"UFO, Cerchi nel Grano e Abductions in Toscana" di Federico Bellini

"UFO, Cerchi nel Grano e Abductions in Toscana" di Federico Bellini

Negli ultimi settant’anni, più o meno dalla fine della “Seconda Guerra Mondiale”, il mondo è cambiato. Il balzo tecnologico, medico, scientifico e sociale che abbiamo raggiunto non ha eguali in tutta la nostra storia, seppure sia condito di tante e numerose contraddizioni, eppure è innegabile quanto quella nefanda esperienza abbia portato l’intera umanità ad un cambio dei propri valori e parametri, sostituendo vecchi dogmi con nuove prospettive, divenute in molti casi ulteriori nuovi dogmi, spesso riveduti e corretti. Anche nell’ambito del cosiddetto Oltreconfine, un tempo terreno fecondo di scienze occulte, esoteriche, astrologiche e parapsicologiche, si è raggiunto, specie nell’Ufologia classica e nel cosiddetto fenomeno dei “Dischi Volanti”, esiti e risultati impressionanti. Per dare fondamento ed avvalorare le nuove tesi, propugnate con tenacia e morigerata ricerca da numerosissimi casi che proprio in quegli anni, in un periodo a cavallo tra la metà e la fine del grande conflitto, (specie sopra i cieli del Pacifico e degli Stati Uniti grazie ad avvistamenti da parte di piloti dell’aereonautica militare USA, e poi successivamente anche sui cieli Europei e del resto del mondo), orde di ricercatori, tra giornalisti, scrittori e scienziati, si sono succeduti sino ad oggi per dare credito e fondamento ad una realtà altra. Ed è anche in questo lungo periodo, coincidente curiosamente con lo scoppio del primo ordigno nucleare, ovvero con il primo test nucleare della storia denominato Trinity, (avvenuto nel poligono di Alamogordo nel deserto di Jornada del Muerto nel Nuovo Messico, USA, il 16 luglio 1945 nell'ambito del Progetto Manhattan), e che altrettanto curiosamente verrà menzionato dagli Extraterrestri che entreranno in Contatto con noi umani a più riprese nel corso degli anni, come causa scatenante delle successive ondate di avvistamenti, si inserisce una delle storie tra le più interessanti mai citate, quella del Rapimento da parte di queste Entità, dei coniugi Barney e Betty Hill, e che tanto ravvivò la fantasia, non solo degli scrittori, i giornalisti o di numerosi avventori, ma anche di un nutrito gruppo di persone che con il passare del tempo vennero via via menzionate con il termine di Ufologi. 

