"Una panoramica storica" di Federico Bellini

Per “Storia dell’Uomo o dell’Umanità”, si intende l’insieme di tutte le vicende umane all’interno della Storia della Terra. Secondo la teoria evoluzionistica, l’uomo è il frutto di un processo evolutivo, lungo e complesso, dove l’inizio della sua storia può essere fatto risalire all’interno di una serie di diversi stadi di sviluppo. Generalmente si tende a parlare di “Storia Umana” nel momento in cui apparve il primo manufatto artificiale (tecnologico) ad opera dell’allora australopitheco, seppure la recente storia sia parte di un genere più a noi vicino e di cui attualmente ne facciamo parte, l’Homo Sapiens, il cosiddetto “Uomo Moderno”, apparso circa 200.000 anni fa.
Seppure in ambito accademico, il primo dei periodi della storia umana è indicato generalmente attorno a 2.6-2.5 milioni di anni fa, includendo all’interno diverse specie ominidi, l’industria litica più tarda, attorno a 1 milione 850 mila anni fa, ad opera dell’Homo Habilis, sancisce la nascita della tecnologia, e con essa l’inizio della Preistoria. Nella cultura occidentale, inoltre, si suddivide questo grande periodo della nostra Storia in due sezioni ben distinte: la Preistoria, ovviamente, e che si scinde a sua volta in Età della Pietra (Paleolitico, Mesolitico, Neolitico), l’Età del Bronzo (con le sue rispettive ripartizioni) e la Storia, con l’Età Antica, Medievale, Moderna e Contemporanea.
 
Inoltre, particolarità di non poco conto, se la Preistoria è composta da fattori comuni a tutte le attuali Civiltà del Mondo, a partire dalla Storia Antica, tale periodizzazione classica riflette maggiormente le vicende del Vicino Oriente, del continente europeo e del mondo occidentale in generale, tralasciando gli altri continenti, non meno importanti, quali Africa, Asia, Oceania e le Americhe pre-colonizzazione.

La Preistoria (dal latino præ "prima, innanzi" e historia "storia"), pertanto, è il periodo della storia umana che convenzionalmente precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata, (almeno in Eurasia) attorno al IV millennio a.C. In questo lunghissimo periodo appare la tecnologia, la costruzione di primi rudimentali e rozzi utensili in pietra da parte dei primi ominidi. Tale periodo termina intorno ai 5.500 anni fa, nel momento in cui viene inventata la scrittura da parte dell’Homo Sapiens, evento che segna l’inizio della nostra Storia. La Preistoria, perciò, può essere così suddivisa:

·  Paleolitico (2,5 milioni di anni fa - 20.000 a.C. circa): si registra la più antica e lunga era della Storia dell'Uomo (ne ricopre circa il 99%), inizia con la nascita della tecnologia e termina con la comparsa delle prime forme di agricoltura. Nel corso di quest'epoca si verifica il lento passaggio dalla specie Homo Habilis all'Uomo Moderno (Sapiens).
·  Mesolitico (20.000 - 10.000 a.C. circa): viene considerata la fase di transizione tra Paleolitico e Neolitico, e che vede alcune società umane avviarsi all'agricoltura e alla vita sedentaria.
·  Neolitico (10.000 a.C. - 3.500 a.C. circa): inizia con la transizione Neolitica, ovvero con il completo passaggio di alcuni gruppi umani (in Mesopotamia, Cina, India) da comunità nomadi dedite alla caccia, la pesca e la raccolta, a comunità stabili dedite all'agricoltura e all'allevamento.
·  Seguiranno: l’Età dei Metalli, l’Età del Rame o Eneolitico, l’Età del Bronzo e poi del Ferro.
·  La Preistoria termina con l'invenzione della Scrittura.

