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"Gli Extraterrestri e i Nativi Americani" di A/V

"Gli Extraterrestri e i Nativi Americani" di A/V

I NavahoAnche tra gli indiani Navaho sono ben presenti storie leggendarie e culti ancestrali relativi a contatti con esseri avanzati e divinizzati. In California, la famosa Death Valley (la Valle della Morte), è chiamata dai Navaho 'Tomesha', la Terra Fiammeggiante. I Navaho Paiute raccontano che Tomesha è abitata nel sottosuolo da quando "la Terra era giovane" e i suoi abitanti sono gli Hav-Musuvs che: "viaggiano a bordo di canoe volanti, che si muovono con un lieve suono ronzante e possono catapultarsi in picchiata come solo un'aquila sa fare. Gli Hav-Musuvs sono vestiti di bianco e possiedono armi manuali a forma di tubo, capaci di stordire, generando una sensazione pungente, come una pioggia di spine di cactus". Secondo i Navaho sono ancora lì e le loro navi sono quelle che noi oggi chiamiamo U.F.O. Questa storia venne raccontata nel 1948 da uno sciamano Navaho e riportata su "Fate Magazine" nel 1949. Le corrispondenze con la fenomenologia U.F.O. sono notevoli, perché viene descritto che le canoe volanti si muovono con un "suono ronzante", descrizione che coincide con quella fornita da un gran numero di testimoni di avvistamenti ufologici, i quali hanno potuto udire un ronzio o una sorta di vibrazione ad alta frequenza, forse dovuta al sistema di propulsione di questi oggetti. Il movimento in picchiata che "solo un'aquila sa fare" potrebbe riferirsi alla loro capacità di muoversi con manovre repentine e improvvise.

I CherokeeNelle leggende Cherokee si parla di contatti volontari o involontari, e tra le più interessanti si legge di: "un gruppo di cacciatori che, accampati nottetempo sulle montagne, scorse due luci nel cielo simili a stelle. Il fenomeno si ripeté anche la notte successiva, cosicché dopo aver discusso della cosa decisero, il mattino seguente, di recarsi sul luogo ove queste sembravano sparire. Dopo aver cercato a lungo, si trovarono davanti a due strane creature, grosse e rotonde, coperte di pelame o piume da cui spuntava una testa simile ad una tartaruga. Quando il vento spirava, le piume si agitavano e sprizzavano scintille. Incuriositi, riuscirono a portarle al villaggio e le tennero sotto controllo per alcuni giorni e alcune notti. Di giorno, colpite dal vento, emanavano scintille, mentre di notte si illuminavano come stelle. Dopo alcuni giorni si alzarono da terra come palle di fuoco e in un attimo furono nel cielo sotto gli occhi esterrefatti della tribù". Ecco che ritorna la tartaruga, il vascello cosmico o velivolo, affiancato da altri elementi interessanti come la forma tondeggiante, la partenza in verticale, la luminosità notturna e le scintille. Forse i due corpi di animale possedevano un'energia non naturale, ma frutto di congegni tecnologici; la tribù Cherokee ed altre tribù nord-americane raccontano, inoltre, anche dell'incontro con esseri dall’aspetto di Rettili o Sauroidi.

