"Il Caso Ufologico di Firenze" di F. Bellini e A/V

"Il Caso Ufologico di Firenze" di F. Bellini e A/V

Secondo alcuni ufologi italiani il primo caso documentato di UFO in Italia risalirebbe all'11 aprile 1933, in una campagna presso Varese. Alcuni documenti dell'epoca dimostrerebbero che un presunto U.F.O. sarebbe atterrato o si sarebbe schiantato nei pressi di Vergiate. In seguito al fatto Mussolini avrebbe creato il Gabinetto RS/33. Ma i presunti avvistamenti di U.F.O. sono progressivamente aumentati dal dopoguerra ad oggi, toccando il massimo nel 1978 e nel 2005, suddivise in quattro grandi ondate: 1950 nel Nord Italia, 1954 nel Nord e Centro Italia (annata del famoso avvistamento di Firenze), nel 1973 in tutta Italia, nel 1978 in varie parti dell'Italia, in particolare Adriatico e Sud Italia (soprattutto in Liguria, Sicilia, Calabria e Puglia, oltre che su Napoli). In totale gli avvistamenti censiti dal 1947 ad oggi sono 18.500, di cui circa il 90% risulta identificabile.

Il Famoso Avvistamento di Firenze del 1954
Il 27 Ottobre 1954 allo stadio Comunale si stava giocando la partita d’allenamento fra la Fiorentina e la Pistoiese, quando sopra lo stadio volteggiarono due misteriosi oggetti volanti. La partita venne interrotta, i tifosi delle due squadre, stupefatti, alzarono gli occhi al cielo a guardare le evoluzioni degli oggetti. Romolo Tuci, al tempo capitano della Pistoiese, raccontò: “Era una bella giornata. A un certo punto ci accorgemmo che gli spettatori guardavano in aria. Venne spontaneo fermarsi anche per noi giocatori. Io vidi come dei piccoli anelli lontani, che cosa fossero non lo so davvero. Insomma, fra noi c’era chi li vedeva e chi no, e c’era anche chi non ci fece caso, credendo chissà a che cosa. Per quanto tempo rimase sospesa la partita, sinceramente non lo ricordo, sono passati cinquant’anni, come faccio a dire dieci minuti, o di più? Però guardavamo tutti in aria. Cinquant’anni fa, ci pensate?”. Ma già dalle 14:30 ci furono avvistamenti ovunque e alla redazione del giornale giunse la telefonata di uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, che affermava di vedere, insieme ad altre persone, diversi Dischi Volanti nel cielo di Firenze. Oggetti visti anche dal giornalista salito, nel frattempo, sui tetti di via Ricasoli per osservare una “cosa” bianca, tonda, lucida, immobile. Ad un tratto tra l’oggetto e la cupola del duomo sfrecciò un altro “palloncino bianco”, più veloce di un aereo; poi un altro “disco” e un altro ancora. Sei oggetti che lasciarono al loro passaggio degli strani “fiocchi” bianchi simile a bambagia. I telefoni impazzirono. Una voce concitata annunciava che a Sesto un disco si era aperto e diviso in tre parti; queste si erano dirette in tre direzioni diverse mentre “delle ragnatele lucenti cadevano lentamente al suolo” posandosi sui tetti, alberi, auto; ovunque. Tutta la città si era fermata col naso in su ad osservare le evoluzioni degli oggetti. Non si trattò certamente di allucinazione collettiva: diecimila persone allo stadio, telefonate da ogni parte della città e da fuori città, Sesto, Peretola. Tutti a descrivere oggetti nel cielo e una strana nevicata di ragnatele. Il 28 ottobre, in concomitanza del passaggio di strani oggetti in cielo, continuò la curiosa pioggia di filamenti vetrosi a Prato, Firenze e Siena che imbiancò la sommità del passo della Consuma come una nevicata; i filamenti brillavano al sole somigliando proprio a fiocchi di neve. Il proprietario dell’albergo “Fonte al Prato” della Consuma notò che dal Casentino in direzione del Valdarno cadevano filamenti vetrosi come quelli erano apparsi il giorno prima sulle città toscane. Lunghe strisce luminose, fili eccezionalmente brillanti, trasportati da un lieve alito di vento, che ricoprivano gli abeti come fossero gemme e pietre preziose. Sembravano tanti alberi di Natale. Il 29 Ottobre si ripeterono le segnalazioni di Dischi Volanti e di bambagia su Firenze. Alle 13,05 Calenzano fu sorvolato da una formazione di dischi volanti che lanciavano fiocchi bianchi. La formazione si dirigeva verso Firenze passando sopra Monte Morello a diecimila metri di altezza. La stessa cosa avveniva a San Piero Agliana e il fenomeno si ripeté nei giorni successivi in diverse città, soprattutto dell’Italia centrale, da Roma a Perugia, da Civitavecchia a Lucca sempre accompagnato dalla discesa di filamenti vetrosi. Gli avvistamenti continuarono copiosi anche nel mese successivo in tutto il territorio nazionale, a volte in modo clamoroso. Per esempio, il 14 novembre, domenica, una ventina di sigari volanti furono avvistati nei cieli di Gela, in Sicilia, dove vennero anche raccolti e analizzati altri residui di bambagia silicea. L’ultima “nevicata” si verificò il 4 dicembre dello stesso anno nell’Aretino.

[«E, evaporato lo strato di rugiada, apparì sulla superficie del deserto qualcosa di minuto, di granuloso, fine come brina gelata in terra. A tal vista i figli d'Israele si chiesero l'un l'altro: «Che cos'è questo?» perché non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: «Questo è il pane che il Signore vi ha dato per cibo. Ecco ciò che ha prescritto in proposito il Signore: ne raccolga ognuno secondo le proprie necessità, un omer a testa, altrettanto ciascuno secondo il numero delle persone coabitanti nella tenda stessa così ne prenderete». Così fecero i figli di Israele e ne raccolsero chi più chi meno. Misurarono poi il recipiente del contenuto di un 'òmer; ora colui che ne aveva molto non ne ebbe in superfluo e colui che ne aveva raccolto in quantità minima non ne ebbe in penuria; ciascuno insomma aveva raccolto in proporzione delle proprie necessità.» (Esodo 16.16-18). Bambagia Silicea viene così definita, in alternativa al termine più pittoresco di Capelli d'Angelo, una sostanza fibrosa composta tra l’altro da boro e silicio, calcio e magnesio che in alcune occasioni si sarebbe depositata a terra scendendo dal cielo a seguito di un passaggio di U.F.O. Sono diversi gli episodi ricollegabili tra i gli avvistamenti di “Dischi Volanti” e le “nevicate” di bambagia, ed alcuni anche assai remoti nel tempo. Alcuni ricercatori, addirittura, ipotizzano che la mistica Manna che nutrì il popolo di Israele nel famoso episodio dell'Esodo Biblico, null’altro fosse che questa bambagia silicea prodotta dal passaggio di un U.F.O. e che avrebbe favorito gli israeliti in fuga dal Faraone d'Egitto].

Commenti

Post popolari in questo blog

"La figura dell'Angelo? Un grandioso bluff!" di Federico Bellini

"Il Sole è un portale dimensionale..." di Federico Bellini

"Il Cammino del Viandante", il nuovo Libro-Corso di Federico Bellini

"Le Civiltà Aliene Extraterrestri" di Federico Bellini