"L'amor che move il sole e l'altre stelle" di Federico Bellini

"L'amor che move il sole e l'altre stelle" di Federico Bellini
(Opera di Amos Nattini, tratta dalle illustrazioni della "Divina Commedia" di Dante)

Noi tutti siamo dei Soli, ma se ci facciamo eclissare, saremo sempre costretti a pretendere la luce altrui per considerarci illuminati…

Che differenza c'è tra Noi e l'Alieno? Non c’è differenza alcuna, loro sono Alieni ai nostri occhi come Noi ai loro, e siamo umani in questo pianeta quanto loro lo sono sui propri pianeti di origine. La divisione e i vari ruoli sono solo dei costrutti, dei programmi mentali che permettono di muoverci ed agire in questa realtà materiale, ma la natura, o il Cosmo, seppur sconfinato nelle sue variabili forme, non si è mai dato delle etichette, semplicemente fa esperienza assumendo le forme necessarie alla sua evoluzione. Siamo tutti quanti, Umani ed Alieni, come siamo parte di un disegno molto più grande. A questo punto chi ti dice quale sia il confine tra realtà o follia, se non l'opinione altrui e non la tua? E dove sta la verità? In ciò che vedi tu o in ciò che vedono gli altri? Ricordiamoci che tutto questo, ciò che crediamo di vedere, non è 'visibile'. Io e te siamo osservabili ai nostri occhi umani ma non a quelli di un batterio, tanto meno da quelli di un’Entità che abita in un’altra dimensione, ad esempio inferiore alla nostra. Tutto ciò che ci circonda è riconoscibile dalla nostra Mente, ma non dai nostri occhi, in quanto è solo un’illusione; sono solamente impulsi nervosi, niente di più. Tutto questo è ciò che la nostra Mente è programmata a riconoscere, e non è ciò che pensi di vedere realmente. Perché tutto è 'un niente' e se per iniziare il tuo cammino verso il risveglio partirai dal niente, scoprirai sicuramente qualcosa, mentre se partirai infarcito di convinzioni, lungo la strada troverai solo altre convinzioni e non risposte alla tua curiosità. Siamo all’interno di un programma, ed i programmi si riconoscono subito perché in ogni loro azione sono prevedibili, sono calcolati. Alla fine, io e te non esistiamo, siamo solo un’Energia che fa esperienza nell’illusione, e dove la sofferenza ci tiene prigionieri, ma è anche colei che ci rende partecipi dell'esperienza stessa. Eppure, le Entità Aliene (e non) si sono servi-te da sempre della nostra creatività per cibarsi delle emozioni umane. L'ispirazione artistica, ad esempio, è stata nient'altro che un efficace espediente per permettere a noi, inconsapevoli ed ignari, di creare, si, opere sublimi, ma dalle quali loro stessi hanno tratto nell'oscurità e nella menzogna, linfa vitale per la propria sopravvivenza. Se preghi, veneri, aduli, adori qualcuno, vai a nutrirlo della tua energia, oltreché a disperderla, e ad alimentare la sua egregora che ne richiederà sempre di più. Ma se mediti su te stesso, quel-l’energia la trattieni e puoi metterla al servizio del tuo benessere psico-fisico e spirituale. E rispetto alla predominante sub-cultura cristiana, che vede la possessione come opera del maligno, a discapito di altre dove è persino considerata positiva, alla fine ognuno deve essere anche libero di farsi possedere da chi e cosa vuole, per questo motivo sostengo che il 99% dell'umanità e di tutte le creature di questo pianeta, compreso tu che stai leggendo, è posseduto da qualcosa. Dico questo per il semplice fatto che sicura-mente hai un attaccamento, di qualsiasi natura o forma, anche non fisica, materiale, mentale, etc. Tutti siamo posseduti, anche da una cazzata, quindi: nessuno ne è immune! A chi piace l’alcool è posseduto dal bere, a chi piace fumare lo è dal tabacco o dall’erba, a chi gli piace il sesso, mentalmente lo è dalla fica o dal pisello, come c’è chi è posseduto dalla TV, dai Social, dalle partite di calcio, etc., perché se ci pensi è tutto desiderio, possessione, costante controllo e predominio, specie dell’altro. La possessione ti dà un senso illusorio di onnipotenza a cui nessuno ne è immune, né io, né tu. Io sono posseduto dalla musica, ad esempio, deformazione professionale in quanto musicista, e non posso farne a meno, ma questa “dipendenza” non ha cambiato in meglio o in peggio la mia vita, l'ha solo aiutata a disvelarsi ed io ho imparato ad  integrarla e a trascenderla nel mio quotidiano, mentre altre possessioni possono essere migliori o peggiori (pensate a chi si droga, ad esempio) ma se tutto viene fatto con coscienza e consapevolezza allora è lì che le cose cominciano a cambiare, mentre, nel caso contrario, ne sei solo una vittima incosciente. La nostra realtà è fittizia e viviamo in un illusione, quindi alla fine, sapere anche se esistono gli Alieni oppure no, è di secondaria importanza, come probabilmente non fa parte della tua attuale esperienza terrena. Perciò il problema non si pone, perché tutte le esperienze, per quanto siano diverse, portano alla stessa meta, che è la conoscenza di stessi. Pensa solo al tuo risveglio, al tuo cammino di consapevolezza, gli altri lo inizieranno da soli prima o poi. Non si può costringere nessuno a 'risvegliarsi' se ancora non è pronto a cambiare la sua vita. E condividi solo con chi vuole condividere, perché troverai sempre sul tuo cammino chi si comporterà alla stregua di uno sciacallo. Donare sé stessi è un gesto nobile, ma donare tutto è un suicidio. Perché il problema non è il parassita, l'Alieno o chicchessia, il problema è l'ignoranza umana, e l’ignoranza uccide gli uomini più delle armi! Se continuerai a pensarti come uno schiavo sarai sempre uno schiavo. Ma anche pensare alla libertà ti rende schiavo a sua volta della libertà. È come il cane che si morde la coda, un concetto duale dal quale sembra impossibile uscirne. Se invece cominci a pensarti come SOLO TU è lì che inizi a cambiare la realtà delle cose. Perché a quel punto non sei più nulla, né schiavo e né libero, ma sei soltanto Tu a fare la differenza, una 'Essenza' che fa semplicemente esperienza!