Mentre la Storia può essere suddivisa in questo modo:
· (3.500 a.C. circa - tempo presente): è il periodo della storia umana successivo all'invenzione della Scrittura, tradizionalmente diviso in quattro età (o epoche storiche):
·  Età Antica: tra l'invenzione della Scrittura (3.500 a.C.) e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C);
· Medioevo: dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C) all'arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492 d.C.);
·  Età Moderna: dall'arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492 d.C.) alla Rivoluzione Francese (1789 d.C.) e alla Rivoluzione Industriale (fine XVIII secolo);
·  Età Contemporanea: dalla Rivoluzione Francese (1789) e dalla ravvicinata Rivoluzione Industriale (fine XVIII secolo) al presente attuale.

Tralasciando temporaneamente la Preistoria, periodo già ampiamente trattato nella Lezione 7 della seconda parte di questo libro, Antropogenesi, in questo studio, vertiamo adesso la nostra attenzione sull’Uomo Moderno che, secondo studi genetici, si pensa si sia originato in Africa circa 200.000 anni fa, colonizzando il mondo attraverso una serie di ondate migratorie, definite “Out-of-Africa II” (la seconda fuoriuscita dal continente africano; la prima fu ad opera dell’Homo Erectus), dove a grandi linee possiamo così censire: la colonizzazione dell’Eurasia e l’Oceania (circa 50.000 anni fa), ibridandosi con le specie in precedenza lì stanziatesi (denisoviani in Asia orientale e neanderthaliani in Eurasia occidentale), e le Americhe, si pensa attorno ai 15.000 / 10.000 anni fa, seppure alcuni studi retrocedano tale periodo persino ai 40.000 anni fa.
Secondo questi studi, le attuali etnie caucasiche, indiane ed oceaniche, conservano tracce di ibridazione con l’Homo di Neanderthal, ereditate tramite la trasmissione paterna del cromosoma Y, avvenuta in Europa, mentre altre popolazioni non presentano tali tracce, interpretando tali anomalie con l’origine africana dell’Uomo Moderno, territorio dal quale sarebbe nato e poi diffusosi nel resto del Mondo, ibridandosi successivamente con le altre specie Homo, durante la colonizzazione o invasione dei territori; la nostra specie, l’Homo Sapiens, è inoltre responsabile dell’estinzione delle altre specie umane (Erectus, Denisova, Neanderthal, etc.)

