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"La Civiltà Extraterrestre dei Pleiadiani" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

"La Civiltà Extraterrestre dei Pleiadiani" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

La Stella Madre delle origini
Dalle ricostruzioni in nostro possesso, sembra che 2 miliardi e 800 milioni di anni fa, si sia formata una stella madre al centro dello spazio attualmente occupato dalle varie stelle che compongono l’ammasso delle Pleiadi. La stella originaria o madre, molto più grande del nostro Sole, diede origine ad un complesso sistema solare che, nell’arco di un miliardo di anni successivo, generò le prime forme di vita senzienti, all’interno di un pianeta roccioso prossimo alla stella. A ritmi vertiginosi si sviluppò, quindi, una Società Originale di esseri umano-pleiadiani, suddivisi sin dal principio in varie razze e che, successivamente, si accorparono diventandone sette e avviando, con accelerazione sempre crescente, una conquista sociale, culturale e tecnologica, tra le più interessanti di tutta la Galassia. Verso 1 miliardo e 489 milioni di anni fa, la società pleiadiana venne a conoscenza di un pericolo che avrebbe compromesso la propria sopravvivenza: ancora sono incerte le cause, ma sembra che il passaggio di un buco nero errante, avrebbe minato la stabilità della stella madre, tanto da causarne la sua morte. Fu in quel periodo che la società pleiadiana decise di dar vita ad un progetto ambizioso, ovvero di creare dei pianeti erranti da utilizzare come astronavi madre per migrare lontano e salvarsi. All’epoca, il complesso sistema solare era formato da un numero considerevole di pianeti rocciosi dalle varie dimensioni, ma tra essi, almeno sette, erano grandi abbastanza (più della nostra Terra) per essere trasformati secondo le esigenze della loro civiltà. Ogni razza si separò, andando ad occupare un pianeta prescelto e avviando, così, una trasformazione in grado di plasmare il pianeta occupato in una vera e propria astronave vivente. Fu in quel periodo, tra 1 miliardo e 489 milioni e 1 miliardo e 484 milioni di anni fa che si attuò il progetto, in previsione della ventura catastrofe e non appena ultimati i lavori, i sette pianeti si staccarono dalla stella madre e si allontanarono decine e decine di anni luce, andando a posizionarsi attorno ad una stella più tranquilla, grande quanto il nostro sole, mantenendosi tutti e sette sulla stessa orbita. Sempre a quell'epoca, il buco nero andava ormai avvicinandosi alla stella madre che aveva dato origine alla società pleiadiana, tanto che le enormi forze in gioco, non solo provocarono la sua disgregazione, ma anche un’esplosione che la trasformarono in una nebulosa, specie nel corso dei milioni di anni successivi, mentre una piccola parte venne risucchiata dal buco nero che, grazie all’onda d’urto, fu scagliato lontano deviandone il corso. Per 1 miliardo e 200 milioni di anni successivi, la nebulosa rimasta, troppo piccola per generare altre stelle, iniziò per una serie fortuita di combinazioni galattiche, ad interagire con altre nebulose in transito, andandosi a mescolare e a creare i primi attriti che generarono, circa 150 milioni di anni fa, le prime stelle che attualmente compongono l’ammasso delle Pleiadi. Per le Pleiadi è stata attualmente stimata un'età compresa tra i 75 ed i 150 milioni di anni, dove lo scarto è dovuto alle incertezze nei modelli di evoluzione stellare, risale comunque a 65 milioni di anni fa il ritorno dei sette pianeti astronave nelle Pleiadi, posizionandosi ognuno attorno ad una diversa stella. Si presume che i motivi di questo ritorno siano in parte dettati dalla necessità di ritornare nel luogo di origine e in parte dovuti alla necessità di stanziarsi in una posizione cruciale sul piano galattico.