Stiamo vivendo l'inizio di un XXI secolo intricato nella sua complessità politica, economica e sociale, ampi conflitti si combattono in ogni angolo del Mondo, soggetto a continue trasformazioni senza precedenti. Interessi spregiudicati mercificano anche quei valori più semplici, spesso legati ad una propria intimità religiosa o quotidiana, ogni scusa diventa un pretesto per continue lotte, divisioni, dove tutto sembra come oscurarsi nell'ombra di visioni apocalittiche. Se il futuro, come spesso accaduto in passato, rimane sospeso e racchiuso nella poca convinzione di una speranza, non rimane che “tirare i remi in barca”, fermarsi per sostare un attimo negli angoli, forse più remoti della nostra Anima, alla ricerca di risposte che forse, per troppo tempo, abbiamo dato per scontate. Ma è in questi momenti che rinasce dentro di noi l’esigenza di esprimersi, di comunicare il già conosciuto sotto un’ottica diversa, ma sempre innovativa, capace di dischiudere mondi interiori che in altra maniera non riuscirebbero a venire alla luce. Ed è così che si compie il miracolo della poesia, che da millenni è sempre stata profetica nella sua semplicità, spesso sovversiva e rivoluzionaria. La poesia è stata una delle prime forme di comunicazione e che, insieme alla musica, ha saputo svelare all’uomo i segreti del creato. Ed ogni volta che gli uomini si sono dimenticati della poesia, sono sempre diventati aridi come i deserti. La poesia, nella nostra società attuale, acquisisce un’importanza ancor più incisiva, quanto mai fondamentale, perché dietro ogni retorica ed eloquenza, riesce ancora a trasmettere verità indistruttibili, capaci di infondere tra il nostro Cuore e la Mente, ogni aspetto insito nella natura. Le persone seguono degli schemi e fanno le loro riunioni al chiuso, io preferisco invece farle all'aperto, alla luce del Sole, anche quando è nuvoloso, perché da quattro mura tinte di bianco ho poco da ricevere, da uno spazio aperto e naturale, invece, mi apro verso l'infinito. Data la bella giornata di Sole, insieme ad un caro amico siamo andati, un giorno di inizio primavera, a farci una bella passeggiata tra i campi, poi ci siamo incamminati verso l'argine dell'Arno, da dove si apre un bellissimo scenario paesaggistico che quasi impressiona. Mentre camminavano ad un certo punto abbiamo notato una farfalla aggrappata ad un filo d'erba e che stranamente non è volata via, nonostante la nostra presenza. Ci siamo chinati per osservarla meglio ed era talmente bella che il primo istinto è stato quello di fotografarla, ma non appena ci siamo accorti che invece era morta, ci siamo fermati a guardarla in silenzio per qualche minuto. È stato come un momento di raccoglimento, perché quella farfalla aveva deciso di morire lì, posata sul quell’esile filo d'erba, bagnata da un Sole caldo di inizio primavera, nella quiete, lontana da qualsiasi artificiosità umana. E ci siamo resi conto in un’istante di quanto quella bellezza sarebbe diventata niente, perché il Sole, il vento, la pioggia, l’avrebbero poi trasformata in nient'altro che polvere… e come giusto che sia. Questa è l'essenza della vita, di una farfalla che non possedeva nulla, se non una bellezza effimera ed esteriore, e che aveva deciso di morire su quell'argine in completa solitudine, osservata per l'ultima volta da due esseri umani, capitati lì per caso...

È “L'amor che move il sole e l'altre stelle.” [1]



[1] Paradiso XXXIII,145, Divina Commedia, Dante Alighieri.

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