Secondo alcune teorie non accademiche, la Terra sarebbe stata oggetto in passato (ma anche nel nostro attuale presente) di un processo trasformativo perpetrato attraverso l’intervento di intelligenze non terrestri. In tal caso si potrebbe pensare ad un vero e proprio “Laboratorio Extraterrestre”, dove tutto ciò che esiste, dalle piante agli animali, sino all’Uomo, sarebbe nato da un mix genetico primordiale utilizzato a più riprese mediante vari esperimenti, condotti in varie fasi della storia del pianeta, per arrivare a creare l’attuale sistema vivente. Anticamente, se andiamo a ben vedere, tale concetto poteva essere ravvisabile in una sorta di “Laboratorio Divino” interno alle maggiori religioni o filosofie antiche, apparse nei vari continenti ad opera umana, dove si sostiene che furono gli Dèi, o un unico Dio, a creare, non soltanto l’intero Universo, ma infine anche la Terra come estrema sin-tesi di questa grandiosa operazione, arrivando poi all’Uomo come un ulteriore ed estrema sintesi di questo processo eterno e perfetto.
Tolta la visione edulcorata ed infantilistica delle visioni primitive, che reputava ciò di inconoscibile di esclusiva opera di un “Agente Divino”, e dove queste Divinità, discese dal Cielo, avrebbero modificato il pianeta per renderlo abitabile, popolandolo di piante ed animali, - e dove infine vi avrebbero creato o “importato” l’Uomo -, è chiaro che secondo tali racconti, Esseri in carne ed ossa, scendevano e salivano al Cielo, come oggi lo fanno i nostri Astronauti nelle loro missioni spaziali. I miti antichi, inoltre, raccontano che queste Divinità, una volta portata a compimento questa opera creazionistica, vennero persino ad abitare sulla Terra in mezzo alle loro creature, insegnando regole di vita sociale, a coltivare, a cacciare, etc.
Risulta evidente che tali teorie ritenute non valide dalla nostra Scienza attuale, e che vede il primato del centrismo umano sull’intero Cosmo, non prenda in considerazione anche la possibilità che gli esseri umani, alla fine, siano come quei topolini tenuti in laboratorio dentro una gabbia, nel nostro caso un intero pianeta chiamato “Terra”, dal quale non possiamo fuggire se non per brevi lassi di tempo, e senza nemmeno potercene andare tanto lontani, dovendo inoltre sempre tornare indietro al proprio punto di partenza.
Inoltre, se Charles Darwin sosteneva che le specie si evolvono e progrediscono adattandosi all’ambiente e alle condizioni da esso dipendenti, è altrettanto dimostrabile come l’Uomo abbia spesso fatto l’opposto durante la sua intera “storia evolutiva”, perché il suo presunto progredire, nel corso dei millenni, è stato costellato da moltissimi punti di Civiltà e da altrettanti punti di regressione. Il primo di questi casi fu la straordinaria abilità di adattamento e di diffusione in quasi tutto il globo dell’Homo Erectus, per un periodo lunghissimo di oltre 1 milione di anni, bruscamente interrotto con l’avvento di altre specie di ominidi e dell’Homo Sapiens.
In epoca più recente, un fenomeno di così vasta portata avvenne attorno agli 11-8.000 anni fa, quando fu fondata la città di Gerico in Palestina, considerata da molti la più antica città del Mondo. Si stima che attorno all’8.000 a.C, in tutto il pianeta vi fosse una popolazione umana che ammontava a circa 10 milioni di individui, e nel mentre in vari continenti, seppur timidamente, si ebbe l’inizio di un’organizzazione sociale più complessa. Improvvisamente, 3-2.000 anni più tardi, si verificò una regressione di questa capacità, dimostrata da ritrovamenti archeologici dove la popolazione era ritornata ad utilizzare utensili di pietra, oggetti semplici di argilla, sino a quando, poi, in modo ancor più misterioso, qualcosa la sottrasse da questo ennesimo declino.
Successivamente, spinta da una forza innovativa, l’umanità tutta conobbe l’impensabile, perché molto probabilmente, gli stessi Uomini smisero di essere dei rozzi primitivi quando iniziarono ad imitare i loro Déi. Nei millenni e secoli successivi, in una spinta mai del tutto esaurita (e ancora oggi in continua fase operativa), apparvero decine di popoli che diedero vita a Civiltà incredibili come quella della Valle dell’Indo, la Civiltà Sumera in Mesopotamia, o quella Egizia nella Valle del Nilo, sino ad arrivare ai grandi popoli asiatici ed europei (Greci, Romani, Indo-Cinesi, etc.), così come nelle Americhe (Maya, Aztechi, Incas, etc.), tutte civiltà intrise di conoscenze astronomiche, geometriche, con capacità di erigere impensabili e superlative costruzioni architettoniche; tutte conoscenze che via via, durante il corso dei secoli, sono poi giunte sino a noi.

Sommariamente, e a grandi linee (molti degli aspetti qua sotto riportati verranno poi ripresi e approfonditi nei successivi capitoli), possiamo considerare i seguenti eventi storici, come dei tasselli fondamentali per comprendere il nostro percorso storico in questi ultimi 8 mila anni di storia.