I Sette Pianeti
Ad oggi abbiamo pochissime informazioni circa il pianeta di origine in cui è nata la Civiltà Pleiadiana primordiale, perché la sua storia si è persa nel corso dei miliardi di anni trascorsi, tanto che attualmente non abbiamo una documentazione sufficiente per stilarne una descrizione dettagliata; siamo riusciti, però, a crear-ne una dei sette pianeti-astronave abitati successivamente e che, seppure nelle loro singolari diversità, rispecchiano nel complesso il pianeta dal quale provengono. Sembra, comunque, che questo pianeta fosse grande quattro volte la nostra Terra, cosparso di montagne colossali e vastissimi oceani, ricoperto interamente da varie foreste lussureggianti, popolate da innumerevoli forme animali singolari ed esotiche. La particolarità era data dai colori accessi e che, in varie parti di quel mondo, caratterizzavano, non solo la superficie, ma anche la flora e la fauna: il pianeta, se visto dallo spazio, appariva come una sfera a macchie di vari colori (bianco, nero, rosso, marrone, verde, blu e viola), disseminati su vaste porzioni della superficie. Ignote sono le cause di questa strana colorazione, ma si pensa sia dovuta ad una particolare e variegata formazione minerale della crosta planetaria, la quale, non essendosi bene amalgamata in origine è rimasta separata, sviluppando poi una varietà che si è ripercossa anche sulla flora, la fauna e le forme intelligenti (i Pleiadiani) che sono nate e si sono evolute, ognuno con un preciso pigmento. I diversi colori (bianco, nero, rosso, marrone, verde, blu e viola) dettero, così, la possibilità ai Pleiadiani di riconoscersi in sette tribù originali, costituire le prime sette regioni o nazioni e che poi si svilupparono successivamente nelle sette civiltà che oggi conosciamo. La maggior parte delle descrizioni di cui siamo in possesso, riguardano i sette pianeti-astronave che furono costruiti per fuggire dal disastro del loro sistema sola-re sopra descritto e che, ancora oggi, costituiscono la base e le fondamenta della loro sopravvivenza. Seppure molto diversi tra loro, sia per grandezza, formazione, strutture interne, vegetazione, forme di vita, etc., tutti quanti sono accomunati da una stessa tecnologia in grado di permettere, ad ogni pianeta, di poter sopravvivere senza il calore e l’energia irradiata da una stella. Tutti e sette i pianeti, ormai spenti del loro magma interno e dal magnetismo che da esso si forma, sono diventati dei nuclei rocciosi, metallici e compatti, che li rendono stabili, mentre in esterno sulla superficie, al posto dell’atmosfera, si trova una schermatura energetica che li ripara dalle radiazioni e dal freddo cosmico, permettendo così al calore generato all’interno di poter far vivere tutte le creature che li popolano. Dato che ognuno riprende il colore della regione del pianeta di origine, la classificazione dei sette pianeti, ricalcherà, quindi, quella dell’ordine dei colori appena descritti: pianeta Bianco, Nero, Rosso, Marrone, Verde, Blu e Viola.

Pianeta Bianco - Il pianeta presenta montagne, pianure, foreste e persino mari di colore bianco, seppure si notino all’interno intrusioni di altre tonalità, dovute a diverse interazione della popolazione, ma la forma eterea che ne esce nell’insieme lo rende decisamente unico tra tutti i pianeti conosciuti. All’apparenza potrebbe sembrare una palla ricoperta di neve a causa del candore che lo ricopre interamente, in realtà non si tratta di un mondo ghiacciato, ma la sua colorazione è dovuta ad un particolare pigmento di uno sconosciuto metallo. I Pleiadiani di questo pianeta vivono sulla superficie, in strutture tecnologiche tondeggianti, ovviamente bianche, e che ricoprono buona parte della sua crosta rocciosa, andandosi ad integrare alla perfezione con gli elementi naturali sopra descritti.

Pianeta Nero - Particolarmente ambiguo e se vogliamo sinistro, questo mondo si presenta cosparso in superficie di lava vulcanica nera plasmata in crateri e bolle. Seppur protetto dalla schermatura energetica dalle radiazioni provenienti dal cosmo, i Pleiadiani che lo popolano preferiscono vivere nel sottosuolo in vaste strutture di gallerie sotterrane, dato che in superficie non esiste una qualche vegetazione o attrattiva particolare dovuta dalla diversità del paesaggio, pressoché simile sull’intera crosta. Sempre sulla superficie, invece, esistono degli edifici metallici, propaggine di quelli sotterranei e nel quale vengono svolte attività per la produzione di cibo e svariati manufatti industriali e tecnologici.

