"Il Sesso, afflizione del Mondo" di Federico Bellini

"Il Sesso, afflizione del Mondo" di Federico Bellini

Ippolito è un personaggio della mitologia greca. La versione a noi nota della sua leggenda ci è stata tramandata da Euripide che vi scrisse una tragedia, e dalla quale sappiamo che era figlio di Antiope, mentre da altri mitografi, forse di una Amazzone. A parte le sue incerte origini è interessante la sua storia, perché Ippolito era un giovane che apprezzava poco il sesso, l’unica cosa che lo divertiva era andare a caccia di belve feroci nelle foreste e divertirsi (e se andiamo a ben vedere, il suo comportamento non è poi molto dissimile da quello di tanti giovani di oggi). Afrodite, la Dea dell’Amore e della Sessualità lo odiava, perché preferendo il divertimento della vita selvaggia al sesso, il giovane dimostrava di valutare ben poco rilevante l’importanza della funzione della dèa, e di considerarla persino “la pessima… tra tutti i Numi.” A quel punto, Afrodite decise di punirlo e di vendicarsi, perché non accettava che restasse impunito per aver ignorato la vita sessuale e il suo dominio, quindi spaventati da un mostro mandato dagli altri dèi, i suoi cavalli lo scaraventarono fuori dal carro, riducendo il suo bellissimo corpo ad un ammasso di carne martoriato. Gli dèi, a ben vedere, non solo desideravano ma esigevano che gli uomini fossero sessualmente attivi, considerando l’astinenza o la castità, semplicemente vergognosa. Ci sono degli elementi portanti in questa storia, la centralità dell’Uomo, la sua presenza all’interno del mondo naturale con la caccia alle “bestie selvagge della foresta”, e la presenza degli dèi, impietosi e decisi nelle loro azioni a favore o contro l’umanità. Gli animali, lo sappiamo, non hanno religioni, morale, filosofie di vita, istituzioni, una società precostituita, ma l’umanità si, da quando abitava nelle caverne, o forse addirittura agli albori della nostra specie. E a prescindere da come abbia avuto origine questo sincretismo, e la successiva relazione tra religione e sessualità, è chiaro che la varietà incredibile di complesse e intricate strutture sociali che si sono sviluppate nel corso dei millenni, e che ci hanno condotto sino ad oggi, sia stato un complesso processo che è si è andato via via a modificarsi in base all’evoluzione, non solo genetica ma anche culturale del genere umano. Per certo, il sesso è diventata una questione di primaria importante, specie per le religioni e poi per tutte le strutture sociali apparse sul nostro pianeta nel corso dei secoli, una questione che soprattutto nell’era contemporanea sta assumendo proporzioni sempre più gigantesche. Avere un controllo sul sesso, implica non solo il diretto dominio dei settori più intimi della vita privata delle persone, ma anche un impatto molto significativo su numerosi aspetti del nostro vive-re quotidiano, definendo a grandi linee la vita di ognuno di noi: chi sarà il tuo partner, i figli e i nipoti che avrai, quindi la tua cerchia famigliare, il nucleo di una piccola comunità in relazione con il vicinato, e che nell’insieme forma una comunità, sino ad arrivare ad un intero popolo. All’interno di questa categorizzazione, si inseriscono anche i generi, e che possiamo dividere tra eterosessuali, che sino ad oggi sono stati la parte predominante, e gli omosessuali (che racchiudono al loro interno ulteriori sottocategorie di generi), e che ad oggi stanno diventando sempre più numerosi e predominanti. Questa distinzione, inoltre, crea ulteriore divisione e conflitto, perché nel definire l’identità della persona, illusoriamente si tende a darne importanza, quando in realtà viene privata del suo effettivo potere, uniformandosi all’interno di un sistema che da sempre ha etichettato gli individui per meglio catalogarli e sezionarli. Così, se la religione o le istituzioni classificano e cercano di regolare la nostra vita sessuale, in base a delle norme morali accettate dalla propria comunità di appartenenza, in realtà non fanno altro che controllare anche la nostra vita quotidiana, sociale e lavorativa, incanalandola all’interno di un sistema di potere e di dominio globale sulla massa. La Storia, lo sappiamo, insegna, e nel corso del tempo sono stati fatti grandi sforzi per stabilire quelle che comunemente sono definite le zone di frontiera del sesso. Nella legge giudaica, ad esempio, si è cercati nel corso dei secoli di mantenere fisicamente separati gli uomini e le donne non sposati. Nonostante questo principio non sia più così diffuso come un tempo, è apparso recentemente sotto nuove forme. Gli autobus separati, ad esempio, stanno ritornando sempre più comuni a seguito delle richieste di molti ebrei ultraortodossi, e dove in quelle zone ancora non esistono, si è imposto alle donne di sedersi nella parte posteriore dei bus, questo nonostante che il popolo israeliano si professi per un buon 65% non religioso! (Questo non ha evitato che alcuni religiosi abbiano picchiato addirittura alcune donne, solo per essersi rifiutate di sedersi nei posti separati a loro destinati…) Però se andiamo bene ad analizzare la storia, la Bibbia ci racconta