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"Le Entità Succhia-Sangue e Succhia-Anima" di F. Bellini

"Le Entità Succhia-Sangue e Succhia-Anima" di F. Bellini

Il Vampiro - Il vampiro è un essere mitologico che sopravvive nutrendosi dell'essenza vitale (generalmente sotto forma di sangue) di altre creature. Il termine vampiro divenne popolare solo agli inizi del XVIII secolo, in seguito all'influenza delle superstizioni presenti nell'Europa dell'est e nei Balcani, dove le leggende sui vampiri erano molto frequenti. Allo stesso tempo, nacquero altri termini, come vrykolakas in Grecia e strigoi in Romania. L'esatta etimologia del termine vampiro non è chiara, tuttavia, è ragionevole pensare che possa derivare dal serbo вампир/vampir e che sia successivamente passato al tedesco Vampir, al francese vampyre, all'inglese vampire e all'italiano vampiro. Un'altra teoria, meno popolare, sostiene che il termine slavo derivi dal turco ubyr, che significa "strega". In russo antico, il vampiro è detto inoltre Упирь (Upir'). Numerose lingue slave presentano forme parallele del termine serbo: il bulgaro вампир (vampir), il croato upir/upirina, il ceco e slovacco upír, il polacco wąpierz, l'ucraino упир (upyr), il russo упырь (upyr'), il bielorusso упыр (upyr), e l'antico slavo dell'est упирь (upir'). Da notare che successivamente la maggior parte di queste lingue adottarono forme come "vampir/wampir" dall'Occidente. Il concetto di vampirismo esiste da millenni, culture come quella mesopotamica, ebrea, greca e romana concepirono demoni e spiriti che possono essere considerati precursori dei moderni vampiri. Ad ogni modo, nonostante la presenza di creature simili ai vampiri in queste antiche civiltà, il folklore sui vampiri così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell'Europa dell'est, quando i miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici vennero messi per iscritto e pubblicati. Nella maggior parte dei casi, i vampiri sono creature malvagie redivive, vittime suicide o streghe, ma possono anche essere cadaveri posseduti da spiriti malevoli o umani trasformati dopo essere stati morsi da altri vampiri. La credenza in tali leggende divenne così persuasiva da causare isteria di massa e pubbliche esecuzioni di persone credute vampiri, con esiti spesse volte raccapriccianti. Fu il romanzo Dracula, scitto nel 1897 da Bram Stoker, ad essere considerato la quintessenza del romanzo vampiresco e che fornì le basi per le opere moderne. Dracula trattò una mitologia costituita da lupi mannari e altri demoni, il successo di questo libro fece nascere un distintivo genere vampiresco che è ancora popolare nel XXI secolo, con un'impressionante collezione di opere letterarie e visive.

Le Entità Succhia-Sangue o Succhia-Anima - Nonostante molte altre culture tramandino superstizioni riguardanti non-morti o altri spiriti redivivi, quello concepito dalla mitologia slava è considerato il vampiro per eccellenza. Le radici della convinzione dell'esistenza dei vampiri in questa cultura, sono basate sulle credenze e pratiche pre-cristiane del popolo slavo e sulla loro concezione dell’oltre tomba. Nonostante la mancanza di scrittori slavi pre-cristiani che descrivessero i dettagli della "vecchia religione", molte credenze spirituali pagane e rituali sono rimasti radicati nel popolo slavo anche dopo l'avvento del Cristianesimo. Esempi di queste credenze includono il culto degli antenati, delle divinità protettrici della casa e la convinzione che l'anima sopravviva alla morte terrena. Demoni e spiriti ebbero importanti funzioni nella società slava pre-industriale e si credeva che potessero interagire con la vita degli uomini. Alcuni spiriti erano benevoli e aiutavano l'uomo, mentre altri erano pericolosi e potenzialmente distruttivi. Si pensava inoltre che questi spiriti derivassero dagli avi o altri umani deceduti. Potevano apparire in diverse forme, compresa quella animale o umana. Gli spiriti malevoli partecipavano in crudeli attività, come l'affogamento di umani, la distruzione del raccolto, o il succhiare il sangue del bestiame e talvolta degli uomini. Gli slavi erano dunque obbligati ad appagare tali spiriti per prevenire il loro comportamento distruttivo. Secondo le credenze slave, vi era una netta distinzione tra corpo e anima. Questa era imperitura e alla morte del corpo avrebbe vagato per 40 anni prima di trovare pace nell'oltretomba eterno. Per questo motivo, alla morte di un parente, veniva lasciata una finestra aperta, di modo che l'anima potesse entrare e uscire a suo piacimento. Si credeva che durante questo periodo l'anima avesse la capacità di poter rientrare nel corpo del defunto. Così come per i demoni, anche le anime potevano avere un effetto sia positivo che negativo a seconda della loro natura. Molti riti sepolcrali avevano lo scopo di assicurare la purezza dell'anima, dopo che si era separata dal corpo. La morte di un bambini non battezzato, un morte violenta o prematura, la morte di un grave peccatore (come uno stregone o un assassino) o una sepoltura non appropriata erano tutte cause di impurità dell'anima. Un'anima impura era molto temuta dagli slavi, poiché era potenzialmente vendicativa. Da queste credenze riguardo la morte e l'anima deriva il concetto slavo di vampiro. Un vampiro è la manifestazione di una spirito impuro che sta possedendo un corpo. Questa creatura non-morta è vendicativa e gelosa nei confronti dei vivi, da cui succhia sangue per sopravvivere. Inoltre l'innata sessualità del succhiare il sangue è legata al cannibalismo e a comportamenti simili a quelli dei demoni incubo. Molte leggende narrano di esseri che succhiano liquidi da altre creature e sembra palese un associazione con lo sperma.

