"Il Laboratorio Lemuriano" di Federico Bellini


Nella storia delle religioni curata da Puech (1977) per Esoterismo[1] si intende una dottrina trasmessa soltanto a certi adepti scelti, in base a delle loro ben specifiche qualità ed attitudini; nelle antiche scuole, infatti, tale insegnamento veniva impartito solo a discepoli con particolari abilità. La “Verità” (intesa ovviamente in senso lato), era riconosciuta solo dai grandi iniziati e tenuta segreta, dal momento che al popolo veniva rivelato soltanto ciò che si riteneva utile rispetto ai tempi e al grado di evoluzione raggiunto dalla massa. Perciò, chi intraprende la strada dell’Esoterismo, possiede una sensibilità che viene nel tempo sviluppata mediante un insieme di dottrine, teorie, leggi ed esperienze che indagano gli aspetti Spirituali dell’Uomo, le cui basi si ritrovano in tutte le religioni e filosofie della Terra, seppure nate e sviluppatesi in contesti molto diversi.
Necessario diventa lo sviluppo dell’intuizione per conoscere il super-razionale e per saper collegare l’individuale all’universale, permettendo, così, l’uscita dal proprio limitato microcosmo. La verità, per l’Esoterista, non si può raggiungere con la ricerca, ma viene rivelata soltanto a pochi eletti, persone che acquistano una religiosità cosmica e, quindi, la capacità di concepirne l’astrattismo che permea l’intero Creato. E nel mentre le religioni possono essere diverse, rivendicando aspetti e assunti unici e dogmatici, l’Esoterismo cerca di trovare l’origine e l’unicità universale della vita e del suo significato più profondo.
L’Uomo, per l’Esoterista, non è altro che uno strumento e la forma idonea per incarnare lo Spirito in continua evoluzione, cercando spiegazione a quell’eterno processo dove lo stesso Spirito diviene propriamente Materia (la prima fase detta involuzione o discesa), e la Materia, poi, diviene nuovamente lo Spirito (nella seconda fase detta evoluzione o di risalita). Proprio per questo suo particolare metodo di indagine, nella vita attuale, l’Esoterismo è diventato sinonimo di Occultismo, seppure va tenuto presente che il termine Occulto è stato coniato soltanto nel XIX secolo, così come attualmente viene applicato alla Magia, gli studi cabalistici, etc.
Nell’Esoterismo, inoltre, viene utilizzato un linguaggio simbolico che cela al volgo la reale conoscenza, mentre per l’iniziato permette di rendere esplicita la chiara intuizione di ciò che appare oscuro al semplice ragionamento. La contemplazione dell’evoluzione cosmica o localmente planetaria del nostro Sistema Solare vede, così, lo svolgersi di una vera e propria gerarchia di potenze impegnate nel dramma cosmico. La tradizione esoterica cristiana che risale a Dionigi Aeropagita, divideva queste potenze in nove categorie, raggruppate a loro volta in triadi, formando un tutt’uno organico. Infatti, secondo tale dottrina si sosteneva che sopra gli uomini vi fossero gli Angeli[2], in senso esoterico chiamati anche i Figli della Vita, associati all’Elemento Aria. Superiormente si trovavano gli Arcangeli[3], associati questa volta all’Elemento Fuoco, considerati anche nella tradizione i fattori più attivi della vita in generale dell’Umanità.
Seguivano, poi, le gerarchie più elevate, gli Archei, o Spiriti della Personalità o dell’Iniziativa, poiché si dice che davano il primo impulso ai sottostanti Arcangeli, presiedendo ai grandi movimenti, specie rivoluzionari, e umani, ispirando sovente anche i più importanti personaggi che ne hanno cambiato il corso della Storia. La seconda triade[4] comprendeva i Dominatori e gli Ordinatori di tutto il Sistema Planetario, veri e propri intermediari tra le varie triadi, stando vicini alle divinità. Édouard Schuré, nei suoi studi condotti nel 1927, li chiamava gli Infallibili e comprendevano anche: Virtù, Dominazioni e Principati, seppure non possono, come gli Arcangeli, scendere nella vita dell’Uomo cui però hanno dato il Soffio Vitale. La terza ed ultima triade comprendeva i Troni, i Serafini[5] ed i Cherubini, dove i primi rappresentavano la Potenza, mentre gli altri sono vicini al divino, riflettendone la sua Luce, irradiandola.
L’Umanità, comunque, da sempre è stata pervasa e percorsa da momenti di esaltazione ed altri di abbattimento, che a loro volta hanno spinto l’Uomo all’idealismo religioso o, al contrario, al materialismo più concreto, non di rado anche cieco. Tale perenne contrasto, sovente sfociato anche in lotta, ha caratterizzato, però, la costante ricerca di un equilibrio e che vede alla base una Teoria Cosmogonica[6], ed esoterica, dove la metamorfosi (o la variazione), si manifesta in tutto l’Universo, dalle Stelle ai Pianeti, comprendendo anche le sue forme di vita, Uomo compreso, sottintendendo che esista un’Anima Universale che agita sia gli Astri che le Anime in un incessante esperienza evolutiva.
Sempre secondo Schuré[7] la Terra ha subito tre Metamorfosi (o Variazioni) prima di diventare il pianeta che conosciamo noi oggi. Nella prima di esse, chiamata di Saturno, la Terra apparve mescolata ad una primitiva nebulosa chiamata il Primitivo Saturno, per distinguerlo dal pianeta che oggi conosciamo e che sopravvisse alle fasi evolutive successive della nebulosa primigenia; la Terra, perciò, faceva parte del Sole Primitivo che si estendeva fino all’attuale pianeta Giove. Nella seconda di queste Metamorfosi, invece, la Terra costituiva con la Luna un unico Corpo Celeste, liberato dal Sole Primitivo, che Schuré chiama Terra Primitiva o Terra-Luna, mentre durante l’ultimo di questi processi, il nostro pianeta partorì la Luna assumendo poi la sua attuale conformazione.

