"La Civiltà Extraterrestre degli Arturiani" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

"La Civiltà Extraterrestre degli Arturiani" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

Bootes e Arturo nella mitologia
Nella leggenda questa Costellazione è strettamente legata a quella dell'Orsa Maggiore, Ursa Major, poiché è posizionata dietro alla sua coda. Non è certa l'origine del nome Bootes, ma con ogni probabilità viene da una parola greca che significa «rumoroso» o «clamoroso», con riferimento alle urla che il pastore rivolge alle sue bestie, una spiegazione alternativa è quella che fa derivare il nome dal greco antico dove significava «colui che spinge avanti il bue», per il fatto che qualche volta l'Orsa Maggiore era rappresentata come un carretto tirato da buoi. Ai Greci questa costellazione era anche nota come Arctophylax, tradotto sia come Sorvegliante dell'Orsa, che Custode dell'Orsa o Guardiano dell'Orsa, mentre secondo una storia che risale a Eratostene, la Costellazione rappresenta Arcas, figlio del dio Zeus e di Callisto, figlia del Re di Arcadia, Licaone. Boote contiene la quarta stella dell'intero cielo in quanto a grandezza, Arturo, citata da Omero, Esiodo e Tolomeo, e mentre Germanico Cesare asseriva che Arturo «si trova là dove la tunica è allacciata con un nodo», Tolomeo la dislocò tra le cosce di Boote, che è dove l'hanno segnata i cartografi. 

Il nome della stella deriva dal Greco Arktôuros il cui significato è il Guardiano dell'Orsa, derivato da árktos, "orso" (ôuros), “guardiano”, ed è un riferimento al suo essere la stella più luminosa del Bootes (il cacciatore). In arabo è una delle due stelle chiamata al-simāk, che significa "elevata", (la seconda stella è denominata Spica), questo nome è stato variamente latinizzato in passato, dando vita alle varianti ormai obsolete Aramec e Azimech. Nell'astronomia cinese, Arturo è chiamata Dah Jyaoo, essendo la stella più luminosa della Costellazione Cinese del Corno, con le successive mutazioni storiche venne a far parte della costellazione cinese Kangh Shiuh; anche l'antica astronomia giapponese ha adottato il nome cinese Dah Jyaoo, ma attualmente è più comune il nome occidentale di Arturo. Nell'astronomia Hindu corrisponde alla tredicesima Nakshatra (suddivisione del cielo), chiamata Svātī, che significa o il grande camminatore, in riferimento forse alla sua lontananza dallo zodiaco, o la perla, la gemma, il grano di corallo, in riferimento probabilmente alla sua luminosità. Essendo una delle stelle più luminose del cielo notturno, Arturo ha attirato l'attenzione su di sé fin dai tempi più remoti, tanto che questa stella è già citata dal poeta greco Esiodo, presso i greci e i romani, inoltre, si credeva che il sorgere e il tramontare di Arturo fosse associato ad eventi infausti. I navigatori polinesiani preistorici chiamavano Arturo, invece, "Stella della Gioia", e nelle isole Hawaii, Arturo è allo Zenith: utilizzando Arturo e altre stelle, i polinesiani partivano da Tahiti e dalle isole Marchesi con le canoe a doppio scafo, viaggiando a est e a nord attraversando l'equatore, raggiungevano la latitudine in cui Arturo appariva allo Zenith nel cielo notturno estivo e, in tal modo, stabilivano di essere arrivati alla latitudine corretta, quindi viravano verso ovest, sfruttando gli alisei. Se Arturo era mantenuta direttamente sopra loro teste, essi approdavano sulle spiagge sudorientali dell'Isola di Hawaii, mentre per ritornare a Tahiti, i navigatori polinesiani usavano Sirio, perché in questa isola appare allo Zenith. (Dal 1976 navigatori della Polynesian Voyaging Society Hōkūle‘a hanno attraversato l'Oceano Pacifico parecchie volte utilizzando le antiche tecniche di navigazione di questi popoli). Presso i nativi americani del nord America si riteneva che l'arco formato dalle stelle del Grande Carro fosse un orso inseguito da primavera fino all'autunno da una fila di cacciatori.

