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"C'erano una volta i Guru..." di Federico Bellini

"C'erano una volta i Guru..." di Federico Bellini

Ve li ricordate? I celebri maestri spirituali, i guru, per molti di voi non sono più un insondabile mistero del passato. Di alcuni sappiamo talmente tante cose da contare persino quante volte si recavano in bagno durante una giornata. La cosa singolare, però, che spicca in molte delle loro vite, è un'esistenza del tutto particolare. Pochi di loro erano sposati, avevano figli, relazioni stabili o durature (se non proprio celibi e casti), circondati giornalmente da pochi seguaci o adepti, ovvero da un cerchio interno ed intimo ben strutturato e selezionatissimo, oltre ad essere totalmente assorti nella loro missione e distaccati da ogni aspetto mondano. Eppure, molti di loro dispensavano consigli su come viverlo quel quotidiano, come trovarne equilibrio, persino come relazionarsi in coppia o come crescerne addirittura i figli; singolare, dal momento che per scelta, non avendo deciso di fare quell'esperienza, finivano poi per insegnare agli altri come viverla davvero (un controsenso, non trovate?). Oggi al contrario, i nuovi guru o presunti maestri spirituali (anche se sarebbe meglio definirli maestri psichici), hanno relazioni, raramente stabili, dei figli, e vivono talmente assorti in quel quotidiano da insegnarti persino il valore del denaro, degli investimenti in criptovalute, di come diventare un uomo di successo, pieno di seguaci o anche come raggiungere strabilianti orgasmi giocando con la propria kundalini. Insomma, cambiano i tempi, cambiano pure i maestri e i loro insegnamenti, a quanto pare più al passo con i tempi del marketing che per delle vere esigenze o esperienze spirituali...

Arrivati a questo punto del nostro insolito viaggio, mi viene spontaneo pensare ad alcune assurdità prettamente umane. Penso al riportino di Krishnamurti, ai mutandoni di Ramana Maharshi, ai vestitoni lunghi e arancioni di Sai Baba, a quelli scintillanti e megagalattici di Osho, ai turbanti bianchissimi e appariscenti di Yogi Bhajan, allo scettro con in cima un quarzo (o chissà quale pietra) di Omraam Mikhaël Aïvanhov... insomma, tutte peculiarità estetiche e appariscenti di maestri, che dediti alla ricerca spirituale, dovevano invece ricercare la semplicità. Vero, sono stati figli di altri tempi e di altre culture, ma sicuramente si facevano notare, e quando ti fai notare... ebbene, lo sappiamo cosa significa, no? Tutti quanti ci facciamo notare, è innegabile, fa parte della nostra natura umana, anche io lo faccio con la mia barba selvaggia e incolta, le camicie e maglie bianche, etc., ma dietro questa appariscenza mi chiedo sempre cosa ci sia di superficiale o di profondo. Io lo faccio per provocare, loro per quale motivo lo facevano, lo stesso? Chissà... forse nessuno lo saprà mai. Ma se per molti sono rammentati per queste stranezze e non per il loro messaggio più vero, due domande sarebbe meglio cominciare a farsele, così tanto per avere il dubbio che la realtà potrebbe essere anche diversa da quella che abbiamo sempre pensato...

Si! Guardateli, guardateli bene i vostri Maestri di vita o di Spiritualità. Nessun capello fuori posto, sempre ben vestiti, nessuna piega, ben curati, spesso truccati, che parlano tutti con una voce flemmatica, rassicurante, che non fanno mai battute fuori luogo, non dicono mai parolacce, e che fanno sempre trasparire uno stile di vita irreprensibile, ineccepibile. Si guardateli bene, poi ditemi che differenza c'è tra loro e un religioso, un prete, o un politico? Nessuna, utilizzano tutti le stesse tecniche che fanno della politica, della religione, della spiritualità, un nuovo dogma da seguire, e da cui dipendere ancora, e ancora, e ancora... guardateli con i vostri occhi, non con i loro, e tutto vi sarà chiaro! E che sia ben chiaro. A me non interessa cosa pensa qualsiasi Maestro o Guida che sia reputata tale. Ognuno di loro sta facendo, o ha fatto, un percorso, condivisibile o meno, e dalla quale si può cominciare un cammino, una ricerca, anche solo un approdo, ma mai un fine ultimo. Personalmente mi interessano di più le vostre esperienze, i vostri percorsi, in quanto veri, genuini, quasi sempre non "costruiti". Io non vi dirò mai "da tizio ho imparato tutto e fatelo anche voi", perché ognuno di noi, anche coloro che reputiamo "Maestri", sono umani (e a volte Alieni) e in quanto tali non infallibili. Ma vi dirò sempre "tu cosa ne pensi?" e "tu, si proprio tu, cosa faresti?Perché non sono i metodi, le tecniche o gli insegnamenti che fanno grande una persona, ma la sua esperienza, qualunque essa sia. E tutti voi, nessuno escluso, non valete meno dei tanti che si reputano, o vengono reputati "Maestri", perpetuando una divisione tra loro e noi che non esiste.

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