Passa ai contenuti principali

"Ufologia: l’inizio di una nuova era" di F. Bellini e A/V


Martedì 24 giugno 1947 fu una giornata del tutto particolare per il pilota Kenneth Arnold, perché mentre stava volando di giorno sullo stato di Washington, vide una formazione di nove oggetti scintillanti solcare il cielo. Calcolandone la velocità di circa 1800 chilometri orari, e basandosi sulla triangolazione dei picchi montagnosi sottostanti, sempre secondo il racconto del pilota alla stampa, e poi ai suoi superiori, questi oggetti volavano in formazione irregolare. Arnold descrisse ai giornalisti il movimento degli oggetti con queste precise parole: “Sembravano piatti o dischi che rimbalzano sull’acqua.”; fu così il primo uomo ad utilizzare il termine di “Flying Saucers”, Dischi o Piatti Volanti. Il pilota parlò liberamente alla stampa della sua esperienza perché a quei tempi il governo USA non aveva ancora stabilito la censura, poi denominata “congiura del silenzio”, che avrebbe imposto per tutti i casi che avessero una qualche relazione con i fenomeni ufologici. Pertanto, molte teorie vennero formulate su questo caso, come in seguito ne furono formulate altre circa il crescente numero degli avvistamenti di questi oggetti, come ad esempio, l’idea di sonde invitate da altre civiltà stellari ad osservarci, fu presa in considerazione quando nel 1961, con l’ausilio di un telescopio, il ricercatore francese Jacques Vallèe osservò un oggetto non identificato che si muoveva attorno alla Terra ad un’altezza di oltre quarantamila chilometri. In quel periodo nessuna nazione o organizzazione terrestre disponeva di un vettore in grado di mettere in orbita un satellite ad altezze superiori di quelle misurate dal ricercatore, e dal momento che solo gli americani, più avanti, furono in grado di posizionare sonde a tali altitudini, il mistero re-sta ancora oggi del tutto irrisolto. A questo punto è bene anche sfatare una leggenda che aleggia attorno alla figura degli astronomi, spesso accusati, ingiustamente, di non essere propensi ad avvistare oggetti volanti anomali, quando in realtà, se da un punto di vista prettamente tecnico, i telescopi, messi a fuoco per lunghi periodi di tempo su oggetti molto lontani nel cosmo, non sono in grado di rilevare altro, vi sono comunque testimonianze di molti di loro, da ogni parte del mondo, che sostengono di aver visto ed osservato strani oggetti mentre stavano scrutando il cielo notturno dai loro osservatori.