Tutto accadde nel corso della notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 (verso le ore 22.00), mentre ritornavano da un viaggio in Canada, attraversando le White Mountains per raggiungere la loro casa nel New Hampshire, l'attenzione di Barney e Betty Hill venne attratta da una strana luce nel cielo in direzione di Lancaster. Barney, incuriosito dal fenomeno, decise di fermare l’auto e di osservare quella luce con il binocolo che portava sempre con sé, e in un primo momento pensò che doveva trattarsi di un satellite o di una stella, ma una volta inquadrato l’oggetto, non riuscì a percepirne la struttura a causa delle sue incredibili capacità prestazionali di volo; decise allora di continuare a guidare senza perdere di vista l’oggetto. “Apparve in cielo come una nuova stella, poi all’improvviso incominciò a muoversi. Passò davanti al disco lunare e allora fermammo la macchina per guardare meglio… Barney decise di prendere il binocolo per cercare di identificare quell’oggetto strano, ma quello che vide gli destò molta preoccupazione e paura. Asserì di aver visto degli esseri molto simili a noi che lo guardavano da dietro i finestrini e che, a quel punto, il veicolo incominciò a scendere. Barney ebbe la sensazione che stessero cercando di catturarlo, quindi risalì in auto e partimmo a tutta velocità verso l’autostrada per evitare di essere presi. Udimmo una serie di suoni intermittenti, quindi, per motivi inspiegabili, Barney prese ad imboccare una stradina secondaria, dove vedemmo quello che pensavamo essere la Luna al tramonto. Poi ci rimettemmo in autostrada e di lì a poco, udimmo di nuovo quei suoni intermittenti ma proseguimmo, senza più fermarci, verso casa”. Dal giorno seguente niente fu più come prima, la storia è così nota ed è stata ampiamente discussa che sicuramente anche i lettori di questa rivista ben conosceranno. Ricordiamoci che negli anni sessanta, gli Stati Uniti erano ancora un paese ricco di contraddizioni, specie razziali, e solo da verso la fine di quel decennio, dopo il periodo kennediano, avrebbero avuto luogo le prime aperture e i grandi cambiamenti sociali. La coppia Hill fu come scelta, perché agli altari della cronaca ufologica venne posta la storia di una coppia interraziale, dal momento che Barney era un afroamericano e di pelle scura, mentre Betty era di pelle bianca; la scelta da parte “Loro”, fu quindi ben ponderata per lasciare un segno anche nell’immaginario collettivo, tanto che la descrizione di quanto a loro accaduto è finita per stuzzicare la fantasia degli sceneggiatori e dei registi dell’industria cinematografica, riportandovi nei tanti film di fantascienza, spunti tratti da questa esperienza. “Gli esseri erano 11 ma ce ne era uno che per identificarlo meglio decidemmo che doveva essere il capo, ed era quello che si esprimeva in inglese. Poi c’era l’esaminatore che faceva i test, poi gli altri 9 che secondo noi facevano parte dell’equipaggio. Le fattezze dei miei esaminatori erano essenzialmente simili: minuti, glabri, macrocefali e con una fisionomica simile a un incrocio tra suino e uomo. Mi ispezionarono il naso, la gola, gli occhi, le orecchie, prelevarono campioni di capelli, di pelle ed erano molto interessati ai nostri piedi. Mi stesero sul tavolo e cercarono di infilarmi uno strumento appuntito nella vagina dicendomi che era un test di gravidanza, allorché io replicai che non esistevano test di gravidanza e che simili cose erano per me sconosciute. Barney era di vedute alquanto ristrette e fu per lui uno choc emotivo notevole; iniziò ad avere problemi di salute, stati d’ansia, pressione a sbalzi, problemi di stomaco e non rispondeva alle cure. Il suo medico pensò che forse l’impatto emotivo dovuto a un forte choc, gli impediva di guarire e decise di mandare mio marito da uno psichiatra che esercitava nel suo stesso edificio…” Alla fine di questo lungo periodo di sedute, fu però un particolare che destò molta attenzione, il bozzetto di una mappa stellare. Con molta probabilità Betty Hill vide una mappa olografica a tre dimensioni, dove le due stelle più grandi apparivano come oggetti sullo sfondo, inoltre erano visibili alcune linee più marcate fra le due stelle che indicavano (forse) traffici intensi, rotte commerciali, così come gli aveva spiegato uno di quegli esseri. Altre linee piene raggiungevano le stelle che gli esseri avevano apparentemente visitato, mentre quelle tratteggiate indicavano gli avamposti più remoti dove forse erano stati raramente o una volta. Fu poi un’insegnante dell’Ohio, tale Marjory Fish, che anni dopo, decise di verificare se la mappa corrispondeva alla realtà, e stabilire se esisteva una qualche corrispondenza. Ebbene, dopo vari tentativi scoprì che le stelle facevano parte della Costellazione Australe del Reticolo (in particolar modo il sistema stellare binario di Zeta Reticuli). Il sistema di Zeta Reticuli divenne così al centro di un morboso interesse, non solo per le tante storie di Ufologia e Abductions, ma persino per la Fantascienza, che a più riprese ha ritenuto parlarne in diversificati contesti. Alcuni ricercatori del fenomeno UFO, sostennero dalla seconda metà del novecento, in base alle presunte rivelazioni di appartenenti a varie agenzie governative statunitensi, che un ipotetico pianeta chiamato "Serpo", situato nel sistema stellare di Zeta Reticuli, sia la patria di una Civiltà Aliena, spesso denominata "Grigi", che da millenni visiterebbe la Terra per rapire esseri umani per diversi scopi. Secondo la storia, il Progetto Serpo sarebbe uno scambio di informazioni tra il governo statunitense e questi Alieni, che ebbe inizio con l'incidente di Roswell (nel Nuovo Messico, lo stesso del primo test atomico) l'8 luglio del 1947, quando si schiantò nel deserto un presunto Disco Volante e successivamente venne recuperato materiale non terrestre, tra cui, clamorosamente, alcuni Cadaveri Alieni da parte degli stessi militari USA. Addirittura, dal 1968 al 1975, secondi alcune fonti, 12 militari americani avrebbero visitato il sistema di Zeta Reticuli, e sarebbero morti prematuramente una volta tornati sulla Terra per le radiazioni subite dalla presenza dei due soli. Ma questa storia non vi ricorda la trama del celebre film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” (1977) di Steven Spielberg (il regista anche di E.T.), così come gli eventi dei film di fantascienza/horror Alien (1979) e Aliens, Scontro Finale (1986) che sono per la maggior parte ambientati su di una luna immaginaria nota come Acheron, in orbita attorno al gigante gassoso ζ2 Reticuli IV, quarto pianeta del sistema di ζ2, come anche nel prequel di Alien, Prometheus, diretto da Ridley Scott nel 2012, dove viene menzionata la stessa luna, a quell'epoca denominata LV-223, colonizzata da un'evoluta Civiltà Extraterrestre (gli “Ingegneri”) dotati di una tecnologia simile a quella descritta da Betty Hill? Coincidenze?

