"Solo una questione di Sangue?" di Federico Bellini


  
Il fattore Rh, o fattore Rhesus, si riferisce alla presenza di un antigene (in questo caso di una proteina), sulla superficie dei globuli rossi o eritrociti; dei tre determinanti antigenici, C, D ed E che possono essere presenti, il D ha importanza clinica. Si stima che si trovi sulla superficie dei globuli rossi ed è presente nell'85% circa della popolazione umana, in quanto è un carattere ereditario e si trasmette come autosomico dominante: se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-). Il fattore Rh negativo è recessivo e si esprime come tale solo in individui omozigoti per quel carattere, quindi solo in individui figli di genitori che possiedano almeno un allele Rh-, ma che non sono necessariamente Rh-, perciò, nel caso di genitori eterozigoti l'ereditarietà è di tipo mendeliano, e questi ultimi avranno, a ogni concepimento, il 25% di probabilità di avere un figlio omozigote Rh negativo.
Il sistema Rh è importante per la compatibilità delle trasfusioni sanguigne, anche se (a differenza degli antigeni del sistema AB0) gli anticorpi anti-Rh sono prodotti dopo una prima trasfusione con sangue Rh+, in quanto l'antigene non è presente nell'ambiente. Un individuo omozigote per il fattore Rh negativo può ricevere trasfusioni di sangue solo da un altro omozigote Rh negativo, ma può essere donatore anche per omozigoti ed eterozigoti Rh positivi.
Già nel 1939, Philip Levine e Stetson Rufus pubblicarono l'ipotesi di una relazione clinica tra il non riconoscimento di quello che verrà poi scoperto essere il fattore Rh (e la conseguente emolisi della trasfusione) e la malattia emolitica del neonato nella sua forma più grave. La scoperta e l'ipotesi non ebbe importanti ripercussioni fino al 1940, anno in cui Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener scoprirono il fattore Rh sui globuli rossi di una specie di primati: i Macacus Rhesus. Gli scienziati registrarono un siero che aveva reagito con circa l'85% dei diversi globuli rossi umani, scoprendo la presenza della proteina del fattore Rh.
Tale scoperta avvenne inoculando del sangue di scimmia in un coniglio (produttore di anticorpi per eccellenza), e si notò che il plasma del coniglio trattato in questo modo conteneva nuovi anticorpi (chiamati anti-Rh) che determinavano la lisi degli eritrociti del sangue di scimmia. In base a questo criterio fu possibile classificare gli individui in due gruppi: Rh+ (che reagivano con l'anticorpo anti-Rh) e Rh- (i cui eritrociti non si legavano all'anti-Rh); l'espressione Rh- (o Rh negativo) sta a indicare l'assenza del determinante Rh sulla membrana dei globuli rossi.
Il fattore Rh, inoltre, è la causa di una patologia che in passato era molto comune nei neonati. Durante l'ultimo mese di gravidanza vi è infatti un passaggio di anticorpi, utili per il nascituro, dal sangue della madre a quello del feto, ma gli anticorpi prodotti contro il fattore Rh possono essere dannosi. Il fattore Rh è un antigene geneticamente determinato, infatti se una donna Rh negativa (Rh-) alla prima gravidanza partorisce un bambino Rh positivo (Rh+) è probabile che i globuli rossi del feto con l'antigene Rh entrino nel circolo sanguigno materno: il corpo della madre reagisce, quindi, producendo anticorpi contro l'antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue.
In caso di una seconda gravidanza, gli anticorpi prodotti possono essere trasferiti nel sangue del feto, e nel caso esso sia Rh+ tali anticorpi attaccheranno i globuli rossi fetali distruggendoli; tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Oggi, i pericoli che corre un eventuale secondo figlio sono arginati attraverso exanguinotrasfusione e iniettando alla madre Rh-, entro 72 ore dal primo parto, anticorpi specifici come il Rhogam che riconosce e blocca l'antigene Rh che dal feto passa alla madre, il quale andrebbe a scatenare una potente reazione immunitaria che porterebbe il feto al decesso.
Un processo, inoltre, che deve essere ripetuto ad ogni gravidanza successiva alla prima esposizione della madre all'antigene Rh. Insomma, una situazione che la madre riconosce come diversa, e non compatibile con sé stessa, in quanto si presentano come due vere e proprie specie in antitesi che la natura non vuole riconoscere e mescolare, - e che si rifiuta di fondere insieme -, ritrovandosi di fronte ad una situazione nella quale la madre elimina il nascituro, perché il suo corpo non lo accetta, dato che lei non possiede quel specifico fattore Rh…[1]

