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"Ci siamo lasciati vessare, offendere, picchiare, torturare, stuprare..." di Federico Bellini

"Ci siamo lasciati vessare, offendere, picchiare, torturare, stuprare..." di Federico Bellini

«Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.» (“Se questo è un uomo” di Primo Levi)

Così Primo Levi spiegava la sua condizione di deportato e prigioniero all’interno del Campo di Concentramento Nazista di Auschwitz, nella Polonia meridionale, in quella sua spietata e lucida descrizione scritta in un libro che tutti dovrebbero leggere, specie se vogliamo arrivare a comprendere quanto certe forze avverse, negative, demoniache o Aliene, sono così potenti da poter operare indisturbate sin nel più profondo dell’animo umano. Quando mi è stato chiesto di scrivere questo articolo, ovvero di descrivere l’influenza che tali Entità manifestano ogni giorno nel Mondo, sono rimasto un attimo disorientato, perché conoscendo la vastità, l’immensità delle loro operazioni che costantemente perpetrano a più livelli all’interno del Genere Umano, non solo nel nostro quotidiano, ma sin dalla nostra comparsa nei grandi cicli senzienti del Cosmo, ammetto che non sapevo da dove cominciare. Gli esempi che potrei farvi non potrebbero essere racchiusi in alcun articolo, in nessuna rivista o libro, enciclopedia, film o serie TV, perché la quantità è tale da riempire, ipoteticamente la stessa distanza che intercorre tra la nostra Galassia e quella di Andromeda: anni luce! Sia che si parli di Lager o Gulag, le dittature sono state una delle massime manifestazioni moderne di quanto un certo potere “Alieno”, sia riuscito ad insinuarsi all’interno della nostra società umana, pervertendola a tali livelli da lasciare sgomenti. Il trasformismo di persone assolutamente normali che in pochi anni si ritrovarono ad assumere ruoli di carnefici, eseguendo degli ordini perché era ciò che gli veniva richiesto per un bene supremo, che fosse riferito alla purezza della propria razza, al mantenimento dell’integrità di uno stato, ad una ideologia, o solo per fede cieca nei confronti del proprio mentore politico, il sadismo con cui spesso facevano emergere i lati più oscuri della propria personalità sugli internati, i deportati, i prigionieri politici o di guerra, condusse ad un completo svuotamento di tutti quei valori, sociali, filosofici, religiosi e morali sedimentati per secoli, ma sempre disattesi e traditi non appena un novello Arconte assumeva il potere con le stesse identiche velleità di un Demiurgo. Così si comportarono in passato Re, Imperatori, capi religiosi o leader politici, usando armi quali il controllo, la persecuzione, l’assassinio, la deportazione, lo sterminio, il più completo e totale annientamento del diverso, del ribelle, del sovversivo, di ogni forma di Conoscenza o Coscienza, ritenuta un pericolo, un pericolo che avrebbe potuto risvegliare le masse dal nuovo Status Quo, ma sempre fondato sul vecchio e sulla violenza più oscura. I nostri carcerieri Alieni non hanno mai mostrato preferenze riguardo al sesso, l’età, la classe sociale, sono sempre stati indifferenti di fronte a uomini o donne, bambini o vecchi, eminenti professionisti, persone di elevata cultura o operai, contadini ed analfabeti, perché ci hanno sempre considerati alla stregua di animali da allevamento, e poi da macello, curandoci all’interno delle nostre calde alcove, facendoci crescere e progredire, a lasciarci ingrassare di tutte le nostre speculazioni filosofiche e religiose. Ci hanno persino concesso di chiederci se oltre la nostra atmosfera, lassù in quel cielo pieno di Stelle ci potessero essere altre forme di vita, magari evolute e più benigne, forse persino salvifiche, quando in realtà ci osservavano nell’ombra (o in mezzo a noi), studiando la nostra ignoranza di fronte ai grandi misteri della Vita, del Cosmo o della loro stessa presenza, da sempre così tangibile, concreta e quanto mai sfuggente. E il loro successo maggiore è stato conseguito nel momento in cui hanno creato finalmente noi, l’Essere Umano, perché lì hanno potuto dare sfoggio a tutta la loro più perversa follia, giocando con noi come lo scienziato fa con i suoi graziosi topolini in laboratorio, così come il dottor Josef Menghele (l’Angelo della Morte), agiva con quel fiume di disperati che passava ogni giorno sotto le sue grinfie in quelle squallide baracche, e dove si compivano esperimenti atroci su inermi esseri umani. Il loro obiettivo, alla fine, è sempre stato quello di sfinirci, spossarci, di svuotarci, collezionando un’infinità di esperienze orride, intrise di sofferenza, problemi, conflitti, guerre, malattie e morte. Deprivarci così e non solo della nostra stessa identità, soppiantandola sovente con delle memorie indotte, ma per condurci mano nella mano ad un passo dall’abisso, dove regna la più completa ignoranza e nella quale una conoscenza di serie b ha travisato una ricerca interiore e spirituale (esoterica), verso una più materiale e tangibile (scientifica), così da portare ogni singolo individuo a rinunciare a qualsiasi punto di riferimento, a seguire semplicemente dei dettami imposti dall’alto (“perché così si è sempre fatto e così si farà sempre”), dove diventa più facile seguire un pensiero comune (“il gregge”), o ascoltare la legge del più istruito (“la scienza è l’unica che può darti le risposte e devi comportarti come essa esige”). E in questo nuovo modello, gli umani sono stati isolati, non solo dagli altri ma anche da sé stessi, in un mondo fatto di persone che si fotografano da sole (“i selfie”) e postano le loro giornate solitarie su dei Social, credendo di vivere all’interno di una Comunità sempre più globale, quanto più artificiale, dove la famiglia e i suoi valori non hanno più senso, dove si generano figli per tamponare dei vuoti, dei bisogni, dove si ama per necessità, per non sentirsi soli, o si fa del sesso per considerarsi speciali, ma soprattutto per dominare l’altro, per provare un piacere che soddisfi un desiderio inconscio ed animale del momento, proprio come fa un drogato in astinenza, o un Alieno quando ha semplicemente “fame di energia”.