Una singolarità della visione di Schuré è che sin dal principio, l’Essere Umano esisteva nel Sole Primitivo come un vero e proprio embrione eterico. Egli, poi, iniziò a vivere come un Corpo Astrale, dapprima sotto forma di nuvole di fuoco, appartenenti alla Luna Primitiva, infine sulla Terra, acquisendo Coscienza dell’Io, sviluppando poi organi fisici ed intellettuali. Fu durante queste Metamorfosi, inoltre, che gli Dèi delle Gerarchie Superiori svilupparono anche quelle Inferiori (Archei, Arcangeli ed Angeli), e che col loro aiuto conformarono poi l’attuale Terra e l’Umanità che conosciamo[8].
Questi periodi planetari, variazioni o metamorfosi, ebbero una durata quantificabile in milioni di anni, e nel corso dei secoli, solo lo studio di alcuni iniziati e dei loro discepoli, ha permesso di scoprire dell’esistenza anche di precedenti periodi, trasmettendo poi tali conoscenze mediate l’utilizzo di forme mitologiche più consone al proprio ambiente culturale[9].
La Nebulosa Saturnina, durante la Prima Metamorfosi, rappresenta così il primordiale Sistema Solare, una massa informe, sferica, priva di Luce il cui diametro era simile alla distanza che ora separa Saturno dal Sole. Mentre il Nucleo della Nebulosa era ancora freddo, e senza Luce, la sua superficie iniziò ad agitarsi da onde di calore volte all’attenzione delle Divinità che qui erano discese dallo Spazio circostante, con lo scopo di regolarne ogni evoluzione. La Genesi stessa, rivela che: “La Terra era informe e vuota e le tenebre erano sulla faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio si muoveva sulle acque.”
Nella primordiale Nebulosa, e in ogni forma di vita contenuta, l’aspirazione produceva il freddo nel mentre ogni espirazione dava luogo al caldo. Sempre secondo Schuré gli Arcangeli furono gli Uomini del Sole Primitivo, fatti di Luce ed Estasi e che nell’Universo videro le Costellazioni[10]: “Messaggere di altri Arcangeli, fratelli lontani”. In questo stadio, essi si libravano in “volo ebro negli spazi del Cosmo, sotto lo sguardo dei Cherubini”, un volo accompagnato da “una prodigiosa emissione di Luce e da un’armonia grandiosa.”
Gli Angeli, e successivamente gli uomini, secondo Schuré, sarebbero nati dall’Estasi degli Arcangeli nella Luce, mentre gli Animali sarebbero stati concepiti dall’Incubo delle Tenebre. Per effetto delle azioni delle Potenze della seconda triade (Virtù, Dominazione e Principati), il Sole Primordiale ebbe una prima condensazione e dal Nucleo della Nebulosa vennero a formarsi Giove e Marte, due sfere ruotanti attorno alla nostra Stella, la prima con Luce Interna, la seconda manifestazione, invece, opaca; contemporaneamente, la fotosfera del Sole si restrinse, brillando di una Luce ancora più viva.
In questa fase, la tradizione esoterica colloca il Combattimento del Cielo che lasciò traccia in tutte le storie mitologiche, dalla Teogonia di Esiodo dove si narra dello scontro tra i Titani e gli Dèi, a quella giudeo-cristiana con l’altrettanto celebre Caduta di Lucifero. Tale combattimento precedette la Creazione della Terra, facendoci intuire che esso non accadde a caso, ma che fu parte invece di un progetto divino, documentando così, l’eterna lotta Duale tra il Bene e il Male. Lucifero, secondo una branca di Esoteristi (specie in ambito Teosofico), rappresenta il Genio della Conoscenza e dell’Individualità, a capo di tutta una classe di Angeli e Spiriti, fiero ed indomabile, non sottomesso a nessuno che a sé stesso.
Egli capì che, per rendere il genere umano indipendente, pronto alla rivolta (non di rado veicolata) fosse necessario separarne il sesso. Gli Angeli erano, dal punto astrale e spirituale, del tutto androgini, privi di desiderio e turbamenti e per sedurli plasmò nella Luce Astrale la forma abbagliante di quella che sarà la Donna Futura, la Donna dell’Era Ideale[11] che prometteva un Mondo di Gioie, e per portare a compimento tale opera, riunì attorno a sé alcuni Angeli Ribelli. Nel frattempo, tra Giove e Marte, venne a formarsi un astro intermedio dove Lucifero e i suoi accoliti, crearono un mondo che però avrebbe portato al disordine tutta la Creazione e spezzato la catena delle Gerarchie Divine e Planetarie.
Ne nacque una lotta aspra e violenta che vide, infine, Lucifero sconfitto e il suo pianeta completamente distrutto (andrà poi a formare la fascia degli attuali asteroidi tra Marte e Giove). L’Angelo Ribelle fu poi cacciato su un Mondo Inferiore rappresentato da un altro pianeta strappato al Nucleo Solare dai Principati e dalle Dominazioni. Questo pianeta era la Terra Primitiva che formava, allora, con la Luna un unico astro, formando poi un Mondo Sottomesso alla dura legge della Materia condensata. La Terra Primitiva, ossia la Terra-Luna descritta anche da Schuré, appariva come un astro a nucleo liquido avvolto da gas infiammato e da cui nacque in seguito la crosta terrestre, simile a materiale spugnoso e dove vivevano esseri giganteschi, aventi una struttura intermedia tra i vegetali ed i molluschi, simili ad alberi ma con i tentacoli.

