“Il Nostro Interno rispecchia l’Esterno?” di Federico Bellini e Alessio Bertolini


Alessio – Eccomi qui con le domande. Allora, volete chiederti se il nostro interno rispecchia l’esterno? Perciò, perché fare affidamento nella Scienza per spiegare le cose quando a volte rinnega realtà esistenti? (Vedi gli Extraterrestri, etc.?)

Federico – La prima risposta è: l'Universo è un Uomo, un Uomo è l'Universo. Per la seconda risposta, invece: perché escludere a priori la Scienza quando essa fa parte dell'Uomo e dell'Universo? Da tutto si può imparare, anche da una striscia di fumetti o da una barzelletta.

Alessio - Quindi qualsiasi cosa che c’è dentro di me, pensiero, sensazione ed emozione è vera? Utile a spiegare come stanno le cose?

Federico - Non è vera, è Coscienza.

Alessio - Quindi non per forza la mia Coscienza corrisponde alla vera realtà di come esistono e stanno le cose...

Federico – Vedi, l'Universo non ha parametri di vero o sbagliato, è esperienza, la Natura non concepisce la Dualità come il Logos Umano, noi suddividiamo, siamo schematici, la Natura integra, perché non cerca la verità, è semplicemente Coscienza pura.

Alessio – Esatto.

Federico - Quindi, per assurdo, la verità è ovunque, anche lì dove razionalmente pensiamo che non ci sia.

Alessio - Allora è comunque utile usare termini di “vero” e “falso” per comprendere l’Universo, infatti se io ritenessi che nell’Universo esistesse solo la Terra con gli Umani, sbaglierei...

Federico – Esatto, è il punto di osservazione che cambia la tua percezione del reale o del falso, e lì sta la Coscienza

Alessio - La verità è oggettiva.

Federico – Ni. Vedi, gli esseri umani non avendo percezione dell'infinito si impongono dei limiti, e dentro quei limiti cercano di comprendere l'incomprensibile, lì sta la visione chiusa della Scienza ad esempio, o della ragione, lì sta anche il limite della Spiritualità, in quanto cerca l'Eterno pensando di raggiungerlo all'interno di quei confini circoscritti. Il passaggio o la trascendenza è trovare una mediazione in tutto questo processo e/o meccanismo. (Di là verità, te sta a fumà il cervello?)

Alessio - Ma Infinito non vuol dire casuale, quindi un Ordine ci dev’essere, anche il Caos è un Ordine... ok che è infinito ma questo non vuol dire che dire le cose come stanno (giuste) sia un limite.

Federico - … e tu vorresti dare un Ordine all'Infinito, ad un qualcosa che un Ordine non ce l'ha? 

Alessio - Ma anche non avere un Ordine è esso stesso un modo di essere.

Federico - Definiscimi Ordine. Definiscimi Modo. non si tratta di non avere, si tratta di essere. Sei, stop! Non ci sono giusto o sbagliato, vero o falso, Ordine o Caos, sei semplicemente. L’Universo è così... è Sé stesso. Tu in quanto uomo sei in grado di vederti dentro il tuo corpo fisico? vivrai una vita intera senza mai vedere i tuoi organi interni. L'Universo è così, è talmente immenso che non potrà mai vedersi dentro, per farlo quindi si specchia, come noi ci specchiamo negli altri (così abbiamo imparato a capire come siamo fatti, vivisezionandoci). L'Universo si impone dei limiti per comprendersi, l'Uomo fa esattamente lo stesso, ma è superando questi limiti che Sei e diventi Coscienza… e li sta l'Infinito, che limiti non ne ha…

Alessio - Tralasciando la Coscienza, nella vita di tutti i giorni i parametri, schemi, regole sono necessarie per scoprire e comprendere.

Federico – Si.

Alessio - La Coscienza è ferma, qui e ora l’impensabile non esiste perché già esisterebbe.

Federico - Ma infatti questi sono i limiti del nostro Universo Materiale, Regno del Demiurgo. Il Demiurgo non è un nemico da combattere, siamo noi, e che vogliamo farci guerra contro? Il Demiurgo è un nostro stesso limite, e superandolo puoi ritornare al Pleroma gnostico, l'Infinito. (Insomma, come diceva mi nonna, se non è zuppa è pan bagnato e se lo levi dal mollo diventa panzanella!). Ergo, seguendo il mio filologico, potrei anche averti detto tutto il contrario di tutto, perché "Tutto è il contrario di Tutto.”

Alessio - Dai stavo capendo... ora che hai detto “Tutto è il contrario di Tutto” mi si è ribaltata qualsiasi cosaaaaa!

Federico - Sai non dovremmo chiamarlo Universo o Unico-Verso ma Tuttoverso perché va in Tutti-i-Versi.

Alessio - Il nostro o la Coscienza?

Federico - E che differenza ce tra il nostro o la Coscienza. Vai oltre le regole, sperimenta e si creativo. In musica le migliori armonie nascono trasgredendo le regole di base. Non ci sono limiti, perché continui a cercarli?

Alessio - Per capire Fede.

Federico - Ti hanno insegnato che sia così? Ma chi? Altri uomini prima di noi che erano limitati. Ma chi lo dice che sia come dicevano loro? Era solo il loro limite coscenziale nel momento in cui hanno fatto esperienza della vita. Tu cosa vuoi fare? Continuare con quei limiti o vedere e andare oltre?

Alessio - Il fatto è che io non li vedo, non ho sperimentato la Coscienza. Io voglio capire e questo vuol dire espandere la conoscenza, quando sperimenterò la Coscienza allora non vorrò più tornare indietro molto probabilmente. Ma ora ho questi strumenti per analizzare: schemi essenziali e stringati.