In una società contemporanea come la nostra, dove gli antichi modelli, o le religioni secolari e millenarie stanno per esaurire il loro corso, ecco che le nuove correnti vanno per la maggiore, in attesa di poter emergere o riunirsi sotto un unico vessillo. Si, perché in questa crisi attuale che stiamo vivendo ed assistendo, paragonata da molti a quel periodo di passaggio in cui l’Impero Romano cadde, frantumandosi sotto le orde barbare da nord e i nuovi ascetismi da sud, - in cui visse un periodo intermedio dove nuove filosofie e religioni, spesso eretiche, intrise di commistioni neopagane, farcirono la popolazione a tal punto da fargli credere che quel vecchio mondo sarebbe cambiato per uno nuovo, nonostante quel nuovo divenne un ulteriore istituzione, centralizzata, oscurantista e dittatoriale, facendo piazza pulita di tutte quelle correnti che dal giorno alla notte furono riconosciute eretiche, e come tali da cancellare dalla memoria degli individui -, ebbene, li si ravvisa anche la nostra moderna necessità di restare a galla, prima di inabissarci ed affogare senza più un atomo di ossigeno. Nuove scuole di pensiero, filosofie di vita, spiritualismi orientali e occidentali, esoterismi, occultismi, settarismi di ogni genere e forma, metodologie, meditazioni, ipnosi, complottismi, teorie alternative, correnti ufologiche, etc., hanno invaso e continuano ad invadere i nuovi mezzi di comunicazione, in un substrato culturale della nostra società all’apparenza esiguo ma più vasto di quanto si possa credere, dove il “Conosci Te Stesso” è diventata la nuova logica di mercato, il business della celeberrima New Age. E anche qui il Parassita agisce da magnete, come da buon Arconte che si rispetti, perché attira a sé masse di persone come una calamita, in quanto sfrutta il magnetismo delle deboli menti, manipolandole. Se un tempo, un Maestro di Vita vero lo si trovava in cima ad una montagna dopo aver viaggiato in lungo e in largo nel mondo, incamminandosi non solo a livello materiale, ma al tempo stesso anche iniziatico ed esperienziale, oggi possiamo scovarlo restando comodamente seduti da casa, connettendosi alla Matrix, scrutando blog, siti o accedendo ad un Social dove possiamo esaminarne decine, se non centinaia dei loro profili sui quali si vantano di avere migliaia di “seguaci”, riempiendo dal vivo auditorium, teatri, sale meeting da oltre 500 posti, con persone osannanti, innamorate, al limite del fanatismo semplice e puro. Perché qui si compie la perfetta metafora del “Maestro o del Personaggio”, di quel “Guru” che sfrutta il proprio “potere dell’adesso” per accoglierti tra le sue braccia, insegnandoti la Via, infarcita di mezze verità e mezze falsità, ma dove alla fine non ti porta da nessuna parte, se non a nutrire il suo stesso magnetismo che a lui ti tiene incollato, perché con quel magnetismo lui si nutre. Perché l’alterazione più profonda che un essere umano possa subire è a discapito del suo cervello, un’alterazione che inizialmente viene persino vista e vissuta in modo positivo, notando un ampliamento della propria intelligenza, di certe qualità mentali, di un rinnovato stile di vita che prima non si pensava di poter raggiungere. Essere proiettati in quell’onda è il fulcro del problema, perché se potessimo avere degli strumenti sufficientemente potenti e sensibili, si potrebbe osservare come dalle Menti di tali individui, di tali figure, si sprigionino onde che non esistono nei comuni cervelli umani. Il cervello, è risaputo scientificamente, produce diversi tipi di onde elettriche, in quanto le diverse onde che può produrre sono molto maggiori rispetto a ciò che i comuni elettroencefalogrammi possono registrare. Recenti studi hanno dimostrato e stanno ancora cercando di capire cosa sia quel filo sottile che lega una madre, che sia umana o animale, al proprio figlio, così come tra i gemelli monozigoti, etc., perché non importa a quale distanza si trovino, se un neonato o un fratello gemello soffrono o sono in pericolo, qualche forte eccitazione, invariabilmente raggiunge anche il cervello della madre o di quel fratello percependolo, seppure in modo inconscio, segno inequivocabile che una Mente può percepire delle onde emesse da un altro. Qui viene sfruttata, pertanto, la capacità psichica di tutte quelle figure che hanno da sempre costellato la storia umana, tra i “mistici” delle varie religioni o correnti spirituali, tra i “medium” dello spiritismo e dell’occultismo, i “leader” dei nuovi orizzonti sociali, i “condottieri” delle grandi dittature, o tra i “contattati” dell’ufologia”, gli “illuminati “della nuova era, persino i “vip” dello scintillante star system, etc., una capacità che messa in azione ha permesso di trovare accoliti, seguaci, discepoli, allievi e fanatici, sempre, in ogni epoca della nostra storia, ad uso e consumo dei nostri Dèi immateriali, insostanziali o al contrario fatti di carne ed ossa. Così continua e continuerà a vincere il più forte, lo scaltro, il furbo, colui che saprà meglio adattarsi (e anche genuflettersi) a qualsiasi nuovo potere deciderà di insediarsi nella grande “Commedia Umana”, in questa immane e tragica rappresentazione teatrale.