Singolare, comunque, che la storia di questo strano oggetto avvistato negli anni ’60, si sia poi ripresentata decenni più tardi, ad opera questa volta di uno scienziato russo, Maskud Chernova, il quale in una conferenza tenutasi a Ginevra agli inizi degli anni ’90, aveva riferito ai giornalisti che la Russia e gli Stati Uniti, sapevano della presenza dell’artefatto, dal momento che diversi astronauti lo avevano poi avvisato in diversi missioni spaziali attorno al nostro pianeta. Inizialmente i russi ipotizzarono che l’oggetto fosse stato messo in orbita dagli americani, i quali credevano, per contro, che l’origine del dispositivo fosse un artefatto sovietico. Il satellite misterioso fu rilevato nel 1988 dai radar sovietici, incrociando le diverse segnalazioni fu anche possibile ricostruirne la forma, e subito si intuì che potesse assomigliare a quella di un diamante; tra l’altro di dimensioni notevoli per l’epoca in cui era stato scoperto, dotato, inoltre, di un campo di forza molto potente in grado di respingere qualsiasi oggetto che gli si avvicina. Inoltre, anche la distanza dell’orbita è notevolmente superiore a quella di qualsiasi altro satellite terrestre, e secondo le poche informazioni che abbiamo, i ricercatori sono convinti che abbia la capacità di assorbire le informazioni della Terra, e che, come un potente trasmettitore radio, vengono poi inviate alla presunta civiltà che lo ha creato e qui installato. La cosa che sorprende è che quando i russi cercarono delle informazioni sul manufatto dagli americani, la NASA negò di averne, iniziando così un’indagine per scoprire a chi potesse appartenere l’oggetto. Se si considera, poi, che all’epoca solo il Giappone e la Francia erano in grado di viaggiare nello spazio attraverso delle sonde, le quali non avevano nulla a che fare con il dispositivo, inizialmente, entrambi gli schieramenti ipotizzarono che il manufatto venne costruito da una delle due parti belligeranti durante la Guerra Fredda, ma quando capirono che tale spiegazioni non aveva basi solide, si capì infine che l’oggetto doveva avere un’origine non terrestre. Da dopo questa ammissione è calato il silenzio. I funzionari incaricati di occuparsene dichiararono che non costituiva un pericolo per l’umanità e che non avrebbero più affrontato la questione in futuro. Solo un astronomo tra i 200 scienziati che avevano partecipato ai progetti relativi alla corsa nello spazio in quegli anni, fece dichiarazioni interessanti in merito. Tale dottor George Milliard, un astronomo francese, dichiarò che l’oggetto aveva caratteristiche mai viste prima di allora nel cosmo e che poteva essere la prova dell’esistenza di spie extra-planetarie. Secondo sempre Milliard, l’orbita di questo satellite attorno alla Terra, non solo ha una quota molto più alta rispetto a qualsiasi altro satellite terrestre, ma probabilmente venne progettato per rimanere nello spazio a tempo indeterminato, e che sarebbe stato messo in orbita addirittura migliaia di anni fa, sicuramente da una civiltà dotata di una tecnologia decisamente più avanzata della nostra, oltreché completamente sconosciuta, atta a monitorare l’umanità e la nostra storia sin dagli albori. Le ultime dichiarazioni su questo oggetto risalgono alla conferenza di Ginevra dei primi anni ’90 e da allora sono emersi nient’altro che ulteriori enigmi, dal momento che la presenza di questo oggetto verrebbe tenuta segreta di proposito.