«In questa atmosfera gassosa, che avviluppava la Terra-Luna come un immenso turbine, già nuotavano e galleggiavano, simili a piccole nuvole di fuoco, i germi primitivi dell’Uomo Futuro

Embrioni già “umani” ma non aventi un Corpo Fisico vero e proprio, ma un Corpo Eterico, o aventi una vitalità interna simile ad un Corpo Astrale, o un’area raggiante con la quale percepivano l’ambiente circostante, dotati di sensazione ma privi della Conoscenza dell’Io. E se mentre gli Arcangeli furono i Dominatori della Terra Primitiva, toccò poi agli Angeli, seppure ribelli o caduti, ad ispirare negli embrioni umani[12] i loro pensieri, diventando in seguito, nel periodo cosmico successivo, le forme cristallizzate di dinamiche e meccanismi che ancora oggi regolamentano e governano il Mondo.
Nell’ultima Metamorfosi (o Variazione) si verificò, infine, quella rivoluzione cosmogonica che portò alla separazione della Luna dalla Terra. Anche in questo frangente agirono le stesse potenze spirituali che in precedenza avevano separato dal Sole la Terra Primitiva, e in questo ultimo passaggio, lo scopo della Metamorfosi finale fu la discesa dell’Uomo dal Piano Astrale a quello perfettamente Fisico. Con la scissione, la Terra venne a rappresentare il Polo Animico o di Madre (l’Anima Mundi), mentre la Luna quello egoico (l’Ego), ma al contempo anche una separazione sessuale che portò all’amore sessuale, alla morte e la reincarnazione con l’eterno Ciclo della Vita. La Terra delle origini iniziò ad evolversi da una iniziale condizione di sfera semiliquida e vaporosa, attraversata da correnti calde e fredde, ad una più fisica, dove venne poi a formarsi un essere, lontano parente dell’Uomo.

«Simile ad un pesce quanto ad un lungo serpente, d’un azzurro verdastro; dal corpo gelatinoso e trasparente lasciava scorgere gli organi interni e brillava di tutti i colori dell’arcobaleno. Dalla sua parte superiore usciva, a guisa di testa, una specie di ventaglio o pennacchio fosforescente. In quest’organo appariva il protoplasma di ciò che divenne il cervello umano. Serviva a quell’essere primitivo come un organo di percezione ed insieme di riproduzione, perché non avendo orecchi ed occhi, percepiva a distanza, per mezzo di quell’organo di una sensibilità estrema, tutto quello che, avvicinandolo, poteva nuocergli o essergli utile. Ma quella specie di lanterna, quale grande fiore luminoso come una medusa di mare, adempiva anche alla funzione di organo maschile e fecondatore, poiché quella grande medusa, agile e vivace, celava inoltre nel suo corpo un organo femminile, una Matrice. In certe epoche dell’anno, quei nuotatori ermafroditi erano attirati dai raggi del Sole nelle parti superiori e meno dense del loro oceano, e la fecondazione avveniva sotto il suo influsso. Cioè, l’essere bisessuato si fecondava da sé stesso inconsciamente ed involontariamente, come avviene in molte piante in cui il germe caduto dagli stami, feconda lo stigma. Allora il nuovo essere, che si formava nel suo seno, prendeva a poco a poco il posto del primo. Tutta la vita del vecchio passava al nuovo e, quando questo aveva raggiunto il pieno sviluppo, gettava il suo carapace, come il serpente getta la sua armatura di scaglie quando fa la pelle nuova. C’era dunque un rinnovamento periodico dell’animale, ma non c’era morte, né rinascita. Quell’essere non aveva ancora il suo Io. Gli mancava ciò che gli Indù chiamano il manas, il germe della mentalità, la scintilla divina dell’Uomo, centro cristallizzatore dell’Anima immortale. Aveva, come tutti gli animali attuali, un Corpo Fisico, un Corpo Eterico (o Vitale) e un Corpo Astrale (o Raggiante) e, per mezzo di quest’ultimo, sensazioni che somigliavano ad un miscuglio di sensazioni tattili auditive e visive. Il suo modo di percezione era in forma rudimentale, qualche cosa di simile a ciò che oggi è il senso divinatorio, nei tipi specialmente dotati di tale facoltà.» (Édouard Schuré)


Lemuria[13] è un ipotetico continente scomparso, collocato secondo alcuni studiosi, - presumibilmente -, nell’Oceano Indiano, seppure la teoria della sua esistenza, formulata nel contesto della biogeografia del XIX secolo, è divenuta obsoleta in seguito alla scoperta e alla comprensione della tettonica a zolla, su cui concorda la maggior parte degli scienziati moderni. Sebbene sia “scomparsa” dal regno della Scienza, essa è sopravvissuta in quello Esoterico, avendo un’ampia eco ed essendo, ancora oggi, oggetto di ulteriori studi ed analisi.
Questo continente, scomparso o meno, veniva comunque descritto grande abbastanza da coprire un’area così vasta da comprendere le acque dell’Oceano Indiano, l’Australia attuale, parte dell’Asia e dell’Africa meridionale. All’epoca della sua ultima speculazione pseudo-scientifica, alcuni ricercatori sostenevano che sebbene i lemuri viventi ad oggi si trovino solo in Madagascar e nelle isole vicine, la scoperta di famiglie di lemuri estinte dal Pakistan alla Malesia, ispirò il nome Lemuria, coniato nel 1864 dal geologo Philip Sclater nell’articolo The Mammals of Madagascar uscito sul The Quarterly Journal of Science. Confuso dalla presenza dei lemuri sia in Madagascar che in India e dalla loro assenza in Africa e nel Medioriente, egli propose che il Madagascar e l'India fossero stati un tempo parte di un continente più grande, chiamato, appunto, Lemuria proprio dal nome di questi animali.
Secondo la versione di alcuni esoteristi, invece, milioni di anni dopo l’origine della Terra, un nuovo continente apparve nell’emisfero australe. Aveva il suolo costituito di granito e lava e su di esso la vegetazione proliferava con felci gigantesche, pieno di numerose paludi che si estendevano per miglia e miglia, costellato qua e là di coni vulcanici che eruttavano continuamente. La luce era fioca poiché quel lembo di Terra era costantemente avvolto da un’atmosfera pesante e carica di nubi, anche se vivevano forme più progredite tra cui l’essere destinato a diventare poi l’Uomo, inizialmente una forma semi antropomorfa e quadrupede, con un sistema cerebro-spinale alquanto sviluppato.
Sempre secondo Schuré, questo primigenio organismo aveva: “la ghiandola pineale che si era rivestita di un cranio ed era diventata un cervello, seppure ne uscisse un orifizio rimasto nella parte superiore della scatola cranica, simile ad una pinna mobile. Due occhi comparivano in quel cranio, due occhi che vedevano appena di una vista ottenebrata le cose; ma la piuma pineale aveva conservato il dono della sensibilità astrale, in modo che quell’essere imperfetto, ibrido e ributtante, aveva due percezioni, una ancora molto forte ma che sarebbe scemata nel piano astrale, l’altra invece ancora molto debole, ma sarebbe aumentata, specie nel piano fisico. Le branchie divennero poi polmoni, le natatoie delle zampe, e quanto alla testa, essa rammentava quella di un Delfino, con le bozze frontali simili a quelle del Leone.”
Lemuria, inoltre, entrò di prepotenza nel lessico esoterico o dell’occulto, tramite le opere di Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che dichiarò intorno al 1880 l'esistenza di questo continente, abitato da una razza di ermafroditi spiritualmente puri, rivelatogli dai Mahatma che le avrebbero permesso di visionare un testo pre-atlantideo, il Libro di Dzyan. Secondo l'interpretazione teosofica, gli ermafroditi di Lemuria corrispondevano a una delle Sette Razze Radicali attraverso cui si muove ciclicamente l'evoluzione dell'umanità. La successiva Antroposofia, il cui maggiore esponente, nonché fondatore, fu Rudolf Steiner[14], affermava che i Lemuriani avevano un corpo molle e particolarmente plasmabile, ovvero che potevano modificare il proprio corpo a seconda delle diverse necessità.
Avevano, inoltre, l’Io ancora poco sviluppato e mobile, possedevano doti chiaroveggenti e delle funzioni ancora unite, in quanto la respirazione e il nutrimento erano congiunti in un unico organo che introduceva una sostanza liquida, lattiginosa. Gli organi dei sensi erano poco sviluppati e percepivano per lo più immagini, così come la percezione del caldo e del freddo era trasmessa dalla ghiandola pineale, oggi atrofizzata. Caratteristiche umane del tutto particolari e che derivano dal fatto che le prime incarnazioni risalivano a quest’epoca oscura ed arcaica, dove gli esseri erano poco affini al Mondo Fisico, tanto da vivere più esperienze nel Mondo Spirituale; fu così che gli Spiriti della Personalità agirono sui Lemuriani, incarnandosi poi in Uomini e facendo loro da guida.