Panoramica nelle culture della Terra - Racconti di entità soprannaturali che si nutrono di sangue o di carne fresca di esseri viventi, si riscontrano in buona parte di quasi tutte le culture del mondo da diversi secoli. Oggi assoceremmo queste creature ai vampiri, ma nei tempi antichi il termine vampiro non esisteva, bere sangue e simili attività erano attribuite a demoni o spiriti, dove persino il Diavolo erano considerato sinonimo di vampiro. Quasi tutte le culture associano il bere sangue con demoni o creature redivive, o in alcuni casi con divinità. In India, ad esempio, alcuni racconti sui Baital, esseri simili ai Ghoul che possono entrare in possesso dei corpi, sono stati raccolti nel libro Baital Pachisi, una racconto del libro Kathāsaritsāgara narra di come il Re Vikramāditya intraprenda una ricerca per trovarne uno particolarmente elusivo. Anche Pishacha, lo spirito di malfattori o di coloro che morirono pazzi, rispecchia alcune caratteristiche dei vampiri e all'antica dea indiana Kali, con zanne e una ghirlanda di cadaveri o teschi, venne attribuito il nutrirsi di sangue. Nell'antico Egitto, la dea Sekhmet beveva sangue. I Persiani furono una delle prime civiltà a tramandare racconti di demoni bevitori di sangue, tanto che sono stati portati alla luce dei cocci di porcellana su cui erano state raffigurate creature che tentano di bere il sangue degli uomini. L'antica Babilonia e l'Assiria possiedono racconti della figura mitica Lilitu, che nella demologia ebraica diede vita a Lilith, un demone che si nutriva di sangue di bambino; Lilith a sua volte concepì la figlia Lilu. La mitologia greca e latina descrivono creature come le Empuse, le Lamie e le Strigi. Col passare del tempo, le prime due divennero termini generali rispettivamente per indicare streghe e demoni. Empusa era la figlia della dea Ecate ed era descritta come una creatura demoniaca dai piedi di bronzo, si trasformava in una giovane donna e seduceva gli uomini per bere il loro sangue. Lamia banchettava sui letti dei bambini la notte, succhiando il loro sangue, così come faceva la figura mitologica Gello. Come Lamia, la Strige si cibava di bambini, ma anche di giovani uomini. Erano descritte come aventi il corpo di corvo o d'uccello in generale, e successivamente vennero identificate nella mitologica romana nella strige, un uccello notturno che si ciba di sangue e carne umana. Varie regioni africane possiedono racconti folkloristici di esseri con caratteristiche simili a quelle dei vampiri: nell'Africa occidentale il popolo degli Ashanti narra dell'asanbosam, una creatura dai denti di ferro che abita sugli alberi, mentre il popolo Ewe narra dell'adze, che può prendere le sembianze di una lucciola e dà la caccia ai bambini. La regione orientale del Cape tramanda la leggenda dell'impundulu, che può prendere le sembianze di un grosso uccello con gli artigli e può evocare tuoni e lampi, mentre il popolo Betsileo del Madagascar narra la leggenda del ramanga, un bandito o vampiro vivente che beve e si ciba delle unghie dei ricchi. Il termine Loogaroo, che indica una creatura mitologica simile a una vampiro, probabilmente deriva dal francese loup-garou (che significa "licantropo") ed è molto comune nella cultura delle Mauritius. I racconti sui loogaroo sono diffusi anche nelle isole caraibiche e in Louisiana, negli Stati Uniti. Simili mostri femminili sono la Soucouyant di Trinidad, la Tunda e la Patasola del folklore colombiano, mentre i Mapuche del Cile del sud narrano di Peuchen, un serpente succhiatore di sangue. La mitologia azteca narra dei Cihuateteo, spiriti dal viso scheletrico di coloro che sono morte di parto, che rubano bambini e intraprendono relazioni sessuali con i vivi, portandoli alla pazzia. Durante il tardo XVIII e XIX secolo le credenze sui vampiri si diffusero in parti del New England, specialmente nel Road Island e nel Connecticut orientale. Vi sono numerosi casi documentati di persone che disotterravano i proprio cari per rimuovere il loro cuore nella convinzione che il defunto fosse un vampiro e fosse responsabile di morti e malattie in famiglia. In realtà non veniva mai usato il termine vampiro per indicare la malattia. Si credeva che la malattia mortale della tubercolosi, nota all'epoca come "consunzione", fosse causata dalle visite notturne da parte di un membro della famiglia morto anch'egli della stessa malattia. Radicato in vecchi folclori, moderne credenze si sono diffuse in tutta l'Asia, dai Ghoul della terraferma fino agli esseri vampireschi delle isole del Sudest asiatico. Anche in India sono nate nuove leggende sui vampiri, dove il Bhūta o Prét è l'anima di un uomo morto prematuramente. Si muove di notte, animando cadaveri e attaccando i vivi, similmente a un Ghoul. Nell'India del nord viene narrato di una creatura simile ai vampiri, il BrahmarākŞhasa, caratterizzato dalla testa cinta di interiora e un teschio da cui beve sangue. Secondo la fede Induista, queste creature sono reali. Il loro corpo è costituito da quattro dei cinque elementi: Aria, Materia Oscura (Spazio), Fuoco e Terra, dove l'assenza dell'acqua indica l'imperitura ricerca da parte del vampiro di soddisfare la sua sete con il sangue. I vampiri sono inoltre esseri demoniaci condannati a bere sangue umano, anatema compensato però da altri poteri oscuri. La forza e la durezza dei loro corpi è dovuta alla mancanza di liquidi. Nonostante i vampiri appaiano nel cinema giapponese sin dagli anni '50, il folclore alla base ha origini occidentali. La creatura più simile al vampiro è forse il Nukekubi, la cui testa e collo sono in grado di staccarsi dal corpo per volare via e andare a caccia di prede umane. Leggende di esseri femminili simili a vampiri esistono però nelle Filippine, in Malesia e in Indonesia. Nelle Filippine, le due maggiori creature sono il mandurugo (letteralmente "succhia-sangue") del popolo dei Tagaloge il manananggal ("creatura che si divide in parti") dei Visayan. La prima è una variazione dell'aswang, che prende le sembianze di un'attraente ragazza di giorno, mentre di notte le crescono ali e una lunga lingua concava e fine. La lingua viene usata per succhiare sangue dalle proprie vittime addormentate. La seconda, invece, è descritta come una più matura ma comunque bellissima donna, capace di prendere il volo grazie ad enormi ali di pipistrello, che si nutre di donne incinte addormentate e inconsapevoli. Usa una lingua lunga quanto una proboscide per succhiare via i feti dai grembi materni. Talvolta si cibano di interiora (specialmente cuore e fegati) e del muco delle persone malate. Il malese penanggalan potrebbe essere una giovane o vecchia donna, in ogni caso attraente, che ha ottenuto la sua bellezza per mezzo della magia nera ed è spesso descritta nel folclore come un essere oscuro o demoniaco. E' in grado di staccare del corpo la sua testa zannuta e di farla volare nella notte in cerca di sangue, in genere di donne incinte. I malesi spesso attaccano jeruju (cardi) sulle porte e sulle finestre delle case, sperando di scacciare il penanggalan. Il leyak è un essere simile del foklore di Bali. Un kuntilanak o matianak in Indonesia, o un pontianak o langsuir in Malesia, è una donna morta di parto divenuta una non-morta, che in cerca di vendetta terrorizza villaggi. Appare come una donna attraente con lunghi capelli neri che ricoprono un buco sulla base della nuca, col quale succhia il sangue dei bambini. Ricoprire il buco con i suoi capelli la farebbe scappare via. Alcuni cadaveri potrebbero inoltre avere perle di vetro infilate nella bocca, uova sotto ciascuna ascella, e aghi conficcati nei palmi delle mani per prevenire che si trasformino in langsuir. Gli jiang shi ("cadavere rigido"), chiamati anche "vampiri cinesi" dagli Occidentali, sono cadaveri rianimati che uccidono i vivi per assorbire la loro linfa vitale (qì). Si dice che nascano quando un'anima non è in grado di vivere nel corpo del defunto. A differenza dei vampiri, gli jiang shi sono creature senza mente e non hanno ragionamenti propri. Uno dei più famosi casi di entità vampiriche nell'età moderna è quello dei chupacabra di Puerto Rico e del Messico. E' leggenda che siano creature che si nutrono di carne fresca e di sangue di animali domestici.