A spasso nello Spazio
Eppure di oggetti strani e particolari avvistati nello spazio, la casistica ufologica ne è letteralmente prodiga. Uno tra i casi più eclatanti e sconcertanti, resta ancora oggi quello degli astronauti russi, Leonov e Belyaev, che ammisero di aver avvistato nel 1965 un misterioso satellite a meno di mille metri dallo scafo della loro navicella, la Voskhod. Del resto, in poco più di quarant’anni il Cosmo è stato visitato da oltre 400 astronauti terrestri di diverse nazionalità, e tutte queste persone dichiarano di aver avuto esperienze “molto particolari”, persino mistiche, di cui solitamente preferiscono non parlare. I resoconti di seguito riportati sono solo una modesta raccolta di esperienze, molte delle quali classificate ancora oggi come allucinazioni, provenienti sia da cosmonauti sovietici e americani. Tutti, più o meno, dichiarano di aver sentito inquietanti “presenze invisibili”, latrati di cane e pianti di neonato, addirittura di avere avuto l’impressione di sentirsi trasformare in altri esseri. Molti di loro hanno udito voci strane, appartenenti a volte a persone note o da loro conosciute, mentre altre volte sconosciute, o frammenti di dialoghi incomprensibili, persino musiche inconsuete e bizzarre. Altri, anche in gruppo, video comparire a bordo della loro navicella strani oggetti luminosi, in particola-re durante l’avvicinamento dell’Apollo alla Luna, oggetti ai quali la scienza ha cercato nel corso degli anni di dare le più disparate spiegazioni. Lo stesso Jurij Gagarin, il primo essere umano ad andare nello spazio, asserì di aver udito una musica celestiale e che, durante l’atterraggio si mise improvvisamente a cantare, so-lo che la canzone non era “Rodina Slyshit…” come dichiarato ufficialmente, ma una canzone completamente diversa ed a lui ignota. Sempre Gagarin disse a degli amici che avrebbe potuto riferire di “cose sensazionali” se soltanto i capi glielo avessero permesso; morì il 27 marzo 1968 a soli 34 anni, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač. E poi gli UFO, sempre presenti, sempre più numerosi, sin dalle prime spedizioni spaziali, che seguivano le astronavi terrestri mentre penetravano nello spazio ignoto, oltrepassando i confini della Terra. Fu riportato di illusioni ottiche, perché alcuni astronauti dichiararono di aver visto la Terra come se fosse a pochi metri di distanza, malgrado orbitassero a 300 di distanza. Valeri Sevastianov e Ieri Glaskov hanno per conto loro sperimentato l'illusione ottica di essere a poche decine di metri sopra la Terra, Savastianov ha avvistato da lassù, malgrado sia impossibile da una abissale lontananza, “la città di Soci, le strade, la casetta a due piani dove sono nato.” Il più esotico Glaskov, invece, ha scorto a portata di mano una stradina del Brasile con in mezzo un autobus di colore azzurro. In pubblico, però, vuoi per il timore di essere derisi o trattati come pazzi, non hanno mai avuto il coraggio di dichiarare tali esperienze, sino a quando Kirill Butusov, professore all'Istituto Superiore d'Aviazione Civile a San Pietroburgo, ha squarciato questo decennale riserbo sulle pagine del tabloid Komsomolskaia Pravda nel 2005, grazie alle confidenze strappate ad un certo numero di eroi dello spazio della defunta URSS e della nuova Russia. V. Ivanov, generale e capo delle forze spaziali russe, riferì di aver avvistato tre velivoli non identificati in volo su Baikonour, e Vladislav Volkov, morto nel 1971 assieme ad altri due colleghi durante una missione spaziale, raccontò che una volta nel cuore della notte cosmica, udì un latrato di cane e poi il pianto di un bambino: fantasticò che ad abbaiare in quel buio vuoto pneumatico fosse Laika, la leggendaria cagnetta lanciata nel 1957 dai sovietici e mai più tornata indietro. Più banalmente, Gheorghi Grechko fu assalito da un incontrollabile raptus di paura e di angoscia (“come se una