La Costellazione di Boote
Boote (in latino Boötes) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, nonché una delle 88 costellazioni moderne. La costellazione è anche nota con il nome di Bifolco ed è una grande costellazione dell'emisfero boreale, estesa particolarmente in declinazione ed individuarla in cielo è estremamente facile, grazie alle tre stelle della coda del Grande Carro: proseguendo infatti la curvatura suggerita dal timone verso sud, si arriva a individuare una stella di colore marcatamente arancione, una fra le più luminose del cielo. Questa stella è Arturo, la α Bootis, funge da base di un grande asterismo a forma di "Y", dove tutte le sue stelle ad eccezione di quella del vertice nord-orientale fanno parte della Costellazione del Boote; un altro nome identificativo per la costellazione è "l'aquilone". La figura di Boote è dominante e caratteristica dei cieli primaverili ed estivi, dove si presenta alta sull'orizzonte e quasi allo zenit dalle regioni temperate inferiori dell'emisfero boreale; dall'emisfero australe la sua visibilità risulta penalizzata, ma Arturo, trovandosi a una declinazione del tutto particolare è ben osservabile senza difficoltà da tutte le aree popolate della Terra. Le stelle principali che formano la costellazione sono: Arturo, la stella α di Boote, che significa il Guardiano dell'Orsa, una gigante rossa di magnitudine zero, nonché la quarta stella più brillante del cielo notturno, forma anche uno dei vertici del triangolo primaverili, assieme a Spica (α Virginis) e Denebola (β Leonis), mentre Izar (ε Boo), avendo una magnitudine apparente di 2.7, è la terza stella più brillante della costellazione ed è in realtà una stella binaria. η Bootis (Muphrid) è una subgigante gialla di magnitudine 2.68, distante solo 37 anni luce. γ Bootis (Seginus) è una gigante gialla variabile Delta Scuti di magnitudine media 3.04, distante 85 anni luce, mentre δ Bootis (Princeps) è una gigante gialla di magnitudine 3.46, distante 117 anni luce.

La Stella Arturo
Arturo o Arcturus (α Boo / α Bootis / Alfa Bootis) è la stella più luminosa della Costellazione di Boote, ed è anche la terza stella più brillante dell’intera volta celeste, dopo Sirio e Canopo. Appare tuttavia meno brillante delle due componenti di Alfa Centauri messe insieme, che sono troppo vicine fra loro per essere risolte ad occhio nudo, facendola così apparire la quarta stella più luminosa, ma dopo Sirio è la più brillante fra quelle visibili nelle latitudini settentrionali ed è la stella più luminosa dell'emisfero boreale; inoltre può essere osservata con facilità nei mesi da febbraio a settembre, dall'emisfero nord e per un periodo poco più breve da quello meridionale. È una gigante rossa, di tipo spettrale K1 III e ha una luminosità 113 volte superiore a quella del Sole, ma, una volta che si sia presa in considerazione la notevole quantità di radiazione emessa nell'infrarosso da questo astro, Arturo risulta essere circa 200 volte più luminosa del Sole il che ne fa l'astro più luminoso entro la distanza di 50 anni luce dal Sole stesso. E' facilmente individuabile a causa della sua grande luminosità e del caratteristico colore arancione, trovandosi relativamente vicino al Sole ne condivide lo stesso ambiente galattico, infatti secondo le osservazioni del satellite Hipparcos, Arturo si trova ad una distanza di 36.7 anni luce (corrispondenti a 11.3 parsec), cioè è una stella piuttosto vicina; che Arturo fosse molto vicina era in realtà già noto, grazie alle misure di parallasse effettuate da Terra e grazie al fatto che possiede anche un notevole moto proprio in direzione della Vergine. La temperatura superficiale di Arturo è stimata essere pari a 4.300 ± 30 K, si può raffrontare questo dato con la quella della superficie del Sole, che è circa 5.800 K, Arturo ha quindi una temperatura superficiale inferiore a quella solare di circa 1.500 K; tale temperatura dona ad Arturo il suo caratteristico colore arancione. Come tutte le stelle giganti, Arturo ha dimensioni notevoli, tanto che se fosse posta al centro del sistema solare occuperebbe circa un quarto dell'orbita di Mercurio. 