Pianeta Rosso - Se non fosse per la sua grandezza, quasi il triplo, potrebbe essere scambiato per il nostro Marte dato il suo particolare colore, ma in realtà, questo pianeta, per buona parte desertico, è disseminato di foreste lussureggianti di un colore rosso e blu acceso. I Pleiadiani che lo popolano, vivono sotto terra in vaste strutture di gallerie sotterranee, mentre hanno degli avamposti nei pochi e rari luoghi dove si trovano le foreste sopra descritte, modellate da vari corsi d’acqua e laghi pieni di vita che preservano con cura sopraffina.

Pianeta Marrone - Poca differenza esiste con il pianeta prece-dente, a parte per il colore marrone riscontrabile in più tonalità, dal chiaro allo scuro, su tutta la superficie e per essere totalmente desertico senza tracce di foreste o acqua. La Razza Pleiadiana che lo popola, vive sotto terra in vaste e complesse strutture di gallerie sotterranee, non hanno avamposti in superficie, tanto da sembrare ad un primo aspetto completamente disabitato. Ancora sono ignote le cause della necessità di tenere un intero pianeta, protetto da una schermatura energetica, totalmente desertico e senza alcuna attività all’aria aperta, esigenza forse dettata dall’ancestrale ricordo della regione desertica nel pianeta-madre in cui sono nati e vissuti.

Pianeta Verde - A differenza dei primi quattro pianeti sopra de-scritti, questo mondo si presenta con una grande varietà di colore, riscontrabile in special modo nella flora e nella fauna, ed un'unicità del paesaggio e delle sue strutture architettoniche. Interamente ricoperto di foreste lussureggianti con alberi dai frutti d’oro, presenta anche una ricca fauna, tra cui spiccano dei particolari cigni dalle piume color argentato, quasi metallico. I Pleiadiani di questo mondo vivono pressoché in superficie, all’interno di strutture piramidali fatte a gradinate, costruite di materiale simile al marmo bianco. Non riuniti in agglomerati o in vere e proprie città, le enormi strutture a piramidi, che contengono la popolazione, sono sparse in modo diradato su tutto il pianeta all’interno della ricchissima vegetazione.

Pianeta Blu - Questo pianeta, a differenza degli altri, è prevalentemente ricoperto d'acqua, ma seppur cosparso di vastissimi e profondi oceani, presenta anche terre emerse non molto vaste, con foreste dai tipici alberi che producono dei particolari frutti d’oro (di reminiscenza mitologica greca). Il pianeta, molto grande, è dominato dal colore blu dei mari, ma anche da zone di un verde intenso e altre marroni di varie sfumature fino al sabbia, nelle quali si trovano ampie e severe strutture abitate dai Pleiadiani, ben mimetizzate con l’ambiente, dove spiccano dei particolari templi, classici e imponenti, vestigia di una antica regalità.

Pianeta Viola - Il settimo ed ultimo pianeta presenta più o meno tutte le caratteristiche dei precedenti (dal momento che per ricchezza di varietà lo si può considerare un mondo completo), a parte il colore viola che lo contraddistingue. Interamente ricoperto di foreste tipicamente esotiche, catene montuose, pianure, fiumi, laghi e oceani, ospita anche strutture tecnologiche enormi costruite dai suoi abitanti, sviluppate prevalentemente in altezza e di forma quadrangolare, con le pareti esterne di materiale simile al vetro. Intorno a queste immensi edifici ci sono vasti giardini di alberi dai frutti d’oro o dal color arancio con macchie rosse, nonché distese di campi coltivati con varie piante, tra le quali spicca una specie di ortaggio di colore viola chiaro, cosparso da macchie più scure e dal sapore pepato e unico.

