"La Filosofia e il Metodo Heyoka" di Federico Bellini

"La Filosofia e il Metodo Heyoka" di Federico Bellini

L'Heyoka è una figura presente in tutte le culture della Terra. La sua raffigurazione più celebre è quella de Il Matto (detto anche Il Folle o Il Follo) in quanto arcano maggiore dei Tarocchi. Altri nomi sono: Il Misero, il Vagabondo, Le Mat, Le Fou, Le Fol in francese, così come nell'inglese, The Fool, The Foolish Man. Analoga figura medioevale era quella del Giullare di corte. Nella cartomanzia rappresenta l'energia originaria del caos, l'innocenza e la follia. Raffigurato in genere come un uomo vestito con abiti laceri o molto poveri, sovente è accompagnato o assalito da un cane o un gatto che gli cala le braghe, scoprendogli le natiche (figura sembra ispirata dal celebre filosofo greco Diogene dei Cani o di Sinope detto il Cinico, o il Socrate pazzo,  Sinope, 412 a.C. circa  Corinto, 10 giugno 323 a.C.), in alcuni tarocchi ha i piedi nudi, in altri indossa calzari e porta un lungo bastone appoggiato sulla spalla al quale spesso è legato un fagotto. In origine questa carta rappresentava la stoltezza, nei tarocchi rinascimentali persino un demente preso in giro da un gruppo di ragazzini, e solo in seguito venne a rappresentare la follia, quando cominciarono a chiamarla "Il Matto" in analogia alla "matta" di altri mazzi di carte tradizionali. Come simbolo esoterico raffigura  la follia pura è ciò che permette di affacciarsi alla vita di nuovo per ricrearla dal principio. Lo sguardo perso simboleggia il distacco dalla realtà, la partenza senza destinazione; un limbo in cui non c'è alcuna certezza tranne la necessità di andare oltre; può anche rappresentare il girare a vuoto senza riuscire a trovare la propria direzione. Il fagotto è manifestazione delle proprie esperienze l'uomo si porta con sé, così come l'animale in agguato rappresenta l'istinto ed è l'unico elemento, insieme al bastone da passeggio, che lega l'uomo al mondo reale. Rappresenta anche il viaggio, simbolo a sua volta del passaggio dell'uomo sulla Terra (la reincarnazione) o l'uomo che ha attraversato il mondo (o i mondi) e conosciuto ogni seme e ogni via. Il numero 0 con la quale si indica la carta ha il significato numerologico del "moltiplicatore universale" (ogni numero, moltiplicato per zero, è ancora zero, e rappresenta dunque l'unità del tutto); essendo il primo di tutti i numeri, rappresenta anche un nuovo inizio. Assume, infine, tutte le sfaccettature umane come l'innocenza e la follia, l'istinto, l'originalità, la spensieratezza, le azioni incomprensibili, il distacco della Mente. È la parte irrazionale dell'uomo che può condurlo sia nel Bene che nel Male. Nella sua accezione di viandante girovago, simboleggia la ricerca di cambiamenti, l'evoluzione, la gioia di vivere, la sregolatezza, i sogni ad occhi aperti. In senso spirituale rappresenta il passaggio ad un altro livello di consapevolezza, insieme alla novità, l'essere imprevedibile o inaspettato. È però duplice: genio e/o follia, profeta visionario e/o buffone, e come un Loki norreno ritenuto negativo, conduce verso l'alienamento dalla realtà, il restare confinati nel proprio mondo interiore, scivolando così nell'indifferenza, la depressione, il vuoto. Nell'Alchimia corrisponde all'allume, che non coincide con il composto chimico ma va considerato esotericamente perché  egli è "il Sale che genera gli altri sali, il substrato immateriale di ogni materialità, il fuoco della vita intellettuale".

L'Heyoka
L’Heyoka (o il Contrario) è, nella cultura dei Nativi, un personaggio “Sacro” al quale vengono attribuiti grandi poteri in virtù dei quali è temuto e rispettato, al punto che i suoi interventi vengono spesso interpretati quali stimoli di riflessione continua ed incessante. Egli è un “Agevolatore di Pensiero” o più propriamente, come il sottoscritto fu definito da un carissimo amico, un “Masturbatore della Coscienza”. L’Heyoka non nasce così ma riscopre la sua vocazione quando gli Spiriti, i “Wakinyan”, gli “Esseri del Tuono”, lo incontrano durante il suo cammino di consapevolezza, a cui poi affidano l’arduo compito di servire tutti coloro che si rivolgeranno a lui per richiedergli aiuto. 

