"Gli avvistamenti UFO in Europa" di F. Bellini e A/V

"Gli avvistamenti UFO in Europa" di A/V e F. Bellini

Avvistamento del Concorde (Francia, 1970)
Uno dei filmati riguardanti gli U.F.O., considerato dagli ufologi fra i più significativi, è un filmato per uso industriale della Aérospatiale, degli anni settanta, girato in Francia, in cui venivano ripresi i primi voli dell'aereo passeggeri supersonico Concorde. In una sequenza del filmato si può notare una piccola macchia in movimento all'altezza dell'attacco delle ali: la qualità della pellicola è bassa e presenta diversi difetti, lo stesso oggetto è piccolo e poco definito, ma si distingue una forma abbastanza circolare e di colore chiaro ed in alcuni istanti scompare alla vista perché coperto dall'aereo. Secondo alcuni ufologi si tratterebbe di un oggetto di origine sconosciuta (vedi fulmini globulari o sfere di luce), con una superficie metallica, che si avvicina all'aeroplano dal lato destro, prendendo poi a fluttuare nei pressi della cabina come a voler "sbirciarvi" dentro, per poi ruotare intorno l'aereo, come ne se stesse compiendo una scansione, indicandola come manovra impossibile anche per i velivoli odierni (2008). Altre persone che hanno osservato il filmato l'hanno invece interpretato semplicemente come un riflesso dell'ottica ("flare") della cinepresa o più probabilmente sul finestrino dell'aereo dal quale venne effettuata la ripresa...

Incidente di Berwyn Mountain (Gran Bretagna, 1974)
L'incidente di Berwyn Mountain è un presunto U.F.O. crash che sarebbe avvenuto in Gran Bretagna nel 1974 sui Monti Berwyn a Llandrillo, nel Galles del nord. L'incidente è stato definito "la Roswell britannica”, tanto che il giornale The Sun l'ha definito scherzosamente "l'incidente di Roswelsch". La sera del 23 gennaio furono osservate in cielo alcune strane luci, quindi si avvertì un tremore del terreno e si pensò alla caduta di un aereo o all'impatto di un meteorite. Entro un'ora dall'accaduto, la Polizia raggiunse i Monti Berwyn e fu raggiunta da una squadra di soccorso della RAF; non fu trovato niente e tutti furono mandati via poco dopo le ore 14,00 del giorno seguente. Si pensò che l'evento fosse stato causato dalla combinazione di due avvenimenti: un terremoto e una meteora luminosa osservata sul Galles e sul nord dell'Inghilterra. L'Institute of Geological Sciences riferì che un terremoto di magnitudo 3,5 venne registrato la sera del 23 gennaio alle 20,38 in un'area che si estendeva dal Galles del nord fino quasi a Liverpool. L'evento non fu immediatamente riconosciuto per ciò che era, per cui vi fu l'investigazione della Polizia. L'intensità del terremoto fu tale che se fosse stato dovuto ad un meteorite si sarebbe dovuto formare un cratere a seguito dell'impatto. È probabile che il terremoto non sia avvenuto in relazione ad un meteorite e che le luci osservate in cielo siano state luci telluriche. In seguito, tra gli ufologi ha cominciato a circolare l'ipotesi che l'evento sia stato dovuto alla caduta di un U.F.O., dove venne addirittura recuperato il corpo di un extraterrestre, con conseguente insabbiamento dei veri fatti da parte del governo britannico. Secondo alcuni voci, la zona fu circondata da un cordone di militari e fu riferito che alcuni villaggi vicini erano stati visitati da “Uomini in Nero”. L'ufologo Andy Roberts ha però chiarito che quell'area fu effettivamente circondata dai militari nel 1982, quando un aereo Harrier precipitò nella zona.