Approfondimenti 
Grecia - Dopo essere stata con Roma, la culla più importante del mito originario dei vampiri, nella Grecia moderna e in Macedonia le leggende vampiriche sono soprattutto di origine slava. Il vampiro più diffuso è il vrykolaka, o brucolaca: è un non-morto che gira per i villaggi chiamando per nome le vittime designate o bussando alle porte delle case. Egli può entrare nelle abitazioni solo se invitato espressamente da chi vi si trova all'interno e solo in questo modo può fare vittime tra i vivi.
Germania - La Germania presenta una folta varietà di vampiri e succiasangue. L'alp: vampiro demone di genere incubus, entra in casa sotto le sembianze di una farfalla e si posa sul petto di chi dorme. Il Blutsauger: varietà abbastanza normale di succhiasangue (che è poi il significato del nome), ma il suo corpo è interamente coperto di peli e non presenta alcun osso, le sue vittime diventano succhiasangue anch'esse quando mangiano la terra della sepoltura del Blutsauger loro cacciatore. La mara o mora, presente anche nei paesi slavi, è in realtà un puro spirito in grado di assumere varie forme, quindi, scelta la sua preda, la costringe a dormire per poi soffocarla nel sonno e succhiarle il sangue dal petto. Infine il Nachzehrer, il masticatore di sudari, il più noto vampiro germanico. È un mostro abbastanza atipico, una sorta di Ghoul (mangiatore di cadaveri) che spesso non abbandona nemmeno il cimitero nel quale è sepolto. Principalmente divora i cadaveri delle tombe vicine ed a volte arriva anche a divorare i suoi stessi resti. Ha anche una influenza sui vivi, che iniziano a perdere progressivamente energia fino a che, raccolta abbastanza essenza vitale, il Nachzehrer esce dalla sua tomba per camminare nel mondo degli uomini, diffondendovi la peste.
Balcani - L'uccisore di vampiri per eccellenza è il dampyr. Nato dalla tradizione zingara (serba o bosniaca), il dampyr nasce dall'unione di una donna umana con un vampir maschio, l'unico vampiro della tradizione popolare a non essere sterile. Il vampir è anche un vampiro invisibile e l'unico che può vederlo, attraverso una particolare vista interiore, è proprio il dampyr. Altro suo avversario è il lampir, vampiro bosniaco portatore di pestilenze e sconfitto dal dampyr attraverso complicati riti sciamanici. A conferma della vicinanza delle due figure del vampiro e del lupo mannaro, ci sono poi una serie di vampiri come il serbo vukodlak, lo sloveno volkodlak, il farkaskoldoi d'Ungheria, il kozlak della Dalmazia e il vukodlak istriano. Tra tutti questi, spicca però il kudlak, una particolare specie di vampiro-strega dotato di poteri magici tra cui il dono di mutare forma ed assumere il sembiante di un animale, con la limitazione, però, di avere sempre e comunque il manto nero, simbolo del Male assoluto e delle forze delle Tenebre cui appartiene. Suo naturale avversario è il kresnik, rappresentante del Bene e delle forze della Luce: anch'esso ha il potere di tramutarsi in animale, ma dal manto di colore bianco. In Ungheria, poi, i vampir o liderc nadaly hanno nel talbó il loro implacabile cacciatore, che per ucciderli pianta loro un chiodo nella tempia. Altro vampiro mutaforma è il mullo della tradizione zingara. Dall'aspetto umano, a parte qualche impercettibile deformità, non ha scheletro: questa caratteristica gli consente di cambiare facilmente forma, anche se il suo aspetto prediletto è quello di un grosso lupo nero. È, comunque, un vampiro molto particolare, sia il maschio che la femmina del mullo è spinto da un forte desiderio sessuale, accoppiandosi frequentemente con i vivi e portando il proprio partner a morte per sfinimento. La donna che sopravvive ad un tale tour de force, dà alla luce anch'essa un dampyr, unico in grado di uccidere il mullo, che comunque è destinato a vita breve. Infatti, a causa del terribile stress cui sottopone il suo corpo privo di ossa, egli è destinato, nell'arco di un anno, a sciogliersi in una melma ripugnante.
