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"I Gruppi di Preghiera sono davvero efficaci?" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

"I Gruppi di Preghiera sono davvero efficaci?" di Federico Bellini e Ambra Guerrucci

"Federico, una volta ho visto un intervento del ricercatore Masaru Emotu nel quale era riuscito, riunendo in preghiera moltissime persone, a risanare un lago in Giappone altamente inquinato. Potrebbe essere considerata anche quella una forma di Meditazione indotta anche se ha avuto esiti positivi?"
"Io andrei a rivedere adesso in che condizioni si ritrovano, sia quel lago un tempo sanato, sia quelle persone che avevano pregato per risanarlo. (Emotu nel frattempo ci ha già lasciato...)"
"Premetto che quanto dici, conferma un mio timore nelle meditazioni di gruppo, dico sempre che, quando si è in tanti a meditare 'viene giù di tutto'; detto ciò, vorrei capire se i gruppi, cosiddetti di preghiera, formati da tre persone, che pregano in silenzio, ognuno nella propria credenza, x la guarigioni di qualcuno, possono dare anche questi, effetti 'collaterali'?"
"Dipende da chi prega, l'energia del gruppo, grande o piccolo che sia, dal malato stesso e la gravità della sua patologia... ogni volta bisognerebbe avere un quadro completo dei vari 'legami' in gioco, cosa alquanto complessa da fare. Inoltre, spesso, si tende a inviare energia senza un consenso, incanalando forze in un sistema sottile e fisico già compromesso e che non sempre è in grado di assorbire tali quantità ricevute. E' un po' come quando parlo delle ipnosi, tutti le possono fare, ma prima di iniziarle sarebbe bene che ogni tassello sia al proprio posto, così da evitare spiacevoli inconvenienti. Anche perché inizialmente si potrebbero avere dei ritorni 'miracolosi', ma che a distanza di tempo, potrebbero rivelarsi, al contrario, disastrosi...
"Giustamente, il consenso, lo dimentico spesso, do per scontato che tutti si voglia guarire. Oltre a questo, c'è anche il discorso karma, vero?"
"Si."
"Scusami ancora Federico ma, è un argomento che mi sta molto a cuore, ho un'altra domanda. Parlando sempre di consenso, quando si tratta di bambini, basta quello dei genitori o dei nonni?"
"No, bisognerebbe chiederlo al bambino, se piccolo e non può parlare, dei genitori o i parenti più prossimi, anche se la responsabilità energetica, se le cose dovessero andare storto, non solo ricadranno sul piccolo, ma anche a chi ha dato il consenso al posto suo. Vedi, le energie nell'Universo in qualche modo devono compensarsi ed equilibrarsi, se togli, verrà riempito, se riempito troppo, verrà sversato fuori a riempire altri vuoti, e così via di seguito... niente rimane inutilizzato, qualsiasi cosa decidiamo di fare."

*   *   *

"Molto spesso si agisce in maniera disarmonica con le migliori intenzioni, ma per fortuna il potere a cui abbiamo accesso è direttamente proporzionale al grado di consapevolezza. Non a caso la maggior parte delle persone non sviluppa particolari facoltà, il rischio di utilizzarle male è veramente elevato. Quando un batterio presume di sapere che cos'è giusto per l'intero organismo potrebbe compiere atti che lui ritiene giusti, ma che non sono in armonia con l'organismo stesso. Un esempio di questo, poiché interno ed esterno non esistono, si ha con i batteri: potresti essere sconvolto nel vedere gli anticorpi che fagocitano dei virus e con la coscienza di un batterio magari interverresti, tentando di salvare gli aggrediti. Non sapendo che cosa sta realmente avvenendo e quali dinamiche ci sono dietro, rischieresti di scagliarti contro gli anticorpi e salvare una malattia mortale, che proliferando all'interno dell'organismo rischia di ucciderlo e morire con esso. Gli equilibri sono molto sottili e solo con la Coscienza dell'Intero è possibile discernere che cosa è evolutivo da che cosa non lo è. Di conseguenza, è più costruttivo osservare perché certe cose stanno accadendo, senza giudicare né l'una né l'altra parte: questa è la prospettiva obbiettiva! Gli anticorpi fanno semplicemente ciò per cui esistono, seguono il loro programma cellulare, ma anche il virus agisce in maniera automatica e non è consapevole delle conseguenze del suo operato. Ognuno gioca con il suo ruolo e che, armonico o meno, rispecchia il meccanismo di cui è schiavo ed al tempo stesso così crea il proprio destino. Permettersi di agire senza comprensione per i ruoli, le loro dinamiche e le connessioni che hanno tra loro e con l'intero, può avere un impatto devastante: per questo i batteri non hanno un enorme potere di cambiare le cose, esattamente come non lo hanno le persone bloccate al livello inconscio. Sembrerà paradossale, ma il potere di cambiare le cose arriva nell'esatto momento in cui non esiste più una volontà di cambiarle, perché si comprende le motivazioni profonde dietro l'esistenza di ogni cosa."

(Tratto da: "La Via della Saggezza Indiana" di Ambra Guerrucci)

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