tigre mi stesse saltando addosso alle spal-le”) quando la sua navicella passò sopra il Capo di Buona Speranza, mentre il più tranquillo Aleksei Leonov si trovò le orecchie investite da una strana Musica Classica proveniente da chissà qualche angolo dell'Universo. Un'altra esperienza comune, a molti che hanno viaggiato fuori della Terra, è la percezione, spesso agghiacciante, di “presenze invisibili” attorno a loro. A patto che il suo nome non venga reso noto, uno di questi cosmonauti ha detto al prof. Butusov che lassù una “presenza invisibile” gli ha parlato a lungo dicendogli: “Sono un tuo antenato. Sei arrivato troppo presto - lo avvertì. - Non star qui. Ritorna sulla Terra. Non violare le leggi del Creatore.” Il cosmonauta sovietico Vladimir Kovalyonok, invece, dichiarò di aver visto (il 5 maggio 1981) un oggetto inspiegabile mentre si trovava a bordo della stazione spaziale Salyut 6. Raccontò l'accaduto in un programma televisivo russo dell'emittente Rossiya 1: “Mi stavo allenando sul tapis roulant. Guardando fuori dalla finestra vidi un oggetto luminoso proprio sotto la stazione. Aveva la forma di un melone” ricorda il cosmonauta. "Nel cosmo è molto difficile determinare la distanza, un piccolo oggetto vicino può sembrare grande e lontano, ma quello che mi ha impressionato è che l’oggetto era al di sotto della Salyut 6 e si muoveva parallelo a noi. Poi ho detto al mio collega Victor (Savinyj) di andare a prendere la macchina fotografica. L'oggetto ha continuato il suo corso ed è rimasto visibile per un paio di minuti, mentre noi due cercavamo di comprendere di cosa si trattasse.” Improvvisamente accadde qualcosa di inspiegabile: "Ci furono due esplosioni, la prima a sinistra, poi la seconda a destra del misterioso velivolo, e dopo pochi secondi la stazione è entrata nell’ombra della Terra. Quando ne siamo usciti dopo un po', guardammo dappertutto intorno a noi ma non vedemmo nessuna traccia dell’esplosione." Che cosa hanno visto i cosmonauti non si è mai scoperto e ad oggi rimane ancora sconosciuto, ma Kovalyonok ammise: “Quella fu una giornata in cui, a parte i giornalisti televisivi, nessuno mi ha domandato nulla su questo incidente, e questo perché sono convinto che mantenere il silenzio sia più facile che dare una risposta..." L’astronauta Sergej Kricevskij racconta anche di facoltà straordinarie acquisite durante la sua permanenza nello spazio. Egli aveva trascorso sei mesi sulla “Stazione Orbitante MIR”, e un giorno si rese conto, improvvisamente, di essere in grado di prevedere e di conoscere in anticipo molti eventi che si sarebbero verificati solo più tardi sulla Terra, come catastrofi naturali e mutamenti politici; in sostanza egli sembrava ricevere un potente flusso di informazioni da qualche fonte esterna, al di fuori di sé. La sua intuizione si era inoltre incredibilmente acuita, ad esempio era in grado di sapere quale settore o impianto della stazione orbitante si sarebbe guastato nell’immediato futuro, o che cosa fosse necessario riparare urgentemente. Pertanto, anche se queste operazioni non rientravano nelle procedure previste, si sentiva obbligato ogni volta ad eseguirle, constatando la fondatezza di queste sue premonizioni. Ebbe inoltre esperienze di OBE perché inizio anche ad “uscire dal corpo” e a visitare mondi sconosciuti, e fu durante uno di questi viaggi cosiddetti astrali, che sentì di avere assunto l’aspetto di una specie di Dinosauro: poteva sentire e vedere in modo assolutamente reale il proprio corpo, le zampe, le membrane fra le dita, le scaglie, gli artigli… Ma in oltre 50 anni di missioni spaziali, numerosi cosmonauti americani e russi hanno visto volteggiare fuori dai loro abitacoli nello spazio, oggetti volanti non di natura umana, e a conferma di questo, di seguito, riportiamo i principali avvistamenti certificati, e sui quali sono stati esclusi i cassi dubbi o riconosciuti come falsi:

1) Il satellite sovietico Sputnik (8-11-57) venne inseguito da un “piccolo oggetto luminoso che lo precede di una decina di secondi”.
2) Mercury MA6 Friendship 7, (26-2-62). John Glenn, durante il volo orbitale sopra l'Australia, avvista migliaia di particelle luminose. Mercury MA7 Aurora 7, (24-5-62). Particelle luminose scortano l'astronave Mercury. In fase di recupero, per un errore di calcolo, Scott Carpenter resta in acqua un'ora, ma quando lo ritrovano asserisce di essere stato “aiutato” da un alone arancione-verde, attorno alla capsula.
3) Vostok 4, (12-8-62). L'astronauta russo Pavel Popovich scorge le particelle luminose durante 45 rivoluzioni attorno alla Terra.
4) Mercury MA8 Sigma 7, (3-10-62). Walter Schirra dichiara: “Scott (Carpenter), le vedo anch'io le tue particelle luminose, mi scortano!”
5) Vostok, (18-3-65). Leonov avvista “un misterioso oggetto rotondo.”
6) Vostok 5, (14-6-63). Valeri Bykosky comunica: “Qui Nibbio, qui Nibbio, qualcosa mi accompagna nello spazio. Vola accanto alla capsula, mi scorta.” É poi la volta di Valentina Tereshkova che, dalla Vostok 6, segnala di essere inseguita da “un veicolo di origine ignota.”
7) La capsula Gemini (8-4-64), senza equipaggio, viene seguita da quattro UFO registrati dal radar.
8) Gemini 1, (8-4-65). In fase orbitale la navetta viene avvicinata da quattro dischi volanti.
9) Gemini 4, (3-6-65). Mc Divitt fotografa sopra le Hawaii un cilindro bianco con una sporgenza (forse il Titan 2); avvi-sta altri UFO quando la Gemini si trova sopra le Canarie e sulle Antille; gli avvistamenti verranno confermati anche da Gordon Cooper nel 1996.
10) Un disco volante insegue il satellite Eco II (14-11-65).
11) Gemini 7, (4-12-1965). Frank Borman e James Lovell avvistano un oggetto accanto alla capsula.
12) Gemini 8, (16-3-66). Avvistate lucciole spaziali.
13) Gemini 9, (3-6-66). La navetta viene circondato da cinque oggetti volanti.
14) Gemini 10, (18-7-66). Young e Collins fotografano dei dischi volanti, Collins ne parlerà in televisione, intervistato da Gianni Bisach della RAI.
15) Gemini 11, (13-9-66). Conrad e Gordon fotografano un oggetto misterioso ruotante, che li incrocia a distanza ravvicinata (forse il Proton 3).
16) Gemini 12 (11-11-66). James Lovell fotografa un UFO.
17) Apollo 7, (11-10-68). Schirra, Eisele e Cunningham fotografano casualmente due oggetti sconosciuti sui monti pakistani Sulaiman.
18) Apollo 8, (21-12-68). Durante la missione con Borman, Lovell e Anders viene registrata la comparsa di un inspiegabile fenomeno celeste in direzione della costellazione dell'Aquila.
19) Misteriose trasmissioni radio allertano la capsula dell'Apollo 9. (3-3-69).
20) Apollo 11, (16-7-69). Armstrong e Aldrin registrano di aver visto punti luminosi vaganti nel cratere lunare Aristarco.
21) Apollo 10, (18/26-5-69). Gli UFO inseguono la capsula durante l'orbita lunare ed il volo di ritorno.
22) Apollo 12, (14/24-11-69). Gordon, Bean e Conrad comunicano a Houston di essere inseguiti da oggetti misteriosi, e particolarmente da un oggetto che rotola nello spazio, mantenendosi sempre alla medesima distanza.
23) Apollo 13, (12-4-70). Forma luminosa cilindrica fotografata durante la missione.
24) Apollo 14, (31-1/9-2-71). Shepard avvista delle luci misteriose che seguono la sua navetta.
25) Apollo 15, (26-7/7-8-71). Un UFO bluastro viene fotografato nella zona di atterraggio dell'Apollo 15.
26) Apollo 16, (4-72). Filmato piatto volante.
27) Apollo 17, (12-72). UFO vengono avvistati attorno alla Terra e alla Luna.
28) Phobos-2, (28-3-89). La sonda sovietica, programmata per fotografare Marte e Phobos, perde il contatto con la Terra dopo aver inviato alcune foto, nelle quali si poteva distinguere chiaramente una strana sottile ellisse proiettata sulla superficie del pianeta rosso. L'agenzia spaziale Russa non diede mai spiegazioni riguardo alla strana forma, accantonandola come "immagine che non dovrebbe esistere".
29) Atlantis, (3-8-91). Un UFO largo un metro e mezzo segue per alcune ore lo Shuttle e viene avvistato, filmato e fotografato da tutti e cinque gli astronauti. In seguito la NASA dichiarerà trattarsi di un pezzo di ghiaccio staccatosi dallo stesso Shuttle.
30) Lo Shuttle (15-11-91) filma le evoluzioni di un UFO al di fuori dell'orbita terrestre, che viene preso di mira da alcuni strani “missili”, apparentemente sparati da Terra o da qualche satellite. La NASA, in seguito, cripterà il canale televisivo che aveva trasmesso la sequenza.