Romania - Questa terra conta, al pari di molti altri paesi europei, un buon numero di leggende. Il viaggio tra i vampiri rumeni inizia con i moroii, vampiri viventi come le strie italiane: in realtà streghe e stregoni che sottraggono il sangue agli altri esseri viventi attraverso particolari rituali magici. Dopo la morte, essi diventano strigoi: hanno capelli rosso sangue, occhi blu pallido e ben due cuori nel petto, rendendo così difficile la tradizionale uccisione per mezzo del paletto conficcato. I murony, sono una variazione sul tema degli strigoii tipica della Valacchia, sono dei mutaforma, che possono tramutarsi in gatti neri o enormi ragni velenosi. Sempre in Valacchia ci si può imbattere nei priculić, che di notte assumono il sembiante di enormi e minacciosi cani neri, mentre di giorno si nascondono dietro le forme di forti e affascinanti giovani. Come i priculić, anche i varcolaci hanno la possibilità di assumere forma umana. Questa figura molto antica del folclore rumeno, ha però un aspetto molto più magro e spettrale, con la pelle secca e raggrinzita, inoltre, le loro mutazioni sanno essere ben più orribili e spaventose (ad esempio sono in grado di tramutarsi in mostri dalle molte bocche o in draghi minacciosi). Sono anche molto radicati nei miti locali: le eclissi, infatti, si ritiene siano provocate dai varcolaci, che, sonnambuli, si arrampicano sui raggi delle stelle e li divorano, placando la loro insaziabile fame. Il più celebre vampiro rumeno è però, il nosferatu o nosferat: è un non-morto di genere incubus di aspetto bellissimo e con una grande attrazione per le donne belle, tormenta il sonno dei viventi e può anche ingravidare una donna e il frutto di tale concepimento è una creatura come lui ma più debole. Il vampiro più conosciuto è il padre di tutti i vampiri, Dracula.
Russia - Il vampiro russo per eccellenza è l'upyr, originario dell'Ucraina, ma diffuso in tutta la Russia europea, ha un aspetto particolarmente disgustoso, con lunghe zanne che ricordano quelle della preistorica tigre dai denti a sciabola, e anche più resistenti, se possibile. Usciti dalla tomba, iniziano ad attaccare le famiglie che vivono in fattorie isolate, una alla volta. La prima notte si nutrono dei bambini, quindi il resto della famiglia in ordine d'età fino ad arrivare ai componenti più anziani e allo sterminio della famiglia o degli abitanti dei dintorni. Temuto soprattutto in inverno, quando l'isolamento delle comunità della steppa era ancor più accentuato, era attivo soprattutto nelle ore che vanno da mezzogiorno a mezzanotte, sopportando benissimo la luce del Sole, proprio come la maggior parte dei vampiri della tradizione popolare (tra cui l'upier polacco, molto simile all'upyr russo per caratteristiche). L'upyr bielorusso, anche noto come upor, possiede anche il potere di mutare forma, tipico dei licantropi della tradizione greco-romana. Infine il leggendario e romantico vurdalak, protagonista di molte fiabe nere, spesso rappresentato come una giovane affascinante ma letale.
Baltico - Le popolazioni che vivono sulle sponde del Mar Baltico hanno tra le loro figure leggendarie il wieszcz, una sorta di vampiro-strega. Infatti, si ritiene che streghe e stregoni, una volta morti, si tramutano in wieszczy. Sono riconoscibili per la faccia rossa e l'occhio sinistro spalancato. Dapprima il wiescz si nutre del suo stesso corpo, quindi, riacquistate magicamente le forze, l'essere mostruoso stermina dapprima il bestiame, quindi, la propria famiglia ed infine, tutti gli abitanti della regione succhiando loro il sangue dal cuore. Per evitare queste stragi, i congiunti del sospetto vampiro seppelliscono il suo corpo con un mattone sotto il mento, in modo da tenergli bloccata la mascella. Simile al wiescz è l'erestun o eretica, è una donna che ha venduto l'anima al diavolo e che torna dopo la morte sotto forma di vampira, dall'aspetto di una vecchia povera e male in arnese. Di origine russa, questo tipo di vampiri si riuniscono in luoghi isolati per celebrare i loro sabba e vanno in letargo durante l'inverno. Sono in grado di uccidere i vivi solo guardandoli in faccia con il loro occhio malvagio, la stessa sorte capita a chi, sventurato, finisce nel luogo dove stanno in letargo. C'è poi l'ustrel bulgaro, sempre appartenente alla famiglia del wieszcz, è però inoffensivo per gli esseri umani. La sua unica preda, infatti, è il bestiame. Egli è, semplicemente, un neonato morto prima di ricevere il battesimo e può essere facilmente allontanato utilizzando il fuoco. Una volta isolato nella steppa, egli è destinato a deperire e, quindi, finire preda dei lupi. Restando in Bulgaria, ci si imbatte nell'ubour, originato dal cadavere di persone decedute di morte violenta. Il loro corpo, dopo il decesso, inizia a gonfiarsi in modo orribile, fino a diventare un'orrenda massa informe e gelatinosa composta prevalentemente da sangue. Quaranta giorni dopo la sepoltura, lo scheletro inizia a riformarsi e quindi, intorno ad esso, si ricompongono le carni, che riprendono l'aspetto che il defunto aveva in vita. Ci sono solo alcune differenze, il naso con una sola narice e la letale lingua retrattile, sulla cui punta è posto un pungiglione acuminato che serve all'ubour per succhiare il sangue delle sue vittime.
Penisola Iberica - Il bruxa è un vampiro portoghese, il cui nome avrebbe la sua radice etimologica dallo spagnolo "bruja", che significherebbe strega. Tuttavia, "bruxa" è la parola usata per dire "strega", tale come nello spagnolo "bruja". Molto diffuso popolarmente, si presenta come un mostro assai spaventoso e dalle sembianze di animale. Sempre secondo la tradizione, fra le sue vittime preferisce i bambini.
Africa - Nel continente dove è molto forte la tradizione primitiva e tribale, è terra di origine dei riti voodoo e di alcune delle leggende più terribili a noi note. Questa mitologia lega in maniera stretta il mito del vampiro con i riti sciamanici e stregoneschi. Spesso, infatti, gli sciamani africani sono soliti praticare la necrofagia, il cannibalismo e il vampirismo, in un certo senso tutte variazioni dello stesso mito. In queste zone, solitamente, ci si riferisce ai vampiri come ai loro familiari, ovvero quelle creature demoniache che servono gli stregoni e sono i messaggeri che li tengono in contatto con le forze del male. Spesso sono animali, come i gatti o i corvi nella tradizione medioevale o serpenti e granchi giganteschi, in quella africana, come ad esempio lo nkala. Ci sono poi lo nyalumaya, una scultura in legno magicamente animata, e il khidudwane, un cadavere ambulante agli ordini della strega che gli ha concesso una nuova vita.