Qualcuno direbbe che sono le solite “americanate”, ma forse non sa che anche in Europa e nella nostra Italia, sono accaduti episodi altrettanto eccezionali da lasciare un segno indelebile, dimostrando quanto il “fenomeno alieno” sia molto più vasto e capillare, anche nei luoghi dove abitualmente viviamo e lavoriamo. Soltanto cinque anni dopo i fatti dei coniugi Hill, durante la notte fra il 12 ed il 13 luglio del 1966, accadde un evento senza precedenti presso Fornacette di Calcinaia, una piccola frazione poco distante da Pisa in Toscana (e per vostra curiosità è anche il paese in cui attualmente abito). Un casellante, Camillo Faieta, all'epoca dei fatti 35enne, fu testimone dell'atterraggio di un Disco Volante e della successiva comparsa di due piccole Entità. Alle 2 del mattino, mentre il casellante si trovava seduto sul muricciolo del ponte ferroviario con la sua radiolina, un oggetto luminoso proveniente dalla sua sinistra, secondo una traiettoria inclinata dall'alto verso il basso, andò a posarsi sul greto del torrente fermandosi; la luce aveva una scia granulosa e fosforescente, accompagnata da un leggero fruscio del veicolo. “Mi parevano due tubi e non posso dire di aver visto né testa, né gambe, né braccia". Alle ore 3.10 circa arrivò un agente insieme a due manovali ed uno scarichino della stazione di Pontedera, l'agente andò col Faieta nel luogo, constatando con enorme stupore che l'oggetto era ancora sul posto. L'agente ordinò ad alcuni camionisti fermi al passaggio a livello di disporre i loro automezzi in modo da illuminare la scena, la manovra venne effettuata ma la luce dei fari non riuscì ad illuminare la zona dove si trovava l'oggetto. L'agente, tuttavia, non era presente al momento di questo esperimento, infatti era tornato indietro informando il Faieta che avrebbe chiamato i Carabinieri, mentre a sua volta, il nostro casellante, per motivi di servizio, stava cercando di chiamare il capostazione della stazione di Pontedera, il quale si lamentò dicendo di aver chiamato a vuoto per oltre mezz'ora senza ricevere risposta. Il casellante del casello successivo 66+210, che confermò ai giornalisti di aver visto la luce dell'oggetto, avrebbe affermato che la suoneria del casello del Faieta non suonava, e nel momento in cui quest'ultimo parlava col capostazione, l'oggetto si sarebbe alzato sparendo nel cielo. Il caso fu poi ampiamente investigato dagli studiosi dell'epoca, ma furono soprattutto gli sviluppi della vicenda che si rivelarono interessanti. Pochi giorni dopo il fatto, secondo la testimonianza del Faieta, due americani ed un italiano che faceva da interprete, avrebbero interrogato il testimone e successivamente accompagnato lo stesso a Camp Darby, sede di una delle più grandi basi dell'esercito americano in Italia, situata nella pineta tra Pisa e Livorno. Qui, il Faieta, sarebbe stato oggetto di un esame approfondito da parte di personale presumibilmente americano, in camice bianco, e al testimone venne riferito che le apparecchiature da esame: “avrebbero cancellato l'immagine impressa sulla retina, stampandola poi su pellicola”. Alcuni mesi dopo, inoltre, il Faieta (sempre secondo la sua testimonianza) venne anche interrogato a Roma da un altro ufficiale americano, che portava una tessera di riconoscimento della NASA, e da un capitano dell'aeronautica italiano…

