"Coscienza non è sempre sinonimo di Libertà" di Federico Bellini

"Coscienza non è sempre sinonimo di Libertà" di Federico Bellini

Molte persone sono convinte che possedere un poco di Coscienza in più significhi essere per sempre liberi. Quanto di più falso, dato che è solo un piccolo spiraglio che si apre, squarciandosi nel buio, e nel quale ti inserisci per capire chi sei all’interno di questo gigantesco Universo; uno spiraglio che è in grado di richiudersi anche molto velocemente, lasciandoti senza nulla in cambio, se non con un potenziale ma che magari non puoi mettere a frutto. Questo accade perché molti di noi non hanno scelto di “Conoscere Sé Stessi”, dato che significa dedicarci tempo, energie, risorse e che alla fine, se non hanno un riscontro concreto, finiscono per esaurirsi. Dobbiamo però essere anche vigili e fare molta attenzione, specie quando ci si imbatte in strani fenomeni ai quali non sappiamo dare risposta, perché la storia, in particolar modo quella terrestre e ancor più universale, è molto più ampia ed estremamente più complessa di quanto si creda, come abbiamo già visto nei capitoli precedenti. Percepiamo, in realtà, una Dualità all’interno di una prospettiva più bassa della comune Coscienza Universale, perché sulla Terra non percepiamo il Cosmo nel suo insieme, ma attraverso un ciclo continuo che alterna il giorno con la notte. Vero che il buio non è sinonimo di Male, come la luce non lo è del Bene, perché spesso ciò che è luminoso può essere anche più malvagio di ciò che è oscuro, ma sta a noi decidere queste differenze in base alla conoscenza che avremo raggiunto. Esistono forze in questo straordinario e sconfinato Universo, ma sono forze a diversi Livelli di CoscienzaQuelle che si trovano al Livello più basso agiscono per un loro fine e per piani ben precisi in cui noi, piccoli Esseri Umani, spesso non siamo nemmeno contemplati, mentre altri a Livelli ben più superiori hanno trasceso tale condizione ed intervengono solo per un bene comune. Facciamo parte di uno scacchiere immenso, pedina tra le tante, pronta a vincere o a caderne vittima, dove agiamo in piccolo perché pensiamo in piccolo, e crediamo solo a ciò a cui siamo stati programmati a credere. La verità è che viviamo una falsa realtà, perché non siamo effettivamente il nostro nome e il nostro Corpo, non siamo nemmeno la nostra personalità, i pensieri, le emozioni, la sessualità, il lavoro, perché siamo una cosa ancora del tutto sconosciuta: un . Le informazioni, è vero, sono importanti, perché il primo passo verso la nostra prima presa di consapevolezza, consiste nel riconoscere i limiti che poniamo a noi stessi dal punto di vista psicofisico e poi spirituale, e tale conoscenza evidenzia il bisogno di ampliare la percezione e l’esperienza oltre i densi limiti che ci circondano, una volta raggiunta l’età matura. L’evoluzione, del resto, è più di quanto possano vedere i nostri occhi: è il movimento e la trasformazione della Coscienza dalle forme di vita biologica più semplici a quelle non fisiche più complesse e organizzate, ma è il pensiero che delimita i confini della visione e questo deriva dalla Mente, come è nella Mente che si trova il controllo che ci conduce alla manipolazione, perché quando ci si connette alla Coscienza non ci è richiesto di imparare qualcosa o di andare da qualche parte, non dobbiamo fare nulla perché siamo già nel TuttoAnche perché, alla fine, noi siamo esseri inter-dimensionali che attualmente, su questo pianeta, concentrano l’attenzione su di una singola dimensione della Materia/Energia, ed arrivare a riconoscere in maniera consapevole, e sperimentare a livello personale, la propria essenza non fisica, è un passo fondamentale della nostra evoluzione individuale. Noi non abbiamo bisogno di imparare chissà quali verità imperiture, ma di acquisire la capacità di disimparare ciò che il programma ci ha manipolati a credere. La Mente non è la strada che conduce al Risveglio, ma la sua prima barriera, e noi non abbiamo bisogno di apprendere, ma di risvegliarci da questo stato di trance ipnotica e di ricordarci chi siamo, perché quando lo facciamo cessiamo di pensare e iniziamo a conoscere l'oltreSoltanto dopo aver sviluppato la capacità di esplorare al di là dei confini del proprio Corpo, mediante esperienze sensoriali, meditative o esperienziali, possiamo senza alcun dubbio integrare, nonché sviluppare, questa caratteristica anche nella nostra esistenza futura, nell’ambito di una realtà non fisica, e tale abilità di sperimentare i vari livelli di frequenza non fisica del quotidiano, dipenderà anche dalla capacità di trascendere i nostri attuali limiti umani. Se solo imparassimo a trascendere le barriere fisiche, semplicemente potremmo ricorrere a tale facoltà per sperimentare regioni ancora inesplorate dell’Universo, e senza dover utilizzare strumentazioni o addirittura astronavi, perché da creature completamente immerse nella fisicità potremmo diventare degli esseri spiritualmente illimitatiE solo trascendendo questi densi confini potremmo sperare di esprimerci in maniera consapevole, attraverso l’intero spettro dimensionale dell’Universo, dal momento che il destino comune è quello di evolverci fino al punto in cui tutti avremo la capacità di ampliare la nostra Coscienza in ogni punto dell’Universo.