Le streghevampiro - Le stesse streghe sono in grado di lanciare in aria il loro corpo astrale con particolari incantesimi. Rubano quindi, durante la notte, l'essenza vitale a vittime ignare, a volte si siedono sul tetto della loro capanne per succhiarne via il cuore. Tra queste streghe troviamo la obayifo, originaria delle tribù Ashanti della Costa d'Oro. È considerato il vampiro più pericoloso di tutti. Prende forma di un globo di luce e succhia il sangue dei bambini, mentre percorre enormi distanze distruggendo i raccolti incontrati nel suo casuale peregrinare. Questa figura prende nomi diversi a seconda delle tribù. La tribù Ewe del sud-est del Ghana e del sud del Togo la conosce come Adze, la strega-lucciola che vaga attaccando i bambini e succhiandogli via il sangue o che depreda le palme dall'olio e il cocco dal suo latte. Adze riprende la sua forma umana se catturata. Le congreghe di streghe sono solite riunirsi in particolari cerimonie (note nella tradizione europea come sabba). In esse, a turno, bevono il sangue da una grande coppa, la baisea, per aumentare il loro potere. Nella regione del Capo queste spesso si servono di spiriti o di zombie che controllano come se fossero loro famigliari. Queste creature vampiresche vengono chiamate Impundulu e possiedono una insaziabile sete di sangue che rubano alle vittime, uccidendole spesso. L'Impundulu è una proprietà di famiglia e viene ereditato dalla madre alla figlia della famiglia di streghe. Tuttavia non sempre la strega è in grado di controllarlo. Talvolta l'impundulu si presenta alla strega sotto le sembianze di un giovane avvenente, per divenirne l'amante. In realtà, assetato di sangue, costringe la strega ad inviarlo durante la notte ad uccidere per evitare di essere uccisa a sua volta. In questo senso è simile all'incubus. Se uccide di sua iniziativa, questa creatura viene detta ishologu.
Gli zombi - Gli stregoni della Guinea sono in grado di risvegliare i morti, facendoli diventare loro schiavi: detti isithfuntela, sono molto simili agli zombi degli stregoni haitiani e sono in grado di ipnotizzare le loro vittime con il semplice sguardo. Per evitare problemi con il libero arbitrio, gli stregoni piantano nel cervello dei loro schiavi dei chiodi appuntiti. Sempre nel tema degli zombi, si devono citare i mutala, che altro non sono se non la parte malvagia dell'anima dei morti che non riesce a trovare pace. Vagano nel regno dei vivi trascinandosi al suolo con la forza delle sole braccia, avendo la forma di un cadavere putrefatto senza gambe. Durante la notte si impossessano dell'essenza vitale delle loro vittime strappandogli i capelli. A volte capita poi che qualcuno non riesca proprio a morire e che, nonostante la sepoltura, egli si rialzi e inizi a girare per le capanne del villaggio. Noto come wusangu, egli è un immortale che non riesce a trovare pace, senza però mai nuocere a nessuno, salvo che per i suoi lamenti e la sua cronica amnesia. Ben più pericoloso è invece il loango, spirito irrequieto di uno stregone defunto, che si aggira senza posa per le foreste alla ricerca di sangue da succhiare da vittime umane o animali.
I vampiri degli alberi - Gli asanbosam del Ghana del sud hanno aspetto umanoide, vivono nelle parti più profonde delle foreste e sono dotati di denti durissimi e uncini agli arti inferiori, che utilizzano per ghermire i viandanti e portarli nei loro rifugi in cima agli alberi, dove poi verranno divorati con comodo. La loro figura somiglia all'australiano Yara-ma-yha-who. I Bantu, gli Obang e i Keaka ritengono di avere un rimedio contro questi terribili mali: esumano i corpi di coloro che sono stati sospettati di aver praticato in vita la stregoneria per sventrarli in pubblico. Dalle viscere, uscirà il suo familiare, sotto forma di uccello nero, ratto o pipistrello, che si cercherà subito di eliminare o verrà trovata una escrescenza maligna, detta ko'du.
Mondo Arabo - Considerato il principale punto di transito e scambio tra i miti d'Occidente e quelli d'Oriente, si trovano diverse tradizioni di mitologia vampirica. Ne Le mille e una notte, ad esempio, troviamo molti racconti in cui mostri, demoni e altre terribili creature infestano i cimiteri e presidiano le strade deserte, assaltando i viandanti solitari per berne il sangue. Tutti questi mostri sono di fatto riconducibili alla categoria dei jinn, cui appartengono anche i dèmoni. Nella Penisola araba, in Turchia, ma anche in Persia, era molto diffusa la paura della gūla, un vero e proprio ghul, piuttosto che un vampiro. È infatti un demone femmina, in grado di volare e che predilige i cimiteri come luogo d'azione. Spirito puro, piuttosto che succhiare il sangue delle sue vittime, preferisce spogliarle della loro vita. È interessante notare come le popolazioni islamiche legassero il senso del sangue non solo all'essenza vitale, ma all'anima stessa e abbiano modificato il mito del vampiro che strappa l'anima, e non solo la vita, attraverso il furto del fluido sanguigno.
Cina - Una delle credenze cinesi più diffuse riguarda la molteplicità dell'anima, si ritiene, infatti, come già nell'Antico Egitto, che ogni essere umano possegga più anime, ognuna delle quali con un differente destino. Una di queste si pensa resti nel cadavere, è il p'o, il livello più basso, se il corpo ospite non viene distrutto completamente e viene anzi a trovarsi esposto ai raggi della Luna o se entra a contatto con il sangue di un qualche animale, l'essenza vitale del p'o si fortifica, dando origine al chiang-shi. Esso è uno spirito in grado di rianimare cadaveri o di costruirsi egli stesso un corpo partendo da materia putrescente e in decomposizione. Ha gli occhi rossi, artigli affilati, una folta peluria e il colorito verdastro tipico dei cadaveri. Può volare, tramutarsi in nebbia, rendersi completamente invisibile. Per distruggerlo bisogna trovare il luogo del suo riposo diurno e dare fuoco al corpo marcescente. Affiancato al chiang-shi c'è il kuei, questa razza di demoni viene generata dalle anime di coloro che in vita sono stati malvagi. In Tibet, infine, i vampiri sono rappresentati come terribili creature dagli occhi iniettati di sangue e con la bocca verde, divoratori di morti e padroni dei cimiteri.
