"Inno ad Aton" di Federico Bellini



Inno ad Aton

Tu sorgi bello all'orizzonte del Cielo
o Aton vivo, da cui nacque ogni Vita
Quando ti levi all'orizzonte orientale
tutte le terre riempi della tua bellezza.
Tu sei bello, grande, splendente, eccelso in ogni paese;
i tuoi raggi abbracciano le terre
tenendole strette per il tuo amato figlio.
Tu sei lontano ma i tuoi raggi sono sulla Terra.
Tu sei davanti agli Uomini, ma essi non vedono la tua via.
Quando vai in pace all'orizzonte occidentale,
la Terra è nell'oscurità come morta.
allora gli uomini dormono nelle loro stanze,
le teste sono ammantate, un occhio non vede l'altro.

Si rubino i beni che sono sotto le loro teste,
essi non se ne accorgerebbero.
Tutti i leoni escono dalle loro tane;
tutti i serpenti escono e mordono.
L'oscurità è per loro chiaro.
Giace la Terra in silenzio.
Il loro Creatore riposa all'orizzonte.

All'alba tu riappari all'orizzonte,
Con il tuo disco splendente di giorno.
Tu lanci i tuoi raggi scacciando le tenebre.
Le Due Terre sono in festa:
svegliate e levate sui due piedi.

Tu le hai fatte alzare.
Lavano le loro membra, prendono le loro vesti,
alzano le loro braccia lodando il tuo sorgere.
La Terra intera si mette al lavoro.
Ogni animale gode del suo pascolo.
Alberi e cespugli verdeggiano.
Gli uccelli volano dal loro nido,
alzano le loro ali lodando il tuo ka.

Gli animali selvatici balzano sui loro piedi.
Quelli che volano via, quelli che si posano,
essi vivono quando tu ti levi per loro.
Le barche salgono e scendono per il fiume
perché ogni via si apre al tuo sorgere.
I pesci del fiume guizzano verso di te,
i tuoi raggi raggiungono il mare verde.

Tu sei colui che mette il seme nella donna,
tu sei colui che crea il seme nell'uomo,
tu che fai vivere il figlio nel grembo della madre,
accarezzandolo perché non pianga.
tu che nutri chi è ancora nel grembo,
che dai l'aria per far vivere tutta la tua Creazione
quando cala dal grembo in Terra il giorno della nascita,
aprendo la bocca del neonato e dandogli nutrimento.
Quando il pulcino è nell'uovo,
tu lì dentro gli dai l'aria perché viva.
Tu lo completi perché rompa il guscio,
e ne esca per parlare e completarsi
e corra sui suoi piedi annunciando la sua Creazione.

Come numerose sono le tue opere!
Esse sono inconoscibili al volto degli uomini,
tu Dio unico, al di fuori del quale nessuno esiste.
Tu hai creato la Terra a tuo desiderio,
quando tu eri solo,
con gli uomini, il bestiame ed ogni animale selvatico,
e tutto quel che è sulla Terra e cammina sui suoi piedi,
e tutto quel che è nel Cielo e vola sulle sue ali.

E i paesi stranieri, Khor e Kush e la terra d'Egitto.
Tu hai collocato ogni uomo al suo posto,
hai provveduto ai suoi bisogni.
Ognuno con il suo cibo e le sue cose
e sono contati i suoi giorni.
Le lingue loro sono diverse in parole,
sono diversi nel corpo e nella pelle,
perchè tu hai distinto popolo da popolo.

Ed hai fatto un Nilo nel mondo sotterraneo
e lo porti dove vuoi per dar vita alle genti.
Anche se tu sei Signore di tutti loro, Signore delle loro terre,
ti affatichi per loro, brilli per loro,
o Aton del giorno, grande di dignità!
E tutti i paesi stranieri e lontani,
tu fai che vivano anch'essi.
Hai posto un Nilo nel Cielo, che scende per loro
e che fa onde sui monti come un mare
e bagna i loro campi e le loro contrade.
Come sono perfetti i tuoi consigli tutti,
o Signore dell'Eternità!
Hai stabilito un Nilo nei cieli per gli stranieri
e per gli animali del deserto che camminano sui piedi;
ma il Nilo vero viene dal Duat per l'Egitto.
I tuoi raggi nutrono campi e giardini
essi vivono e prosperano per te.