«Alto fra quattro e cinque metri, con la pelle bruna, la faccia piatta ed un muso sporgente; occhietti minuscoli piazzati così lontani l’uno dall’altro che egli poteva vedere lateralmente, e non solo davanti a sé. Non aveva fronte, ma era fornito di un terzo occhio alla nuca, che in noi è rappresentato tuttora dalla ghiandola pineale, nel cervello. I lunghi arti non si potevano raddrizzare completamente, ed egli aveva mani e piedi enormi; anzi, i piedi avevano talloni che sporgevano tanto da permettergli di camminare sia in avanti che all’indietro.»

Questo è ciò che sosteneva Lyon Sprague de Camp[15] grazie alla dettagliata descrizione di un lemuriano, trattata da William Scott-Elliot[16]; egli fornì molti più dettagli della Blavatsky sulle vite di queste presunte razze, sia di origine lemuriana che atlantidea. Scott-Elliot, inoltre, aveva localizzato Lemuria nell’Oceano Pacifico, sostenendo che si trattava di una gigantesca massa continentale che alla fine affondò, lasciando solo delle piccole isole. Dopo la scomparsa di Lemuria, nuove razze emersero sulla successiva Atlantide, tra i quali i Rmoahal dalla “pelle nera”, i Tlavatli "color rame", che erano adoratori degli antenati, e quindi i Toltechi, che avevano una tecnologia avanzata che includeva dei non meglio precisati oggetti volanti.
I Toltechi furono seguiti dai Turaniani e poi i Semiti, e questi ultimi produssero, inoltre, ulteriori sotto-razze, tra cui gli Accadici e i Mongoli. Un gruppo di Accadiani, addirittura migrò in Gran Bretagna 100.000 anni fa, dove costruirono il famoso tempio archeo-astronomico di Stonehenge. Scott-Elliot sosteneva, inoltre, che Atlantide era divisa in due isole collegate, una chiamata Daitya e l'altra Ruta; alla fine non rimase che un residuo di Ruta, chiamato Poseidonis, ancora prima che scomparisse nelle acque dell’Oceano. Le idee di Scott-Elliot furono citate anche da Rudolf Steiner nei saggi successivamente pubblicati come Atlantis e Lemuria (1904).


In tutti questi processi, alcune correnti esoteriche, sostengono che furono gli Angeli[17] ad entrare nel Corpo degli Uomini, portando la scintilla divina, cioè quel principio immortale dell’Io (Ego). Intervennero in tale processo anche gli Archei[18], in quanto non avendo un Corpo Fisico, e non essendo in grado di assimilare la Materia, rivestendo solo un Corpo Etereo, trasfusero a questi esseri primitivi il sentimento religioso e mistico. L’Uomo, così, venne quindi a disimpegnarsi dalle forze animali e si avvicinò lentamente alla sua forma attuale, con una accentuazione continua della separazione dei sessi, che agì su tutti gli esseri viventi. La Lemuria, pertanto, sperimentò ogni sorta di accoppiamento, in quanto la sessualità era dominante: “Dall’accoppiamento delle specie inferiori dell’umanità nacquero le scimmie, l’uomo non è affatto una scimmia perfezionata. Al contrario, anzi, la scimmia è la degenerazione ed una degradazione dell’uomo primitivo, un frutto del suo primo peccato.” (Schuré)
Ciò che all’epoca accadeva non piacque agli Dèi che videro l’Uomo succube, a loro dire, di cattive passioni, come i desideri senza freno quali, l’invidia, l’odio, il furore (vedasi la Caduta Biblica di Caino). Nacquero così le prime guerre, specie tra Animali e tra Umani, momento mitologico che i Greci spiegarono con il Mito di Pandora e del suo Vaso contenente tutti i flagelli che una volta liberati, andarono a diffondersi e ad opprimere l’intero Mondo. Il Mondo Lemuriano venne così distrutto dall’Ira degli Dèi che lo colpirono con un cataclisma, il quale portò ad un totale cambiamento della faccia della Terra. Preceduti da forti scosse sismiche, i vulcani esplosero con torrenti di lava e nubi piroclastiche di ceneri incandescenti che invasero tutta la Lemuria.
L’agitarsi della Terra, sempre secondo Schuré si verificò in coincidenza di una “corrispondenza astrale della vita animica del globo coi suoi abitanti.” Tutti gli esseri considerati dagli Dèi come “degenerati”, scomparvero poi inghiottiti dalle acque dell’Oceano, si salvò soltanto la parte migliore della razza lemuride, rifugiatasi all’estremità occidentale del continente per mezzo di una guida divina. I superstiti raggiunsero, infine, l’Atlantide, una terra nuova e vergine, ricca di vegetazione e da poco emersa dalle acque…