Malesia - La Malesia presenta anche un ricco folclore vampirico. Si inizia con le langsuir, donne morte di parto, che divenute vampiri acquistano il sembiante di bellissime e letali fanciulle, in grado di volare, con unghie lunghissime e capelli ancora più lunghi. Esse succhiano il sangue dei bambini grazie ad una fessura che hanno alla base del collo. Per sconfiggerle bisogna tagliar loro le unghie e coprire la fessura succhia-sangue con i loro stessi capelli. Infine, per impedire ad una donna morta di parto di diventare langsuir, le si riempie la bocca con pezzetti di vetro e le si trafiggono con gli aghi le palme delle mani. Lo stesso trattamento avviene al figlio nato morto, onde evitare che esso stesso si tramuti in vampiro, il pontianak, o mati-anak. Letali sono anche i pennangalan, delle teste volanti con al collo una collana fatta da intestini animali dai quali gronda sangue mortale, per difendersi dai loro attacchi, gli abitanti dei villaggi pongono sulle loro case i rami di una pianta spinosa per far sì che i letali intestini vi restino impigliati. Di natura sciamanica (molto simile alle bambole voodoo) sono i polong, che vanno creati da uno stregone in coppia con i pelesit. Entrambi sono delle piccole creature, non più grandi della punta del mignolo, il cui compito è quelli di uccidere il nemico designato dallo stregone stesso. Prima interviene il pelesit, che pratica nel corpo della vittima con la sua coda a succhiello, il buco nel quale andrà a sistemarsi il polong. A questo punto il polong inizia il suo lavoro di succhiare il sangue del corpo ospite. Inoltre vi è il bajang, in genere di sesso maschile, che si presenta sotto forma di gatto. Il bajang è solito assalire i bambini, dato che secondo il mito questo demone proverebbe dal corpo di un bambino nato morto.
India - Molte teorie vorrebbero l'Egitto come culla della civiltà, ma molte altre invece propendono per una nascita asiatica della cultura odierna. In questo caso una delle culle possibili è l'India, che ha certamente una mitologia molto arcaica e, nel caso dei vampiri, probabilmente la più antica. Queste prime figure sono molto simili a demoni, spesso così temuti da dedicare loro la costruzione di templi votivi nei quali offrire loro in sacrificio degli animali per placare la loro fame ed evitare che si accaniscano sui villaggi. È il caso del bhuta, il più noto demone-vampiro indiano, un essere notturno che di giorno ha la possibilità di riposarsi sulle culle appese al soffitto che trova nei templi e nelle cappelle a lui dedicate. Il più temibile ed antico vampiro indiano è però il rakshasa, le cui prime tracce si possono trovare negli antichi Rig Veda, secondo i quali l'uomo stesso è nato dal sangue di un essere o divinità primigenia denominato Parusa, simile al gigante Ymir della mitologia nordeuropea, che ha invece dato origine al mare. Il rakshasa è, dunque, un mutaforma, in grado di diventare lupo o anche bellissima donna, ma la cui forma originaria è quella di una pallida creatura luminosa con un alone azzurro intorno alla gola ed una cintura di campanelle alla vita, con il corpo perennemente macchiato di sangue. Volano e di notte si rifugiano sugli alberi, in vita erano uomini che sono diventati demoni poiché si sono nutriti del cervello dei loro simili. Ad essi si aggiungono i baital o vetala, che riposano appesi agli alberi a testa in giù, sono in grado di animare i cadaveri e camminano tra gli uomini in cerca di prede sotto le spoglie di pellegrini o donne anziane. Considerano se stessi come i re dei vampiri indiani e per questo, spesso, si presentano con vesti sgargianti ed impugnano una spada scintillante. Insieme a queste figure, i testi vedici citano anche il divoratore di carne cruda, il kravyad, noto anche come yaksha. Temuto per la rapidità delle sue sortite, questo vampiro, oggi noto come pisacha, ha assunto anche alcune connotazioni benevole, simile ad una divinità capricciosa, esso può concedere favori a chi gli fa offerte di suo gradimento. Va menzionato, infine, che l'India è la terra dei thugs e della dea Kali, la sanguinaria divinità quadrumane che porta in sé tracce di vampirismo e cannibalismo.
Oceania - In Australia si trovano i mrart, vampiri che infestano i deserti. Sono fantasmi, spiriti dei morti o di stranieri. Hanno molto più potere nelle tenebre, quando cercano di strappare altre vittime ai cimiteri. Mentre in Nuova Guinea, i Papua ritengono estremamente pericoloso perdere anche solo una goccia di sangue, perché essa è già più che sufficiente per consentire ad uno stregone di controllare magicamente il possessore di quel sangue e portarlo anche alla morte. Infine, per impedire il ritorno dei morti dalla tomba, queste popolazioni sono solite spezzare le gambe ai cadaveri o porre sul loro corpo delle pesanti pietre. Affine alla famiglia dei vampiri è il Talamaur, delle Banks Islands. Il Talamaur può essere maschio o femmina ed è un vivente-vampiro che può parlare con i fantasmi dei morti per assoggettarli al suo volere e fare danno ai nemici vivi. Simile al Talamaus è il Tarunga, che fa uscire la sua anima dal corpo per appropriarsi dell'essenza vitale di chi sia appena morto. Un'altra figura spesso presente nella cultura aborigena è il Yara-ma-yha-who, creatura bassa e a metà tra un vampiro e un serpente. Questo tipo di vampiro ricorda l'africano Asasabonsam e si nasconde tra gli alberi di fico per aggredire gli ignari che vi passano sotto.