Tu fai le stagioni
per far sì che si sviluppi tutto quel che tu crei.
L'inverno per rinfrescarle
l'estate perché ne gustino il tuo calore.
Tu hai fatto il Cielo lontano per splendere in lui,
Il tuo disco nella sua solitudine veglia su tutto ciò che tu hai fatto,
tu che splendi nella forma di Aton vivo,
sorto e luminoso, lontano eppure vicino.

Tu fai milioni di forme da te, unico:
città, villaggi, campi, vie, fiume,
ogni occhio vede te davanti a sé
e tu sei l'Aton del giorno sopra la Terra.

Quando tu sei andato via
e dorme ogni occhio di cui tu hai creato lo sguardo
per non vederti solo,
e non si vede più quel che tu hai creato,
tu sei ancora nel mio cuore.
Non c'è nessun altro che ti conosca
eccetto il tuo figlio Nefer­kheperu­Ra, Ua­en­Ra.
Tu gli hai reso noti i tuoi intenti e il tuo valore.

Tutti gli esseri sono nella tua mano
come tu li hai creati.
Se tu splendi essi vivono,
se tu tramonti essi muoiono:
tu sei la durata stessa della Vita
e si vive di te.

Gli occhi vedono bellezza, finché tu non tramonti.
Si depone ogni lavoro quando tu tramonti a destra.
Quando tu risplendi, tu dai vigore
e agilità è in ogni gamba
da quando tu hai fondato la Terra.

Tu hai stabilito il Mondo per tuo Figlio,
lui che è nato dal tuo corpo,
Re dell'Alto Egitto e del Basso Egitto,
che vive nella verità, Signore delle Due Terre,
Neferkhepure, Wanre il Figlio di Re,
che vive nella verità, Signore dei Diademi,
Akhenaton grande nella lunghezza dei suoi giorni.

E per la nobile moglie del Re
lei che lui ama,
per la signora delle Due Terre, Nefernefruate-Nefertiti,
possa lei vivere e fiorire per l'Eternità!

