"Le Chat che distruggono i rapporti umani" di Gabriele Sannino

"Le Chat che distruggono i rapporti umani" di Gabriele Sannino

Lo sappiamo tutti: viviamo in un’epoca dove  la tecnologia è presente e gestisce ogni ambito o quasi della nostra vita. Questo di per sé non è sbagliato se si pensa a quante cose riusciamo a fare grazie al web: possiamo, per esempio, fare un acquisto immediato su Amazon, postare un pensiero su Facebook che potrà essere letto e condiviso da più persone (un tempo molte di più) così come possiamo conoscere… persone nuove. Ciò che manca a livello globale, però, a fronte dello tsunami di virtualizzazione delle nostre vite, è un’educazione a questi strumenti, in pratica un’educazione digitale, senza la quale siamo e restiamo (mentalmente) dei cavernicoli con una clava davanti a un PC. Pensiamo per esempio al fenomeno dell’odio on line: sui social, tutti offendono tutti, e se sei un personaggio pubblico sembra che devi perfino abituarti a tanta cattiveria! In realtà - lo sappiamo – per alcuni è molto facile fare i leoni da tastiera, si tratta di offendere vigliaccamente nascondendosi dietro a un PC. Queste persone, in genere, sono mediocri, stressate se non addirittura frustrate, e sono più abituate a criticare che a fare (tra le due cose, si sa, c’è un abisso). A causa della mancanza di educazione digitale, tutti i tipi di relazioni umane oggi stanno regredendo: in pratica gli individui si isolano sempre di più, arrivando a pensare che un amico sia chi ti mette un like per poi sparire per settimane se non per mesi. I rapporti sentimentali, naturalmente, non fanno eccezione, anzi sono quelli più colpiti da questo caos virtuale, dato che – in teoria – sono quelli più profondi, esclusivi e duraturi. Prendiamo le cosiddette chat: la maggior parte di quelle specifiche per incontri, pur di attrarre utenti, sono sempre più erotiche, cosa che crea frenesia, compulsività e senso di solitudine. In questo tipo di chat, gli incontri – quando accadono - si orientano sempre di più verso il sesso, e ciò conviene al gestore della stessa app, dato che, in caso contrario, perderebbe utenti visto che si cancellerebbero dopo aver trovato la persona più adatta. La sovrastimolazione agli stimoli sessuali provocata da queste applicazioni provoca non solo dipendenza dalle stesse ma una sensazione di costante non appagamento, che spinge gli individui a frequentare la stessa chat per ricevere maggiori e nuovi stimoli sessuali, reali ma soprattutto virtuali. In questo modo, grazie a questo richiamo assiduo, i gestori si garantiranno pubblicità e sponsor. Insomma qui si gioca sulla speculazione vera e propria degli istinti, soprattutto sull’insoddisfazione emotiva. Anche la geo-localizzazione di queste applicazioni fa il resto: il fatto di essere in un posto e cercare sempre chi nelle vicinanze possa appagare – in teoria - i nostri bisogni ci rende al pari degli animali in gabbia, sempre pronti ad esplodere. I rapporti umani, dunque, ne escono distrutti da questi meccanismi: non solo non nascono, ma quelli già esistenti rischiano seriamente la rottura. Oggi sono tanti i giovani che incappano in queste chat vista la mancanza di valide alternative, e il risultato è sia il deserto delle amicizie che di rapporti sentimentali. I sentimenti – e questo non è un caso – dopo un po’ di tempo vengono perfino banditi o denigrati dagli utenti di queste app; in buona sostanza sono visti come utopie, e questo non è affatto un caso. Quello che si riesce a “rimediare”, al più, è un trombamico o una trombamica: questi, però, non diventano quasi mai amici reali, in quanto davanti a un nuovo incontro leveranno le ancore e solcheranno nuovi mari. Naturalmente Internet non ha colpe per tutto questo: esso è un mero strumento. E’ ancora una volta l’uomo dietro la macchina il problema, attratto com’è solo dal denaro e dagli interessi. L’educazione digitale, dunque, per chi vi scrive, è sul serio un’urgenza sociale: servono scuole, corsi, pubblicità, soprattutto leggi. Le relazioni reali restano fondamentali per chiunque: noi siamo e saremo sempre in carne e ossa fino alla fine dei nostri giorni, ed è grazie a rapporti concreti che ci miglioriamo, ci innamoriamo, ci ricordiamo di essere umani. L’uomo, insomma, non può essere distrutto da una sua stessa creazione. Educare alla virtualità e creare un equilibrio col mondo reale è quanto mai indispensabile: senza esagerare, qui si tratta sul serio di una questione di vita o di morte… interiore.

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