Struttura e società
Complessa ed articolata civiltà, quella dei Pleiadiani risulta essere tra le più antiche “Società Originali” esistenti nella nostra Galassia. Come abbiamo già letto in precedenza, l'Universo pullula di vita, c’è vita ovunque, a qualunque stadio evolutivo e in qualsiasi dimensione, infatti, in esso si formano due tipi di intelligenze: quelle Umane e quelle Aliene. Le prime nascono spontaneamente, appartengono ad un genere del tutto naturale, Originale, e se vogliamo Divino, mentre le seconde, al contrario, sono Civiltà di origine Animale e che, diventate senzienti per mezzo di manipolazioni genetiche, aspirano ad essere anch’esse Umane e Divine. All'interno del gruppo delle Civiltà Umane Extraterrestri, si è formata un ulteriore divisione tra Società Originali e Società Parassita. Le Società Originali sono composte da individui che, nati e sviluppatesi spontaneamente, vivono in armonia con tutto ciò che li circonda, mettendo al centro della loro esistenza l’evoluzione interiore e spirituale, con lo scopo ultimo di andare incontro ad un’espansione di Coscienza nel divino. Tutte queste Società, pur essendo molto diverse tra loro, vivono in pace, amore, accettazione, consapevoli di essere parti di un unico “organismo” divino, e di conseguenza sviluppano sistemi sociali per noi utopistici, ma che nell'Universo sono la normalità. Come abbiamo avuto modo di leggere nelle ricostruzioni delle origini, non solo delle Pleiadi, ma anche della loro civiltà, risulta chiaro che essendo un antichissimo popolo, molte conoscenze siano andate per-se nei meandri del tempo. Sappiamo però che, nel pianeta originario orbitante attorno alla stella madre primigenia, si svilupparono spontaneamente, in sette diverse regione, sette diverse razze umane (simili a noi nell’aspetto, anche se molto imponenti e prestanti, alcune anche acquatiche, come vedremo in seguito) e che, successivamente, si evolsero in una strutturata e raffinata civiltà galattica. Riconosciutisi nella loro diversità planetaria, dovuta ad un particolare ed unico colore che li ha sempre contraddistinti, fondarono le prime sette razze che, successivamente, divennero le Sette Grandi Civiltà Pleiadiane. Questa conformazione dello Stato Pleiadiano è poi rimasto inalterato per più di un miliardo di anni, restando, ancora oggi, il modello di base della loro società. 

Ogni Civiltà Pleiadiana (Bianca, Nera, Rossa, Marrone, Verde, Blu e Viola) elegge al vertice un comandante in Capo o una Guida, e l’insieme di essi forma un Consiglio dei Saggi o un Oligarchia dei Meritevoli. I Sette Saggi, che si radunano a turno su tutti e sette i pianeti erranti, eleggono a loro volta una Guida Suprema che rimane in carica per circa 1200 anni terrestri, ed ogni saggio, sul proprio pianeta di appartenenza, è a sua volta a capo di un parlamento composto da ventisei Meritevoli, persone distintesi per le proprie qualità spirituali. Questo parlamento, dalla forma di un anfiteatro strutturato su tre piani, è formato da nove membri posti sul livello superiore, otto membri sul livello intermedio e nove membri sul livello inferiore, mentre il saggio si trova al centro. La funzione di questo parlamento è quella di regolare la vita e la funzione del pianeta-astronave, di tutta la popolazione, le forme di vita in esso contenute, gestire le relazioni sociali interne e galattiche, con le altre Società Originali consorelle, nonché prendere le più importanti decisioni amministrative, militari, sociali e culturali. La struttura sociale delle sette civiltà varia a seconda dei diversi pianeti e dagli agglomerati urbani in cui tutti quanti convivono, l’unica cosa che li contraddistingue è un’armonia pressoché assoluta e che permette loro di non avere regole, leggi da seguire, in quanto non esistono forme di criminalità, violenza, avidità, alcun sistema monetario, malattie o elementi in grado di creare contrasti e sofferenze. Si può affermare senza alcun dubbio (a parte alcuni casi come i Neri e in misura minore i Rossi e i Marroni), che i Pleiadiani incarnino, tra le società galattiche attualmente conosciute più vicine, l’ideale di società perfetta. [...]

Fonte: l'articolo prosegue su www.risvegliopedia.com/forum

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