Siamo un minuscolo granellino di sabbia nei confronti dell’immensità universale. Probabilmente si sentirono in questo modo anche quei primi Organismi, quelle primordiali forme di vita che una volta nate in chissà quale pianeta di questo Cosmo sterminato, e dopo essersi in qualche modo evolute (oltre ad essere sopravvissute), si affacciarono fuori dallo schermo del proprio mondo, anch’esso stellato, in cerca di risposte. E quelle risposte divennero esigenze, poi regole, necessità, bisogni, infine cibo, una fonte di nutrimento che non soddisfa la Pancia (le emozioni), ma la Mente (le sensazioni), in quegli stati, non di rado alterati di coscienza, in quanto prodotti da uno stimolo esterno o interno ad un soggetto, tattile, visivo, sonoro, di piacere o di dolore, raggiungibile solo sfruttando un’altra forma di Vita, come lui senziente. Per questo motivo tra noi Umani e l’Alieno non c’è alcuna differenza, e questa prigione, per quanto magnificamente complessa nella sua concezione e realizzazione, alla fine ce la siamo arredata da soli, perché ci siamo accomodati, abbiamo preferito sederci e attendere, dove è diventato inutile osservare, porsi domande e chiedere, dove il subire, anche dolorosamente, è stato accettato come la più giusta delle punizioni per coloro che si ribellano al “Sistema”, l’unica verità imperitura che non potrà mai essere rimessa in discussione, perché quell’illusione è divenuta più vera della stessa terribile e atroce verità. Per questo motivo ci siamo lasciati vessare, offendere, picchiare, torturare, stuprare, crocifiggere, squartare, bruciare, uccidere, milioni, se non miliardi di volte, perché abbiamo scelto di non vedere, di non capire che la sofferenza più grande è andare oltre, nonostante tutto, e che ciò che possiamo considerare reale è una manifestazione di quell’Io Assoluto dalla quale tutto proviene, compresi noi. Fintanto non rimetteremo in discussione la nostra vita, fatta di ritmi, di cicli, di colazioni, posti di lavoro, pranzi e cene, vita sociale, file per pagare bollette, le tasse, alle casse di un supermarket, a scorrazzare in auto, in moto, o di tante camminate a piedi, serate karaoke, tra musiche ipnotiche, droghe scadenti, sesso alla buona, di notti insonni o ristoratrici, di serie TV, film hollywoodiani, campagne elettorali, cure mediche, omeopatiche, diatribe tra carnivori o vegani, tra buoni o cattivi, belli o brutti, non ci sarà alcuna speranza, cambiamento, liberazione. Siamo come delle formiche, così piccole, in perenne ricerca di cibo, intente a riprodursi per non estinguersi, a scavare tane sotterranee per sfuggire ai predatori e alle intemperie. Siamo formiche che in un attimo potrebbero essere schiacciate da un umano ignaro e che dalla sua altezza, cammina per la propria strada, incurante di loro, della fragilità così minuscola, del silenzio della vita che conducono. Se solo sapessero quante formiche schiacciano quegli umani un po’ sbadati, ogni giorno, così come ci sono tanti Alieni o Parassiti che lo fanno con noi, dall’alto delle loro dimore, forse qualcosa potrebbe davvero cambiare. Perché cambiare significa morire per poi rinascere, lasciandosi però alle spalle tutto ciò che siamo stati per diventare ciò che saremo, una prospettiva, una Stella di quell’infinito firmamento che chiamiamo esistenza.


Fonte: Articolo uscito in edicola nel numero di Maggio 2018 della rivista XTimes.

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