Lemuria, tra racconti di Fantascienza e cruda realtà geopolitica

Nel 1894, Frederick Spencer Oliver pubblicò, con lo pseudonimo di Phylos il Tibetano, il romanzo A Dweller on Two Planets, nel quale dichiarò che i sopravvissuti di un continente sommerso, chiamato Lemuria, vivevano all'interno del Monte Shasta nel nord della California. I Lemuriani avrebbero vissuto (o forse vivrebbero ancora oggi) in un complesso sistema di tunnel scavati nella montagna e, in alcuni casi, sarebbero stati avvistati fuori dalla montagna, mentre camminavano coi loro abiti bianchi. Queste idee furono riprese anche da Guy Warren Ballard, che negli anni Trenta formò la I AM Foundation.
Ma il nome di Lemuria comparve in un buon numero di opere di narrativa fantastica tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, incluse alcune del filone del Mondo Perduto. Ad esempio, è citata, assieme ad Atlantide e Mu, nelle storie fantasy di Kull di Valusia di Robert E. Howard e nelle storie di Howard P. Lovecraft scritte negli anni Venti/Trenta. Ne riprese la storia anche Richard S. Shaver in una serie di storie di fantascienza, presentate come vere, pubblicate dal 1945 al 1949 sulla rivista pulp Amazing Stories e in seguito sulla rivista Other Worlds, che fece il suo debutto nel 1949 con il racconto The Fall of Lemuria. In queste storie Shaver sosteneva l'idea di una Terra Cava[19], presentando la storia di una razza superiore preistorica che sarebbe sopravvissuta nelle profondità della Terra.
Ulteriore e affascinante variante del Mito è quella targata dall'Universo Marvel, dove Lemuria viene identificata come la città sommersa dei Devianti, creature umanoidi dal codice genetico instabile e in continuo cambiamento, tanto che ognuno di loro non appartiene alla stessa specie dell'altro. Parenti stretti dell'Homo Sapiens Sapiens e degli Eterni, con i quali sono in perenne competizione, essi furono creati insieme alle altre razze umane dai Celestiali, divinità cosmiche dall’enorme potere, i quali dopo secoli di assenza dal pianeta Terra, tornarono a seguito di una rivolta dei Devianti; dopo aver decimato queste creature fecero sprofondare la loro città-capitale nell'Oceano Pacifico.
Lemuria è presente nel videogioco Golden Sun: L'era Perduta, il secondo titolo di una serie per Game Boy Advance. In questo capitolo viene raffigurata come un'isola al centro dei mari, circondata da nebbie perenni, dove la sua popolazione risulta immortale perché su di essa il tempo si è fermato, grazie all'acqua che sgorga da una fonte posta al centro dell'unica, antica, città presente; qui, i Lemuriani, vengono raffigurati come esseri magici e belli dalla pelle bianca ed i capelli azzurri.

Una singolarità, nell’attuale situazione geopolitica mondiale, è data da un piccolo territorio britannico d’oltremare, situato nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, proprio a metà strada tra l’Africa e l’Indonesia, il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano (British Indian Ocean Territory, abbreviato in BIOT), che ha per motto la seguente frase: “In tutela nostra Limuria” ("Lemuria è sotto la nostra protezione").
Il territorio comprende sei atolli dell’arcipelago Chagos e che conta più di 1000 isolette di varie dimensioni, dove l’isola più grande, Diego Garcia, presenta anche un’importante base militare anglo-americana; gli abitanti, infatti, sono per lo più militari di stanza nella base.
Questo territorio appartiene al Regno Unito dal 1965 ed è stato concesso in uso agli USA l’anno seguente per la costruzione della base militare, punto di partenza, tra l’altro, per gli attacchi aerei durante la Prima Guerra del Golfo (1991), la Guerra in Afghanistan e della Guerra in Iraq (2003).
Ma quando gli americani sbarcarono sull’isola nel 1961 per farne una delle basi più grandi al mondo[20], l’allora governo laburista inglese di Harold Wilson, cospirò in gran segreto con due amministrazioni americane per “ripulire” e “bonificare” le isole di tutti i suoi abitanti indigeni e di ciò che vi era presente…

«Non dobbiamo cedere di un passo. Lo scopo dell’operazione era di conquistare degli scogli che continueranno a essere nostri. Non rimarranno indigeni, a eccezione dei gabbiani». Segue una nota scritta a mano da D. H. Greenhill, poi barone Greenhill: “Insieme ai gabbiani c’è qualche Tarzan e qualche Venerdì...”» (Sir Paul Gore-Booth, sottosegretario del Ministero degli Esteri, 1966)

