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"La Manipolazione dei Sogni" di Federico Bellini


"La Manipolazione dei Sogni" di Federico Bellini

Originariamente un Incubo era un demone di aspetto maschile che giaceva sui dormienti, solitamente donne, per trasmettere sogni infausti ed avere rapporti sessuali. In epoca romana veniva anche associato al Fauno, insieme ad altri come Fatuus, Fatuclus ed Inuus. Questi demoni erano raffigurati con in testa un berretto conico che talvolta perdevano mentre folleggiavano, mentre colui che ne trovava uno, si raccontava, poteva acquisire il potere di scoprire tesori nascosti. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia ne descriveva i rimedi, offerti dalla medicina popolare, per tutelarsi da questi incubi ricorrenti. Gli Incubi continuarono ad essere presenti nelle leggende medievali dove la loro figura diventò più malvagia, dato che sottraevano energia, specie dalla donna con cui giacevano per trarne nutrimento e, nella maggior parte dei casi, uccidevano la loro vittima o la lasciavano in pessime condizioni di salute. Una versione femminile di questo demone era chiamata Succubo. Durante la caccia alle streghe, l'ammissione di aver avuto rapporti sessuali con il Demonio era uno dei peccati, specie per le donne, per il quale si poteva essere condannati, anche a morte, perché si riteneva che potessero essere concepiti dei figli ibridi.

<<Spesso distinguere la realtà dal sogno non è impresa facile. Una mattina mi svegliai di soprassalto, guardai l'orologio e segnava le 9:08 (pioveva), dato che era sabato, e il fine settimana me la prendo più comoda rispetto agli altri giorni, decisi di dormire ancora un po’. Mi riaddormentai e caddi subito preda di uno strano sogno, ero con altre persone sconosciute in un posto particolare, sembrava una specie di palazzo che si estendeva in alto, ma aveva dei piani completamente aperti verso l'esterno. Su uno di questi piani stavo per cadere di sotto e chiedevo aiuto a delle persone (sconosciute), mi consigliarono di prendere un ascensore, entrai dentro e trovai una ragazza bionda che tagliava i capelli a suo figlio (anche lui biondo dorato) e che mi regalò un ciuffo senza indugiare. Io portavo il mio solito zaino grigio, ricordo di aver scambiato due parole con lei, discorsi strani che ricordo vagamente, poi mi svegliai di nuovo. Pioveva ancora quando guardai l'orologio e pensai che era tardi, ma estraniato mi accorsi che erano le 8:28! Li per lì non mi resi conto della cosa, mi dissi che avevo sognato anche prima e sicuramente avevo visto male l'orario, quindi decisi di riposare dell'altro. Mi riaddormentai e sognai di nuovo, questa volta ero nella casa dove sono cresciuto da bambino, mi alzai dal letto (nel sogno) e svegliai mio fratello (ma non era lui!) e gli chiesi che ore fossero! Il mio orologio segnava le 9:08, mentre il suo, invece, le 10:08. Gli chiesi come fosse possibile, gli dissi che erano tornati, mi avevano mandato indietro nel tempo, lui mi rispose che non era concepibile una simile cosa, rideva, allora corsi in salotto dove trovai mia madre a guardare uno schermo (non era la TV e lei non era mia madre!), guardai di nuovo la sveglia e questa volta segnava le 12:08. La guardai preoccupato (questa presunta mamma che non riconoscevo), era impassibile e molto strana, tornai in camera dal finto fratello (che nel sogno però riconoscevo come mio), gli dissi che avevamo tre diversi orari (9:08, 10:08 e 12:08) e che non era possibile una cosa simile. Mi accorsi nel sogno che la casa dove sono cresciuto era diversa, senza mobili, con i muri tutti bianchi, i nostri letti non assomigliavano a quelli dove dormivamo da piccoli, ma erano fatti di metallo con sopra solo un lenzuolo bianco. Mi risvegliai e come per magia l’orologio segnava nuovamente le 9:08! Fuori stava appena spuntando un timido sole e sentivo mio padre giù in bagno che aveva aperto l'acqua della vasca per farsi un bagno, dato che "è sempre presto" ed ero stanchissimo mi riaddormentai, svegliandomi poco dopo alle 9:24… e solo al quel punto decisi di alzarmi!>>