Americhe - Tra gli amerindi del Nord America, presso cui era molto popolare la figura del vampiro, era diffusa la leggenda del wendigo. Un divoratore di corpi, cervelli ed anime di esseri umani. Spesso era raffigurato con un lungo naso che, introdotto nell'orecchio del malcapitato, serviva per succhiarne via il cervello. In Messico la mitologia vampirica ha prodotto la llorona (donna piangente), ritenuta da alcuni studiosi un mito di importazione europea, mentre da altri come derivata da una terribile demonessa vampira temuta dagli antichi aztechi; essa è una donna fantasma di bianco vestita che è in grado di affascinare un uomo con lo sguardo e portarlo così alla morte. Un'altra figura molto diffusa è la Ciuateteo, una donna morta durante il suo primo parto. Queste creature spesso vengono chiamate Ciuapipiltin, che significa principessa, per placarle con un appellativo nobile. Talvolta sono ritenute lo spettro di un bimbo morto in culla e infestano la notte possedendo i corpi dei bambini cui portano paralisi e altre malattie. Sempre in Messico ci sono i tlaciques, che si trasformano in palle di fuoco o in tacchini selvatici e le civitateo, streghe-vampiro, di sicura origine azteca, vestite di stracci, vecchie e scheletriche, che assalgono i bambini. In Cile si teme un vampiro dalle sembianze di una bella donna vestita di nero, che ha in una mano una sciarpa rossa e nell'altra un coltello, che utilizza per pugnalare il cuore delle vittime e da cui berne il sangue. A questo vampiro si affiancano il pihuchen, un serpente alato in grado di succhiare il sangue a distanza, e il chucho, una testa umana con grandi orecchie che gli servono da ali.

Conclusioni - Non rimane molto da aggiungere, perché da quanto riportato direttamente dal Mito, dalle tradizioni popolari o dal folclore di tutto il mondo, è chiaro che certe entità, legate ad un culto del sangue, siano presenti in tutte le popolazioni del mondo con dei tratti comuni molto particolari e ben riconoscibili. Il sangue è la rappresentazione arcaica della propria origine, nel sangue è contenuto il DNA e attraverso le sue caratteristiche, si tramandano di generazione in generazione tutte le informazioni contenute nella specie. Sempre nel DNA e al sangue, è legato il fattore animico, ovvero la capacità di possedere questa fonte energetica universale, rispetto ad altri essere umani dotati di solo Spirito. Da queste basi essenziali è facile sfatare falsi miti con una diversa chiave di lettura e districare il gomitolo di una matassa che, per secoli, era diventata troppo intricata per essere chiaramente compresa. Appurato che le entità che un tempo venivano definite demoniache o maligne, non sono altro (nella maggioranza dei casi) manifestazioni di entità aliene, dimensionali ed extra-dimensionali, ecco che le figure vampiresche, sparse nelle culture di tutto il mondo, acquistano una diversa spiegazione. Il demone o il vampiro che pretende un tributo di sangue per la propria sopravvivenza, è in realtà l’alieno che si ciba della fonte energetica dell’uomo o pretende, attraverso il sangue umano, la possessione di una parte animica, fondamentale per la sua sopravvivenza. Ecco che i succhia-sangue o i succhia-anima, in base alle nostre attuali ricerche, acquistano diversi nomi e sembianze e, quanto riportato dal mito o dalla tradizione popolare, ripulito da secoli di dicerie e paure ancestrali, divengono realtà oggettive e spiegabili in modo logico e concreto. L’entità stregonesca che in Africa è spesso vista come un globo di luce, che si “ciba” di animali, uomini o bambini, è in realtà il Lux, l’alieno senza corpo fatto di luce che necessità di energia animale e umana per vivere. La figura per eccellenza del principe del male o delle tenebre (l’angelo caduto), il demone oscuro che vive negli inferi più bui o tetri, che si ciba del sangue e dell’anima umana, è il Ringhio o 6 Dita, entità extra-dimensionale che, proveniente da un Universo parallelo al nostro, cerca in ogni modo di aprirsi un varco attraverso gli uomini parassitati per ritornare nel nostro mondo, dopo che ne era stato cacciato in tempi immemorabili. Spesso, nei casi più estremi di questo parassitaggio, è possibile riscontrare quella che anticamente veniva definita la “possessione demoniaca”. Il parassita, soprattutto il Ringhio o 6 Dita, ma anche alcune Memorie Aliene (MAA), riescono a prendere il sopravvento sulla personalità che li ospita, con effetti devastanti. Si modifica la percezione della realtà, avvengono in questi momenti di simbiosi, cambiamenti a livello fisico, alterazione del colore degli occhi, dei tratti somatici, cambiamento dell’umore e della personalità, sino ai casi più estremi di fusione di personalità. E’ ovvio che se l’entità aliena, il parassita, ha necessità di energia e deve in ogni modo appagare questa sua insaziabile “fame”, può portare la persona a compiere gesti estranei al suo comportamento e che in molti casi clinici, sono considerati come gesti folli. Suicidi, omicidi efferati, stati alterati di coscienza o attimi di follia, anche tra i più agghiaccianti, sono il tributo da pagare da coloro che sono portatori di queste entità “malvagie”. Ma esistono anche altre realtà, molto più “fisiche”, entità che non soltanto usano metodi di parassitaggio (come ad esempio le Memorie Aliene - MAA), ma che arrivano persino a cibarsi letteralmente dei nostri corpi. Il nostro pianeta non è soltanto un immenso esperimento alieno, ma anche una prigione, dove all’uomo non è consentito di uscire e dove spesso, anche l’alieno, ne è vittima insieme all’uomo stesso. L’alieno o l’antico demone, vive da sempre in mezzo a noi, da quando l’umanità ha avuto coscienza di se e della propria identità storica e, sotto le più diverse spoglie, ha vissuto e continua a farlo. L’alieno non vive soltanto dentro i nostri corpi con le forme di parassitaggio a tutti note (Lux, Ringhio, Memorie Aliene o microchip), ma anche fisicamente, realmente, spesso come uno di noi. Sino a qualche anno fa, non erano rari avvistamenti di esseri umani insoliti, molto alti, dalla carnagione o dai capelli chiari, spesso calvi, sia dall’aspetto giovanile che anziano, quasi cadaverici, con gli occhi di un colore particolare o dalle pupille verticali. Magari nei secoli scorsi, un “essere umano” di questo tipo avrebbe scatenato paure e sarebbe stato identificato come un uomo posseduto dal demonio