Vari incidenti tra Gran Bretagna e Spagna (1979, 1980)
Livingston (Gran Bretagna), una guardia forestale riferì che il 9 novembre del 1979, durante un giro di perlustrazione, ebbe un incontro con un U.F.O. atterrato nei boschi della zona. Due giorni dopo, l'11 novembre 1979, un aereo di linea Supercaravelle della compagnia TAE decollato da Salisburgo con 109 passeggeri a bordo, stava percorrendo la rotta verso Las Palmas dopo uno scalo tecnico all'isola di Maiorca. Intorno alle ore 23:00 il comandante Francisco Javier Lerdo de Tejada e il suo equipaggio notarono alcune luci rosse che si avvicinavano rapidamente all'aereo; le luci erano in rotta di collisione e ciò allarmò l'equipaggio. Il comandante richiese informazioni via radio, ma né il centro civile di controllo di volo di Barcellona né il radar militare di Torrejón de Ardoz vicino Madrid furono in grado di fornire spiegazioni. Per evitare una possibile collisione, il comandante cambiò altitudine. Le luci seguirono la rotta dell'aereo e si avvicinarono a circa mezzo chilometro dal velivolo. Ritenendo che le luci appartenessero ad un oggetto che stava violando tutte le regole elementari di sicurezza e che una manovra evasiva era impossibile, il comandante decise di allontanarsi e di fare per precauzione un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Manises, dove arrivò alle 23:45. L'equipaggio riferì che le luci abbandonarono l'inseguimento poco prima che l'aereo atterrasse. Le luci furono viste da parecchi testimoni e un U.F.O. passò molto vicino alla pista dell'aeroporto, tanto che il personale di terra accese le luci di emergenza, ipotizzando che l'oggetto potesse essere un aereo non registrato che si trovava in difficoltà. In seguito alla mancanza di risposta a tutti i tentativi di comunicazione da parte della torre di controllo, fu allertata l'Aeronautica Militare e un Mirage F-1 decollò dalla base aerea di Llanos (vicino Albacete) per identificare il fenomeno. Il pilota, il capitano Fernando Cámara, dovette aumentare la velocità fino a mach 1,4 per stabilire un contatto visivo con l'oggetto, che a quanto riferì il pilota aveva la forma di un tronco di cono e mostrava una luce cangiante di colore chiaro; nonostante lo sforzo iniziale, l'oggetto sparì rapidamente dalla vista. Il pilota fu informato da terra che un'eco radar indicava che un altro oggetto sconosciuto si trovava vicino Sagunto (Valencia). Quando il pilota fu abbastanza vicino, l'oggetto accelerò e sparì di nuovo. Questa volta l'U.F.O. sembrò avere un atteggiamento ostile e il pilota cercò di lanciare un missile, ma il sistema elettronico si bloccò. Dopo un terzo tentativo di inseguimento, l'UFO sparì velocemente puntando verso le coste dell'Africa. Dopo circa un'ora e mezza di inseguimento e in seguito alla scarsità di carburante, il pilota fu costretto a rientrare alla base senza risultati e atterrò alle ore 2:07. Infine, l'incidente della foresta di Rendlesham (Gran Bretagna, 1980) è il nome dato ad una serie di avvistamenti di luci inspiegabili e al presunto atterraggio di un velivolo di origine sconosciuta nella foresta di Rendlesham, nel Suffolk (Inghilterra), alla fine di dicembre del 1980, appena al di fuori della base della RAF di Woodbridge, usata al momento dalla US Air Force. Decine di persone dell'USAF furono testimoni oculari di varie manifestazioni nel corso di un lasso di tempo di due o tre giorni.

Il Caso di Trans-en-Provence (Francia, 1981)
Si tratta di uno di quei rari casi in cui un U.F.O. avrebbe lasciato tracce fisiche sul terreno. Il presunto avvistamento si verificò l'8 gennaio 1981 in Francia vicino la città di Trans-en-Provence. Il caso iniziò alle 17:00 circa, quando Renato Nicolaï, un agricoltore di 55 anni, sentì uno strano fischio mentre stava svolgendo lavori agricoli nella sua proprietà. Egli si voltò e vide, ad una distanza di circa 50 metri, un oggetto a forma di disco, che appariva leggermente sollevato da terra. Secondo la descrizione del testimone, l'oggetto appariva come composto da due piatti, di cui uno rovesciato e posto sull'altro. L'oggetto aveva un diametro apparente di circa 2,50 metri e un'altezza di circa 1,5 metri; mostrava una specie di cresta rialzata lungo tutto il bordo e aveva il colore del cuoio. Sotto l'apparecchio notò due pezzi che lo tenevano sollevato, che potevano essere piedi o reattori ed avevano una lunghezza di circa 20 centimetri. Nicolaï raccontò che l'oggetto si sollevò all'improvviso, raggiungendo l'altezza della cima degli alberi, quindi si allontanò verso nord-est; successivamente il testimone si accorse che aveva lasciato il segno di bruciature sul terreno. Il giorno successivo Nicolaï, su consiglio della moglie del suo vicino, avvertì la Gendarmeria del luogo che si recò sul luogo dell'avvistamento, intervistò Nicolaï, scattò fotografie dei luoghi, fece rilievi e raccolse campioni di suolo e vegetazione. Il caso fu passato al GEPAN (Groupe d'Étude des Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés) per gli accertamenti scientifici successivi. L'analisi del GEPAN riscontrò che il terreno aveva subito una compressione meccanica di 4 o 5 tonnellate ed un riscaldamento fra i 300 e i 600 °C. Nei campioni di terreno furono trovate tracce di fosfati e zinco e l'analisi dell'erba medica vicino al luogo del presunto atterraggio mostrò livelli di clorofilla più bassi del normale in una percentuale fra il 30 e il 50%.