Un Non-Maestro
Per ricevere, quindi, tale investitura di “Sacerdote”, si sottopone ad una cerimonia di iniziazione, conscio del fatto che dovrà accettare ritualmente la sua morte in chiave simbolica, appannaggio di una nuova rinascita, e per quanto doloroso possa prospettarsi questo cambiamento, non si sottrae a tale sofferenza voluta dal Grande Spirito Universale. Superata questa grande prova entra infine a far parte di una “Confraternita” all’interno della quale apprenderà i comportamenti, le tecniche e i segreti delle tradizioni sacre e più antiche (a più livelli, anche cosmiche). Egli annulla sé stesso ed accetta di vivere come esempio e guida spirituale per il prossimo, al tempo stesso smette di vivere per sé stesso e comincia a farlo come specchio degli altri, così il suo atteggiamento di “Contrario” lo porta, specie per chi lo osserva, a riflettere con una più attenta ed ampia visione, rispetto ai vari comportamenti, gli usi, i costumi, persino i “programmi” del proprio prossimo. 

Il Masturbatore
In questo risiede il suo essere un “Masturbatore della Consapevolezza”, perché in quanto tale, annullando sé stesso e potendo rispecchiarsi in ognuno, egli diventa il veicolo della manifestazione spirituale più autentica e genuina. Anticamente egli era l’uomo-medicina, il guaritore, il segugio della caccia, il consigliere della libido sessuale altrui, come sapeva controllare gli eventi atmosferici, ovvero l’energia mettendola al servizio di quanti chiedevano a lui soccorso. L’Heyoka è un “Pagliaccio Sacro”, perché nel mentre trasmette la sua funziona sacra, temuta, rispettata e giustamente accolta, il suo lato comico, frivolo, divertente, poco serio, spesso osceno e non rispettato, diventa a sua volta veicolo di ulteriori messaggi sacri.

Contrario a tutto
E al giorno d’oggi? Ovviamente i tempi sono cambiati, gli Heyoka di oggi non si lavano più nel fango o cavalcano i cavalli al contrario, nemmeno pone più la sua tenda in disparte, fuori dal cerchio delle altre negli accampamenti indiani, con l’apertura disposta in un punto cardinale ovviamente contrario rispetto a tutte le altre, perché il “Pagliaccio Sacro” vive in mezzo a noi, incarnandosi anche nella nostra cultura occidentale, ma rispetto al passato, dove comunque si manifestava, è in grado di riconoscere il suo ruolo pienamente. Per questo il Giullare medievale diventa il moderno Comico e che riconoscendo la sua posizione all’interno del “Sistema” riscopre la sua vera natura di Heyoka, aiutando il prossimo, stimolando la sua curiosità ad andare oltre l’inconoscibile, riscoprendo nella più pura creativa il metodo più nobile per qualsiasi esperienza interiore e spirituale.

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La Via del Suono
All’inizio del tempo, la creazione si manifestò per mezzo del suono. Questo è l’incipit che viene trasmesso da tutte le più antiche mitologia della Terra, ed è proprio dal suono, e dalla potenza evocativa della musica, che inizieremo questo viaggio alla scoperta di Sé stessi.

La Via della Visione
La visione del mondo è legata allo sguardo, ma esiste anche una visione interiore, sovra-mentale che ci connette col il creato. Arrivare e percepire tale capacità, in noi innata, ma sopita, ci permetterà di abbattere il Velo di Maya e dell’illusione, aprendo così le porte della nostra percezione.

La Via della Parola
Gli uomini si esprimono per mezzo della parola. Con essa comunicano con i propri simili, diffondono pensieri, informazioni, visioni, creatività, sancendo di epoca in epoca l’enorme conquista del libero pensiero. E la Parola sarà lo strumento per conoscere il nostro stesso inconscio.

La Via del Pensiero
Il pensiero non risiede all’interno della nostra calotta cranica, ma è un qualcosa di esterno, che si trova ed opera fuori di noi. La verità è che siamo tutti telepati e possiamo ritornare a sentire il flusso, l’informazione che viaggia tutta intorno a noi e metterla nuovamente al nostro completo servizio.

La Via della Meditazione
La meditazione non è starsene seduti ore, a gambe incrociate, ogni giorno, con la speranza di cambiare qualcosa. La vera meditazione è quando riesci a trasformare il tuo quotidiano, così da renderlo non solo più naturale ai tuoi cicli biologici, ma anche a quelli astrali.

La Via della Sessualità
Punto debole e dolente di tutte le culture della Terra. Il Sesso è tra le più grandi energie creative al mondo, per questo da sempre soggetto a controlli, regole, leggi, soprusi. Ecco una via per riscoprire la propria energia sessuale ed imparare a veicolarla nel proprio essere senza più disperderla fuori.

La Via del Gioco
Ritornare ad essere come bambini, che si meravigliano per ogni cosa, con quella purezza e quell’innocenza in grado di renderci ogni giorno sempre nuovi. Riscoprire il Gioco, la follia del proprio Heyoka, capire finalmente che facciamo parte di un disegno più grande, perfetto così come è…

Per informazioni: federicobellini@outlook.it

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