Il Programma Apollo
Tantissimi altri casi si potrebbero menzionare ma uno dei più famosi resta quello legato allo sbarco dell’uomo sulla Luna. Secondo l’astronauta della NASA, Neil Armstrong (il primo uomo ad aver messo piede sul nostro satellite), gli Extraterrestri non solo esistono ma hanno persino una loro base sulla Luna e che, durante le varie missioni dell’Apollo, intimarono persino, in termini piuttosto decisi, di stare alla larga da essa. A quanto ci dicono i rapporti finora noti, sia Armstrong che Edwin Aldrin, videro qualcosa di strano dopo il famoso atterraggio sulla Luna dell’Apollo 11, il 21 luglio del 1969. Uno degli astronauti riferì di aver visto una “luce” sopra e dentro il cratere durante la ripresa televisiva, seguita da una richiesta di maggiori informazioni dalla Terra, ovviamente da parte del controllo missione. Un professore, rimasto anonimo per motivi di sicurezza e incolumità personale, inviò anni fa alle organizzazioni ufologiche americane il seguente resoconto di un dialogo da lui avuto con Neil Armstrong, durante un simposio della NASA: “Professore - Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11? Armstrong - Una cosa incredibile, anche se noi abbia-mo sempre saputo di questa possibilità. Il fatto è che loro ci hanno intimato di allontanarci! Professore - Che cosa vuole dire 'intimato di allontanarci'? Armstrong - Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre, sia per dimensioni che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi! (...) E minacciose! Professore - Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni dopo l'Apollo 11... Armstrong - Naturalmente, la NASA le aveva già annunciate a quel tempo, e non poteva rischiare il panico sulla Terra...” Secondo l’ufologo americano Vladimir Azhazha, "Neil Armstrong disse al Controllo Missione che due enormi oggetti sconosciuti stavano osservando lui ed Aldrin dopo l'atterraggio sulla Luna. Ma questo messaggio non è mai stato ascoltato dal pubblico, perché la NASA lo ha censurato." Un altro ricercatore, Aleksandr Kasantesev, affermava che Buzz Aldrin fece persino un film a colori dell'UFO da dentro la navicella e Armstrong confermò successivamente che la storia era vera, ma rifiutò di dare ulteriori dettagli, ammettendo, però, che la CIA voleva nascondere l'accaduto. Ma c’è dell’altro, perché poco prima che Armstrong nel 1969 mettesse piede sulla Luna, sbarcando dall’Apollo 11, si legge nel diario di Chatelain: "Due UFO mi passarono sulla testa" mentre "Buzz Aldrin scattò parecchie istantanee che li ritraggono." Esisterebbe, inoltre, anche un codice con cui gli astronauti USA, nei loro collegamenti con il Controllo Missione sulla Terra, sono tenuti ad uniformarsi, così che certi termini in uso durante le trasmissioni ne indicherebbero altri, mediate un linguaggio criptato dominato dal segreto militare e di Stato: ad esempio, la parola "fire" (fuoco, incendio) indicherebbe in realtà la presenza di UFO. Così pure, stando a Brian O'Leary, gli astronauti hanno parlato, indicando gli Extraterrestri, di "Santa Claus" (Babbo Natale), come fece la prima volta negli anni 60 Walter Schirra da bordo della capsula Gemini 8. Nel diario di Chatelain si legge che James Lovell dall'Apollo 8, rientrando verso la Terra dopo aver circumnavigato la Luna, comunicò alla base che "siamo stati informati che Santa Claus esiste". Le prime riprese di UFO nello spazio sarebbero state, però, quelle di James McDivit da bordo della Gemini 4 e poi quelle di Frank Borman e James Lovell della Gemini 7. Le sole immagini sfuggite al controllo della NASA nella gestione della scottante questione sarebbero quelle scattate nel 1991 dalla missione Shuttle STS 48, e che secondo l'ente spaziale americano sono solo immagini dovute a cristalli di ghiaccio.

