"La Razza Aliena dei Taurini" di Federico Bellini

"La Razza Aliena dei Taurini" di Federico Bellini

La figura del Toro nella Mitologia
Il culto del Toro sacro presente nell'antichità è conosciuto nel mondo occidentale soprattutto per l'episodio biblico riguardante il Vitello d'Oro: la vicenda è raccontata nel libro dell'Esodo (cap. 32), quando il popolo ebraico, in attesa nel deserto del ritorno di Mosè che si era recato a piedi in cima al Monte Sinai per ricevere da Dio le tavole del Decalogo, costrinse il sacerdote Aronne a costruire un'immagine dorata a forma di Toro da poter adorare; tale forma idolatrica viene rabbiosamente respinta dal profeta al suo ritorno dopo che YHWH aveva minacciato di sterminare letteralmente il suo popolo. Ma l'Aurochs/Uri Bos taurus primigenius, antenato dell'animale domestico storico, venne raffigurato in moltissime pitture rupestri europee del Paleolitico, come ad esempio in quelle che si trovano a Lascaux e Livernon in territorio francese e successivamente anche in varie sculture; si pensava probabilmente che la loro forza vitale potesse in qualche modo avere qualità magiche benefiche per gli umani, e per questo motivo vi era associato un culto parallelo riguardante la Grande Madre. Il dio babilonese Marduk era considerato il Toro di Utu (il sumero dio Shamash), (mentre il destriero di Shiva, uno degli Dèi appartenenti alla Trimurti indiana, era il Toro chiamato Nandi). L'epopea sumera che narra la storia di Gilgamesh si descrive l'uccisione da parte dell'eroe assieme a Enkidu del Gran Toro Celeste, nonché sposo di Ereshkigal, chiamato Gugalanna; crimine che venne compiuto come atto di sfida agli Dèi. Fin ai primordi della civiltà storica in Mesopotamia il Toro era considerato come rappresentazione divina lunare e le sue corna raffigurano difatti la luna crescente. Nell'antico Egitto il Toro veniva adorato col nome di Apis, incarnazione in terra prima del dio creatore Ptah e poi del "Grande Signore dell'aldilà" Osiride. La nuova reincarnazione di Apis veniva identificata dai sacerdoti ogni qual volta il vecchio animale moriva, creando in tal modo una successione genealogica di tori sacri. Dopo esser stato ospitato nel tempio a lui dedicato per tutti gli anni della sua esistenza, veniva in seguito imbalsamato e racchiuso in un grande sarcofago. Una lunga serie di questi sarcofagi in pietra monolitica venivano alloggiati nel Serapeo (riscoperti in epoca moderna grazie agli scavi archeologici compiuti a Saqqara per merito di Auguste Mariette nel 1851). Il Toro veniva anche adorato come Mnevis, incarnazione di Atum-Ra ad Heliopolis, e la parola Ka in egizio è sia un concetto religioso indicante il potere e la forza vitale, sia la parola per indicare l'animale taurino. La figura del Toro è stato uno dei principali temi centrali all'interno della Civiltà Minoica, dove teste e corna dell'animale erano utilizzate come simboli nel palazzo di Cnosso. Affreschi e ceramiche raffiguravano il salto del Toro (Taurocatapsia), un sacro rituale in cui i partecipanti, giovani di entrambi i sessi, dovevano riuscire a saltare il Toro afferrandolo per le corna. Tarda incarnazione di ciò, assimilata dal mondo Greco, fu quella rappresentante la figura del Minotauro imprigionato nel Labirinto. Per i Greci il Toro cretese era fortemente legato al mito riguardante Teseo. Inizialmente il giovane eroe doveva catturare il Toro sacro che viveva indisturbato nella pianura vicino a Maratona, per poi affrontare l'Uomo-Toro o Toro di Minosse, chiamato anche Minotauro, un essere umano con la testa di toro che viveva al centro del Labirinto. Nato a seguito dell'amore mostruoso della regina per un Toro, venne fatto vivere all'interno del Labirinto costruito dal re per nascondere la terribile vergogna familiare; cresciuto in totale solitudine come un ragazzo selvaggio e feroce, incapace d'essere addomesticato, si cibava di carne umana. Tale figura, infine, venne associata anche a Moloch, divinità dei cananei e poi dei cartaginesi, al quale si sacrificano dei bambini, mentre al contempo, idoli a forma di vitello furono indicati in molti passi delle scritture ebraiche (Antico Testamento), facendo in tal maniera notare che il suo culto era fortemente radicato in quelle terre. Per tale motivo, la figura taurina venne associata al demone o diavolo cornuto in perenne conflitto con la fede nell'unico Dio di Abramo e in contrasto con tutta la precedente tradizione.

