"Ancestrali Demoni" di Federico Bellini

"Ancestrali Demoni" di Federico Bellini

Non di rado, insieme ai racconti di avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI), o nei casi di Rapimento Alieno, sono associate storie di incontri con entità soprannaturali, vere e proprie esperienze ultraterrene che sfociano, spesso, in misteriosi racconti dell'orrore. Tali storie, inoltre, non sono poi dissimili a quelle di incontri con entità demoniache del passato, ovvero con esseri che si nutrono dell'energia (e non solo) altrui, e che si riscontrano in buona parte di quasi tutte le culture del Mondo da diversi secoli. Oggi assoceremmo queste creature ai Vampiri, ma nei tempi antichi questo concetto non esisteva, ed impossessarsi della linfa vitale altrui, era una pratica attribuita a Demoni, Spiriti e persino al Diavolo in persona. In India, ad esempio, alcuni racconti sui Baital raccolti nel libro Baital Pachisi, descrivono esseri simili ai Ghoul dell'Islam, e si dice che possano entrare in possesso dei corpi. Anche Pishacha, lo spirito di malfattori o di coloro che muoiono pazzi, rispecchia alcune caratteristiche dei vampiri, come anche l'antica dea indiana Kali, con zanne e una ghirlanda di cadaveri o teschi. Sempre in India, il Bhūta o Prét, è l'Anima di un uomo morto prematuramente che si muove di notte, animando cadaveri e attaccando i vivi, similmente ad un Ghoul. Nell'India del nord, invece, viene narrato di un'altra creatura, il Brahmarāk-Şhasa, caratterizzato dalla testa cinta di interiora ed un teschio da cui beve sangue. Secondo l’Induismo, il loro Corpo è costituito da quattro dei cinque elementi: Aria, Materia Oscura (Spazio), Fuoco e Terra, mentre l'assenza dell'Acqua indica l'imperitura ricerca da parte dell'essere di soddisfare la sua sete con il sangue. I Persiani, invece, furono una delle prime civiltà a tramanda-re racconti di demoni, tanto che sono stati portati alla luce dei cocci di porcellana su cui erano state raffigurate creature nel tentativo di bere il sangue delle persone. La mitologia greca e latina descrive creature come le Empuse, le Lamie e le Strigi, e col passare del tempo, le prime due divennero termini generali, rispettivamente, per indicare Streghe e Demoni. Empusa era la figlia della dea Ecate ed era descritta come una creatura demoniaca dai piedi di bronzo, si trasformava in una giovane donna e seduceva gli uomini per bere il loro sangue, mentre Lamia, invece, banchettava sui letti dei bambini la notte, succhiando il loro sangue, così come faceva la figura mitologica Gello. Come Lamia, la Strige si cibava di bambini, ma anche di giovani uomini ed erano descritte come aventi il corpo di corvo o d'uccello in generale; successivamente vennero identificate nella figura mitologica romana nelle medesime condizioni. Tali entità, però, non erano solo presenti in Asia, ma anche in Africa e nell'antico Egitto, dove persino la dea Sekhmet beveva del sangue umano. Varie regioni africane possiedono, inoltre, racconti folkloristici di esseri con caratteristiche simili: nell'Africa occidentale il popolo degli Ashanti, narra dell'Asanbosam, una creatura dai denti di ferro che abita sugli alberi, mentre il popolo Ewe narra dell'Adze che può prendere le sembianze di una lucciola e dà la caccia ai bambini. La regione orientale del Cape tramanda la leggenda dell'Impundulu, che può prendere le sembianze di un grosso uccello con gli artigli e può evocare tuoni e lampi. Il Loogaroo, invece, indica una creatura mitologica simile a un vampiro (termine che probabilmente deriva dal francese Loup Garou, licantropo), molto comune nella cultura delle Mauritius, oltre che nelle isole caraibiche e in Louisiana (Stati Uniti). Simili mostri femminili sono la Soucouyant di Trinidad, l’oscura Tunda e l’altrettanto ambigua Patasola del folklore colombiano, mentre i Mapuche del Cile del sud narrano del Peuchen, un serpente succhiatore di sangue. Nonostante i vampiri appaiano nel cinema giapponese sin dagli anni '50, il folclore alla base ha origini occidentali, la creatura più simile al vampiro è forse il Nukekubi, la cui testa e collo sono in grado di staccarsi dal Corpo per volare via e andare a caccia di prede umane. Leggende di esseri femminili simili a vampiri, esistono però nelle Filippine, in Malesia e in Indonesia. Nelle Filippine, le due maggiori creature sono il Mandurugo (letteralmente "succhia-sangue") del popolo dei Tagaloge, e il Manananggal ("creatura che si divide in parti") dei Visayan: la prima è una variazione dell'Aswang, che prende le sembianze di una attraente ragazza di giorno, mentre di notte le crescono ali e una lunga lingua concava e fine (la lingua viene usata per succhiare sangue dalle proprie vittime addormentate); la seconda, invece, è descritta come una più matura ma comunque bellissima donna, capace di prendere il volo grazie ad enormi ali di pipistrello, che si nutre di donne incinte addormentate e inconsapevoli (usa una lingua lunga quanto una proboscide per succhiare via i feti dai grembi materni). Gli Jiang Shi ("cadavere rigido"), chiamati anche "vampiri cinesi" dagli occidentali, sono cadaveri rianimati che uccidono i vivi per assorbire la loro linfa vitale (qì) e si dice che nascano quando un'Anima non è in grado di vivere nel Corpo del defunto; a differenza dei vampiri, gli Jiang Shi sono creature senza Mente e non hanno ragionamenti propri. Uno dei più famosi casi di entità vampiresche nell'età moderna è quello dei Chupacabra di Puerto Rico e del Messico, è una comune leggenda che siano creature che si nutrono di carne fresca e di sangue di animali domestici. Tutti fenomeni che si ricollegano anche a quello dei casi di “Mutilazione del Bestiame e Umana”, ovvero, a quei numerosi episodi di mutilazioni subite principalmente dagli animali (anche se non mancano casi anche sugli esseri umani), ad opera di ignoti in circostanze misteriose, specie a partire dagli anni sessanta a seguito del ritrovamento di capi di bestiame rin-venuti morti con gravi mutilazioni mortali. [Tali mutilazioni rivestono caratteristiche di particolare interesse scientifico ed investigativo, per il modo con cui si sono verificate, diventando oggetto d'indagine di numerosi enti governativi, specie statunitensi. Dagli esami effettuati sulle carcasse è stato evidenziato che agli animali erano stati asportati, nella maggioranza dei casi, i genitali e le zone circostanti. Ciò che ha sempre lasciato perplessi sono le modalità dell'asportazione, ovvero, della precisione chirurgica delle incisioni, la "totale assenza di sangue sia nel corpo dell'animale sia nella zona circostante il rinvenimento della carcassa". Le ferite tramite le quali venivano asportati gli organi erano caratterizzate da taglio netto, analogo a quello di un bisturi, e la sezione di tessuto interessata dalla ferita risultava cauterizzata. In molti casi la carcassa dell'animale presentava fratture multiple sul lato rivolto verso terra, questo ha fatto presupporre che gli animali fossero caduti da un'altezza elevata; particolare che ha alimentato le teorie degli ufologi, sul fatto che gli animali fossero stati rapiti da presunti Extraterrestri per poi essere uccisi e scaraventati al suolo. Mutilazioni del bestiame sono avvenute anche in Italia].

Per Leggere i Libri di Federico Bellini: CLICCA QUI

Commenti