Numerose persone sono state indotte nei secoli a credere che stavano osservando l’unica realtà esistente. Lo stesso dicasi di una buona parte dell’umanità attuale e che, quando va incontro al rivelarsi di altre realtà, si aspetta persino che l’ambiente non fisico sia identico a quello concreto. Ed è buffo, perché quando ogni aspettativa viene delusa, queste persone rimangono confuse e disorientate, convincendosi che l’intera esperienza extracorporea sia un semplice e banale sogno. Questo equivoco nasce perché siamo stati condizionati ad accettare come unica realtà solo la forma materiale o densa, pertanto la nostra Mente ha la tendenza a concentrarsi sull’unica realtà che conosce ed accetta, ovvero la Materia. Un indottrinamento del genere è prevedibile, perché viviamo immersi in un mare di stimoli fisici e in un ambiente tangibile, dove per riuscire a superare questa forma di ammaestramento dobbiamo solo arrivare a riconoscerlo, dal momento che il mondo fisico su cui ci concentriamo è semplicemente una minuscola frazione dell’Universo, come la stessa Scienza ci dimostra continuamente attraverso lo studio del Cosmo. Pensate che il nostro attuale concetto di evoluzione deriva dalla teoria darwiniana, secondo la quale gli organismi biologici si adattano e modificano in risposta alle condizioni fisiche che li circondano, e questa ipotesi, basata interamente sui continui cambiamenti riscontrati su di essi, è rimasta per più di un secolo la base scientifica di ciò che consideriamo essere stata la nostra evoluzione umana, animale e vegetale. In realtà, grazie ai nostri studi si è scoperto che l’evoluzione è il progressivo sviluppo dell’energia consapevole (spirituale e animica), grazie all’utilizzo di contenitori biologici (i nostri corpi) in qualità di mezzi temporanei di espressione. La nascita e la morte sono semplicemente l’entrata e l’uscita da questa densa dimensione esteriore di energia, dove il nostro Corpo Fisico è solamente un veicolo temporaneo che serve per esprimersi e sperimentare in questo regno denso della Materia, dove l’atto stesso di assumere una forma fisica e di essere umani, incarna un elemento fondamentale dello sviluppo. Le forme materiali che osserviamo intorno a noi sono soltanto la superficie esteriore di ciò che in realtà sono, ovvero una realtà relativa determinata dalla nostra densità e frequenza personale. Infatti, staccarsi da questo condizionamento non è impresa facile, perché noi non siamo i nostri pensieri ma il silenzio che c’è nel mezzo, ed è partendo da questo Livello di Coscienza che possiamo iniziare a staccarci dal programma. Una volta che ci renderemo conto che non siamo le nostre reazioni programmate all’interno del “Sistema”, andremo incontro ad una diversa prospettiva di quella che reputiamo essere la realtà, perché se impariamo a disconnetterci dal software e ci si connette alla Coscienza, siamo in grado di sviluppare una spontaneità quale non si era mai sperimentata in precedenza, e questo significa, inoltre, permettere anche agli altri di essere spontanei senza imporre loro alcuna regola in un flusso di esperienza continuo.

Alla fine, se ci pensate bene, ognuno di noi, ogni personalità, è una sintesi di quello che è successo prima, e la sua rinascita avviene in un ambiente che può contribuire a svilupparla e a farla crescere per una sua maggiore sete di conoscenza e di apprendimento esperienziale. Dobbiamo entrare nell’ordine delle idee che la nostra vita attuale è comunque una sintesi di tutte quelle che abbiamo avuto e sviluppato nelle vi-te precedenti. Noi manifestiamo, allo stato attuale, una personalità illusoria che risulta essere una mera aggregazione degli elementi essenziali caratterizzanti la sintesi di tutte le nostre esperienze passate, inoltre, viviamo e ci esprimiamo in un numero infinito di momenti in continua evoluzione, legati uno all’altro e comunque unici se presi separatamente. E come già ampiamente spiegato, una persona può aspirare a diventare veramente e pienamente libera, quando saprà scegliere consapevolmente gli avvenimenti della propria vita, e che pensa possano condurre ad una crescita positiva. Per contro, una persona non integra, creerà il futuro con le proprie reazioni meccaniche, di conseguenza non si renderà conto di avere la responsabilità di ciò che gli accade e continuerà a credere a concetti come il fatalismo e la predestinazione, incolpando soprattutto gli altri, specie dei suoi fallimenti. La vera crescita a livello personale si verifica all’interno di quelle vite in cui sfruttiamo al massimo i nostri talenti e le possibilità creative che ci sono concesse, nei limiti delle circostanze del momento. Avere una mente aperta, in questa ricerca, è un fattore importantissimo, e non a caso il comandamento principale degli antichi templi misterici era “Conosci te stesso!” Assumersi la responsabilità della propria crescita, non solo fisica ma anche spirituale, significa aprirsi alla vita su molti piani di esistenza, ed utilizzando, infine, ciò che si apprende vivendolo come esperienza nel modo migliore per la nostra integrità, e riconoscere questo concetto ed il suo uso creativo, significa vivere appieno la meraviglia e la magia della vita, passata, presente e futura.

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