La Costellazione del Toro
Il Toro (in latino Taurus) è una grande e prominente Costellazione del cielo invernale boreale, tra l'Ariete ad ovest e i Gemelli ad est; verso nord si trovano il Perseo e l'Auriga, a sudovest Orione e a sudest Eridano e la Balena. Costellazione di dimensioni medio-grandi situata nell'emisfero boreale, la sua caratteristica più conosciuta in assoluto è la presenza delle brillanti Pleiadi, il più luminoso ammasso di stelle dell'intera volta celeste. Le Pleiadi, riconoscibili con facilità anche dai meno esperti, si trovano nella parte più occidentale della costellazione, la quale continua in direzione est-sudest verso un altro gruppo di stelle molto noto e luminoso, quello delle Iadi. Le Iadi, che appaiono dominate da una stella arancione di magnitudine 0,8, chiamata Aldebaran, costituisce l'occhio del Toro. Verso oriente si stendono poi le corna dell'animale, rappresentate dalle stelle β Tauri (El Nath) e ζ Tauri, poste sul bordo della scia luminosa della Via Lattea. Nonostante sia una costellazione boreale, il Toro è ben osservabile da tutte le aree abitate della Terra, il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da ottobre ad aprile. Nell'emisfero nord è una tipica figura del cielo stellato invernale, la cui discesa ad ovest, subito dopo il tramonto del Sole, indica l'arrivo prossimo dell'estate. Aldebaran (α Tauri) è la stella principale, si tratta di una stella gigante arancione (circa 500 volte più luminosa del Sole e una quarantina di volte più grande), di magnitudine è 0,87, e si trova ad una distanza stimata sui 65 anni luce; si tratta in realtà di una stella doppia, giacché la principale possiede una piccola e debole compagna. Aldebaran sembra visualmente associata all'ammasso delle Iadi (l'ammasso aperto più vicino alla Terra), ma si trova in realtà molto più vicina a noi e l'associazione è data solo dalla prospettiva. Il suo nome deriva dalla parola araba al-Dabarān, "l'inseguitore", in riferimento al modo in cui la stella sembra seguire l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno. Astrologicamente, Aldebaran era una stella fortunata, che portava ricchezze e onori, ed insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, era una delle quattro "stelle regali" dei Persiani dal 3000 a.C.

Vari pianeti per un unico popolo
Stabilire quale sia il pianeta di origine di questa razza aliena non è impresa facile, possiamo però affermare che l’evoluzione di questa civiltà, si è svolta attraverso la colonizzazione di vari mon-di, pressoché interni alla Costellazione del Toro. Molto probabilmente la loro civiltà si è sviluppata su un pianeta attorno ad Aldebaran, molto grande, roccioso e posto ad una considerevole distanza dalla stella, essendo una gigante. Nel 1997 è stata annunciata la possibile scoperta di un grande pianeta, o di una piccola nana bruna orbitante attorno alla stella con una massa minima pari a 11 volte quella di Giove e posto alla distanza di 1,35 unità astronomiche. Forse potrebbe essere questo il pianeta di origine dei Taurini, un mondo dove, a causa delle particolari condizioni interne a questo complesso e affascinante sistema solare, la vita si è sviluppata in un modo del tutto inaspettato. Probabilmente non doveva discostarsi molto dalle particolarità lussureggianti del clima e delle forme di vita presenti sul pianeta degli Arieti, in quanto l’origine “bovide” era comune per entrambi, come molto probabilmente le due razze hanno avuto un’origine, o comunque una manipolazione successiva ed esterna del tutto simile. Il pianeta, gigantesco, era formato da imponenti catene montuose, pianure immense e vastissimi oceani. Con una atmosfera dall’altissima concentrazione di anidride carbonica, la vita in esso contenuta, si è sviluppata nel corso della sua storia raggiungendo forme ciclopiche, con vegetazione, tra cui “alberi” anche alti centinaia di metri o forse chilometri, nonché forme di vita animali difficili da descrivere, non solo per la grande quantità in esso presenti, ma anche per varietà e tipologia. Anche i diversi pianeti dove la civiltà taurina ha abitato, sia nelle altre stelle della Costellazione del Toro, che esterne, avevano più o meno le stesse caratteristiche del mondo di origine, seppure con le dovute differenze. Necessità di questo popolo era quello di avere un pianeta dai vasti spazi, dove poter prosperare liberamente e dal quale sfruttare ogni possibile risorsa. Attualmente di quel pianeta originario attorno ad Aldeberan non rimane quasi nulla della bellezza di un tempo, non solo per la distruzione avvenuta in passato da parte di altre razze aliene e durante la prima guerra aliena galattica, ma anche perché Aldebaran stessa, ha incrementato la sua massa e quindi il suo calore su tutti i pianeti in esso contenuti. Stessa sorte è toccata anche agli altri pianeti colonizzati dai Taurini, distrutti o conquistati e riutilizzati da altre razze per diversi scopi ed esigenze, completamente diverse.