All’inizio gli isolani vennero ingannati e indotti ad andarsene, chi si trovava alle Mauritius per cure mediche urgenti non poté ritornare, e nel mentre gli americani cominciarono a sbarcarvi per costruire la base, sir Bruce Greatbatch, governatore delle Seychelles incaricato della «bonifica», ordinò che tutti i cani di Diego Garcia venissero uccisi. Quasi mille animali furono radunati ed eliminati con i gas di scarico dei veicoli militari americani: «Portarono i cani in una fornace dove lavoravano i nostri», racconta Lizette Tallatte, oggi sessantenne, «e mentre i cani ci venivano strappati via sotto gli occhi, i bambini strillavano e piangevano».
Fu una vera e propria deportazione di massa, la gente lo prese come un avvertimento. Chi era rimasto fu caricato sulle navi e poté portare con sé solo una valigia, si lasciarono dietro le loro case, i mobili, le loro vite. Arrivati alle Seychelles, vennero condotti a passo di marcia in una prigione sulla collina dove rimasero fino al trasferimento alle Mauritius; lì vennero poi scaricati sulla banchina. Durante i primi mesi di esilio, la lotta per la sopravvivenza fu segnata da frequenti suicidi e morti dei bambini. Lizette perse due figli: «Il dottore disse che non poteva curare la tristezza». Rita Bancoult, oggi settantanovenne, ha perso due figlie e un figlio, e racconta che quando il marito seppe che non sarebbero più potuti tornare a casa, ebbe un infarto e morì. La comunità di Diego Garcia fu devastata dalla disoccupazione, dalla droga e dalla prostituzione, fenomeni un tempo sconosciuti.
Il comportamento del Governo Blair, inoltre, fu il peggiore di tutti. Nel 2000 gli isolani avevano riportato una storica vittoria presso l’Alta Corte, che giudicò illegale la loro espulsione. Ma a poche ore dalla sentenza, il Ministero degli Esteri dichiarò che gli isolani non avrebbero potuto tornare a Diego Garcia per via di un «trattato» con Washington, un accordo tenuto segreto dal parlamento e dal Congresso degli Stati Uniti. Nel 2003, nel corso di un’altra causa, sempre presso l’Alta Corte, gli isolani si videro negare anche il risarcimento, addirittura la corte permise all’avvocato del governo di aggredirli e umiliarli durante le loro deposizioni mentre il giudice Ousley parlava al plurale, come se la Corte e il Ministero degli Esteri formassero un’unica fazione. Infine, venne emanato un decreto che bandiva per sempre il ritorno degli isolani alla loro terra…


Altre considerazioni su Lemuria negli studi Teosofici

Secondo le conoscenze teosofiche, l’Uomo non si sviluppò su Lemuria seguendo un’evoluzione fisica (come sostiene anche la Teoria Evoluzionista di Darwin), ma bensì attraverso un addensamento di Materia intorno a degli Esseri Spirituali che, durante un lungo processo, venne a formare il Corpo. In principio, perciò, coloro che sarebbero diventati Uomini, in realtà furono Entità Incorporee che, con il progredire del tempo, andarono via via acquisendo un carattere sempre più materiale. Questi Corpi, seppure sia improprio definirli tali, almeno da un punto di vista della Scienza attuale, apparivano “come giganteschi […], perché consistevano soltanto di materia astrale.”
Successivamente, la Prima Razza Madre venne dotata di un rivestimento più denso, mentre i Corpi della Seconda Razza Madre, definiti “Eterei” e anch’essi invisibili, o almeno non percepibili con il senso fisico della vista, portarono poi ai Corpi della Terza Razza, divenuti finalmente concreti, in quanto composti di Materia Fisica (gas, liquidi, solidi), sebbene ancora più “Sottili” dei nostri Corpi Umani attuali. Le loro ossa erano tenere e fragili come quelle dei neonati, non potevano reggersi in piedi, acquistando successivamente una struttura scheletrica più consistente.
I Lemuriani di questo periodo possedevano anche due occhi rudimentali anteriori ed uno posteriore, detto “Terzo Occhio” o “Occhio Astrale”, corrispondente all’attuale ghiandola pineale, e che serviva come centro della vista fisico-astrale dell’individuo. Il Corpo Gelatinoso, poi, si solidificò in misura ancora maggiore divenendo capace di mantenere la posizione eretta, nonché, grazie all’impiego del Terzo Occhio e di una sporgenza posta sui talloni, poté imparare a camminare avanti ed indietro. Con la quinta sotto-razza, l’Uomo Lemuriano si stabilizzò nella sua forma fisica definitiva, era alto in media dai 3,5 ai 4,5 metri, aveva la pelle bruno-giallastra, la mascella inferiore allungata, il viso appiattito, gli occhi piccoli e penetranti, distanti l’uno dall’altro, consentendogli la vista sia in avanti che di lato, mentre il Terzo Occhio donò loro la facoltà di vedere anche all’indietro.
Al posto della fronte, avevano un rotolo carnoso, la testa, inoltre, era ricoperta di corti capelli e si presentava inclinata all’indietro. Gli arti erano sproporzionati rispetto ai nostri, con mani e piedi enormi, ed erano soliti vestirsi di pelli di animali rozzamente lavorati, e di solito brandivano nella mano sinistra un bastone, mentre nella destra conducevano con una sorta di guinzaglio, un animale che assomigliava ad un piccolo Dinosauro (!) In quel periodo, inoltre, per i Lemuriani, - i quali fino ad allora erano stati ermafroditi e si perpetuavano deponendo delle uova, dalle quali nascevano i loro piccoli imperfettamente formati -, iniziò a profilarsi una accentuata separazione sessuale, venendo così a crearsi un ulteriore distinzione tra femmine e maschi. Con l’avvento dell’ultima sotto-razza, la Settima, si evolsero nella forma più elevata, dove gli individui svilupparono una specie di fronte, la sporgenza dei talloni venne a ridursi, il capo assunse una conformazione allungata o a uovo, diminuì la statura e la grandezza delle membra, etc.
Inizialmente muti, si esprimevano con suoni inarticolati, poi svilupparono una lingua primitiva monosillabica, inoltre dopo la solidificazione del loro Corpo, avvenne anche la distinzione più accentuata dei sessi sopra enunciata, ed iniziarono a vivere sulla sommità di alture e colline in rudimentali abitazioni, creando poi le prime comunità e la forma più arcaica di organizzazione sociale. Le dimore, dapprima costruite in legno, vennero perfezionate e edificate con grossi macigni in pietra, infine la Sesta e Settima sotto-razza, divenne abile a costruire città megalitiche, vestigia di quel periodo sarebbero le rovine presenti non solo in Madagascar, nel sud-est asiatico sino ad arrivare alla lontanissima Isola di Pasqua, etc.
Iniziarono a fabbricare e ad utilizzare anche armi rudimentale, specie per difendersi dagli attacchi dei Dinosauri o per dare ad essi la caccia. Cominciarono a forgiare lunghi pali appuntiti, mazze e oggetti simili a lame ma fatti di ossa. Seppure l’agricoltura fosse sconosciuta, le generazioni delle prime sotto-razze, quelle prive di ossa e striscianti, si nutrivano di quanto trovavano al suolo, mentre quelle erette e con lo scheletro indurito, presero a nutrirsi di carne, erbe, frutti, bacche, etc. Tale condizione portò anche all’insorgenza delle prime forme mistiche o pseudo-religiose, iniziando a seguire alcuni precetti morali e adorando un’entità suprema incarnata dal Sole.