Una bizzarria, non trovate? Il primo significato che possiamo dare a tale termine è quello di un tipo stravagante, originale, ma nelle scienze agrarie si riferisci ad ibridi di innesto che producono, sovente, frutti misti, detti appunto bizzarrie. In botanica, la Bizzarria, meglio nota anche come Citrus Aurantium, è una quasi rarità, una Chimera, che si presenta morfologicamente come tre specie di diversi agrumi, avendo comunque i caratteri genetici dell'arancio amaro. Il primo "pomo aureo" venne scoperto nel 1644, come scrisse il direttore dell'orto botanico di Pisa, Pietro Nati, nel 1674 in una lettera inviata al Marchese Don Lorenzo Panciatichi, proprietario della Villa di Torre degli Agli in Toscana: "Pomo aureo, nato per la prima volta nello amenissimo giardino della tua magnifica villa suburbana", e più o meno eravamo ai tempi della famosa casata dei Medici.
Ora, nella mitologia, una Chimera è un mostro mitologico con parti corporee di animali diversi, sovente di origine divina, così come in ambito biologico, si identifica un individuo le cui cellule derivano da due diverse uova fecondate, unite accidentalmente o sperimentalmente. Negli animali, così come nell’Uomo, può accadere che l’organismo risultante dalla fusione di due zigoti (uova fecondate), possa avere organi che hanno diversi set cromosomici (chimerismo tetra gametico), così che in biologia, le chimere possono venir prodotte artificialmente, mescolando cellule di differenti organismi.
Fu così che nel 1984 venne prodotta una caprecora, combinando embrioni di una capra e una pecora; nel 2003 in Cina riuscirono a fondere con successo cellule epiteliali umane con ovuli di coniglio, creando il primo embrione chimerico umano; nel 2006 in Inghilterra alcuni ricercatori riuscirono a fondere il DNA umano con ovuli di mucca, etc. Tutto questo nella nostra “moderna” società, come non è comunque da escludere che in tempi molto antichi, possa essere accaduto qualcosa di analogo, sebbene la storia insegnata nelle scuole eviti di parlarci di manipolazioni, magari perpetrate da Esseri di una non meglio specificata origine Extraterrestre
La mitologia è sempre stata popolata di creature “antropomorfe”, esperimenti di umani o umanoidi di un antico passato tecnologico perduto, che tra l’altro hanno preso la briga di lasciarci vestigia di grandiose ed inspiegabili opere architettoniche, nemmeno realizzabili con la nostra moderna tecnologia. Come abbiamo visto, pertanto, i gruppi sanguigni degli umani sono ben 4: A - B - AB - O. Il fattore Rh o c’è (RH+) o non c’è (RH-), inutile girarci intorno, tanto che si potrebbe definirlo un sangue più puro, meno contaminato o mescolato, alquanto altruista, ma volto alla propria salvaguardia ed indipendenza. Perché?
La Scienza non ci dice molto in merito, anche dei vari gruppi sanguigni o delle particolarità insite specie in ambito animale, e non propriamente umano, preferendo glissare sul tema, anche perché se l’85% della popolazione umana ha il fattore del Macaco Rhesus, e deriva dai Primati, l’altro 15% da chi deriva geneticamente? Presente principalmente in popolazioni di origine Caucasica, l’Rh negativo si è poi sparso in Europa, con alte percentuali tra i Baschi della Spagna e la Francia, in Inghilterra o tra i Sardi in Italia. Non è un caso, inoltre, che tali popolazioni abbiano avuto da secoli problemi socio-politici con le nazioni di appartenenza: i Baschi con la Spagna, i Sardi con l’Italia, dimostrando questa diversità non solo a livello biologico, ma anche sociale e antropologico.
Inoltre, si è scoperto che il Sangue Rh negativo del Gruppo 0, risulta essere il sangue più “puro” sulla Terra, poiché risulta negativo al test Rhesus, ovvero al nesso genetico tra l’Uomo e la Scimmia![2] L’Rh negativo può essere donato a tutti i tipi di sangue umano (a parte rare eccezioni), ma può riceverlo solo da donatori Rh negativo, risultando essere, così, un sangue raro e pregiato. Alcuni ricercatori si sono persino spinti oltre, analizzando il comportamento ed alcune caratteristiche dei portatori del Rh negativo, notando che le persone che lo possiedono, mostrano di avere i seguenti requisiti.

«Senso di non appartenenza; tendenza a ricercare la verità; senso di dover compiere una “missione” nella vita; empatia e compassione; quoziente intellettivo superiore alla media, percettività extrasensoriale; amore per lo Spazio e la Scienza; sguardo profondo nell’insieme della propria vita; tendenza a fare sogni molto vividi; temperatura corporea inferiore alla media; pressione sanguigna più alta della media (oppure più bassa della media); colore degli occhi blu, verde o nocciola; capelli rossi o con riflessi rossastri; elevata sensibilità al calore e alla luce solare; fobie inspiegabili; tendenza ad essere guaritori; avere empatia per le malattie; tendenza a provocare malfunzionamenti nei dispositivi elettrici; essere vittime di Rapimenti da parte di Entità Extraterrestri o ad assistere a fenomeni inspiegabili; avere barriere immunitarie più forti; condizioni di autoimmunità e markers dell'antigene HLA B27; pelle chiara, squilibri di melanina e carenze di vitamina D; capacità di processare la CO2 in modo più efficiente della media; presentare squilibri di ferro e rame, sensibilità alle allergie ambientali; etc.»