sin dal principio la difficoltà dell’uomo nell’accettarsi per ciò che è, ovvero nudo di fronte al Mondo. Celebre è l’episodio nel Giardino dell’Eden, quando Adamo ed Eva si vergognarono della loro nudità e si coprirono con foglie di fico intrecciate dopo che ebbero mangiato i frutti dell’albero della saggezza e dopo che “si aprirono gli occhi di tutti e due”. Meno celebre ma altrettanto incisivo è l’episodio, sempre nella Bibbia, di quando Noè, in stato di ebbrezza fu visto nudo da suo figlio Cam, che poverello si trovava lì, forse per caso, visione che gli costò la maledizione eterna per tutta la sua discendenza! E come non ricordare la storia di Antonio il Grande, uno dei primi leggendari padri cristiani del deserto, che fu lodato per non aver permesso a nessuno di vederlo nudo mentre era in vita. Per essere sicuro di questo fatto, il brav’uomo smise persino di lavarsi per il resto dei suoi giorni (e possiamo immaginare quanto puzzasse di santità!) e, come modello di rettitudine per i suoi fedeli, decise di non mettere mai più “il piede in acqua a meno che non fosse necessario”. Simili ordinanze di separazione di genere, però, si riscontrano anche nella religione islamica, specie nelle aree più conservatrici. Le leggi saudite proibiscono alle donne di uscire dalle proprie abitazioni senza un accompagnatore di sesso maschiale, ma anche agli uomini accadono sorti analoghe, celebre è il caso di 57 giovani che nel 2008 furono arrestati in un centro commerciale solo perché si erano vestiti con ‘abiti ritenuti indecenti’, ascoltavano musica e ballavano con lo scopo di attirare l’attenzione delle ragazze presenti, su di loro. Del resto, il Corano stesso sol-lecita le donne a vestirsi in modo modesto, in particolare quando entrano in contatto con gli uomini al di fuori della loro cerchia famigliare, se non coprirsi, nei casi più estremi, anche integralmente. A ben vedere, Maometto si era spinto ben oltre a descrivere tali atteggiamenti da lui ritenuti riprovevoli, perché credeva che guardare cose proibite, o guardarle con desiderio, fosse adulterio dell’occhio, come parlare di cose proibite, fosse adulterio della lingua, come esiste anche l’adulterio dell’orecchio, quando si ascoltano cose di natura sessuale, l’adulterio della mano, quando le persone arrivano a toccare l’oggetto desiderato, ma persino l’adulterio del piede, che indica l’atto di camminare verso il luogo in cui si commetterà, sicuramente, l’adulterio stesso! Ma la follia arriva anche a sostenere che esistano “donne che sono nude nonostante indossino vestiti” e che queste donne, “vanno fuori strada e conducono gli altri fuori strada”, privandole, secondo alcuni imām, del possibile ingresso nel Paradiso. Seppure Maometto non abbia mai richiesto che le donne indossino determinati abiti, come il crescente uso di hijab e niqab che possiamo vedere nell’odierna società islamica, si ritiene che siano state figure religiose successive ad introdurre tali costumi. È certo che ancora oggi, accadono episodi alquanto singolari legati al vestiario delle donne, perché è nota la storia di un giudice islamico in Arabia Saudita, che nel 2008 dichiarò che l’apparizione mediatica di donne in abiti succinti, e altri “grandi demoni” (non meglio specificati), giustificherebbe l’uccisione dei proprietari dei canali televisivi che le ospitano. Ma anche altre culture asiatiche non sono esenti da questi strani precetti, in Nepal, ad esempio, si consiglia agli stranieri di evitare effusioni amorose e baci in pubblico, “soprattutto tra uomini e donne”. Un gruppo politico radicale induista, lo Shiv Shena, alle coppie eterosessuali che, sempre secondo loro, manifestano troppa intimità in pubblico, vengono dipinti i volti di nero e tagliati i capelli con la forza, mentre le attività commerciali che festeggiano il giorno di San Valentino, vengono vandalizzate. Ma anche nel nostro occidente non siamo da meno, seppure le imposizioni si siano fatte via via sempre più sottili nel corso dei secoli. Del resto, Tommaso d’Aquino, il grande teologo cattolico romano, e tra i più importanti della storia del cattolicesimo, riteneva il contatto e il bacio tra persone di sesso opposto non peccati mortali in sé, ma potevano facilmente esserlo in base alla loro motivazione che aveva spinto le due persone a comportarsi così! Ma la Chiesa, rispetto alle altre fedi, è sempre stata molto più permissiva su certe questioni, specie nei confronti di una promiscuità dei nudi che, seppur mal tollerati tra i fedeli, potevano essere rappresentati, pur con dei dovuti distinguo, nelle arti. Celebre è il caso della Cappella Sistina dove Michelangelo dipinse innumerevoli figure bibliche nude nel XVI° secolo e che a Papa Giulio II, evidentemente, piacevano particolarmente, mentre Papa Paolo IV, qualche decennio dopo, arrivò persino a pensare di distruggere perché fu inorridito da tutta quella nudità. Per fortuna le forti proteste fecero desistere il Papa da quella scellerata decisione, commissionando ad uno degli alunni di Michelangelo di dipingere dei veli sulle indecenti figure dipinte…

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