Ma cosa significa essere un Addotto o un Rapito da Entità Aliene? Significa vivere buona parte della propria esistenza, cercando di capire cosa c’è in te che non quadra. Generalmente è comune passare un’infanzia difficile, avere lutti familiari che ti segnano nel profondo, che generano a loro volta una situazione intima complessa. A tutto questo si aggregano i ricordi dell’infanzia, di cui moltissimi strani, senza contare problemi con il sonno, con conseguenti sogni lucidi a ritmi frenetici che negli anni vanno incrementandosi, arrivando persino a condizionare la propria percezione della realtà. Appena presa coscienza del problema, si comincia a guardare il mondo sotto un’ottica diversa. La propria camera, ad esempio, diventa il fulcro di una vicenda senza fine nella quale riaffiorano ricordi inaspettati. Alcuni punti diventano centri focali delle più disparate situazioni. L’armadio (come in Narnia), il fianco destro del letto, il soffitto, le scale o persino l’ingresso della stanza dove si è soliti studiare o coricarsi, corrispondono a tante diverse porte dimensionali, quante diverse razze hanno interferito con l’Addotto in tutto questo tempo. La sera, capita spesso di vedere strane luci, accendersi e spegnersi piccole sfere luminose, veder muovere inquietanti fluidi che si dissolvono in brevi istanti. Arriva la percezione e la visione di ombre scure, di entità incorporee e di una visione nuova, di un insieme, che in precedenza era piuttosto individuale e materialista. La notte, magari si continua a fare sogni strani e confusi, ma che lentamente ritornano più terreni, mentre si ha la sensazione che qualcuno, o qualcosa, ti porti lontano dal pianeta e ti conduca tra le stelle. Io sono stato un Addotto (gli stralci qui riporti appartengono ai miei ricordi passati), appena nato ero cagionevole di salute ma sono poi sopravvissuto quasi per miracolo, e da allora la mia vita è stata costellata da strani accadimenti, avvistamenti UFO, o particolari visite di Esseri ed Entità, specie nelle ore notturne e durante i sogni più strani ed incredibili di cui ho memoria. Perché è durante la notte che tutto trascorre in modi insoliti, con sogni atipici che si avvicendano incessanti, e dove il proprio Io o Sé interiore, parte integrante e fondamentale della nostra Monade, spesso escogita trucchi alquanto singolari per comunicare, sovente attraverso sogni infarciti, spesso sino all’inverosimile, di Archetipi.