o un vampiro, ma adesso sappiamo che tali caratteristiche sono comuni ad alcune razze aliene di Umanoidi. I demoni che un tempo erano visti affascinanti, dalla bellezza fuori dal comune e magari dallo sguardo glaciale o al contrario di vecchi raggrinziti, quasi cadaverici, erano tutti da ricondurre a questa chiave di lettura aliena. Ma ci sono aspetti ancora più agghiaccianti della presenza alieno-demoniaca sul nostro pianeta, soprattutto legati alle innumerevoli scomparse di persone e animali, e raramente, seguiti da ritrovamenti di cadaveri mutilati in modalità non spiegabili da un punto di vista scientifico. In tutto il mondo si sono sempre susseguiti casi di mutilazioni animali (capre, pecore, mucche, cavalli, etc.), con asportazioni chirurgiche di parti del corpo, fori in punti cardini per la completa aspirazioni di liquidi interni (sangue, urina, feci, acqua). Sappiamo che la razza dei Grigi, effettua rapimenti di animali per prelevare principi nutritivi presenti al loro interno, per condurre dei veri e propri bagni rigeneranti. I Grigi sono dei cloni, dei robot-biologici che, sprovvisti di un apparato digerente e impossibilitati a cibarsi normalmente, devono acquisire il loro sostentamento attraverso la pelle. Comune negli addotti è il ricordo al tatto di questi esseri dalla pelle flaccida, spesso accompagnati da un odore di marcio nauseabondo. Quindi, non tutti i demoni sono affascinanti e dotati di una bellezza ultraterrena, ma molti di loro, la maggior parte, hanno un aspetto mostruoso, di animali sconosciuti o noti nel mondo animale. Corvi, strane aquile, soprattutto serpenti o affini, popolano l’immaginario collettivo dei popoli della Terra. I serpenti, che hanno la loro tana nelle viscere della Terra, spesso escono alla luce del sole per riscaldarsi, essendo a sangue freddo, ma anche per cercare cibo. Ecco che la figura del diavolo-serpente, abitante negli inferi, compare in superficie per andare a caccia di prede animali e umane. In realtà è nuovamente l’alieno che ha il disperato bisogno di sopravvivere e di chiedere a noi un prezzo molto alto, la nostra Anima. Il serpente che vive nel sottosuolo terrestre proviene da Agarthi, dal regno leggendario che si trova nelle viscere del pianeta, ovvero da quella rete di basi e tunnel, disseminati sotto la crosta terrestre, popolate da queste entità aliene che da sempre hanno vissuto insieme a noi. Ma quando decidono di uscire in superficie, le possibilità che possano verificarsi episodi singolari, diventa altamente probabile. Viviamo in un mondo dove l’aumento della popolazione e la vasta rete informatica, ci permette di venire a conoscenza in tempo reale di quanto sta accadendo in ogni parte del globo. Questa conquista è solamente recente, perché sino a non pochi decenni fa, l’uomo non aveva un così vasto controllo sul proprio pianeta. Intere zone erano disabitate, c’era una maggiore vegetazione boschiva e la popolazione era molto inferiore all’attuale, quindi in un mondo così vasto, era comune che entità di ogni tipo, si potessero aggirare liberamente. La superficie terrestre è stata utilizzata sin dall’antichità come vera e propria prigione per molte di queste razze aliene, principalmente Sauroidi e Rettiliani. Praticamente, abbandonavano in superficie i loro simili che si erano macchiati di un qualche crimine o tradimento, lasciandoli incolumi al loro destino. Insieme a loro, era molto comune anche l’abbandono di ibridi umano-alieni, esperimenti genetici che per la maggior parte dei casi, non erano ben riusciti. E’ logico pensare che l’insieme di tutte queste entità, abbandonate sulle terre abitate dall’uomo, abbiano prodotto un così alto numero di leggende su presenze demoniache o vampiresche, che per interi secoli hanno terrorizzato la popolazione. Finché la popolazione umana non aveva raggiunto cifre così alte e una padronanza delle informazioni, tali abbandoni venivano eseguiti con maggiore frequenza, perché a parte casi isolati, i testimoni sarebbero stati ridotti e per i tempi e la cultura del tempo intrisa di religione, nessuno avrebbe associati tale presenze ad una realtà aliena, a quei tempi ancora sconosciuta. In questi ultimi anni, i casi si sono comunque drasticamente ridotti e se purtroppo, ancora oggi può accadere che animali o uomini scompaiono senza lasciare traccia o raramente vengono ritrovati cadaveri, il fenomeno andrà esaurendosi, perché questi alieni, prigionieri, sono la testimonianza di una antica usanza. Esistono zone della Terra, per lo più lontane dai centri abitati, ricche di boschi o foreste, molte delle quali tra montagne disabitate, dove per secoli sono stati abbandonati prigionieri alieni e ibridi umano-alieni. Senza nessun sostentamento si sono dovuti arrangiare per sopravvivere, arrivando ad attaccare anche l’uomo. Se partiamo da un concetto basilare che il nostro pianeta è una prigione, nella quale la razza umana, creata dagli alieni, è stata messa qui per loro “uso e consumo”, è del tutto normale pensare che noi, siamo considerati alla stregua di un qualsiasi “animale da allevamento” e come tale siamo trattati. La razza umana è distinta dall’alieno in due categorie principali: gli Anima e i Non-Anima. Gli Animici sono una minoranza della popolazione e alla quale d’hanno tutta la loro attenzione e “protezione” possibile (le abductions), i Non-Anima, invece, sono tenuti qui non soltanto per calmierare gli animici, in modo da far ritardare la loro presa di Coscienza, ma anche perché possono essere utilizzati come scorta (pezzi di ricambio, esperimenti genetici, parassitaggio a livello spirituale, in casi estremi anche di cibo). Molte di queste razze aliene non si fanno alcuno scrupolo ad utilizzarci per i loro scopi, in tutte le modalità a loro consentite. Per noi uomini essere Anima o Non-Anima, non dovrebbe avere una grande importanza, perché tutti siamo all’interno di un problema di livello planetario, dove l’avere “quel qualcosa in più” diventa relativo, dal momento che tutti quanti siamo usati esattamente come “carne da macello”. Quindi, la domanda che alla fine voglio porvi è questa: vogliamo continuare a credere alle superstizioni, frutto di retaggi popolari che si sono stratificati nei secoli, o vogliamo cominciare a guardare con occhio critico e totalmente diverso, la vera natura della realtà che ci circonda?

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