Arieti e Taurini, un’origine in comune
Come accaduto sulla Terra, dove all’interno della razza bovide si trovano sia Arieti che Tori, anche nella galassia è avvenuta la stessa cosa. Molto probabilmente la razza dei Taurini doveva trovarsi in origine sullo stesso pianeta in cui vi abitavano gli Arieti e che poi, successivamente, una volta manipolati, sono stati portati in un’altra costellazione, quella del Toro. Tale divisione è stata necessaria per permettere ad una sola razza di vivere e svilupparsi su un pianeta, in modo da non intralciare le rispettive evoluzioni e non creare conflitti. È facile, analizzando le informazioni che abbiamo, riscontrare come doveva essere l’aspetto di entrambe queste razze, per molti aspetti del tutto simili. Comune era il busto e il pube dalla forma quasi umana, mentre le gambe restavano animali e ripiegate, permettendo anche la posizione da “quadrupede”. Le braccia si concludevano con delle mani dove si fondeva la precedente forma di zampa e sul dorso, dal collo sino al fondo-schiena, era presenta una folta pelliccia di diverso colore. La testa ovviamente differiva notevolmente nella morfologia, soprattutto le corna: quelle degli Arieti erano lunghe ed orizzontali, mentre le corna dei Taurini, possenti e verticali.