Gli IrochesiIl mito dei pellerossa Irochesi racconta che il Dio Creatore fece uscire dal mare la Terra, gli animali si accorsero che non era possibile vivere in un mondo completamente buio, quindi la Tartaruga organizzò un'assemblea per valutare la situazione. Dopo varie discussioni, tutti furono d'accordo nel dire che occorreva sistemare una grande luce in mezzo al cielo, affinché la Terra fosse adeguatamente illuminata. Ma si presentarono due problemi: come preparare quella grande luce? E come sistemarla così in alto? Nessuno degli animali presenti si offrì di tentare un'impresa tanto difficile, ma Tartaruga suggerì di affidare il compito a Piccola Tartaruga la quale, grazie alle ridotte dimensioni e alla capacità di arrampicarsi sui terreni più impervi, avrebbe potuto inerpicarsi sul difficoltoso sentiero che conduceva al cielo. Disponibile come sempre, Piccola Tartaruga accettò l'incarico e gli altri animali costruirono per lei una grande nuvola nera piena di rocce durissime che, sbattendo tra loro, scatenavano tuoni e lampi abbaglianti. Piccola Tartaruga salì sulla nuvola fabbrica-fulmini che la portò in alto nel cielo, e dove raccolse a uno a uno i lampi che sembravano incendiare l'aria, e quando ne ebbe riuniti a sufficienza formò una grande palla sfolgorante di luce, il Sole, che lasciò lassù: da allora, tutti i giorni, il Sole illumina la Terra. Rimaneva però un problema: la notte era troppo buia anche per gli animali notturni, così Piccola Tartaruga decise di continuare il suo viaggio celeste per raccogliere altri lampi, ma ne trovò pochi e con quelli riuscì a formare una palla più piccola e meno luminosa, la Luna, e in questo modo, comunque, anche la notte ebbe la sua luce. Sistemate le due grandi sfere nello spazio, occorreva fare in modo che illuminassero ogni angolo della Terra e per questo avrebbero dovuto muoversi da una parte all'altra del cielo. L'idea risolutiva la ebbe nuovamente Tartaruga, che incaricò gli animali scavatori di preparare due grossi buchi agli estremi confini della volta celeste, in modo che il Sole e la Luna potessero entrare e uscire dal cielo ogni mattina e alla sera.

Gli Abenaki, i Lakota e i ChippewaUna leggenda Abenaki narra del capo M'Sartto (Stella del Mattino) e di suo figlio, un ragazzo che Io preoccupava molto perché si allontanava verso nord e spariva per giorni, senza mai dare spiegazioni ad ogni suo ritorno. Un giorno, il padre, decise di seguirlo e percorse le sue tracce a lungo, ma ad un certo punto i suoi occhi si chiusero e quando li riaprì si ritrovò in un posto sconosciuto senza Sole, Stelle o Luna, avvolto da una strana luce soffusa. Attorno a lui c'erano molti esseri, tutti diversi dalla sua gente e non poterono comunicare perché parlavano una lingua sconosciuta. Dopo qualche giorno un vecchio comunicò con M’Sartto nella sua lingua e gli disse che si trovava nel paese delle "Luci Settentrionali, Wababan" e che lui era l'unico proveniente dal "paese inferiore", l'unico che potesse capire la sua lingua. I due uomini parlarono a lungo e scoprirono che avevano seguito la stessa strada per arrivare in questo regno, la Pista degli Spiriti, ovvero la Via Lattea, chiamata nella loro lingua "Ket à gus wowt". Il vecchio disse anche che il capo di "Wa ba ban" lo avrebbe rimandato a casa sano e salvo, ma M'Sartto insistette per trovare il suo ragazzo. Il vecchio parlò con il capo di "Wa ba ban" perché M'Sartto e suo figlio potessero far ritorno nel "paese inferiore", il Capo delle Luci Settentrionali radunò, quindi, il suo popolo per salutarli e li rimandò a casa e, ripercorsa la Via Lattea si ritrovarono nelle vicinanze del villaggio. In questa leggenda i Nativi Abenaki descrivono chiaramente, sia i luoghi stellari visitati dai loro antenati, sia la strada seguita per giungervi. Colpisce la descrizione del viaggio fatto attraverso la Via Lattea, come della classica perdita dei sensi di tutti coloro, che ai giorni nostri, raccontano di essere stati prelevati dagli Alieni e portati a visitare i loro pianeti. Questi ultimi sono spesso accusati di inventarsi le loro esperienze, perché influenzati dalla televisione e dai racconti di fantascienza, ma quale potrebbe essere la fonte di influenza di interi popoli distanti tra di loro e vissuti in un periodo in cui i media non esistevano? I Lakota narravano, inoltre, di una bella donna vestita con una pelle bianca di bufalo che portava un fagotto sulle spalle. Raccontava di provenire dal Cielo ed era arrivata sulla Terra per insegnare l'agricoltura ed altre conoscenze, tra cui la coltivazione del mais, la rosa dei venti e le cerimonie sacre. Tra i Chippewa, invece, c'è una leggenda che mostra la scoperta di un "Crop Circle" ante litteram, quegli strani cerchi nel grano, o nell'erba alta, che i Nativi chiamavano cerchi delle fate. Nella storia della ragazza-stella si narra, invece, di un cacciatore di nome Algon, che sul sentiero si imbatté in un circolo che sembrava pestato da molti piedi, malgrado al di fuori di esso non ci fossero tracce o impronte...

