 gennaio 1688 - Londra, 29 marzo 1772), è stato un filosofo, mistico, teologo, medium e chiaroveggente svedese. È considerato tra i precursori dello Spiritismo.
[7] Peter Deunov (12 luglio 1864 - 27 dicembre 1944) fu figlio di un pope ortodosso, destinato anche lui a far parte del Clero. In gioventù compì studi di teologia, di musica e di medicina negli Stati Uniti. A partire dal 1900, cominciò a tenere, in tutta la Bulgaria, conferenze pubbliche nelle città e nei villaggi, apportando una nuova linfa alle dottrine cristiane tradizionali. Fondò la Fratellanza Bianca Universale ed iniziò ad organizzare riunioni fraterne e a poco a poco il suo movimento fu conosciuto in tutta Europa. Ciò gli attirò le ire della religione ufficiale; fu accusato d'eresia e riuscirono a farlo esiliare a Varna, sul Mar Nero, dal 1907 al 1919. Fu qui che nel 1917 Omraam Mikhaël Aïvanhov incontrò Deunov che aveva il nome spirituale di Beinça Douno Deunov compose anche dei canti, formulò la paneuritmia, ed aveva elaborato i metodi e gli esercizi di base della Fratellanza, diretta poi fino alla sua morte avvenuta nel 1944.
[8] Anthelme Nizier Philippe nacque il 25 aprile 1849 a Le Rubathier, Loisieux, Savoia, Francia, figlio di contadini, in vita fu conosciuto anche come "Maître Philippe" o "Maître Philippe de Lyon". Dall'età di quattordici anni rimase con suo zio Vachod, un macellaio a Lione, si guadagnò poi una reputazione come guaritore all'età di tredici anni. Sposò Jeanne Julie Landar (1859-1939) il 6 ottobre 1877 a L'Arbresle e i due ebbero poi una figlia, Jeanne Marie Victoire, nata l'11 novembre 1878, ma che morì il 29 agosto 1904 all'età di 25 anni, poco prima del suo settimo anniversario di matrimonio. Si dice che si rifiutò di guarirla, dicendo che era il desiderio del Cielo che lei dovesse andare avanti e predisse il corso preciso della sua malattia e morte. Presto si guadagnò una certa reputazione tra gli occultisti di Parigi, ma essendo stato osteggiato per aver praticato la medicina senza patente, si recò a San Pietroburgo, dove ricevette il suo diploma di dottore in riconoscimento di straordinarie imprese di guarigione a distanza, condotte sempre a San Pietroburgo. La granduchessa Militza Nikolaevna della Russia in seguito presentò Philippe all'imperatrice Alexandra Feodorovna della Russia nel 1901 e Philippe ebbe una breve influenza sulla coppia imperiale, fino a quando fu esposto come ciarlatano nel 1903 e venne poi espulso dalla Russia. Nell'ottobre 1884 presentò un articolo (pubblicato in francese) dal titolo "Principi di igiene applicabili in gravidanza, parto e infanzia" presso l'Università di Cincinnati, Ohio, dove gli fu conferito anche un dottorato in medicina; vari altri riconoscimenti accademici e sociali gli furono conferiti durante gli anni 1880 e 1890 in Francia e in Italia. Philippe morì il 2 agosto 1905 all'età di 56 anni, a L'Arbresle, nel Rodano, in Francia, dove viveva. Fu sepolto nel cimitero di Loyasse, a Lione.
[9] Jakob Lorber (Kaniža, 22 luglio 1800 - 24 agosto 1864) è stato un mistico, scrittore, musicista, insegnante e chiaroveggente sloveno, che parlava di sé stesso come dello "Scrivano di Dio". Scrisse nelle sue memorie che dal 15 marzo del 1840 iniziò ad udire una 'voce interiore' proveniente dall'area del suo cuore, e da allora cominciò a trascrivere quello che la voce gli avrebbe suggerito. Al momento della sua morte, 24 anni più tardi, aveva scritto un volume di manoscritti equivalenti a 10.000 pagine stampate, da questo lavoro non ottenne alcuna ricompensa finanziaria, che del resto non chiedeva né si aspettava. L'opera di Jakob Lorber si divide in circa 24 libri, che nel loro insieme, sono chiamati la Nuova Rivelazione. Anche se soltanto poche pagine del suo manoscritto furono pubblicate durante la sua vita, Lorber predisse che infine tutti i suoi scritti sarebbero stati pubblicati e studiati per tutto il vasto mondo, come accade al giorno d'oggi.

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte I - Cosmogenesi. Lezione II, 2.1 - Gli Spiriti Solari

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