Passa ai contenuti principali

"Quell'abito così strano, e che puzzava un po' di mucito..." di Federico Bellini


"Quell'abito così strano, e che puzzava un po' di mucito..." di Federico Bellini

Mentre stavo scrivendo e correggendo le bozze del mio nuovo libro, mi sono ritornati alla mente, così, dal niente, dei ricordi della mia lontana infanzia. Giorni fa vi avevo scritto, in un mio precedente articolo, che quando ero bambino, passavo il mese di luglio in campagna dai nonni, nella loro antica villa immersa nel verde. Tra le molte stanze del primo piano, dove avevo la mia camera da letto, c'era anche una sala adibita ai soli armadi, di legno e vecchissimi, dove tra le varie cose, un anno, notai ammassato un enorme cappotto di lana, dai colori grigio-verde scuro, con un capello stranissimo, simile ai colbacchi russi. Quando curioso chiesi a mio nonno di chi fosse quell'abito così strano, e che puzzava un po' di mucito, lui sorridendo mi disse "provalo!" e mi aiutò a metterlo. Ricordo che era enorme e pesantissimo, sarà pesato non so quanti chili, tanto che mi sentivo schiacciare a terra. Alla fine, dietro la mia insistente curiosità mi rivelò che quel cappotto era appartenuto a suo zio, scienziato dell'Università di Pisa, che nel 1928 aveva fatto parte della spedizione di Umberto Nobile al Polo Nord. Come sappiamo, la spedizione del dirigile "Italia" finì in tragedia, ma lui si salvò perché faceva parte del team a terra, presso il confine del circolo polare artico e che doveva captare i segnali radio che il dirigibile inviava giornalmente. Mi disse: "con il freddo che faceva lassù doveva ripararsi, e cosa poteva esserci di meglio di questo cappotto?"

Per Leggere i Libri di Federico Bellini: CLICCA QUI


Commenti

Post popolari in questo blog

"La Spiritualità è la più grande Truffa ai Danni dell'Animo Umano" di Federico Bellini

La Spiritualità è la più grande truffa ai danni dell'animo umano. Si, hai letto bene. È il mero tentativo di distoglierci da una vera ricerca totalizzante, facendoci volgere lo sguardo verso un aspetto esotico e mai affrontato delle nostre vite, dove regna la più completa ignoranza, e nella quale, un sacerdote, un guru o un maestro scaltro e furbo (con annesso parassita), ci metterà sempre lo zampino per meglio sfruttarvi e strizzarvi come un’oliva al frantoio, così da trarre da voi tutta la vostra migliore quintessenza e che potrete costantemente produrre.


La vera Spiritualità è l'Esperienza, nient'altro.

E quando le persone mi chiedono cosa dovrebbero fare per iniziare un "percorso spirituale" dico loro semplicemente di masturbarsi, perché se la Spiritualità è la Masturbazione dello Spirito, farlo davvero, fisicamente, vi condurrà a trovare nient'altro che un vostro sincero giovamento. Quando lo schifo, il disgusto, o lo scherno, appare sulla faccia di alcune…

"Franco Battiato: mi sono Reincarnato e ricordo le mie Vite Passate"

Da dove nasce l’esigenza di realizzare un film sulla morte? E’ un tema al quale mi dedico oramai da molto tempo, da quando nel 1979 ho cominciato a interessarmi alla spiritualità e alla meditazione. Con la meditazione ho imparato che chiudendo gli occhi ed escludendo tutto il mondo esterno si inizia a vedere sul serio, a vivere sul serio. Ho potuto approfondire la concezione buddista della morte in un mio viaggio a Kathmandu, dove ho avuto la fortuna di poter a lungo dialogare con il Lama Kanghser, Lama Monlam e il Lama Geshe Jampa Gelek. Il mio documentario è il risultato delle loro riflessioni e del loro credo, dell’illuminazione e del “nirvana”, inteso come fine ultimo della vita e cioè cessazione del dolore. Le loro riflessioni sono poi messe a confronto con quelle del teologo Guidalberto Bormolini che ci ricorda come anche san Francesco definiva la morte “sorella” e che san Carlo Borromeo si fosse fatto dipingere una tela in cui la morte veniva rappresentata non con la tradizional…

"Ci siamo lasciati vessare, offendere, picchiare, torturare, stuprare..." di Federico Bellini

«Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.» (“Se questo è un uomo” di Primo Levi)
Così Primo Levi spiegava la sua condizione di deportato e prigioniero all’interno del Campo di Concentramento Nazista di Auschwitz, nella Polonia meridionale, in quella sua spietata e lucida descrizione scritta in un libro che tutti dovrebbero leggere, specie se vogliamo arrivare a comprendere …

"Rapimenti Alieni: il punto della situazione" di Federico Bellini

Rapimenti Alieni. Due parole innocue quanto sconvolgenti, perché racchiudono tutta la drammaticità di un fenomeno che nel corso di questi ultimi vent’anni, specie in Italia, ha raggiunto esiti fuori dal comune per poi recentemente cadere nel dimenticatoio, non senza aver dato vita ad alcuni contesti ai limiti del grottesco e dell’assurdo. Con questo articolo cercherò di fare un’analisi approfondita sul buono e il cattivo tempo nella ricerca internazionale legata a questo fenomeno, il quale ha ancora molto da dare per comprendere esaustivamente la nostra posizione su questo pianeta e nell’Universo. Parlare o scrivere di Abductions (termine preferito all’estero) è sempre un’impresa assai ardua, perché ogni volta si vanno ad intaccare certezze inossidabili, scuole di pensiero, dogmi, nonché una serie pressoché illimitata di luoghi comuni, scaturiti dalla fantasia non solo dei ricercatori che operano nel settore, ma soprattutto dai tanti seguaci di questi personaggi. È fuori ombra di dubb…