Max Heindel (1865-1919), fondatore della “Associazione Rosa Croce[21] di Oceanside” (Oceanside è la cittadina californiana dove l’associazione venne fondata ed ha tuttora la sua sede centrale) nella sua opera principale, “La Cosmogonia dei Rosacroce”, afferma: “La crosta terrestre stava cominciando a diventare molto dura e solida in alcune aree, mentre in altre era ancora incandescente e fra le isole di terraferma vi era un mare in ebollizione. Eruzioni vulcaniche e cataclismi caratterizzarono tale epoca […] Sopra le zone più solide e relativamente fredde l’uomo viveva circondato da foreste di felci gigantesche abitate da animali di enormi dimensioni. Tanto le forme degli uomini, quanto quelle degli animali erano ancora molto plastiche. Lo scheletro si era formato, ma l’uomo aveva ancora ampie possibilità di modellare il proprio corpo. […] I Lemuriani non avevano occhi veri e propri; essi possedevano due punti sensibili alla luce del Sole, quando questa brillava con deboli riflessi attraverso l’atmosfera ardente dell’antica Lemuria, ma fu solo alla fine dell’epoca di Atlantide che gli umani ricevettero la vista come l’abbiamo noi: fino a quell’epoca l’occhio era in via di formazione. […] Il suo linguaggio [del lemuriano] consisteva in suoni simili a quelli della natura: il respiro del vento nelle immense foreste, che crescevano lussureggianti in quel clima tropicale, il mormorio dei ruscelli, l’urlo della tempesta, il fragore delle cascate, il rombo del vulcano: tutte queste erano per lui le voci degli dèi, dai quali sapeva di discendere; […] non sapeva nulla del proprio corpo, anzi neppure era consapevole di avere un corpo, come noi non sappiamo di avere uno stomaco, fin tanto che è sano… Non conosceva la morte, perché quando dopo un lungo periodo il suo corpo fisico veniva meno, egli entrava in un altro, del tutto inconsapevole del cambiamento. La sua conoscenza non era concentrata nel mondo terreno, così che lasciare da parte un corpo e prenderne un altro non era per lui un inconveniente più grave di quanto non sia per un albero il cadere di una foglia o di un ramoscello secco, sostituiti da nuovi germogli […] L’educazione dei maschi differiva assai da quella delle femmine […]; l’educazione dei primi era destinata soprattutto a sviluppare la volontà […]; quella delle femmine era intesa a promuovere principalmente le facoltà dell’immaginazione […]. Fu così che [l’educazione femminile] suscitò il primo bagliore della memoria (della quale i Lemuriani erano in precedenza del tutto sprovvisti).

  