Chi erano i ribelli Taurini
È in questo contesto che appare la civiltà del “Toro”, un primordiale animale, possente, grande, dalla forza indescrivibile, un animale simile ai nostri tori, bisonti e bufali, fusi insieme in un qualcosa di unico. Grazie a tutte queste particolarità, venne deciso in origine il suo sviluppo, come avvenuto con tante altre razze primigenie (Arieti, Felini, Canidi, Sauroidi, Mantidi, etc.), perché molto probabilmente le caratteristiche di questa razza aliena, sarebbero potute risultare utili per svariati scopi. In effetti, questa antichissima razza fu tra le più potenti e temute della galassia, perché fu una civiltà altamente sofisticata e quanto mai complessa, sia culturalmente che tecnologicamente e perché venne investita, probabilmente dal suo creatore, del ruolo di guardiano per la messa in sicurezza di tutti i sistemi solari e le costellazioni, dove aveva avviato il suo nuovo progetto di vita. Da qui nacque il mito del Minotauro e del suo compito di proteggere il celeberrimo labirinto, un labirinto che in realtà rappresentava, in modo archetipico, un complesso progetto di portata cosmica e che si trovava nel cielo tra le varie costellazioni attorno alla Terra, che doveva restare segreto e ben custodito. Originariamente, animali selvaggi che vivevano allo stato brado e con caratteristiche di vita molto simili a quelle degli Arieti, ad un certo punto della loro tranquilla esistenza, si ritrovarono ad interagire con un’entità (YHWH) che cambiò il corso degli eventi. Egli attuò una manipolazione che portò allo sviluppo di una civiltà evoluta, culturalmente e tecnologicamente, modificando pesantemente anche la loro costituzione fisica, la quale da quadrupede, diventò bipede e dall’aspetto molto più umanoide. La Razza dei Taurini si distingueva in maschi (dalla pelle color marrone scuro) e femmine (dalla pelle color marrone chiaro). Tutte e due le tipologie presentavano un corpo alto, quasi quattro metri, possente e molto forte, muscoloso sia nei maschi che nelle femmine. Caratteristica comune era la testa, con il muso schiacciato e forti e lunghe corna verticali. Altra caratteristica era la pelle, quasi simile al cuoio, presentando una vera e propria folta pelliccia, come negli Arieti, posizionata tra il collo, gli avambracci, le spalle, sino quasi a scendere sul fondo schiena, tale pelliccia era dello stesso colore della pelle. Fisico possente e forte, quasi del tutto umanoide e bipede, ancora portava insito nella sua natura l’aspetto primordiale e quadrupede. Altra somiglianza con la Razza degli Arieti, erano gli arti. I fianchi, sporgenti e dalla grossa ossatura, permettevano ancora ai Taurini di poter prediligere a seconda delle situazioni, la posizione eretta o quella a quattro zampe, e proprio grazie a questa particolarità, avevano tenuto agli arti inferiori una sorta di zoccolo. Gli arti superiori, invece, si erano evoluti diversamente perché oltre allo zoccolo più piccolo ancora presente, si trovava una sorta di mano, formata da cinque tozze dita. La società dei Taurini era molto semplice. Originariamente abitavano sulla superficie del pianeta in agglomerati urbani dagli edifici dalla particolare forma cubica. Potremmo parlare di “Civiltà al Cubo”, data l’architettura sfaccettata, deformata, con edifici originari, inglobati all’interno di altri attraverso forme geometriche ben precise. Quando successivamente le condizioni diventarono proibitive a causa del surriscaldamento della stella Aldebaran, buona parte degli edifici furono abbandonati e tutta la loro civiltà si trasferì nel sottosuolo, riportando la stessa capacità in profondità e specularmente al contrario di come lo era in superficie. Gli interni vasti e asettici, si contraddistinguevano per una intensa luce presente in alcune sale, al contrario di altre quasi immerse nell’oscurità. Questo contrasto era presente nella vita pubblica e priva-ta, a seconda delle diverse esigenze e situazioni quotidiane. La società, strutturalmente molto semplice, presentava al vertice una guida o sorta di dittatore, con funzioni di governatore dell’intero pianeta (stessa cosa avveniva in ogni colonia, e l’unione dei dittatori di ogni colonia formava il “Grande Consiglio”), a scalare esistevano dei sotto-dittatori o governatori, incaricati di amministrare gli agglomerati urbani delle colonie-capitali. I Taurini vivevano tutti insieme, non c’erano come sulla Terra città o paesi sparsi, anche distanti o di pochi abitanti, da subito si erano concentrati in una vastissima pianura e li avevano creato la loro unica e gigantesca città, talmente grande da contenere miliardi di individui. Quindi, l’unica città o capitale era l’insieme di tanti agglomerati urbani, sparsi in un territorio sconfinato. Fortemente militarizzati, sin da giovanissimi tutti i maschi venivano avviati ad un duro addestramento, che alla maggiore età li avrebbe portati a svolgere le più diverse mansioni nell’esercito. Le femmine, al contrario, erano dedite al lavoro “casalingo”, alla crescita dei piccoli, ma anche a svolgere tutte le attività amministrative pubbliche, ricoprendo anche alte cariche.

Che cosa accadde
Come avvenuto per gli Arieti, un’altro sacrificio è alla base della loro scomparsa. Questo spiegherebbe, come anche per gli Arieti, perché nelle culture antiche della Terra era usuale, nei sacrifici agli Dèi, uccidere dei Tori, portando sul piano umano un retaggio di un sacrificio molto più grande e che si era consumato in un mondo lontano. Tutto iniziò nel momento in cui gli Arieti si ribellarono al progetto del loro Creatore e delle razze a lui sottomesse, quando capirono che sino a quel momento erano soltanto stati usati per uno scopo ben preciso. Da sempre grandi alleati, non solo per l’origine in comune, ma anche per una inossidabile amicizia e collaborazione, mossero guerra contro la primigenia “Gerarchia Superiore Aliena” a Lui fedele: Felini, Canidi, Horusiani e Sauroidi. Questa alleanza, seppure potente e temuta, non ebbe la meglio contro le altre razze, ben più numerose, e finì per essere completamente distrutta. Attualmente, si pensa che esistano ancora dei superstiti di questa razza, in qualche pianeta di costellazioni o stelle più lontane sempre all'interno della nostra Galassia.

Commenti

Post popolari in questo blog

"La figura dell'Angelo? Un grandioso bluff!" di Federico Bellini

"Il Sole è un portale dimensionale..." di Federico Bellini

"Il Cammino del Viandante", il nuovo Libro-Corso di Federico Bellini

"Le Civiltà Aliene Extraterrestri" di Federico Bellini