Avvistamento di Greifswald (Germania Est, 1990)
Il 24 agosto 1990 alle 20:30 circa nella città di Greifswald in Germania Est furono avvistate in cielo 7 luci disposte a forma di Y, che si muovevano lentamente. Il fenomeno durò mezz'ora e fu visto da centinaia di persone, tra cui i tecnici della vicina centrale nucleare; furono scattate fotografie e ripresi filmati. Gli scettici ipotizzarono che si trattasse di razzi sparati durante un'esercitazione militare delle Forze Armate della Germania Est, ma la spiegazione non convinse gli ufologi a causa del tempo di avvistamento (i razzi si esauriscono di solito in dieci minuti) e della mancanza di fumo visibile nelle foto e nei filmati.

Avvistamenti in Belgio ("l'ondata belga" 1989-1991)
Dalla fine del 1989 fino alla metà del 1991, circa 3.500 avvistamenti U.F.O. furono registrati in Belgio. L'ondata belga trova un picco con gli eventi della notte del tra il 30 e il 31 marzo 1990. Quella notte oggetti non identificati furono tracciati su radar, fotografati, e visti da circa 13.500 persone, 2.600 delle quali produssero una testimonianza scritta descrivendo nel dettaglio ciò a cui avevano assistito. A seguito dell'episodio le forze armate aeree del Belgio realizzarono un rapporto, descrivendo nei dettagli gli eventi di quella notte. Alle 23:00 circa del 30 marzo, il supervisore del Control Reporting Center (CRC) di Glons ricevette rapporti di tre luci insolite, viste muoversi verso Thorembais-Gembloux, verso il sud-est di Bruxelles. Si riporta che le luci fossero più brillanti delle stelle, cambiando colore, tra il rosso-verde-giallo, e apparivano ai vertici di un triangolo equilatero. Alle 0:05 si alzarono in volo due caccia F-16 mettendosi in contatto radar con l'oggetto non identificato. Essi testimoniarono un'accelerazione da 280 a 1700 chilometri orari in un solo secondo (non sopportabile da organismi umani). In tre casi diversi venne richiesto l'intervento dei caccia ma «l'Air Force non fu in grado di identificare la natura, l'origine e le intenzioni del fenomeno riportato» (dichiarazione ufficiale del 12 novembre 2007 dell'ex generale De Brower). I dettagli finali sugli avvistamenti furono dati dai membri della gendarmeria di Wavre, inviata per confermare i rapporti iniziali: essi descrivono 4 luci, trasformatisi in una formazione quadrata, andando a scomparire in 4 direzioni separate verso l'1:30. [Nell'aprile del 1990, durante l'ondata di avvistamenti, a Petit-Rechain fu scattata la foto di un U.F.O. triangolare, divenuta celebre. Ricercatori dell'Università di Liegi ed altri scettici sono arrivati alla conclusione che si tratta di un falso].

Commenti

Post popolari in questo blog

"Il Cammino del Viandante", il nuovo Libro-Corso di Federico Bellini

"Materia, Nebulose, Stelle, Pianeti" di Federico Bellini

"L'Universo" di Federico Bellini

"Chi sono gli Addotti?" di Federico Bellini e A/V