"Gli Uccelli di Tuono, i Serpenti con le Corna e il Giardino dell’Eden" di Federico Bellini



Nella mitologia e nel folklore di diverse tribù di nativi americani, l’Uccello di Tuono risulta essere tra i più importanti e predominanti. Il gigantesco rapace, che tra i Lakota viene chiamato Wakinyan (da kinyan, "alato", e wakan,"sacro") per i Kwakiutl è invece Hohoq, mentre per i Nootka Kw-Uhnx-Wa. Descritto con un’apertura alare pari a due volte la lunghezza di una canoa, veniva identificato con la tempesta, capace di generare con le sue enormi ali, il rombo dei tuoni, accompagnato dal lampeggiare del bagliore dei suoi occhi, mentre i fulmini sarebbero stati i Serpenti Luminosi che egli portava con sé, per poi lasciarli cadere a terra.[1]  Pensavano i Nativi che fosse sovente un mostro individuale o a capo di un’intera specie di creature a lui simili, servo del Grande Spirito e non di rado con funzioni di vero e proprio messaggero divino. I Kwakiutl e i Cowichan credevano, addirittura, che esistessero molti esemplari diversi, che potesse trasformarsi a suo piacimento, anche in esseri umani (spingendo indietro il becco, come nell’atto di togliersi una maschera) e togliendosi le piume come lo si fa con un costume. In forma umana, questi Uccelli del Tuono si sposavano con le donne umane, infatti per le più importanti famiglie dei nativi, portarne il suo sangue era un vanto e indice di nobiltà.
Nella tradizione Sioux, questi Thunderbird si racconta che avevano sconfitto e distrutto i mostruosi rettili detti Unktehila. Secondo le credenze di questo popolo, i rettili erano innumerevoli e dalle varie forme, ma alla fine furono sopraffatti e annientati dagli Uccelli del Tuono, seppure risparmiarono solo piccole specie come Lucertole e i nostri comuni Serpenti. Questi, anche noti come i Serpenti Cornuti, erano creature che apparvero nella mitologia di moltissime culture Native Americane, in quanto considerati come forme antidiluviane originatesi prima della comparsa dell’Uomo. Fisicamente simili ad enormi Rettili, dotati di grandi corna e dalla pelle coriacea e squamata, alcune tradizioni li descrivono come simili ad enormi lucertole o a coccodrilli. Acerrimi nemici degli Uccelli del Tuono, dai quali gli esemplari più grandi furono annientati, queste figure non sono poi così distanti per simbologia e funzione dai Draghi europei e asiatici, e come loro, a seconda delle molte variazioni regionali, associati all'acqua, alla pioggia, ai fulmini, al tuono o al fuoco.
Gli Unktehila fanno la loro comparsa nella tradizione orale di numerosi popoli indigeni delle Americhe, specialmente in quelli che abitano nelle foreste sud-orientali e nella regione dei Grandi Laghi. Le tradizioni del popolo Muscogee includono Serpenti Cornuti e "Serpenti-Nodo", chiamati estakwvnayv. Entrambi sono variamente interpretati come la stessa creatura, o a volte come due creature differenti; differenti per dimensioni, in quanto il Serpente Cornuto sarebbe ben più grande della seconda specie descritta. Per il popolo Muscogee si tratterebbero comunque di un genere di serpente acquatico ricoperto di dure squame iridescenti e cristalline, e con un singolo grande Cristallo sulla Fronte (curioso, perché questo particolare richiama il radicato mito euro-asiatico delle cosiddette Pietre di Drago, preziosi cristalli che si trovano sulle Teste dei Draghi, dimostrando un ulteriore antichissima comunanza di questi miti); si racconta che le scaglie ed il cristallo fossero molto ricercati per via del loro potenziale divinatorio, mentre le corna erano invece usate negli usi medicinali e medicamentosi.
