"Le dinamiche dei Rapimenti Alieni" di F. Bellini e A/V

"Le dinamiche dei Rapimenti Alieni" di F. Bellini e A/V

Col termine Abductions, che letteralmente significa “Rapimento”, vengono classificati quei casi in cui il protagonista di un incontro con Alieni, viene portato a bordo del mezzo volante, con o senza possibilità di ritorno sulla Terra, con lo scopo di studio e analisi. Non è certamente da interpretare come un viaggio di cortesia, con lo scopo di aprire un dialogo con il malcapitato, piuttosto di un vero e proprio sequestro di persona, avvenuto contro la sua volontà e senza curarsi del suo parere. Da parte dei presunti rapitori si nota rapidità, decisione, un’assoluta noncuranza verso ogni corrente, concetto di libertà personale e un apparente premeditazione, di conseguenza nelle vittime si manifesta terrore, isterismo, shock, sino a giungere alla rimozione totale dei ricordi, legati ad esperienze traumatizzanti a livello inconscio. La maggior parte dei rapimenti inizia tra le mura di casa o quando la vittima si trova all’aria aperta, spesso quando guida l’automobile, in alcuni casi il soggetto si trova persino a passeggiare nel bosco, etc. Il primo indizio del verificarsi di un rapimento può essere un’intensa e inspiegabile luce azzurra che fluttua nella camera da letto, uno strano rumore o un ronzio alle orecchie, un inspiegabile senso di apprensione, la sensazione di una presenza inusuale o perfino la visione diretta di uno più esseri umanoidi nella stanza e, naturalmente, la visione ravvicinata di un veicolo dall’aspetto anomalo. Quando un rapimento ha inizio nel corso della notte o, come capita di frequente, durante le prime ore del giorno e del pomeriggio, il soggetto può, sulle prime, ritenere di sognare, ma un’indagine più accurata rivela che non era affatto addormentato o che l’esperienza è iniziata durante uno stato di veglia. L’Addotto può provare un leggero cambiamento di coscienza, a volte si verifica persino un momento di shock e di tristezza quando il rapito scopre, che quello che ha considerato sino a quel momento un sogno rassicurante, si rivela una sorta di bizzarra, minacciosa e vivida esperienza che può essere accaduta diverse volte e per la quale non ha spiegazione. Dopo il primo contatto, la persona viene di solito fatto “fluttuare” attraverso il muro, la finestra o attraverso il tetto dell’automobile, rimanendo particolarmente colpiti di scoprire che sono passati attraverso delle superfici solide, provando solo una leggera vibrazione. In molti casi un raggio di luce sembra servire come fonte di energia o addirittura da “rampa di lancio” per trasportare il rapito dal punto dove inizia il rapimento sino al veicolo in attesa. Di solito il soggetto è accompagnato da uno, due o più esseri dall’aspetto umanoide che lo guidano all’interno della nave, ed è a questo punto, all’inizio del processo, che scopre anche di essere stato intorpidito o completamente paralizzato. I rapiti possono essere ancora capaci di muovere il capo o gli occhi e abitualmente riescono a vedere cosa succede, sebbene di frequente li chiudano in modo da poter negare o evitare la realtà che sta accadendo.

