"Siamo tutti parte di una grande Commedia Umana" di Federico Bellini


Quella che sto per raccontarvi è una vicenda tra le tante, che mi sono capitate nel corso di questo ultimo anno. Non sapete quanti genitori hanno dei problemi con i loro figli, e che disperati non sanno più a che santo votarsi. Figli disagiati, spesso ribelli, solitari, in alcuni casi violenti, non raramente posseduti da qualcuno o da qualcosa, e che poi riversano la loro rabbia in famiglia. A nulla valgono le mie premesse, che non sono uno psicologo o uno psichiatra, che posso solo parlare con loro per fargli comprendere determinate dinamiche, come dico loro, sovente, che se ci sono delle cure in corso di non interromperle, di continuare a consultare la medicina ufficiale, ma al contempo trovare magari soluzioni alternative, dato che comunque ne sono alla ricerca, e che in quest'ultimo caso, essendo veramente pochi i professionisti in circolazione, specie in Italia, si trovano sconfortati e scoraggiati. In alcuni casi, e quando diventa palese pure ai genitori, che dietro possa esserci dietro una qualche forma parassitaria di un'Entità, mi chiedono che possono fare. Allora mi sciorinano tutta una serie di soluzioni e tra le quali c'è l'ipnosi. Anche lì consiglio, se farla, di rivolgersi a dei professionisti, a persone che la praticano da anni e hanno una qualche abilitazione, e non ha gruppetti sorti dal nulla e senza alcun curriculum, che pretendendo cifre anche esose, e che alla fine non gli daranno in cambio che un fantascientifico video da rivedere, magari anche pubblicamente su Youtube, e niente di più. Ma poi ci sono anche quei figli che si, sono parassitati, ma dai propri genitori, e a quel punto cosa vai a dirgli? Che la dovrebbero smettere di soffocarli e che dovrebbero lasciarli liberi di essere ciò che vogliono, anche ciò che i genitori non vorrebbero che fossero? La smania di controllo di alcuni genitori, specie di alcune madri nei confronti dei propri figli, la quasi totalitaria volontà di "indirizzarli" verso la giusta strada, lo studio, un lavoro, un farsi la famiglia, li condiziona a tal punto da deprivarli di qualsiasi spinta creativa ed emotiva, inaridendoli, facendoli cadere in una latente depressione causata da quelle incessanti e spesso morbose attenzioni, e che non di rado sfociano nella rabbia, perché li fanno sentire inutili, inadeguati, mai all'altezza. Cosa dovrei dirgli se non di regalare un migliaio di euro al figlio, dargli un calcio in culo e spedirlo a giro per il mondo per un anno a godersi la vita? No, non lo faccio, sarebbe inutile, mi darebbero del pazzo, come diventano inutili quelle conversazioni perché quando si arriva tutti ad un impasse, ti mollano e non raramente scaraventano su di me le loro frustrazioni o il fatto di non aver risolto nulla. Del resto come possono aiutare a liberare un figlio, se prima il genitore non comprende di essere lui stesso il problema, e che dovrebbe per primo trovare una soluzione non solo per sé, ma che di rimando lo sarà anche per lui. E' come dire ad un Parassita di smettere di esserlo, perché così le sue vittime ignare potranno ritornare a vivere. Queste, cari amici/che, sono le dinamiche della grande "Commedia Umana", dinamiche che i più non conoscono ma che attuano ogni giorno, come degli automi, perché così sono programmati ad essere.

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