·  Una lettera sumera scritta in cuneiforme, inviata al re di Lagash dal grande sacerdote Lu'enna, e che lo informa della morte del figlio in battaglia, trovata presso Telloh in Iraq, e risalente al 2.400 a.C., determina quella che è considerata una delle primissime prove dell’invenzione della scrittura, passo che determina il passaggio dalla Preistoria alla Storia Antica.
·  Circa 6000 anni fa (secondo alcuni, millenni prima anche nel continente indiano si avviò questo processo) si formarono in Mesopotamia, nell'antico Egitto e, probabilmente anche in Siria, le prime forme di città-stato e che svilupparono poi la scrittura e le grandi religioni.
·  Si avviò la formazione di gruppi organizzati o a vere e proprie forze militari a protezione della popolazione, nonché ai governi per l'amministrazione delle società che si andavano sempre più sviluppando. Nella cultura babilonese, ad esempio, il Codice di Hammurabi è la prima testimonianza di legislazione pervenutaci.
·  Contemporaneamente, la Civiltà della Valle dell’Indo (si presume 3.300-1.300 a.C.), estesa geograficamente lungo il fiume Indo nel subcotinente indiano, ma anche lungo il corso del fiume Sarasvatī (poi prosciugatosi), si colloca tra le più antiche del Mondo, insieme alle altre sopradescritte, e se nel mentre lo sviluppo urbano in Egitto e Mesopotamico fu precoce, in India fu più esteso, arrivando ad includere anche l’attuale Pakistan e intere zone dell’India occidentale.
·  Gli stati nascenti si ritrovarono a cooperare e a competere per le risorse, non di rado muovendosi guerra, al contempo lo sviluppo delle città portò alla costruzione di imponenti strutture di vario genere, di carattere religioso, amministrativo, bellico, etc., per l’abbellimento delle stesse città, ma al contempo si accentuarono anche le differenze tra le classi sociali, facendo emergere il fenomeno della schiavitù dalla quale l’Umanità, ancora oggi non si è completamente liberata.
·  Emersero le prime forme di economia. Da un semplice scambio basato sul baratto, si passò all’uso più proficuo della merce di scambio: frumento, riso o bestiame, sino all’utilizzo degli utensili di metallo o pietre, persino dei primi oggetti preziosi, e che garantirono scambi su lunghe distanze e periodi di tempo, con lo sviluppo di società mercantili; come conseguenza nasceranno i cosiddetti “Popoli del Mare” quali i Micenei, gli Etruschi, i Fenici, etc.
·  Ancora più ad oriente, testimonianze dell’antica agricoltura cinese, basata sulle risaie, ancora oggi in uso, e datate al 6.000 a.C., sono associate alla Cultura di Peiligang (裴李崗文化) della contea di Xinzheng (新鄭縣), Henan (河南省). Con l'agricoltura aumentò la popolazione, l'abilità nell'immagazzinare le risorse, e comparvero le prime figure di amministratori ed artigiani e dei primi centri culturali.
·  In Giappone comparve e si sviluppò il misterioso Periodo Jōmon, dove troviamo, forse, il primo esempio di manufatti ceramici.
·  In Grecia nacquero le città-stato, e qui sorsero le prime grandi Scuole di Filosofia, le più antiche forme di speculazione del pensiero umano, sicuramente in contatto con le culture orientali coeve, specie persiane.
·  Attorno a 3-2000 anni fa si svilupparono i primi imperi, fra cui quello persiano, cinese e romano. La cultura greca, fortemente interattiva con quella minoica e persiana, integratasi poi con quella più tarda romana, specie dopo la sua conquista, fornì gli elementi essenziali della Cultura del Mondo Occidentale, e che attualmente ne è ancora la base, arricchitasi poi a livello istituzionale, specie dopo la creazione della complessa struttura statale ideata dal Sistema Romano, superando le visioni anguste della polis greca.
·  Non si può ignorare il fatto che la Cultura Occidentale (poi europea), si sia arricchita grazie agli apporti culturali della Mesopotamia (specie babilonese, persiana e persino indo-aria), dell’Egitto faraonico, della cultura ebraica, celtica, etc.
·  Il debito contratto con l’antica Persia da parte della cultura greca (compreso quello guadagnato dalla Persia nei confronti della Grecia), subì una repentina accelerazione nel momento della conquista della Lidia ionica da parte del sovrano medo Arpago nel 546/545 a.C. I Medi agivano per conto dei loro signori persiani e sembra che questo evento sancì la conoscenza da parte dei Greci della Persia (al contrario degli Assiri e degli Egizi che già la conoscevano), dato che nessun riferimento ad essa è rinvenibile sino ad allora nei documenti antichi.
·  Nell’ultima metà del I millennio a.C., si registrarono enormi progressi tecnologici mai raggiunti prima di allora, mentre in Cina si perfezionava la preparazione della carta, e che avrebbe agevolato la scrittura e la diffusione del sapere, sempre in Cina si svilupparono anche la Matematica e l’Algebra.
·  Attorno al V secolo a.C. nacquero Buddha e Confucio, nel I secolo a.C. nacque Gesù, più tardi nel VI secolo d.C. nacque Maometto. Dalla presunta vita e predicazione di queste persone si svilupparono Buddhismo, Confucianesimo, Cristianesimo e Islam.
