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"Il Misterioso Satellite di Venere" di Federico Bellini

"Il Misterioso Satellite di Venere" di Federico Bellini

Vi racconto la singolare storia dell’astronomo napoletano Francesco Fontana (1585-1656), il quale acquistò popolarità come costruttore di cannocchiali kepleriani (a oculare convesso) che, sebbene capovolgessero l’immagine, risultavano più potenti di quelli galileiani (a oculare concavo). Con questi strumenti tracciò, nel 1636, il primo disegno di Marte e ne colse la rotazione, nel 1644 disegnò una carta della Luna, si attribuì inoltre la scoperta del cannocchiale e del microscopio e pubblicò nel 1646 le “Novae Coelestium Terrestriumque Rerum Observationes”, un libello dove presentò immagini delle fasce, osservate sul disco di Giove, delle strane apparenze di Saturno nonché delle stelle della Via Lattea. Ma fu nel 1645 che accade un evento singolare, quando affermò di aver osservato un satellite di grandi proporzioni, ruotare attorno a Venere (anche se Paul Stroobant dimostrò nel 1887 che osservazioni del tutto simili non erano relative a un presunto satellite di Venere). Sfortunata fu però la sua sorte, perché morì di peste a Napoli, insieme a tutta la sua numerosa famiglia, nel 1656. Ad oggi, lo sappiamo, Venere non presenta alcun satellite, potrebbe averlo perso, anche recentemente, anche se studi sembrano non dimostrarlo, perciò viene da chiedersi cosa mai abbia visto Fontana. Un satellite naturale? Artificiale e quindi un'Astronave a forma tondeggiante e di grandi proporzioni? Oppure si inventò la cosa per cercare notorietà?

Ma le stranezze non finiscono qui, perché altre osservazioni anomale sono avvenute nel corso dei secoli, riguardanti il pianeta Venere. Menzionate sovente come transiti di Venere sul Sole in epoche antiche, si ricorda quella dello scienziato persiano Avicenna che riporta di aver osservato il pianeta nel 1032 come una macchia che passava sopra il Sole, concludendo che il pianeta fosse più vicino al Sole di quanto lo sia la Terra. Anche l'astronomo arabo Ibn Bajja menzionò transiti di Mercurio e Venere sul Sole nel XII secolo; tuttavia studi storici di Bernard R. Goldstein e altri nel XX secolo escludono che questi transiti possano essere stati effettivamente osservati ad occhio nudo, concludendo che i due astronomi molto probabilmente osservarono delle macchie solari. O forse potevano essere altro, anche perché gli antichi sacerdoti-astronomi scrutavano il cielo con solerzia ed erano abili nel calcolare i transiti dei pianeti, pertanto sicuramente avevano visto qualcosa di molto strano solcare i nostri cieli...

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