"L'Ego: questo sconosciuto (Ego Ergo Sum)" di Tiziano Cerulli

"L'Ego: questo sconosciuto (Ego Ergo Sum)" di Tiziano Cerulli

Si sente spesso parlare di Ego: questo termine è all'origine di parole come egocentrico (persona che pone sé stesso al centro di ogni esperienza); egoista (persona che si preoccupa soltanto del proprio bene e del proprio interesse); egoarca (persona che pretende di imporre la propria autorità e la propria morale); egolatria (condizione in cui si mette se stessi su un piedistallo e si mette in atto un culto sfrenato del proprio io).

L'etimologia della parola Ego, deriva dalla combinazione della radice greca "Io" (e) e "terra" (go). Il termine ego (dal latino “ĕgo”) è nato in ambito psicologico ed è stato utilizzato, per la prima volta, in psicanalisi con il significato specifico di “Io”.

E' stato Freud per primo a postulare la tripartizione della psiche in Io (Ego), Es (Id) e Super-Io (Super-Ego). Secondo lo psicoanalista esisterebbero tre luoghi psichici, tre istanze che compongono il suo modello strutturale dell’apparato psichico: l’Es (corrispondente all'inconscio) che è la parte istintiva, irrazionale e biologica dell’uomo; il Super-io che rappresenta la coscienza morale, quella parte che tende a reprimere gli impulsi dell’Es, mentre l’Io, o Ego, è quella parte di noi che si trova proprio in mezzo tra l’Es e il Super-io, e fa da mediatore alla relazione tra questi due, come un figlio (Freud ci dice che nasce dall'Es) che cerca di mettere d'accordo mamma e papà. L'Io (ego) diceva Freud è padrone in casa ma in realtà è l'Es il vero padrone di casa. Queste tre strutture, è stato poi scoperto dalle neuroscienze, hanno tre cervelli o attività neurofisiologiche corrispondenti.

Fu Jung a considerare l'ego come una parte cosciente del Sé, l'archetipo corrispondente al nucleo essenziale del nostro essere, che non corrisponde all'archetipo della persona, (la maschera) poiché l'ego ignora l'inconscio ma agisce come mediatore tra l'interno e l'esterno. Senza un'ego ben strutturato non potremmo fare esperienza tanto che John Pierrakos nel testo Core Energetics lo definisce: "la facoltà umana che guida il flusso d'energia dentro e fuori il centro dell'essere umano. E' la facoltà che sceglie, discrimina, analizza e regola il flusso dell'energia e dell'esperienza".

Nella filosofia dello Yoga l'ego corrisponde al nostro terzo chakra (Manipura) che è un centro energetico che organizza l'energia istintiva (come quella dell'es) che sale dai primi due chakra combinandola con l'energia della coscienza che scende dai chakra superiori. L'ego quindi si forma attraverso la coscienza e la nostra energia vitale ne è l'espressione. Ecco perché, spesso, chi ha un eccesso di energia a questo livello viene definito "egocentrico" mentre chi ha una carenza può apparire timido o depresso.

L'ego funzione quindi come un principio esecutore del Sé, poiché sceglie quali istinti, quali impulsi, esprimere e quali reprimere orientando la nostra energia biologica e psicologica verso un obiettivo. Secondo la psicologia quindi l'io è quella struttura della nostra psiche che ha il compito di organizzare e mediare l'incontro tra pulsioni interne e regole sociali esterne prendendo contatto con la realtà. In sostanza senza un Ego "sano" saremmo psicotici o schizofrenici (ovvero avremmo una scissione dell'io). L'Ego rappresenta la dichiarazione di chi siamo e di cosa facciamo nel mondo. L'Ego protegge la nostra essenza più vulnerabile, il Sé, sviluppando quei comportamenti più efficaci per soddisfare le sue necessità e i suoi bisogni. L'Ego in definitiva organizza la nostra esperienza.

E' quindi necessario strutturare (costruire) un Ego prima di di "destrutturarlo" (abbatterlo) o "trascenderlo" come ci invitano a fare alcune correnti new age o discipline spirituali tanto di moda. Un Ego solido e funzionante è necessario per vivere in questa società perché ha il duro compito di guidare l'energie istintive e inconsce del Sé, prendendo in considerazione anche le energie spirituali, archetipiche e transpersonali che si trovano al di là della dimensione conscia. Un ego debole e poco strutturato sarà incapace di integrare gli impulsi delle energie istintuali e selvagge con quelle più alte provenienti dal piano della coscienza.

Dove sta quindi il problema? Come un'arma a doppio taglio l'Ego che è indispensabile per strutturare la nostra identità personale e sociale allo stesso tempo "divide", "separa", "critica", strappando le energie istintuali che non riconosce in se stesso nel regno degli inferi e condannandole negli altri. Ciò che infatti non viene riconosciuto a livello cosciente viene recluso nell'ombra, l'archetipo junghiano, corrispondente alla dimensione inconscia. Noi proiettiamo all'esterno i nostri concetti di male e di bene vedendoli nell'altro: spesso quelli che ti accusano di avere un grande Ego sono proprio quelli che non vedono il proprio tanto è camuffato da "Ego spirituale". L'ego crea la divisione tra ciò che inconscio e ciò che è conscio, tra ciò che non accetta perché non lo vede in sé e ciò che ha già integrato. Questo processo psicologico può farci cascare nella trappola di ricondurre tutto a se stessi come capita a quelle persone che non vedono oltre il proprio naso, vogliono avere sempre ragione, non si mettono in discussione, o al contrario quelle persone che annientano il proprio ego per mancanza di autostima, svalutandosi ed evitando di affermare i propri bisogni.