Gli UFO variano di dimensione da pochi a centinaia di metri, vengono descritti a forma di sigari metallici e argentei, di dischi o veicoli a forma di cupola, romboidale, triangolare, etc. In un primo momento vengono portati all’interno di questa nave che poi sale verso un’astronave “madre” di dimensioni molto più ampie, mentre in successivi episodi, l’esperienza comincia quando l’Addotto viene direttamente trascinato in cielo, fino a una grande nave e vede la Terra e la propria abitazione diventare sempre più piccole. Spesso il rapito lotta per porre fine all’esperienza ma i suoi sforzi raggiungono pochi risultati, se non quello di dargli la sensazione di non essere semplicemente una vittima inerte, ed è qui che al ritorno a casa, al proprio risveglio è facile trovare sgraffi o lividi sul proprio corpo, a seguito di colluttazioni o vere e proprie punizioni corporali inflitte dall’Alieno. Gli Alieni, o qualche altro a-gente, sono capaci di controllare le menti e le percezioni dei rapiti, perché è comune, durante i rapimenti, che il compagno o al-tre persone che si trovano nella stanza, quando il rapito viene prelevato, vengano “spenti”, cioè resi in qualche maniera privi di sensi: mariti e mogli, per esempio, sono abitualmente “addormentati” mentre il coniuge viene rapito e rimangono “dormienti” per tutta la durata del fatto. Il rapito si sente, a volte, molto frustra-to perché le sue urla non riescono a svegliare il coniuge addormentato che può sembrare in preda a uno stato di incoscienza molto più profondo del sonno. Una volta all’interno, i rapiti, scoprono di trovarsi in una piccola stanza scura, una sorta di vestibolo, presto, però, vengono trascinati in una o più sale di maggiori dimensioni dove, fortemente illuminate, si svolgeranno diverse operazioni. Queste stanze sono illuminate con una luce indefinibile proveniente da fonti indirette poste sui muri, l’atmosfera può essere umida, stantia e in alcuni casi, può avere un odore rivoltate, mentre in altre può sembrare secca, accogliente o persino fredda. I muri e il soffitto di solito sono convessi e solitamente bianchi, sebbene il pavimento possa presentarsi di colore scuro o persino nero. Sui lati delle stanze, che possono avere delle balconate, vari livelli e alcove, si allineano a consolle simili a quelle usate per i computer e altri strumenti; nessuno degli strumenti o degli equipaggiamenti hanno un aspetto simile a quello cui siamo abituati. L’arredamento è ridotto al minimo, limitato generalmente a sedie la cui forma si modella sui corpi e tavoli con una sola gamba a supporto che, durante le operazioni, può inclinarsi. L’ambiente è generalmente sterile, freddo, tecnologico, simile a quello di un ospedale, eccezion fatta quando si presenta qualche tipo di allestimento più complesso. Sempre all’interno delle astronavi i Rapiti, di solito, vedono molti altri esseri alieni occupati in varie operazioni riguardanti il controllo degli strumenti di bordo o le procedure del rapimento. Gli esseri descritti nei casi sono di varia natura: hanno l’aspetto di entità luminose piccole o grandi che possono anche essere trasparenti o almeno non completamente solide, sono state viste anche delle creature simili a rettili che sembrano possedere delle parti meccaniche. A volte si sono visti degli aiutanti umani che lavorano insieme a esseri alieni dall’aspetto umanoide, non raramente anche dalla forma mostruosa di insettoidi giganti, ma per la maggior parte l’entità più frequentemente vista si presenta con le sembianze di una piccola creatura umanoide “grigia”, alta circa un metro e mezzo. 

La comunicazione tra Alieni e Umani avviene per via telepatica, da mente a mente, da pensiero a pensiero e non è necessaria la conoscenza di nessun linguaggio noto. Il rapito di solito viene spogliato e trascinato a forza nudo, o vestito di un solo indumento che può essere una maglietta, su un tavolo della misura di un corpo umano, dove avvengono le operazioni. Tali operazioni comprendono il prelievo di piccoli campioni di tessuto, analisi del cervello (che di solito vengono correlate con la raccolta di informazioni dal cervello, controllo dello stato emozionale del soggetto e l’inserimento o la rimozione di impianti) e l’inserzione o l’applicazione di strani strumenti in altre parti del corpo, tra cui specialmente la regione addominale, l’ano e gli organi riproduttivi. Vari strumenti vengono adoperati per penetrare virtualmente in ogni parte del corpo dei rapiti, inclusi naso, narici, occhi, orecchie e altri parti del capo, braccia, gambe, piedi, addome, genitali e più raramente il petto. Di frequente i rapiti vivono l’esperienza che qualche tipo di oggetto sia stato inserito nei loro corpi, specialmente nella testa, ma anche in altre parti così che gli Alieni possano controllarli e raggiungerli, nello stesso modo con cui noi localizziamo gli animali; i cosiddetti impianti possono essere individuati come piccoli noduli sotto la pelle e, in diversi casi, alcuni di questi oggetti sono stati recuperati e analizzati in laboratorio.  

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