Tra le varie popolazioni, come in quella Alabama, il Serpente Cornuto veniva chiamato tcinto såktco o "pesce-aragosta", ed erano soliti classificarlo in quattro categorie che si distinguono per il colore delle corna ritorte: blu, rosse, bianche o gialle. Nel popolo Yuchi, la figura del Serpente Cornuto è talmente sentita che le raffigurazioni più recenti sono arrivate sino al 1905. La stessa Danza Yuchi, nota come "Danza della Grande Tartaruga" onora lo Spirito del Serpente Cornuto che, nella loro tradizione, è associato al fulmine, al fuoco, al tuono, la malattia, l’arcobaleno, etc. Questa figura, però, è presente anche in altre regioni del Mondo, così come abbiamo potuto già studiare nel capitolo 8.5 - Quando sulla Terra regnavano i Re Dragoni. Il Serpente dalle Corna di Ariete era un’immagine religiosa assai ben nota nell’Europa nord-occidentale, sia prima che durante il periodo romano. Presente nella Gallia romano-celtica (vedasi il celebre Calderone di Gundestrup), connesso al Dio Cornuto Cernunnos, in compagnia del quale è sovente raffigurato. Questa “strana coppia” mitologica apparve almeno dal IV secolo a.C. anche nell’Italia settentrionale, dove una grande figura cornuta con torque e serpenti fu intagliata nella roccia in Val Camonica, così come figure analoghe apparvero poi anche in alcune regioni della Francia.
Altre divinità simili, accompagnate da Serpenti con Corna di Arieti, si presentarono nei secoli successivi in alcune varianti, come il Marte e il Mercurio Celtico, persino l’orientale e poi gnostico Abraxas, non di rado combinato con la ruota solare. Un precedente però è ben definibile nella mitologia mesopotamica, con la figura del Ningishzida, ancestrale prototipo del serpente biblico trovato nel Giardino dell'Eden, sovente raffigurato come un Serpente con le Corna. In altre raffigurazioni è persino tratteggiato con sembianze e fattezze tipicamente umane, seppure sia accompagnato da alcuni bashmu, dei Serpenti Cornuti.
Ningishzida era una divinità sumera dell'oltretomba. Il suo nome in lingua sumera è stato poi tradotto come "Signore dell'Albero Buono". Veniva sovente rappresentato come un Serpente ed apparve le prime volte nel mito di Adapa come uno dei due guardiani del palazzo celeste di An, assieme a Dumuzi.[2] A Ningishzida è associato il primo esempio, assai celebre e conosciuto, di simbolo costituito da Serpenti avvolti attorno ad un Bastone, che anticipa il famosissimo Caduceo di Ermes, o il Bastone di Asclepio, e quello di Mosè. Uadjet ('la Verde'), la Dèa Serpente del Basso Egitto del periodo pre-dinastico, incarnava questo simbolismo, seppure il bastone fosse sostituito da una canna di papiro. Ningishzida a volte era rappresentato come il figlio di Ninazu e Ningiridda, anche se il mito del viaggio di Ningishzida nell'oltretomba (simile a quello dell’egizio Osiride) fa presuppore che sia stato figlio di Ereshkigal; altri miti lo identificano anche come figlio di An, il Cielo, marito di Azimua e fratello di Amashilama, nonché uno degli antenati del leggendario Gilgamesh.




[1] I paleontologi ritengono che i primi esseri umani che giunsero nell'America settentrionale abbiano incontrato gli enormi uccelli della specie Teratornis merriami, oggi estinta. Di conseguenza, il mito dell'Uccello del Tuono potrebbe corrispondere al lontano ricordo di queste creature, così come altre leggende amerindiane sembrano riferirsi ai mammuth o ad altri grandi animali del Pleistocene, oggi non più esistenti.
[2] Il mito di Adapa cita Ningizzida e Tammuz (o Dumuzi) e fa riferimento al Serpente come se fosse un maschio.

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte III - Mitogenesi / Approfondimento

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