Commenti

Post popolari in questo blog

"Le Eclissi di Luna e la stupidità della New Age" di Federico Bellini

Venerdì 27 luglio 2018, è arrivato, dopo tanta attesa, il fatidico giorno dell'Eclissi di Luna. Non solo è stata l'Eclissi più lunga di questo secolo (un'ora e 43 minuti), ma oltre a colorarsi di rosso, ad accompagnarla a distanza ravvicinata, c'era persino il pianeta Marte, accanto a lei in un uno speciale abbraccio che gli esperti chiamano congiunzione. Il pianeta rosso è apparso più grande nel cielo, circa il 10% in più, come non lo si vedeva da 15 anni, per la cosiddetta grande opposizione del 2018. (Marte si trova, cioè, nella posizione esattamente opposta al Sole rispetto alla Terra e il 31 luglio, sarà alla minima distanza dal nostro Pianeta, pari a 57.590.630 chilometri). Ebbene, in quei giorni è stato un continuo di persone che mi chiedevano cosa pensassi di questo eccezionale evento astronomico, specie dopo le tante amene attività spiritualoidi che i soliti buontemponi hanno deciso di organizzare per questa serata. Se vi ricordate, il 21 agosto 2017, fu la vo…

"Franco Battiato: mi sono Reincarnato e ricordo le mie Vite Passate"

Da dove nasce l’esigenza di realizzare un film sulla morte? E’ un tema al quale mi dedico oramai da molto tempo, da quando nel 1979 ho cominciato a interessarmi alla spiritualità e alla meditazione. Con la meditazione ho imparato che chiudendo gli occhi ed escludendo tutto il mondo esterno si inizia a vedere sul serio, a vivere sul serio. Ho potuto approfondire la concezione buddista della morte in un mio viaggio a Kathmandu, dove ho avuto la fortuna di poter a lungo dialogare con il Lama Kanghser, Lama Monlam e il Lama Geshe Jampa Gelek. Il mio documentario è il risultato delle loro riflessioni e del loro credo, dell’illuminazione e del “nirvana”, inteso come fine ultimo della vita e cioè cessazione del dolore. Le loro riflessioni sono poi messe a confronto con quelle del teologo Guidalberto Bormolini che ci ricorda come anche san Francesco definiva la morte “sorella” e che san Carlo Borromeo si fosse fatto dipingere una tela in cui la morte veniva rappresentata non con la tradizional…

"Intervista 'Aliena' con Federico Bellini"

Le sue esperienze “Aliene” iniziate alla fine del 2008 rimasero sconosciute fino al 2011 quando divennero di dominio pubblico in seguito alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva “Mistero” di Italia1. Seguì poi un lungo periodo di silenzio rotto adesso da una sua riproposizione al grande pubblico attraverso la divulgazione del suo pensiero per mezzo del suo seguitissimo blog “Coscienza Aliena” e della sua nuova casa editrice. Perché non ha voluto far conoscere subito a tutti la sua esperienza? Quali sono stati i motivi che l’hanno indotta, dopo l’apparizione in Tv, ad evitare di farsi coinvolgere nelle cronache dei media, e poi di recente a ripresentarsi all’opinione pubblica attraverso i canali mediatici? È stata la necessità di isolarmi dopo aver scatenato un così vasto clamore mediatico, del tutto inatteso. In realtà l’obbiettivo della mia partecipazione alla puntata di “Mistero” del 4 gennaio 2011, dedicata interamente alla mia vicenda ‘extraterrestre’, era stata da me p…

"Meditazione dell'Eclissi di Sole... il ritorno dei Mattacchioni!" di Federico Bellini

Vi ricordate lo scorso anno quel bombardamento mediatico sulla famosa Eclissi di Sole che si svolse il 21 agosto (2017)? Ebbene, dato che anche quest'anno, l'11 agosto, ce ne sarà un'altra (sempre di Sole e parziale), i soliti mattacchioni dello scorso anno si sono fatti vivi di nuovo, cercando di organizzare un nuovo evento meditativo a livello mondiale. Il Signor Cobra & Company (un nome che è tutto un programma), si è rifatto vivo sostenendo che il prossimo 11 agosto si svolgerà un Eclissi di Sole che avrà il suo massimo alle ore 11:11 (che coincidenza!) istruendo tutti i suoi adepti che a Roma, Londra, New York e Tokyo, a seconda del diverso fuso orario, nel magico momento, dovranno essere connessi per (e cito le sue testuali parole): "Usare l’evento dell’eclissi solare dell 11 Agosto per creare un portale attraverso il quale unificare le nostre coscienza e illuminare il campo energetico intorno al Pianeta." Ora, l'11 agosto ci sarà si, un Eclissi di …