"Federico, non ho ancora capito, ma che lavoro fai?" di Federico Bellini

(Particolare di un opera di Domenico Morelli)

Esistono tanti dubbi e poche certezze a questo mondo, ma l'unica verità che al momento conosco è che l'ignoranza crea cecità, mentre la libertà significa essere coscienti di saper accettare anche ciò che non si comprende, senza dover tutte le volte giudicare l'altrui pensiero. Perché è giusto che ognuno abbia le proprie vedute e a spada tratta le difenda finché ne è convinto, sino a quando, però, non arriverà il giorno che le rimetterà in discussione per cambiarle, e con esse anche la propria vita. Voi tutti che mi state leggendo, pensate sia la massa che fa una "Cultura Vera" (nel vero senso della parola) o l'esperienza di tanti singoli che insieme ricercano tante verità? Nel primo caso è solo una forma di dittatura, anche democratica se vogliamo, ma sempre tale resta, nel secondo è l'esperienza di ogni singolo, condivisa o meno, che crea una varietà così infinita, come la varietà infinita è la stessa legge che regola l'intero Universo. Perché, rammentatevelo spesso, specie nei momenti più tristi e sconfortanti della vita che: “l'Universo è ricco ed abbondante e questa ricchezza esiste per soddisfare le esigenze di ognuno di noi!” Purtroppo, le persone vivono in un mondo tutto loro, farcito di falsi moralismi e tanta ipocrisia, convinti di essere sempre dalla parte della ragione, quando in realtà sono anch'esse schiave di quei convincimenti, parte integrante del “Sistema”. Per questo motivo viene spontaneo puntare l'indice sull'altro, il diverso, l'Alieno, piuttosto che riconoscere che il vero problema siamo noi e che nel mentre si giudica l'altro, non siamo poi così diversi da quell'Alieno risultante essere lo specchio di noi stessi...

Vedete, quando si nasce si è ignoranti di tutto e ciò che ci forma sono solamente strutture mentali preesistenti: dei genitori, della famiglia, della scuola, degli amici, della società, etc. Nel corso della vita accumuliamo tanta conoscenza che permette di crearci una personalità, un carattere, una cultura, ma quella non ci aiuta a capire chi siamo, perché è solo conoscenza di seconda mano, il prodotto di deduzioni fatte in base alla percezione proveniente dai cinque sensi degli altri, mischiate alle nostre. La vera conoscenza, quella interiore, è senza alcun dubbio di prima mano, perché quando alla domanda “Ma Io, chi sono?”, rispondi “Io sono Quello! Io Sono lo Spirito Creatore dell'intero Universo”, dove l’Io non è la personalità, l'Io finto a cui siamo attaccati, l’ego, l'Io illusorio legato alle tante cose materiali, alle esperienze, le passioni, ma all'altro Io, il che è dentro ognuno di noi, la coscienza pura, il che, non essendo mai nato, non può morire, ecco che finalmente si arriva a riconoscere la nostra natura “divina”, e il vero fine dell'esistenza. Per questo motivo diventa fondamentale vivere il presente, perché ci insegna a guardare il mondo così come è, senza sviluppare sentimenti di attaccamento o di avversione, specie contro noi stessi e soprattutto verso gli altri. Noi soffriamo, non perché l’impermanenza sia di per sé dolorosa da sopportare, ma perché non riusciamo ad accettare che tutto cambia, muta continuamente. E quando si comprende che l’impermanenza porta ad accettare il presente, il “Qui ed Ora”, senza dar spazio a proiezioni nel futuro o ad incrementare i ricordi del passato, ecco che siamo pronti ad andare incontro alla vita. Ognuno ha le sue responsabilità, e in modo cosciente o meno deve rispondere delle proprie scelte ed azioni, ma quando ad un certo punto si inizia a percepire la realtà come una Matrix, una finzione, dove l'Io Federico che voi tutti conoscete pubblicamente e che persino io stesso, credevo di conoscere da 40 anni, in realtà è un qualcos'altro di ben diverso (chiamato da alcuni anche Sé Superiore), che non è Alieno, non è nemmeno Umano, ma bensì Divino, è del tutto ovvio che vieni assalito da dubbi atroci che molto spesso non riesci a gestire nel quotidiano. Con grande fatica e costante lavoro di ricerca interiore (per niente facile) sono arrivato, a volte, a guardarmi e a comprendere di essere dentro un corpo fisico assemblato un po' male, soggetto ad ire ormonali, neuroni che ogni tanto impazziscono, avvelenato da chissà quali sostanze o cibo che mangio, medicine, soggetto a cosa accade in famiglia, nella società, nella Matrix insomma. Poi vedo il 'Me' vero, quello che osserva e che pensa che io non sono una vittima di quel corpo, ma colui che può trascenderlo perché è solo un mezzo per fare esperienze. Ed è a quel punto che rivedo la mia essenza, l'origine, la casa tra le stelle e di pari passo la mia missione sulla Terra e nell'Universo. Badate bene, se siamo nati sulla Terra, in questo pianeta, siamo tutti vittime di questa illusione (nessuno escluso!), anche coloro che sono stati riconosciuti come Maestri, Risvegliati o Illuminati, ma grazie all'esperienza possiamo superare le difficoltà, andare oltre il velo che ci rende ciechi, e per fare questo, tutti i percorsi sono validi, necessari, essendo però consapevoli che la strada che ci conduce alla verità non ha interruzioni. Si, a volte sarà fondamentale fermarci per riposare, fare rifornimento in uno dei tanti luoghi dove sostare, ma poi dovremo continuare a viaggiare, senza legarsi troppo, senza lasciarci affascinare dai luoghi o dai personaggi che incontreremo, senza avere remore o paura, perché è nel cammino che si trova la nostra crescita interiore, l'evoluzione spirituale, non nel restare fermi ad oziare nelle comodità illusorie.

"Federico, non ho ancora capito, ma che lavoro fai?" E dopo l'ennesima domanda mi ritrovo qui a ripetermi. Non faccio lo psicologo, non faccio ipnosi, non insegno tecniche di altri ricercatori (non faccio TCTD o affini), non sono un centro di ascolto, non curo patologie, non faccio lo sciamano, non faccio nemmeno esorcismi, ma soprattutto non perdo il mio tempo a rispondere a domande inutili. Per lavoro faccio il ricercatore, lo scrittore, faccio consulenze e seminari con un numero ristretto e selezionato di persone. Non farò più conferenze, non parteciperò più ad appuntamenti pubblici (che richiamano grande pubblico ma che alla fine non concludono mai nulla), inoltre centellinerò la mia presenza a livello mediatico con sempre meno apparizioni, ma sempre più di qualità, e soprattutto di contenuti. Farò sicuramente corsi online, dei gruppi e/o seminari esperienziali dal vivo, ma sempre con un numero chiuso di partecipanti. "Scusami Federico, ma ancora non capisco, che cosa fai davvero?" Se non lo comprendi, significa che per te non faccio poi molto e il mio lavoro non ti servirà. Semplicemente lavoro con quanti desiderano raggiungere la propria strada e riscoprire sé stessi, con tutta una serie di insegnamenti che ovviamente non sono e potranno mai essere accessibile a tutti, ma solo per chi è pronto e desidera veramente affrontare ed iniziare una nuova fase della propria vita. Tutto qua!

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