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"Le morti misteriose della 'vera' Twin Peaks"

"Le morti misteriose della 'vera' Twin Peaks"

Le vicende di Twin Peaks e dell’agente Dale Cooper sono tornate sullo schermo domenica 21 maggio 2017 dopo oltre 25 anni di assenza. I protagonisti, molti dei quali interpretati dagli stessi attori che nel 1990 hanno portato la serie televisiva al successo, sono tornati, quindi, negli stessi luoghi da cui tutto è iniziato con il misterioso omicidio della giovane reginetta della città, Laura Palmer. Eppure, non tutti sanno che a Snoqualmie, il villaggio in cui è stata girata la serie con le sue caratteristiche cascate e le casette in legno, molti anni fa è stato davvero teatro di un terribile crimine. Siamo nel 1999, nove anni dopo il lancio dell’episodio pilota di Twin Peaks. L’allora 39enne Dayva Cross vive con la moglie e le tre figlie di lei in una sconnessa casa di campagna. Il 6 marzo 1999 l’uomo accoltella e uccide la moglie 37enne, Anouchka Baldwin, e due delle figlie adottive, Amanda Baldwin (15 anni) e and Salome Holle (18 anni). La terza figlia di Anouchka, Mellissa Baldwin, è la più giovane – ha appena 13 anni – ed è anche l’unica a sopravvivere. Cross la rinchiude nella camera da letto e la tiene prigioniera per ore mentre lui beve vino, fuma e guarda la televisione. Ma la ragazza riesce a fuggire e a chiamare l’aiuto dei vicini quando lui si addormenta. Più tardi, la polizia trova Cross sdraiato sul letto, mentre fumava l’ennesima sigaretta. L’uomo è stato condannato a morte nel 2001 e la sentenza è stata confermata dalla Corte suprema di Washington nel 2014. Il crimine ha sconvolto Snoqualmie, ma non era il primo episodio raccapricciante che si verificava nella zona. Appena due settimane prima della strage compiuta da Cross, il cane di una famiglia della zona aveva riportato a casa una mano umana che le forze dell’ordine hanno poi ricondotto ai resti di una donna. “Nella valle di Snoqualmie la verità può essere anche più spaventosa della finzione”, ha scritto su The Guardian la giornalista Maria La La Ganga, che è stata nella città. “Il corpo della reginetta di Twin Peaks Laura Palmer non è stato il primo ad essere scoperto nella zona, e certamente non sarà l’ultimo”. È capitato più volte, ad esempio, che qualcuno decidesse di togliersi la vita gettandosi dalle cascate di Snoqualmie, che si trovano circa 30 miglia a est di Seattle e vengono più volte inquadrate nella serie. Ma il bosco nasconde anche corpi di escursionisti e sciatori inesperti hanno trovato la morte nella valle di Snoqualmie. “Alcuni sono escursionisti che sono morti, altri si sono tolti la vita e altri ancora sono state vittime di omicidio”, ha detto alla giornalista Cindi West, portavoce dello sceriffo di King County. “Se ci si pensa, Seattle è un’area densamente popolata e la valle di Snoqualmie è il primo posto davvero vuoto fuori dalla città”. Anche il procuratore capo della vicina Pierce County, Mark Lindquist, è d’accordo con questa versione per spiegare i casi di sparizioni misteriose nel villaggio. “Da un punto di vista pratico non puoi nascondere un cadavere nel centro di Seattle”, ha detto. Il serial killer Gary L. Ridgway, ad esempio, ha sepolto almeno i corpi di cinque vittime nell’area intorno a Snoqualmie. Tra questi anche il corpo di April Buttram, scomparsa a 17 anni, il cui cadavere è stato ritrovato vent’anni dopo nel 2003. L’ultimo mistero della zona è quello del corpo di una neonata ritrovato nel 2014 lungo una strada di campagna tra Snoqualmie e North Bend. Aveva il cordone ombelicale ancora attaccato ed era avvolta in un asciugamano.

Fonte: www.tpi.it

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