I CreekPrima dell’arrivo di coloni e missionari, in America esistevano centinaia di tribù, clan e popoli dalle credenze e dai costumi più svariati, e se anche queste culture erano molto diverse, tutte le loro forme di spiritualità erano profondamente radicate nell’animismo: credevano che l’Universo fosse popolato da Spiriti che animavano ogni forma di vita naturale, piante, animali, uomini (compresa la terra e l'acqua), ed ogni cosa era abitata dalla divinità. Uno di questi popoli, quello dei Creek (originari del sud-est degli Stati Uniti), conosciuti col loro nome originale di Muscogee (o Muskogee), discendevano presumibilmente dai Costruttori di Tu-muli della Cultura del Mississippi, lungo il fiume Tennessee, e forse ebbero legami con gli Utinahica nella Georgia del Sud. Più una confederazione di villaggi che una singola tribù, i Muscogee vivevano nelle valli fluviali degli attuali stati americani del Tennessee, della Georgia e dell'Alabama, ed erano composti da numerosi gruppi etnici che parlavano diverse lingue distinte, come l'Hitchiti, l'Alabama, e il Coushatta. Quelli che vivevano lungo il fiume Ocmulgee furono chiamati indiani “Creek” dai commercianti inglesi della Carolina del Sud; in seguito questo nome fu dato a tutti gli indigeni della regione. Nel loro variegato “mondo cosmogonico” è presente un'interessante storia della Creazione, qui di seguito riportata: “Molto tempo fa il Creatore guardò il mondo perfetto che aveva fatto, gli oceani, le montagne, le pianure, i deserti, i laghi e i fiumi, e si compiacque. Guardò le piante e gli alberi e si rallegrò per quello che vide. Tuttavia, sentì che mancava ancora qualcosa. Niente si muoveva, niente era lì per godere la bellezza di ciò che aveva creato, quindi diede vita ad animali, uccelli, rettili e pesci. Ne plasmò di ogni dimensione, forma e colore. Quando li guardò vagabondare per la Madre Terra, ammirando la bellezza della sua creazione fu molto soddisfatto. La vita sulla Madre Terra continuava in perfetto equilibrio e armonia. Molte lune passarono, e un giorno gli animali, gli uccelli, i rettili e i pesci chiamarono il loro Creatore: 'Ti ringraziamo per tutto ciò che ci hai dato, per tutta la bellezza che ci circonda, tuttavia tutto è così perfetto che non abbiamo nulla da fare se non vagare qua e là, senza nessuno scopo nella vita'. Il Creatore rifletté a lungo sulla loro richiesta. Dopo un po’ si mostrò di nuovo alle sue creature. Disse che avrebbe dato loro una creatura più debole di cui occuparsi, da curare e istruire. Questa creatura non sarebbe stata perfetta come tutte le altre sue creazioni. Sarebbe arrivata su Madre Terra debole, piccola e ignorante. Pertanto, il Creatore plasmò l’uomo e la donna e tutte le sue creature furono felici. Adesso avevano sul serio uno scopo nella vita, ovvero, prendersi cura di questi umani inermi, insegnare loro come trovare cibo e rifugio, e mostrare loro quali erano le erbe medicinali. Gli esseri umani, grazie alle cure di tutti gli animali, si moltiplicarono e in breve divennero moltissimi. Gli animali, gli uccelli, i rettili e i pesci si occupavano ancora di loro. Quando gli umani divennero più forti, chiesero sempre di più ai loro fratelli. Infine, giunse il giorno in cui un uomo chiese più cibo di quanto avesse bisogno, ma l’animale non esaudì la sua richiesta. L’uomo, profondamente irato, raccolse una pietra e lo uccise. Scoprì che poteva nutrirsi della carne dell’animale morto e usare la sua pelle per coprirsi. Le ossa, le unghie e i denti sarebbero stati i suoi trofei per mostrare agli altri uomini che ora, lui, era abile quanto gli animali. Quando mostrò queste cose agli altri uomini, essi, avidi di ottenere tutto ciò che aveva lui, iniziarono a uccidere tutti gli animali loro fratelli che vivevano attorno a loro. Il Creatore osservava tutto questo. Infine, chiamò presso di sé gli animali, gli uccelli, i rettili e i pesci che restavano. Disse loro che aveva deciso di richiamarli tutti presso il suo spirito e di lasciare gli umani a regnare su Madre Terra per un periodo, finché non si fossero accorti dell’errore che avevano commesso. Gli animali, sapendo che gli uomini non potevano sopravvivere senza di loro, pregarono il Creatore di avere pietà dei loro fratelli e sorelle umani. Poiché gli animali mostrarono compassione e pietà per coloro che erano più deboli e meno saggi di loro, il Creatore ascoltò il loro appello: 'Dal momento che avete seguito la mia strada esaudirò la vostra preghiera. Per proteggervi, non vi permetterò più di parlare con gli esseri umani o di guidarli e aiutarli. Vi farò aver paura di loro, così non li avvicinerete più. Creerò uno spirito animale che rappresenti ognuno di voi, e a questo spirito animale concederò un dono che possa usare. Se un essere umano vive in modo buono e gentile, seguendo il mio sentiero, mi potrà chiedere uno dei miei spiriti animali come guida per restare nella mia via. Questo spirito animale andrà solo dagli uomini che hanno un cuore buono'. Per questo oggi cerchiamo i nostri custodi dello spirito per imparare a essere gentili e saggi come i nostri fratelli animali. Cercandoli desideriamo imparare come compiacere il Creatore, come hanno fatto gli animali prima di noi.”