·  Queste credenze filosofico-religiose, condizionarono nel corso dei secoli successivi la cultura e la società in modo estremamente significativo. Vennero introdotte norme morali ed etiche, le stesse religioni contribuirono allo sviluppo di nuove forme e modelli di Civiltà, e alla diffusione del sapere e la conoscenza. Si svilupparono di pari passo anche le espressioni e forme artistiche, portando alla creazione di capolavori dell’Arte (dipinti, affreschi e sculture), dell’Architettura di Culto (templi, chiese, etc.), dello sviluppo di altre forme come la Musica e la composizione di brani cantati o per strumenti, della Poesia e della Letteratura. Al contrario, le ideologie assolute nate in seno a queste correnti, portarono non di rado a periodi di oscurantismo, persecuzioni, violenza, fanatismo, guerre e morti, spesso reclamando una natura ritenuta “Santa” o legittima alla loro volontà da imporsi a livello sia locale o addirittura planetario.
·  Nelle città romane, fin dall’età repubblicana, si attuarono enormi progressi di ingegneria civile, con la costruzione di strade, ponti, sistemi idrici, fognari e strutturali ed architettonici, ancora oggi utilizzati o sopravvissuti all’incuria umana e le intemperie.
·  Nel 476 d.C., l‘ultimo imperatore romano, Romolo Augusto, consegnerà la sua corona al generale barbaro Odoacre, e la storiografia indica con questo preciso momento, la transizione tra l’Età Antica e il Medioevo.
·  Il declino dell’Impero Romano segna l’inizio del Medioevo in Europa, malgrado una parte tutt’altro secondaria sopravviva più a lungo in Oriente con l’Impero Bizantino. Il Sacro Romano Impero è il primo abbozzo di riunificazione dell’Europa, sotto uno stesso comandante in capo, dopo la caduta dell’antico impero, operato questa volta da popolazioni un tempo barbariche poi civilizzatesi, sovente germaniche e che saranno conosciute con il nome di Franchi.
·  Il concitato irrompere negli antichi territori romani di numerosissime popolazioni provenienti dal meridione e dal levante del Mondo, portò a profondi e non di rado traumatici rimodellamenti degli assetti governativi, sociali e culturali, nonché a diverse forme di produzione, anche economiche.
·  Nel XV secolo, quando i Turchi Ottomani conquistarono Costantinopoli, nell’Europa erano già in atto da tempo profonde riflessioni sui nuovi assetti territoriali e culturali del Vecchio Continente, dove varie popolazioni italiche riscoprirono un certo modo di fare mercato ed impreditoria e che fin dall’epoca delle Crociate, aveva ripreso a percorrere le rotte navali, conducendo nuovamente le popolazioni europee, dopo una temporanea chiusura al mondo esterno, agli antichi percorsi africani e asiatici, aprendo così nuove soluzioni di scambi culturali e commerciali.
·  Il Tardo Medioevo vide la nascita di idee rivoluzionarie, in Cina, ad esempio, si sviluppò un’economia avanzata e urbanizzata che promosse innovazioni come la stampa e la bussola magnetica, mentre negli imperi islamici si verificò una vera e propria Età dell’Oro.
·  In Europa, la riscoperta del Mondo Classico e gli ulteriori sviluppi tecnologici, sfociarono nel Rinascimento del XIV secolo, e le Arti conobbero un periodo fecondo in tutti i campi: Pittura, Scultura, Architettura e Musica.
·  Alcune invenzioni segnarono profondamente il successivo percorso storico, specie in ambito bellico. La scoperta della polvere da sparo, già nota nel contesto cinese, sebbene impiegata solo per divertimento con i fuochi d’artificio, portò l’Occidente a rivedere il proprio concetto di guerra, nel mentre, in ambito scientifico, la rivoluzione astronomica del XVI secolo, che recuperò non poche idee già espresse da matematici, fisici e astronomi in età ellenistica, aprì le porte all’Età Moderna.
   ·  La mattina del venerdì 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo[1], sbarcò con il suo equipaggio sulla piccola isola di San Salvador, nell’arcipelago delle Bahamas. La scoperta dell’America segnò, per la Cultura Occidentale, il passaggio dal Medioevo all’Età Moderna, perché per i successivi 500 anni, le esplorazioni e le conquiste imperialistiche, portarono l’America, l’Asia e l’Africa sotto il controllo dell’Europa, fino agli ultimi moti e movimenti di indipendenza; tali insediamenti coloniali, portarono anche ad una intensificazione dello schiavismo, specie africano.
    ·  Tra il XII e il XV secolo, nelle Americhe, erano sorte e prosperate le Civiltà Precolombiane, le quali furono in grado di formare enormi imperi continentali come quelli degli Incas, dei Toltechi, gli Aztechi e i Maya, tutti popoli che furono costretti a cedere alla superiore potenza delle armi da fuoco portate dall’esiguo numero di soldati europei, portoghesi e spagnoli, che conquistarono i territori, aiutati dal diffondersi anche di malattie che diventarono epidemiche, importate dall’Europa e sconosciute per i popoli amerindi.