Federico - Ma tu sei Coscienza. Non hai sperimentato te stesso. Tutto qui. Non è che devi andare chissà dove, è già tutto in te.

Alessio - Ma si lo so, “tornare indietro” nel senso di non volere più limiti.

Federico - Volere... vuoi? O avere, perché hai?

Alessio - Attualmente ne ho…

Federico - Rifletti su quel Volere perché inconsciamente li vuoi o ne hai necessità.

Alessio - Bhe… ma perché ora per me non sono limiti, ma parametri di conoscenza. Quando capirò che non mi sono utili allora ecco che non li vorró più e tenderò a non avere limiti.

Federico - La Conoscenza non ha limiti altrimenti non è Conoscenza.

Alessio - Hai detto anche tu che ci sono livello di Coscienza.

Federico - Si ma quei limiti ci sono in virtù dei livelli di Conoscenza ed esperienza acquisiti sul Campo della Vita. Anche la Vita è un limite.

Alessio - Fammici pensare. “Il Tutto-verso si impone dei limiti per comprendersi.” E se e il Tutto-verso è un uomo, allora ha dei meccanismi. Quindi siamo fatti di dinamiche da comprendere. Abbiamo una visione soggettiva, univoca e non del tutto...

Federico - Esatto.

Alessio - Coscienza significa non avere limiti, ma noi siamo qui e di limiti ne abbiamo per comprendere, ma se reputiamo incompleta questa visione del Tutto, dell’Infinito, vuol dire che non c’è un Ordine, è tutto casuale, senza senso, allo sbaraglio. Mi parli di Essere e mi sta bene, quindi per comprendere dovrei attuare (in un certo senso) “un’empatia” e mettermi nelle condizioni di diventare Coscienza per comprenderla.

Federico - Ma l'Ordine è qualcosa di precostituito concepito limitatamente dall'uomo, chi ti dice che questo sia un “vero” Ordine, solo perché così l'hai conosciuto? l'Infinito non è Ordine o Caos, è semplicemente infinito, idem la Coscienza, è l'inconoscibile, e qui la partita è aperta…

Alessio - Perché la partita è aperta?

Federico - Perché nessuno ci è mai arrivato veramente, sapessi quanto ancora c'è da scoprire, comprendere, conoscere.

Alessio - Non basta accedervi e basta?

Federico - … e pensi sia come accedere ad Internet? Se anche fosse, quanto è vasta la Rete?

Alessio - Pensavo di si! Ne parla pure Ambra con la Super-Coscienza.

Federico - Eh, ma a parole a spiegarlo siam tutti bravi, ad accedervi invece non è così semplice, altrimenti saremmo tutti arrivati. «Il Cosmo è più grande del fuoco ardente, poiché nel Cosmo vi sono entrambi, il Sole e la Luna, vi sono la folgore, le Stelle e il fuoco. In grazia al Cosmo chiamiamo, udiamo, rispondiamo; nel Cosmo si gioisce e nel Cosmo non si gioisce; nel Cosmo si nasce, per il Cosmo si nasce. Possa sempre tu venerare il Cosmo! Chi venera il Cosmo ottiene regni cosmici, Mondi cosmici fatti di Luce, infiniti e illimitati, dai quali avanzare sempre più e gli sarà dato di vagare a suo piacere sin dove si estendono i confini dell'Universo...» (Rigveda, 7)

Alessio – Wow. Ma quindi noi siamo illimitati?

Federico - Ma va?

Alessio - Calma… ahahaha… Sai un conto è leggerlo è annuire, un altro è arrivarci... Ah ecco perché sostieni che i migliori viaggi siano quelli dentro di noi.

Federico - Già...

Alessio - Sono senza parole…

Federico - Immagina: "se vi fosse un modellino in scala con un diametro di ben 130 km che rappresentasse tutta la Via Lattea, il nostro Sistema Solare ne occuperebbe appena solo 2 millimetri!", e vogliamo parlare di limiti?? Prendi una cartina dell'Italia, parti da Padova e fai un cerchio di 130 km intorno a te, quella è la nostra Galassia, per renderti conto della grandezza. Poi prendi un normale righello e guarda quanto grandi sono 2 millimetri, ebbene, in quei 130 km sono la grandezza del nostro Sistema Solare; una Galassia tra centinaia di miliardi co-presenti in ciò che chiamiamo Universo, di un solo 5% osservabile... e vogliamo parlare di limiti? A cosa? Qui ci sono limiti solo nella limitata umana comprensione, non nel Cosmo, e nemmeno dentro di noi.

Alessio - Io sono alla ricerca di schemi che si ripetono, ma hai ragione non ce ne sono. E questo discorso è uguale a quello fatto tempo fa quando abbiamo parlato di accettazione, il non porre filtri, che di fatto sono limite alle persone.

Federico – Esatto. Quelli che tu chiami schemi sono meccanismi, dinamiche, sovente cristallizzati nei primi momenti della nascita del nostro Universo, dopo poco il Big Bang, le stesse che hanno forgiato la Materia visibile, l'Universo conoscibile.

Alessio - Si esatto. Voglio partire un po’ da quelle, devo andare per gradi… Bhe Federico, che dire... è stata una chiacchierata bellissima, arricchente (per me almeno!) che mi ha aperto un po’ gl’occhi... farò tesoro delle nostre parole per rifletterci.

(Da una conversazione via Messenger del 21/03/2018. L'Opera di copertina, "Icaro", è di Galileo Chini 1873-1956)

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