[1] Esoterismo deriva da Esoterico e che equivale a celato, occulto o misterioso. Dal greco Eso (intuire), nelle antiche scuole di Pitagora, Platone e Aristotele, gli Esoteristi erano i discepoli che avevano raggiunto il profondo insegnamento del proprio Maestro.
[2] I persiani li chiamavano anche Feroner, i Sumeri Genii, non di rado indentificati anche con l’Io Superiore dell’Uomo.
[3] Per alcuni sono assimilabili agli Asura della filosofia induista.
[4] Gli Indù identificavano questa Triade con i Deva, simili anche agli Elohim di Mosè, ai quali si attribuisce la Creazione della Terra e la rappresentazione dello Spirito di Dio. Chiamati anche Troni nella tradizione cristiana, e che diedero in olocausto il loro Corpo per la rinascita degli Archei; per Corpo si intende in tal caso il calore vitale e l’effluvio di amore.
[5] In caldeo, serafico, significa amore, mentre i Cherubini traggono il loro nome dalla sapienza e la forza infinita (meccanica).
[6] Secondo la corrente dei Rosacroce si hanno i seguenti Sette Mondi: 1) di Dio; 2) degli Spiriti Vergini; 3) dello Spirito Divino; 4) dello Spirito Vitale; 5) del Pensiero; 6) del Desiderio; 7) del Mondo Fisico. Una suddivisione ritenuta necessaria perché la sostanza di ogni mondo è sottoposta a leggi diverse; ogni mondo viene poi frazionato in ulteriori Sette Regioni e che rappresentano altrettante distinzioni della Materia.
[7] Philippe Frédéric "Édouard" Schuré (1841 - 1929) è stato uno scrittore, critico letterario, poeta, storico e filosofo francese. Nato in una famiglia protestante alsaziana, figlio di un medico, resta orfano di madre a 4 anni e di padre a 14, dopo il baccalaureato si iscrive alla facoltà di diritto per compiacere il nonno materno, ma frequenta contemporaneamente quella di lettere, dove si inserisce in un ambiente di artisti e letterati. Nel 1860 perde entrambi i nonni materni, ereditando a sufficienza per dedicarsi ai suoi veri interessi, una volta terminati gli studi di diritto. Scrisse numerosi libri ma la sua opera più importante è Les grands initiés (I grandi iniziati), pubblicata nel 1889 e tradotta in molte lingue, ispirata dalla luminosa figura di Marguerite Albana Mignaty, una intellettuale originaria di Corfù, esperta di misticismo indiano, che ospitava un salotto letterario a Firenze. Tra gli incontri che influenzeranno la sua vita, oltre a quello con Marguerite Albana (la sua amata, conosciuta durante un soggiorno di due anni in Italia), c'è quello con il compositore Richard Wagner e l'essenziale amicizia con il filosofo Rudolf Steiner, che conosce nel 1906, rimanendo affascinato dal suo pensiero.
[8] Le Entità, secondo Schuré, si trasformano da un’epoca all’altra, dove nella prima si riscontra la presenza di un Corpo Fisico, nella seconda si aggiunse un Corpo Vitale, nella terza un Corpo del Desiderio, nella quarta un Corpo Mentale, e nella quinta tale sviluppo portò alla formazione dell’Ego.
[9] Gli Indù definivano queste immagini astrali del passato come una sorta di Akasha o Luce Astrale di Conoscenza, più tardi anche i nostri profeti o santi, attinsero le loro informazioni su un presunto Libro di Dio, al quale si ispirò anche Giovanna d’Arco, quando davanti ai giudici di Poitiers rispose: “Ve ne sono più nel Libro di Dio che nei vostri”.
[10] Le Costellazioni nacquero dai Maghi Caldei cui si deve anche la denominazione dei Dodici Segni dello Zodiaco. Ogni Costellazione venne identificata con una categoria di Cherubini che la tradizione occulta rappresentava come Animali allora ritenuti Sacri. I Cherubini venivano infatti scolpiti dai Caldei, dagli Egizi e dagli Ebrei attraverso i quattro simboli del Toro, del Leone, dell’Aquila e dell’Angelo, gli stessi che troviamo riuniti nella Sfinge egizia. Gli stessi quattro simboli, inoltre, ricordano anche i Quattro Evangelisti che, nell’ordine sovraesposto degli Animali, corrispondono rispettivamente a: Luca, Marco, Giovanni e Matteo.
[11] Secondo una tradizione, si ritiene che Lucifero si unì all’Eva Primitiva, detta Lilith, dalla cui unione nacque Caino, l’Uomo disceso dalla Materia e già condannato ad essere un assassino.
[12] Schuré sosteneva che la forma dell’Angelo è l’archetipo dell’Uomo Futuro, con una individualità libera e creatrice.
[13] Con il termine Lemuri (Lemures) gli antichi romani designavano le anime dei morti, dette anche larvae. Sembra che il nome derivi dalla forma originaria Remuria, una festa istituita da Romolo per placare l’ira dell’ucciso Remo e che in seguito, servirà anche per placare le anime vaganti dei morti. Il termine è usato anche per indicare animali di tipo lemuride, tuttora viventi in Madagascar.
[14] Steiner ci informa che l’epoca lemurica si concluse a causa di grandi catastrofi vulcaniche ma che un gruppo di umani si salvò dalla totale distruzione.
[15] Lyon Sprague de Camp (1907-2000) è stato uno scrittore statunitense. Nella sua carriera, durata oltre cinquant'anni, ha scritto libri di vario genere, soprattutto romanzi di fantascienza e fantasy, ma anche opere non di genere e saggistica, come biografie di importanti autori fantasy. La biblioteca personale di de Camp, forte di circa 1200 volumi, fu venduta all'asta da Half Price Books nel 2005, la collezione comprendeva libri scritti da lui stesso e da scrittori amici suoi, come Isaac Asimov e Carl Sagan.
[16] William Scott-Elliot, a volte erroneamente detto Scott-Elliott (1849-1919), fu un teosofo che elaborò il concetto di Razza Radice di Helena Blavatsky in diverse pubblicazioni, in particolare in The Story of Atlantis (1896) e The Lost Lemuria (1904), in seguito riunito nel 1925 in un unico volume chiamato La storia di Atlantide e la Lemuria perduta.
[17] Questi Angeli abitavano la Luna, erano di ordine inferiore ed aspiravano alla guida degli Uomini rivestendo un Corpo Fisico.
[18] Gli Archei, si dice, abitavano sul pianeta Venere, sovente associati ai Lemuriani per condizioni fisiche e abitative.
[19] I discendenti di questa razza, noti come i Dero, vivrebbero nelle caverne usando macchine fantastiche abbandonate da razze antiche con le quali, a volte, si avventurerebbero sulla nostra superficie; Shaver fu infine bandito dalla rivista Amazing Stories e non ammise mai che si trattasse di fiction.
[20] Al momento vi si trovano più di duemila soldati, l’ancoraggio di trenta navi da guerra, un deposito nucleare, una stazione satellitare, vie commerciali, locali, un campo da golf; gli americani la chiamano anche «Camp Justice».
[21] La “Fraternità dei Rosa Croce” è una scuola mistica che sarebbe stata fondata nel XV secolo in Germania da Christian Rosenkreutz, leggendaria figura di studioso e mistico (seppure il nome mostri una chiara valenza simbolica), il quale durante i suoi viaggi in Europa e in Oriente aveva recuperato le antiche tradizioni sapienziali ermetiche. In effetti però le prime testimonianze certe sull’esistenza di società con questo nome risalgono ai primi decenni del XVII secolo, allorché furono pubblicate la “Fama” e la “Confessio Fraternitatis Rosae Crucis” (rispettivamente nel 1614 e nel 1615), seguite dopo poco da un’altra opera singolare, “Le Nozze chimiche di Cristiano Rosacroce”, del pastore protestante tedesco Johann Valentinus Andreae (1586-1654). Verso la fine dell’800 e nel 900 il nome della Rosa Croce fu ripreso da associazioni e gruppi esoterici, come quella di M. Heindel qui citata, l’AMORC (Antico Mistico Ordine della Rosa Croce) che ha sede sempre negli USA, e il “Lectorium Rosacrucianum” fondato in Olanda.

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"Il Cammino del Viandante" di Federico Bellini
Parte II - Antropogenesi / Lezione 6, 6.2 - Il Laboratorio Lemuriano

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