Insomma, se confrontiamo le nozioni scolastiche con gli studi ed i molti dibattiti pubblicati sulle riviste scientifiche, ci si accorge come gli elementi più interessanti di questo tema, siano stati 'accidentalmente' omessi dai programmi didattici di base. Non esiste plausibile spiegazione scientifica circa la provenienza del gruppo RH negativo, la scienza ortodossa si è limitata a ipotizzare che si tratti di una non meglio identificabile, casuale mutazione genetica. Circa l'85% degli esseri umani possiede il gene scimmiesco RH, mentre nel restante 15% non è riscontrabile il fattore RH (RH-), e questa anomalia potrebbe essere spiegata dalla presenza di un “Gene Alieno”.
Se è vero che il gruppo sanguigno rientra tra le caratteristiche genetiche meno mutevoli, da dove proverrebbe il tipo RH negativo? Si tratta di un interrogativo che per decenni ha lasciato perplessi gli scienziati, tanto che alcune prove suggeriscono che il fattore RH negativo sia apparso sul pianeta circa 35.000 anni fa, all'interno di alcune aree geografiche molto circoscritte, al punto da sembrare collegato con alcuni particolari gruppi sociali e tribù. Come abbiamo letto, le aree in cui la sua presenza è maggiormente riscontrata sono la Spagna settentrionale, la Francia meridionale e l'etnia basca; un'altra etnia con alta concentrazione del fattore RH- è quella ebraica dell'Est: in generale, circa il 40% della popolazione europea possiede il fattore RH- mentre solo il 3% degli africani e circa l'1% degli asiatici e dei nativi americani è RH-.
Sulla scorta di tali informazioni statistiche, non è difficile intuire dove il fattore RH- potrebbe essere stato introdotto, originariamente, nel codice genetico umano. A questo punto, viene spontaneo chiedersi a cosa può addebitarsi una lotta genica tra due tipi di sangue ugualmente umano? Abbiamo a che fare con un gruppo sanguigno diverso e non di natura terrestre? Esiste un unico altro caso in natura in cui ha luogo una simile reazione tra organismi che si accoppiano: quando asini e cavalli vengono incrociati per la produzione di muli, in quanto si tratta di un incrocio 'innaturale' che allo stato brado non esiste, e l'ibridazione che dà vita ai muli ha luogo esclusivamente a causa dell'intervento umano.
Dunque, è possibile che esistano due tipologie di esseri umani, simili, ma geneticamente diversi? È stato dimostrato che il sangue è l'organo con minori probabilità di mutazione, tanto che la scienza non ha mai registrato alterazioni genetiche nel sangue, elemento che supporta la tesi secondo cui il fattore RH- sia stato introdotto da una fonte esterna, ad esempio esseri simili agli umani, ma non terrestri. È possibile che una Specie Extraterrestre abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l'Uomo Moderno? Molti testi antichi, come abbiamo visto, sembrano supportare questa teoria, in particolare le storie contenute nei testi pre-cristiani che narrano di una stirpe, giunta dal Cielo, che avrebbe creato l'Uomo a propria immagine e somiglianza.
L'uomo primitivo li identificò come divinità dalla straordinaria longevità, capaci di compiere prodigi, come ad esempio volare su strani veicoli e provocare assordanti boati sparando fuoco da tali mezzi. Gli esseri umani assistettero, poi, all'edificazione di mastodontici monumenti e splendide città da parte di queste creature apparentemente divine, ma narrano anche di quando un giorno, queste creature, iniziarono ad accoppiarsi addirittura con gli stessi umani.
Di conseguenza, noi terrestri, potremmo essere stati il frutto di una ibridazione ottenuta in un laboratorio, ottimizzata mediante tecnologia avanzata dal punto di vista delle facoltà riproduttive. Questo fa sospettare, inoltre, che potrebbero essere stati creati tre prototipi, ognuno più avanzato del precedente: l'Uomo di Neanderthal, frutto dei primi risultati di questi esperimenti, il Cro-Magnon, il prodotto successivo, e la proto-umanità, ovvero l'Uomo Moderno, il risultato ultimo degli incroci tra gli Dèi e la proto-umanità.




[1] Immunologia cellulare e molecolare, di Abbas, Lichtman e Pillai. ELSEVIER, 2012.
[2] Mentre nel sangue Rh Positivo si determina che tra Uomo e Scimmia vi è una correlazione, questa non la si può affermare per l’Rh Negativo.


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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte II - Antropogenesi / Approfondimento

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