Entro alcune centinaia di milioni di anni Arturo perderà molta della sua massa tramite un intenso vento stellare che alla fine allontanerà dal suo nucleo gli strati superficiali di idrogeno e elio, mischiati a minori quantità di carbonio e ossigeno, allontanandosi dal nucleo questo inviluppo di gas formerà una nebulosa planetaria, mentre il nucleo stesso, non più sufficientemente sostenuto dalle reazioni nucleari collasserà su se stesso per effetto della forza di gravità formando una nana bianca delle dimensioni della Terra, avente inizialmente una temperatura molto elevata, ma che mano a mano diminuirà a causa degli scambi termici con lo spazio circostante. Il raffreddamento delle nane bianche è tuttavia un processo estremamente lento a causa della piccola superficie di questi astri, sicché Arturo diventerà una nana nera solo fra parecchie decine di miliardi di anni. Si troverà, inoltre, nel punto di maggior vicinanza alla Terra fra circa 4.000 anni, la sua luminosità apparente è quindi destinata ad aumentare, anche se di poco, per ancora quattro millenni, quando si troverà circa 0.1 anni luce più vicino a noi di quanto non si trovi adesso. Successivamente, la luminosità apparente di Arturo comincerà a declinare in quanto inizierà ad allontanarsi da noi, ed entro poche migliaia di anni sarà superata in luminosità da Vega, che sta invece avvicinandosi alla Terra e incrementando la propria luminosità. Fra poco più di 50.000 anni sarà superata anche da Altair, un'altra stella luminosa che si sta avvicinando a noi, e fra circa 70.000 anni anche da Procione che a quel tempo starà allontanandosi dalla Terra, ma non al ritmo in cui lo farà Arturo; fra mezzo milione di anni Arturo non sarà più visibile ad occhio nudo.

Il pianeta degli Arturiani
Descrivere Sistemi Solari che non possiamo osservare direttamente non è mai compito facile, tali ricostruzioni, pertanto, sono il frutto di indagini introspettive condotte attraverso percezioni ottenute con particolari metodologie o “connessioni” con la Mente Collettiva Universale, dati che ovviamente devono poi essere interpretati e inseriti in un contesto analitico che risulti convincente e verosimile. Dalle poche informazioni che sappiamo circa l'origine cosmica degli arturiani, riteniamo che abbiano un Sistema Solare composto dalla stella Arturo, un piccolo pianeta roccioso, un secondo pianeta grande quanto la nostra Terra, un terzo pianeta roccioso di grandezza media, un quarto roccioso medio-grande, seguono inoltre due giganti gassosi e altrettanti pianeti rocciosi e gassosi minori. La maggior parte dei pianeti rocciosi sono privi di atmosfera, ad eccezione dei due giganti gassosi, quasi simili a protostelle o nane brune, inoltre, si pensa che in origine fossero presenti altri pianeti rocciosi, più grandi ed abitabili, ma che a causa dell’ingigantirsi della stella e/o di varie dinamiche orbitali, siano stati inglobati all’interno di Arturo o spinti fuori dallo stesso sistema solare. Gli Arturiani vivono sul terzo pianeta roccioso, grande una volta e mezzo la Terra, dallo spazio presenta un colore pressoché uniforme azzurro chiaro, nebbioso, dovuto dall’atmosfera densissima formatasi a causa della vicinanza della stella e dal calore che essa emana. L’intera superficie del pianeta appare ricoperta di un particolare materiale metallico e lucente, su questa superficie si poi è sviluppata una strana e bizzarra varietà di flora e fauna rendendolo del tutto unico e fantasticamente esotico. Gli Arturiani, un tempo abitanti sulla superficie, si sono poi ritirati a vivere nel sottosuolo attraverso una rete di collegamento fatta di tunnel, gallerie disseminate sotto l’intera superficie. Questo cambio di vita è avvenuto, non solo perché sulla superficie è presente un’atmosfera così densa da non permettere la presenza di acqua allo stato liquido ma gassoso, con piante e animali che si trovano perennemente a galleggiare, ma anche per non intralciare la normale evoluzione naturale e spirituale di tutte le forme di vita che popolano il pianeta stesso. Tale condizione, però, è soggetta ad un controllo artificiale, in quanto è attivo un sistema tecnologico di protezione esterno al pianeta degli Arturiani che amplifica il campo magnetico in grado di proteggerli dalle continue e forti tempeste solari della stella.