Ed è agli Archetipi che è bene rivolgersi per comprendere qualcosa di questa complicata tesi. La mitologia Indù, tramite il testo del 'Vishnu Purana', ci racconta, ad esempio, una storia molto singolare, quella di Pramlocha, una ninfa delle acque, che ingannò il vecchio e saggio Kandu la cui santa vita aveva meravigliato e, al tempo stesso, turbato gli Dèi. La leggenda racconta che Pramlocha, per ordine di Indra, il Re degli Dèi, sedusse questo grande yogi e vi riuscì talmente bene nel suo intento che restarono insieme per 907 anni, sei mesi e tre giorni, ma che al saggio Kandu sembrarono un solo giorno! L’allegoria, quindi, ci mostra Kandu come il simbolo di un’umanità priva di Mente, incapace di accorgersi della differenza temporale fra un giorno o un periodo lunghissimo, illuso all’interno di un sogno. Nel mito della Genesi, Kandu è associabile all’Adamo biblico, fatto col fango e che viveva felice nel Paradiso Terrestre (l'Eden), ma esattamente come il peccato originale squarcerà questo Velo di Illusione, in egual misura, anche in Kandu lo stato di torpore ipnotico e di sonnolenza verrà improvvisamente interrotto, perché il saggio, non appena ripresosi da questo lunghissimo sogno, scacciò lontano da sé la bella Ninfa. Ma cosa era questa sorta di ipnosi che tenne sotto scacco Kandu, e persino Adamo? Phantasos, nella mitologia Greca era uno dei tanti figli del sonno, Hypnos, e di conseguenza della Notte, e il mito vuole che si occupasse continuamente di contraffare la storia. Egli, si dice, viveva in Oriente, in un palazzo con due porte, una era d’avorio e l'altra di corno: dalla porta di corno uscivano i sogni chiari e trasparenti, mentre dalla porta di avorio uscivano quelli oscuri ed ambigui. Ed è in questa ambiguità che le conoscenze misteriche ed iniziatiche giungeranno sino a noi, attraverso il mito di un Velo, un velo illusorio che ancora oggi attende di essere tolto. Ed è con l'espressione Velo di Maya, coniata nel XIX secolo da Arthur Schopenhauer, che si intesero diversi concetti metafisici e gnoseologici propri della religione e della cultura induista, ripresi successivamente anche da vari filosofi moderni. Schopenhauer, nella propria filosofia, sosteneva che la vita è un 'sogno', sebbene questo "sognare" sia innato (quindi la nostra unica "realtà") e obbedisca a precise regole, valide per tutti e insite nei nostri schemi conoscitivi. Questo «Velo», di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla conoscenza e la conseguente percezione della realtà (se non offuscata, e al tempo stesso alterata), impedisce loro di ottenere il moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendo l'umanità imprigionata nel saṃsāra, ovvero il continuo ciclo delle morti e delle rinascite. E similmente alla metafora della Caverna di Platone, l'uomo (e quindi l'intera umanità) sarebbe come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da questo Velo o Sogno, e quando se ne libererà, la sua Anima si risveglierà dal letargo conoscitivo (o avidyã, ignoranza metafisica) e potrà contemplare finalmente la vera essenza della realtà, proprio come ci viene persino raccontato anche nella celebre trilogia cinematografica di The Matrix.

<<Febbraio 2010. Ultimamente si è verificato un particolare fenomeno collettivo, molte persone (me compreso) hanno sognato o visto, nei giorni scorsi, ombre scure affusolate, spesso con uno strano volto bianco e con il ghigno, venire a disturbarci nei sogni, nel dormiveglia o anche da svegli. Spesso i sogni sono accompagnati da visioni orrorifiche, con animali marini mostruosi che divorano animali più piccoli o uomini, uomini che torturano altri uomini o si infliggono punizioni corporali ai limiti della sopportazione visiva, etc. Due notti fa ho sognato nuovamente questa figura e che per un bel po’ ha trafficato con la mia colonna vertebrale, tanto che poi a notte fonda (le 4 o le 5 di mattina) mi sono svegliato con una pressione e un dolore alla spina dorsale, alla base della schiena. È da alcuni giorni che non sto molto bene, ho una latente depressione cronica ed una visione molto pessimistica della mia vita e del Mondo…>>

