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“La verità è che ci nutriamo l’uno dell’altro” tratto da “Il Sesso” di Federico Bellini

“La verità è che ci nutriamo l’uno dell’altro” tratto da “Il Sesso” di Federico Bellini

"La varietà che la natura riesce a creare con i nostri organi genitali è sorprendente, ed ogni volta è come esplorare nuovi ed inconoscibili mondi. Si, esplorare nuove vagine e nuovi cazzi è come esplorare nuovi sistemi solari con stelle e pianeti sconosciuti, esotici, ricchi di fascino e mistero, ma se comunque più o meno tutte le vagine custodiscano gelosamente un loro segreto, nella parte più profonda ed oscura, i cazzi si comportano tutti allo stesso modo: si afflosciano, si drizzano, si sgonfiano, si gonfiano, alla fine esplodono. La diversità sta nell’esplosione, anche se a grandi linee si possono stilare delle graduatorie tra quelli che non vengono, quelli che emettono dello sperma di media consistenza o coloro che ti inondano completamente, come diverso è anche lo sperma, da liquido a denso, da trasparente a bianco, da viscoso a quasi oleoso. L’odore poi, per quanto sia inconfondibile, cambia, così come il sapore, perché dipende da cosa hai bevuto e mangiato nelle ore prime, come dalla diversità di ognuno di noi. [censurato] La verità è che ci nutriamo l’uno dell’altro, siamo dei parassiti consapevoli o meno, che si muovono nel mondo come degli automi indottrinati da anni di condizionamenti. Siamo degli ambulanti della disperazione e quando cerchiamo del sesso, non lo facciamo per un piacere vero e proprio, fine a sé stesso, anche quando facciamo i fighi e diciamo al partner che lo fai per “donare piacere all’altro”. No, non è assolutamente così, lo fai per soddisfare solo il tuo di piacere, il tuo istinto, per trarne giovamento, cibo energetico che prelevi dall’altro, sempre, continuamente. La maggior parte della popolazione utilizza il sesso per sfogare i propri istinti, la repressione, la rabbia, la manipolazione cosciente e inconscia, gli istinti primordiali, il desiderio o la pulsione di morte, sia che vorresti infliggere o subire, perché ad ogni sborrata è come morire e poi rinascere, è come fendere un colpo mortale all’altro durante l’ultima battaglia, e morire esanime sul suo corpo. Questa è la verità, che vi piaccia o no! E sono veramente pochi coloro che lo fanno per amore, per scambiarsi quel nutrimento alla pari, quell’energia che invece di degradarli, li innalzano verso le più alte sfere dello Spirito o del Divino. Solo una volta mi è capitato di vivere con una persona questa condizione, è durato il tempo di un effimero soffio di brezza marina, ma è stato talmente intenso che è rimasto impresso dentro di me qualcosa, una reminiscenza, un misto di desiderio mistico, di ritorno a casa, la vera e altra casa, al Paradiso Perduto. Ed è allora che, come in tanti sogni fatti nel corso della mia vita, mi rivedo laggiù, in quel mondo fiabesco, fatato, dove i nostri corpi, che non sono più nostri, si librano nell’aria, tra la densa e scintillante atmosfera che pervade ogni cosa, mentre una lussureggiante natura, si staglia rigogliosa intorno a noi. E nel mentre io e questa indescrivibile creatura facciamo l’amore, l’energia, così pura, accecante ad abbagliante che emaniamo, è così forte ed intesa che la stessa natura circostante è in estasi e raggiunge l’orgasmo insieme a noi. Il nutrimento è vicendevole, magnifico, stupendo, non c’è un dare e ricevere, nemmeno un togliere, ma è tutto perfettamente condiviso, re-integrato, dove niente viene disperso. Ed è lì che capisci cosa sia veramente l’amore, per l’altro, il mondo che ti circonda, per te stesso."

Il testo che avete appena letto è tratto da "Il Sesso", libro della mia nuova collana 'La Filosofia Heyoka' attualmente in lavorazione e pubblicazione.

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