Non è raro, inoltre, imbattersi nelle nostre campagne nei mesi di maggio, giugno e luglio, in colture di grano, avena, orzo o erba medica, come non è altrettanto raro, a quanto pare, notarvi anche degli strani cerchi o disegni tracciati, veri e propri “agroglifi” di diverse forme e complessità e di ignota origine; nella sola Toscana sono stati ad oggi registrati più di una ventina di casi. Nella campagna di Arezzo nel 2003 apparvero due cerchi di cento metri di diametro e nello stesso anno, accadde anche a Fornacette (si sempre la stessa località del celebre avvistamento poco sopra raccontato), dove numerosi cerchi più piccoli, collegati graficamente in modo raffinato fecero bella mostra di sé; così come in una località poco distante, a Casciana Terme, furono rivenuti ulteriori disegni di forme diverse. Nel 2004 fu la volta di Orciano Pisano, dove vennero rinvenuti pentacoli intrecciati e inscritti dentro delle circonferenze, e nello stesso anno spirali e cerchi concentrici apparvero sull’argine dell’Arno a Barbarica, nientemeno che alle porte della città di Pisa. Nel 2005 furono fotografati disegni in alcuni campi di cereali di diversa struttura con logiche geometriche e complesse anche a Tonfano, Capannoli e nuovamente a Calcinaia. Ma fu l’anno successivo, nel 2006, che apparve una complessa e grande forma ottenuta con cerchi intrecciati a formare il celebre simbolo del Fiore della Vita, in un campo poco fuori dall’abitato, sempre di Calcinaia, così come altri strani disegni furono visti nei campi lungo la superstrada nei pressi di Cascina, un’altra cittadina sempre della provincia di Pisa. Nel 2007 è stata la volta di Pistoia con disegni in alcuni campi, così come rettangoli e cerchi apparvero a Saline di Volterra nel 2009, e grandi cerchi fecero la comparsa anche in un campo di Collesalvetti, in provincia di Livorno, nel 2010, (quest’ultimo, addirittura, in una proprietà di un caro amico che personalmente conosco). Senza menzionare tutti gli avvistamenti di UFO avvenuti nel solo triangolo costiero tra Carrara, Lucca, Livorno, con al centro la città di Pisa e il suo Monte Pisano alle proprie spalle, crocevia quasi infinita di questi strani oggetti mai identificati. Un territorio così piccolo, ma così denso di accadimenti Extraterresri e che ci fa riflettere come anche nel macrocosmo, nella vastità di una regione, di una nazione, di un continente o dell’intero Mondo, siano fenomeni invece così presenti (e pressanti) da condizionare quotidianamente, consciamente o meno, le nostre esistenze.

L'articolo di Federico Bellini è uscito nel numero di gennaio della rivista XTimes, ogni mese in tutte le edicole italiane e scaricabile in Pdf sul sito http://ezpress.it

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