Lo strano caso di Stella Maggiore Negli ultimi anni alcuni nativi americani hanno iniziato a diffondere conoscenze ed eventi più recenti che li hanno visti protagonisti, e che si collegano alla storia del loro popolo. Robert Morning Sky nel suo libro “The Terra Papers. The Hidden History of Planet Heart” (I Documenti della Terra. La storia segreta del pianeta Terra, inedito in Italia), ha suggerito una sua interpretazione della storia dell'Uomo. Egli racconta di come sei giovani indiani Hopi, il 13 agosto 1947, un mese dopo il presunto crash di Roswell, furono testimoni del ritrovamento di un U.F.O. precipitato e di un alieno superstite. Dalle macerie recuperarono un essere argenteo, incosciente, ma ancora vivo che chiamarono l’Anziano delle Stelle o “Stella Maggiore”. Dopo averlo guarito, telepaticamente descrisse, per mezzo di un cristallo, la guerra galattica che infuriava, ossia la causa per cui era stato abbattuto il suo veicolo spaziale, e spiegò loro la vera storia del pianeta Terra. Il nonno di Robert Morning Sky sarebbe stato uno dei sei giovani testimoni dell'evento e raccontò di come l'umanità non sarebbe nata in modo naturale, ma venne creata per servire i Katchinas. L'uomo venne creato per essere uno schiavo e un lavoratore, milioni di anni fa, quando all'epoca era un animale che fu modificato geneticamente. Sempre secondo Morning Sky, la razza dei Katchinas della Stella Blu, e che milioni di anni fa avrebbe colonizzato l'intero Sistema Solare, proveniva dalla Stella del Cane, ovvero Sirio, stella, tra l'altro, oggetto di grande interesse anche da parte di diverse altre civiltà antiche, soprattutto gli Egiziani, il popolo dei Dogon del Mali e successivamente anche l'Islam.

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