L'Inno al Sole, conosciuto anche come Grande Inno ad Aton, è considerato un importante testo teologico e letterario dell'Antico Egitto, e uno degli esempi più antichi di inno. Viene attribuito al faraone Akhenaton (XIV secolo a.C.), e ci offre uno scorcio sull'espressione artistica dell'epoca dell'Atonismo. Nel corso degli anni sono state trovate diverse versioni simili in tombe di dignitari di Akhenaton ad Amarna, come nella tomba del nobile Huya, ma il testo più completo del documento è stato restituito dalla tomba del faraone Ay, inciso sulla roccia del corridoio d'ingresso. Anche il popolo ebraico, similmente ricalcherà lo stile di questo inno nei propri testi, ravvisando analogie nel Libro dei Salmi di Re David, nel Libro dei Proverbi di Re Salomone e nell’Ecclesiaste.
Del tutto particolare fu l’Atonismo, vera e propria religione dell’Antico Egitto e che prosperò per un breve periodo durante il regno del faraone Akhenaton, della diciottesima dinastia egizia. Questo singolare, quanto mai misterioso Faraone, salì al trono succedendo al padre Amenofi III intorno al 1400 a.C., con il nome iniziale di Amenofi IV, ma ben presto, nell’arco di pochissimi anni, mutò il proprio nome ed istituì una nuova religione, in netto contrasto con la precedente, basata esclusivamente sul Culto di Aton, il Disco Solare, soppiattando di fatto l’interno pantheon egizio, costituito da una serie innumerevole di Divinità.
Se i precedenti culti erano adorati ed officiati in ambienti scuri, tetri e bui (si noti che un attributo di Amon era “Il Nascosto”), la religione atoniana ribaltò completamente questa visione, proiettandosi verso spazi aperti, apportando modifiche strutturali ed architettoniche, compresi gli stessi Templi dedicati ad Aton. In realtà la riforma atoniana trovò il culmine in Amenofi IV, seppure il processo fosse iniziato con suo padre Amenofi III e addirittura suo nonno, Thutmosi III, in quanto atto politico volto a ridimensionare lo strapotere del clero amoniamo, divenuto in alcuni casi più potente di quello farao-nico.
Nel suo 4° anno di regno, Akhenaton, trasferì la capitale da Tebe ad una nuova città appositamente edificata, Akhetaton, ovvero Orizzonte di Aton (l’attuale Tell el-Amarna), e per 30 anni si sviluppò quella che comunemente viene definita l’eresia amarniana (dal nome moderno della città). Ancora oggi si dibatte se questa atipica forma religiosa egizia sia di tipo monoteistico[1], seppure resti l’ipotesi più accreditata, o di tipo enoteistico[2].
Sovente, all’eresia amarniana, si associano anche delle variazioni del canone artistico cui si fa riferimento, attualmente, come Arte Amarniana, dai caratteri decisamente innovatori per l’epoca, specie in ambito pittorico e scultoreo. Anche il campo letterario lasciò tracce di sé nel famoso sopra riportato “Inno ad Aton”, che si ritiene scritto dallo stesso sovrano e che una profonda influenza avrà nello sviluppo di forme monoteistiche future (vedasi l’Ebraismo e il primo Cristianesimo, etc.)
Aton, il Disco Solare non apparve dal nulla, si trattava comunque di un’aspetto del Divino già attestato anticamente tra le molte Divinità egizie (nei Testi delle Piramidi viene indicato come “contenitore” del Sole nelle sue differenti manifestazioni all’alba, al mezzogiorno e al tramonto), ma solo sotto il periodo di regno di Amenofi IV, divenne predominante. Con la morte del sovrano, la successione portò brevemente il misterioso Smenkhara a regnare meno di un anno, succeduto a sua volta dal giovane Tutankhaton che variò ben presto la parte teofora del suo nome in Tutankhamon, in favore, quindi, nuovamente del dio Amon. A lui si deve la restaurazione degli Antichi Dèi, attestata da una stele detta, appunto, Stele della Restaurazione, incrementata successivamente, se non propriamente usurpata, da uno dei suoi successori: il faraone Horemheb.




[1] Per Monoteismo (dal greco μόνος, "unico, solo" e θεός, "dio") si intende la fede in una sola divinità identificata con il termine Dio. Le religioni che propriamente hanno questa definizione sono, in ordine di apparizione storica: Atonismo nell'antico Egitto (XIV secolo a.C.), considerato come la prima forma di monoteismo attestato; Zoroastrismo (1000 a.C.-800 a.C.), sebbene alcune ricerche lo retrodatano ad un periodo più antico; Ebraismo, l'epoca dell'esilio babilonese è intorno al 550 a.C.; Cristianesimo (cattolicesimo/protestantesimo/ortodossia); Islam (VII secolo, sunnismo/sciismo/ibadismo); Sikhismo (XV secolo); Bahaismo (XIX secolo).
[2] L'Enoteismo (dal greco antico εἷς "uno" e θεός "dio"), è termine coniato da Max Müller, indicante un tipo di religiosità che prevede la preminenza di un Dio su tutti gli altri, tale da accentrare su di esso tutto il culto; è pertanto una forma di culto intermedia tra Politeismo e Monoteismo, in cui è venerata in particolar modo una singola divinità, senza tuttavia negare l'esistenza delle altre, di cui però di solito è sottolineata l'estraneità e/o l'inferiorità.

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte III - Mitogenesi / Approfondimento

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