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"Non riconosco la Conoscenza che è in te" di Federico Bellini

"Non riconosco la Conoscenza che è in te" di Federico Bellini

La Riconoscenza. In qualsiasi vocabolario si definisce tale il sentimento di chi è riconoscente, o il fatto stesso di essere riconoscente nei confronti di qualcuno, o meglio, è il riconoscimento della consapevolezza altrui: riconosco la Conoscenza che è in te! Nel corso degli anni ho dato l'opportunità a molte persone di poter parlare con me, se non di persona, tramite internet, per avere uno scambio di informazioni e spunti riflessivi, una sorta di consulenza, anche online, per meglio mettere a frutto le proprie potenzialità. La prima di tutte le consulenze fatte è sempre stata gratuita (come credo dovrebbero fare tutti coloro che fanno questo tipo di lavoro), ma ad un certo punto ho notato che la stragrande maggioranza delle persone, non solo usufruiva della prima seduta gratuita (e che sovente da una ora passava anche a due, in alcuni casi anche tre), come mi venivano anche richieste ulteriori sedute, in genere una seconda, sempre gratuita e con la scusa, da tutti sciorinata con un mantra (o un passaparola?): "Sai, se tu farai un domani un seminario dalle mie parti verrò sicuramente e pagherò il dovuto, ma al momento non posso fare nessun percorso con te perché sono in ristrettezze economiche e non ho soldi!Compreso il trucchetto ho smesso temporaneamente di farle, se non dietro esplicita e vera richiesta, anche perché, poi, notavo come queste persone, andavano a spendere i loro soldi facendo ipnosi a € 200 a seduta o presenziando a corsi di Cabala o altre strane amenità New Age, pagando anche € 300 e spesi in un solo giorno. È evidente che il mio tempo e la mia professionalità, per queste persone, è stato meno importante e meno "riconosciuta", rispetto alle loro successive scelte, pertanto non vedo perché avrei dovuto continuare su questa strada di condivisione. Per carità, lungi da me dal consigliare le persone su come spendere i propri soldi, tempo e talenti, ognuno è libero di fare come meglio crede, anche di sperperare tutti i propri averi nelle tante nuove sette che spuntano come funghi nelle umide giornate piovose, ma non capisco come debba essere sminuito il mio lavoro e venga sfruttata la mia disponibilità (sempre cordiale e gratuita) perché l'italiano, o ancor più l'uomo medio, tende solo ad approfittare del buon cuore altrui, e pensando addirittura di elevarsi anche spiritualmente, mentre invece si comporta esattamente alla stregua di un parassita. E non è nemmeno un problema di soldi, seppure anche io devo vivere in questa strana società, mantenermi e pensare a mia figlia, ma di semplice riconoscenza, come scritto all'inizio di questa mia riflessione, perché se non "riconosci la mia Conoscenza", non vedo perché dovrei donartela, oltretutto incondizionatamente, dato che sarebbe solo tempo perso per entrambi...

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