·  L’età delle scoperte geografiche servì, oltre ad aprire nuove rotte mercantili verso l’Estremo Oriente, anche a dare impulso all’attività della ricerca scientifica. Lo sviluppo della marineria velica oceanica e la capacità di portare a distanze enormi la potenza devastante delle nuove armi imbarcate, specie sui grandi vascelli, aprì le porte con la forza a nuovi territori e consentì un nuovo benessere, estrema sintesi anche di una superiorità militare e civilizzatrice che crebbe sempre più con il passare dei secoli; tra il XVII e il XIX secolo avvennero le maggiori colonizzazioni di ampi territori, sia africani, asiatici, dell’Oceania e delle Americhe, dove si assistete alla decimazione della popolazione autoctona e della conseguente schiavitù.
·  Con la presa della Bastiglia di Parigi, il 14 luglio 1789 segna l’inizio della Rivoluzione Francese, data canonica per l’inizio della Storia Contemporanea, dopo che nei decenni precedenti, il movimento culturale e filosofico dell’Illuminismo, aprì le porte ad una serie di cambiamenti e di rivoluzioni epocali. Sia la Rivoluzione Francese che la più tarda Rivoluzione Americana, oltre a segnare radicalmente la storia di entrambe le nazioni, diffusero in tutto il Mondo valori di indipendenza, libertà e difesa dei diritti umani.
·  Tra il XVIII e il XIX secolo si verificarono altre due importantissime rivoluzioni, quella Scientifica e Industriale, contribuendo ad una maggiore espansione dei trasporti su nuovi mezzi come la locomotiva e il nuovo sistema ferroviario, e la più recente automobile e lo sviluppo dell’energia elettrica. Tutto questo portò alla nascita dell’industrializzazione e del conseguente Capitalismo, coevi furono anche importanti contributi scientifici di impatto culturale, tra cui le teorie evoluzionistiche e le scoperte astronomiche.
·  Incalcolabile si pensa sia il numero di guerre, grandi o piccole, che si sono svolte durante l’intero processo evolutivo del genere umano. Il XIX e il XX secolo, non solo per la loro vicinanza temporale, hanno visto comunque, specie sul continente europeo, ed in un contesto più ampio ed internazionale, il verificarsi di grandi guerre e stravolgimenti sociali. Le tensioni tra le varie nazioni portarono allo scoppio di rivoluzioni (la Rivoluzione d’Ottobre in Russia) e di guerre (la Prima e la Seconda Guerra Mondiale). Si affermarono nuove ideologie che portarono alla formazione di regimi dittatoriali, i quali perpetrarono genocidi su vaste porzioni di popolazione, dove vennero sterminati milioni di individui. Politiche internazionali di sfruttamento, portarono poi all’accentuarsi della divisione in fasce di ricchezza, tra il Primo, il Secondo e il Terzo Mondo. La fine del XX secolo conobbe un clima di tensioni tra le due superpotenze dell’epoca, USA e URSS, passata alla storia come Guerra Fredda. Sempre nello stesso periodo, si avviò l’esplorazione dello Spazio con varie missioni, tra cui quella dell’Apollo che portò l’Uomo, a più riprese, a camminare (forse[2]) sulla Luna, mentre varie sonde furono lanciate nel Sistema Solare alla scoperta degli altri pianeti e dei loro segreti.
·  Il XXI secolo iniziò con la nuova minaccia del terrorismo a livello mondiale, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York (USA), che innescarono una serie di reazioni militari da parte delle maggiori potenze; dopo questa data si verificarono una serie di atti che nel corso degli anni successivi ha coinvolto varie nazioni del Mondo. Nel 2007 si contavano 24-29 conflitti, specie in territorio africano, del sud-est asiatico, con oltre 6 milioni di morti.
·  Si rende necessaria l’attenzione mondiale a temi quali la difesa dei diritti civili, la lotta alla povertà, alla fame, l’inquinamento, le minoranze etniche, etc. Nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel 1945, così come si sviluppano varie organizzazioni non governative che agiscono su scala globale.
·  Il XX secolo vide l’espandersi di un immenso sviluppo tecnologico, mai avvenuto prima di allora in tutta la storia Umana. Dopo le guerre mondiali, la ripresa economica fu tale da portare alla diffusione di massa di invenzioni che cambiarono in modo radicale le abitudini e la qualità della vita: dal telegrafo si passò alla radio, la televisione permise di vedere cosa accade nel Mondo in tempistiche immediate, iniziarono i voli aerei che incrementarono gli scambi umani e commerciali, mentre nelle città si diffuse l’utilizzo dei mezzi di trasporto, pubblici e privati.
·  Verso la fine del XX secolo si sviluppò anche l’Informatica, raggiungendo livelli di crescita esponenziale, portando il Computer ad essere non solo il protagonista indiscusso nel settore industriale, ma anche della ricerca e della vita quotidiana della popolazione; dalla posta cartacea si passa a quella elettronica e Internet diventa il canale privilegiato di comunicazione in ogni angolo del pianeta.