Gli Arturiani, tipologia e razze
Esiste una grande confusione quando si comincia a parlare di Extraterrestri dall’aspetto Umano, sotto la definizione di Umanoidi Arturiani viene raggruppata un’unica Civiltà Originale di natura Umana a diversi livelli di Coscienza e densità (abitanti in tre dimensioni: la quinta, sesta e settima), accomunata da alcuni fattori comuni: l’aspetto umanoide o simil-umano, la pelle in varie tonalità di bianco, molto diversa da quella tipicamente terrestre, con occhi molto grandi dalla pupilla tonda simile alle nostre di vario colore (castani, blu scuro, verdi, chiare, etc). Il comportamento di questi esseri è caratterizzato da un'espansiva gentilezza di modi, nonché una purezza d'animo e un’innocenza simile a quella dei nostri bambini. Altamente evoluti spiritualmente danno una grande importanza all'amore ed hanno l'obbiettivo di raggiungere una fratellanza tra le altre civiltà umane presenti nel Cosmo, alfine di aiutarsi ad evolvere vicendevolmente.

Umano "Arturiano"
Altezza: 2.00 / 3.50 circa
Pelle: normale, non eccessivamente diafana, in tutte le tonalità di bianco.
Muscolatura: muscolosa uniforme.
Capelli: calvi, bianchi, biondo grano, castani.
Mani: cinque dita.
Occhi: chiari, verdi, castani, blu scuri, molti grandi e con taglio identico all'umano e pupilla tonda.
Abiti: abiti vari, con similitudine ad uniforme non militare.
Biologia: sembrano compatibili con la maggior parte delle funzioni biologiche umane di digestione (vegani) e respirazione, anche se alcuni si nutrono solamente di energia, si presume che possiedano due cuori (uno al centro del petto e l’altro all’altezza del nostro intestino) con un diverso sistema venoso o linfatico.
Composizione interiore: Super-Spirito Atoniano proveniente dalla stella Arturo e in incarnato in forma umanoide. Possiedono tutti i Corpi Sottili che abbiamo anche noi terrestri, ma alcuni hanno già purificato i corpi inferiori sublimandoli in quelli superiori. A livello Mentale Duale sono attualmente connessi con il Collettivo Positivo, mentre molti di loro lo hanno già trasceso in favore della Mente Neutra.

Rapporti e interferenze con gli uomini
Ad eccezioni di alcuni Arturiani, incarnati sulla Terra per portare il loro contributo evolutivo a questo pianeta, generalmente intervengono, seppur raramente, entrando in contatto con persone che hanno iniziato un certo percorso spirituale. Raramente presenti fisicamente, comunicano spiritualmente rilasciando messaggi di pace, fratellanza e amore, spingendo talvolta le persone a proseguire nel loro percorso di crescita.

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