Quando sogniamo, il cervello funziona indipendentemente dalla nostra volontà. Ci sono fasi, più o meno lunghe, dove le interazioni si fanno complesse e spesso ci portano a dimenticare ciò che abbiamo sognato. Sogniamo sempre, ogni notte, e quando ci svegliamo è come se avessimo un programma che si attiva per cancellare, in qualche modo, tutte quelle informazioni oniriche che abbiamo ricevuto durante le ore notturne di sonno. A volte accade, mentre sogniamo, di prendere coscienza di quello che stiamo sperimentando a livello onirico, tanto che vorremmo persino svegliarci per lasciarne memoria scritta. Ci svegliamo, magari per qualche istante il ricordo permane, ma poi lentamente scompare e nel momento in cui tentiamo di metterlo su carta, la penna non si muove, e la pagina rimane vuota. Ma perché accade questo? A volte è un processo naturale della nostra Mente, in quanto immagazzina talmente tante informazioni che non appena si riattiva in modalità cosciente, ha come la necessità di resettarsi per ricominciare da zero, specie ad inizio giornata. Altre volte è un Parassita o una qualche Entità, che specie a seguito di alcuni sogni un tantino fuori dall’ordinario, ha questa necessità di cancellare quanto è avvenuto mentre eravamo incoscienti. In ogni caso sono sempre dei meccanismi, perché nel primo, è la Mente che ha necessità di ripulirsi e ricominciare da zero, nel secondo è la necessità di qualcuno di omettere delle informazioni sensibili. La Mente, inoltre, ha delle fasi, dove accumula e rilascia dati, e di conseguenza quando rilascia, si svuota. Ma a questo punto viene naturale porci una domanda fondamentale: è possibile manipolare i sogni? Secondo Daniel Bendor e Matthew Wilson, due neuroscienziati del Mit di Boston, sembra proprio di sì, o almeno per quanto riguarda i topi sembrano esserci riusciti. In una ricerca pubblicata su Nature Neuroscience nel 2012, infatti, i due ricercatori hanno descritto in che modo il sonno e i sogni consentono di consolidare i ricordi, e come sia possibile, in una certa misura, influenzare questo processo. Bendor e Wilson hanno fatto correre gli animali in un labirinto guidandoli con due suoni distinti: il primo indicava la presenza di cibo a destra del percorso, il secondo a sinistra. Confrontando l’attività cerebrale dei topi durante questo processo e mentre erano a riposo, gli scienziati sono stati in grado di stabilire che nel sonno essi rievocavano, in sogno, i movimenti effettuati. Finora nessuna novità: si tratta di un meccanismo piuttosto noto, il cosiddetto replay, che si verifica nell’ippocampo e si presume serva a consolidare gli eventi vissuti nella memoria. La vera sorpresa c’è stata quando - ancora durante il riposo degli animali - i due studiosi hanno provato a riprodurre i suoni che avevano usato come "segnali" nell’esperimento. I ricercatori non si aspettavano che in questo modo fosse possibile influenzare i sogni dei topi, ma è andata proprio così: riproducendo il suono che indicava il cibo in una direzione o nell’altra, il topo veniva indotto a sognare il relativo percorso compiuto in precedenza; e questo fenomeno di replay si verifica nell'animale solo durante il sonno, esattamente come succede negli esseri umani. Non è la prima volta che si osservano somiglianze di questo tipo tra topi e umani, e magari un giorno, immaginano i ricercatori, potrebbe addirittura essere possibile dare vita a una vera e propria “ingegneria dei sogni”, tramite cui intervenire sui ricordi ad essi associati per modificarli, rimuoverli, e forse anche crearli dal nulla. A questo punto un ulteriore domanda sorge spontanea, se i nostri scienziati sono riusciti a manipolare i sogni di alcuni topolini, una Civiltà Aliena molto più progredita di noi di migliaia o milioni di anni, di cosa è capace? Perché è attraverso l’attività onirica che emerge un quadro piuttosto inquietante circa il fenomeno dei Rapimenti Alieni, in quanto è mediante i sogni che l’Alieno è in grado di agire indisturbato sulla psiche umana, manipolando la nostra percezione verso situazioni inconsce, capaci di alterare la stessa realtà. Inoltre, dobbiamo considerare che passiamo buona parte della nostra esistenza dormendo e quando ci lasciamo cullare tra le braccia di Morfeo, siamo letteralmente “nudi” di fronte alle immensità del Cosmo, e in pratica siamo alla mercé di chiunque sia in grado di entrare in noi, specie per coloro che possono viaggiare in quel Cosmo alla ricerca di nutrimento…

Fonte: Articolo di Federico Bellini uscito in edicola nel numero di aprile 2018 della rivista "XTimes".

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