Arrivati a questo punto della nostra breve disamina, è fuori da ogni ragionevole dubbio che la specie umana, in più fasi della sua storia evolutiva, in particolar modo in questi ultimi 200.000 anni, abbia avuto delle inspiegabili accelerazioni, temporaneamente condizionate da repentini arresti. Del resto, gli studiosi, hanno da sempre riscontrato notevoli difficoltà nel ricostruire la nostra stessa evoluzione, mentre per altre specie animali comprenderne i passi evolutivi, sia stato in molti casi alquanto più semplice, forti anche dalla ricchezza di prove sul campo.
Ed arrivati a questo punto del nostro viaggio, pertanto, non resta che immergerci tra gli innumerevoli racconti della Creazione del Mondo e tra i vari Miti, nonché i documenti ufficiali della Storia, dove in molti di essi, se non in tutti, come vedremo nei prossimi capitoli, si racconta di come all’inizio dei tempi, questi Dèi, o Esseri, scesero a più riprese dal Cielo, facendoci dono della cosa più preziosa in tutto l’Universo: la Vita.



[1] Ritratto postumo di Cristoforo Colombo eseguito da Sebastiano del Piombo, 1519.
[2] Numerose teorie sostengono che l’Uomo non sia mai stato sulla Luna e che i governi abbiano creato questa storia per meri scopi scientifici, militari e di spionaggio internazionale, nonché come copertura nei riguardi di una presenza Extraterrestre che dimorerebbe sul nostro satellite da tempi immemorabili.

*
"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte III - Mitogenesi / Lezione 8, 8.1 - Breve storia del Genere Umano

Commenti

Post popolari in questo blog

"Il Cammino del Viandante", il nuovo Libro-Corso di Federico Bellini

"Materia, Nebulose, Stelle, Pianeti" di Federico Bellini

"L'Universo" di Federico Bellini

"Chi sono gli Addotti?" di Federico Bellini e A/V