Negli ambienti cosiddetti “spirituali” si è diffusa da qualche anno la moda che porta tanti improvvisati discepoli a voler eliminare o in qualche modo superare il proprio Ego seguendo gli insegnamenti di sedicenti e seducenti "maestri" di yoga o di meditazione che hanno distorto il concetto di Ego, a loro uso e consumo, "demonizzandolo" come una parte sbagliata di noi da combattere e, guarda caso, da superare con la pratica assidua dello yoga e la recitazione di mantra. Il ricercatore spirituale "improvvisato" contemporaneo non si rende conto che quando si lavora con le energie psichiche e il campo di coscienza archetipico non si scherza e che certe informazioni diffuse, oltre essere fuorvianti, spesso possono essere pericolose per la salute mentale.

Il termine Ego nell’esoterismo indica l’Io integrato dell’individuo, ovvero un traguardo da raggiungere e non un punto di partenza. Nella Teosofia, per esempio, Ego e Anima sono la stessa cosa. Nel Buddhismo, invece, l'Io è la gabbia che ci separa dal resto del mondo perché non esiste separazione ma tutto è collegato e influisce in una dinamica complessa di cause ed effetti.

L’Ego, quindi, è la nostra casa. Esso ci contiene e ci offre un luogo da abitare, dove crescere e cambiare creando dei confini necessari per strutturare la nostra identità equilibrando le energie del nostro sistema. In definitiva, per tornare all'ambito psicologico, è uno "strumento" che se usato consapevolmente ci permette di fare quel lavoro di "individuazione" di cui ci ha tanto parlato Jung, che corrisponde all'espansione del Sé al di là dei confini dell'ego stesso ma che ci serve come ancora per la nostra crescita personale. Questo è molto diverso dall'esserne inconsapevoli al punto da farci usare da esso "gonfiandolo" come un palloncino a dismisura. Quindi "demonizzare" l'ego significa mettere in atto la stessa operazione mentale che si fa "santificandolo".

La maggior parte delle persone che fanno un cammino spirituale restano spesso vittime di un inganno, che lo psicologo statunitense John Welwood chiamò nel 1984 ‘Bypass Spirituale’. L’Ego spirituale è un ostacolo molto facile da incontrare lungo il cammino di chi fa un percorso di crescita interiore. Può riconoscersi da alcuni “sintomi” tra cui quello di etichettarsi come “spirituali“ e iniziare a percepire noi stessi come persone più “elevate”, rispetto alla massa di “dormienti” che ci circonda giudicando tutti gli altri e mettendosi sulla difensiva quando viene attaccato il nostro guru, la nostra disciplina, la nostra alimentazione (rigorosamente vegetariana o vegana) e mettendo una distanza tra noi e chi invece non condivide le nostre idee. Questo è il primo passo per ammalarci di “Ego spirituale“ a prescindere che si insegni yoga o meditazione: questo perché il cammino spirituale conduce alla caduta di tutti gli “idoli”, di tutte le etichette o identità fittizie con cui definiamo il nostro Io. Quindi se ti identifichi nell'etichetta di guida spirituale, maestro reiki, channeler, terapeuta, counselor, facilitatore o operatore olistico e pensi di essere "arrivato" solo perché hai tanti discepoli che ti seguono e mettono tanti "like" ai tuoi post credendo ciecamente a tutto quello che propini loro attaccando tutti quelli che non la pensano come te sei caduto nella trappola del tuo ego: Ego ergo sum. La vera crescita spirituale sta invece nella presa di coscienza del proprio ego e delle sue dinamiche interne.

Come scrive James Hillman nel Codice dell'Anima: "Crescere è in realtà discendere. La moralità occidentale, la cui bussola è fortemente attratta dallo spirito, tende a situare tutte le cose migliori in alto e le peggiori in basso. La stessa teoria dell'eros di Platone, espressa soprattutto nel Simposio e nel Fedro, considera l'ascesi come il fine ultimo della vita umana, e l'ascesi avviene attraverso una progressiva ascesa dalle cose materiali verso l'idea del Bello. Per riuscire a nascere, l’uomo deve per forza tendere al mondo empirico: infatti se non compisse il proprio percorso di discesa e se rimanesse nell’elevato mondo delle idee l’uomo non avrebbe il senso della realtà e non nascerebbe mai. Questo è il concetto portante delle Metamorfosi di Apuleio, come pure della stessa Divina Commedia dantesca. Anche l'albero della Qabbalah ebraica ha le radici nel cielo e immagina una graduale discesa verso le cose umane. Due dei più durevoli miti della creazione della civiltà occidentale, quello biblico e quello platonico, confermano questa impressione: la Bibbia dice che Dio impiegò sette giorni a creare tutto l'universo. Dio affronta prima le grandi astrazioni e le operazioni più elevate, come separare la luce dalle tenebre, fino al sesto giorno; soltanto allora si arriva alla molteplicità degli animali e infine all'uomo. La creazione procede all'ingiù, dal trascendente all'immanente."

In conclusione non c'è niente di negativo nell'avere un Ego, una casa, che ci serve come ancoraggio alla materia, strumento di esperienza, e non un limite. Ma è solo attraverso un lavoro integrato: corporeo, psicologico, energetico che possiamo strutturare un ego sano, equilibrato e forte e saremo capaci di trascenderlo.

Fonte: Linkedin

Commenti

Post popolari in questo blog

"La figura dell'Angelo? Un grandioso bluff!" di Federico Bellini

"Il Sole è un portale dimensionale..." di Federico Bellini

"Il Cammino del Viandante", il nuovo Libro-Corso di Federico Bellini

"Le Civiltà Aliene Extraterrestri" di Federico Bellini