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"Gli inganni dell'Illuminazione" di Salvador Freixedo

"Gli inganni dell'Illuminazione" di Salvador Freixedo

Anche se potremmo estenderci ancora molto nel descrivere questo misterioso e interessantissimo fenomeno delle apparizioni, siccome è stato già trattato a fondo nel mio libro Visionarios, místicos y contactos extraterrestres, preferiamo qui soffermarci di più su un’altra delle maniere private che gli dèi hanno di manifestarsi, cioè la cosiddetta “illuminazione”. Sebbene sia vero che nella maggioranza dei casi in cui c’è un’apparizione questa vada accompagnata da un’illuminazione o istruzione della mente del veggente, tuttavia in molte occasioni non è così, avvenendo l’illuminazione senza che abbia avuto luogo alcuna apparizione. Come abbiamo già notato sopra, l’illuminazione può essere repentina o può essere progressiva. Nelle illuminazioni repentine il soggetto si sente subita-mente invasato da una felicità che non solo intride lo spirito, ma che è calata fino agli angoli più profondi del suo corpo. Assieme a questo senso di felicità ineffabile, l’essere umano sente la sua mente e la sua intelligenza repentinamente ingrandite da conoscenze che mai prima di allora aveva avuto e di cui in quel momento si sente sicuro. Naturalmente, l’individuo relaziona ciò che sta sentendo dentro con quello che sta vedendo fuori; e dato che l’esperienza che vive è così travolgente non può fare a meno di rapportarla con Dio o con qualcosa che viene direttamente da Dio. Davanti a tanta felicità e tanta meraviglia, la capacità critica del veggente si annulla, non dubitando neppure per un momento che quello che ha di fronte, capace di causare in lui tali trasformazioni, non sia qualcosa di divino o Dio stesso. Se qualcuno volesse studiare a fondo questo fenomeno dovrebbe leggere un autore classico in queste materie che purtroppo è poco conosciuto nel mondo di lingua ispanica. Si tratta di William James, uno dei padri della moderna psicologia, che nel suo libro Le varie forme dell’esperienza religiosa compie, spassionatamente e in un modo oggettivo e magistrale, un’analisi esaustiva di tutto questo fenomeno, mettendo in relazione con il misticismo cristiano la cosiddetta “santità”, gli stati di trance, ecc. James, nonostante non provenga dal campo religioso e abbia tenuto le sue lezioni in un’università laica, non dubita della realtà delle trasformazioni istantanee di molti di questi illuminati - alcuni dei quali erano amici suoi e membri della nobiltà inglese - e invece di rifiutarsi di ascoltare o ricevere le informazioni con un sorriso di scherno come fanno molti degli autoproclamati “scienziati”, indagò a fondo per molti anni tutti questi stati alterati di coscienza, arrivando a conclusioni interessantissime che è un peccato che non siano conosciute dalla maggioranza dei teologi e delle autorità ecclesiastiche. Il fenomeno psicologico dell’illuminazione in tempi passati era sempre messo in relazione alla conversione religiosa, ed era molto condizionato dalla presenza o dalle prediche di qualche grande predicatore o santo. Fatti di questo tipo abbondano nelle vite di tutti i santi e non dobbiamo dubitare nemmeno per un momento che in realtà non sia stato così. Non solo li ammettiamo, ma li estendiamo ad ambiti e circostanze estranee a ciò che è religioso, anche se allora ricevono altri nomi. Attualmente questo processo di illuminazione continua a darsi, ma in una società molto più secolarizzata e indipendente dall’influenza religiosa non è più così intimamente relazionato con credenze teologiche, quando invece lo è con ideologie esoteriche e filosofie orientali panteiste o cosmiche. Bisogna ammettere, comunque, che soprattutto in alcune sette protestanti il fenomeno dell’illuminazione è completamente mescolato con la religione, ricevendo allora il nome di “conversione”, “battesimo dello Spirito Santo” o “nuova nascita”. In attualità, nelle persone di mentalità liberale o agnostica ma con un alto grado di cultura e dotate di una grande sensibilità verso la natura (e in special modo quelle influenzate dalle filosofie orientali e i praticanti di qualche tipo di meditazione in accordo con queste filosofie), quando si dà il fenomeno dell’illuminazione, questo non suole avere le connotazioni religiose che sono frequenti fra le persone meno colte, e normalmente non spinge l’individuo verso una corroborazione o ammissione di tali credenze in modo che egli identifichi l’esperienza con qualcosa di “divino”, “religioso” o “soprannaturale”. In generale, l’individuo di queste caratteristiche che sperimenta l’illuminazione, se vede qualche entità luminosa di solito non la identifica così facilmente con Gesù Cristo o con qualche personaggio della teologia cristiana; e in quanto alla pace e alla felicità interna da cui altrettanto si sente pervaso, le attribuisce piuttosto a una comunione con il cosmo o alla Grande Intelligenza diffusa in tutto l’Universo, che non avrà inconvenienti nell’identificare in ultima analisi con la Prima Causa. Però, in fondo, tanto i fatti esterni al soggetto quanto il meccanismo psicosomatico coinvolto in tutto il processo sono esattamente gli stessi, sia che si diano in ambiente religioso o fuori di esso, e non fa differenza che accadano nel seno del cristianesimo o in una qualsiasi delle altre religioni. L’illuminazione, in fin dei con-ti, è un fenomeno trascendente perché l’essere umano salta – involontariamente - la barriera verso altre dimensioni o livelli di esistenza. In realtà è forzato a farlo, senza che gli resti altra alternativa di fronte a ciò che si dipana davanti ai suoi occhi meravigliati. Fra i mistici cattolici ne ritroviamo alcuni che resistevano con tutte le loro forze a questa invasione delle loro menti (anche se credevano che provenisse da Dio); però, allo stesso tempo, riscontriamo come Dio finisse sempre per vincere quella resistenza impadronendosi completamente dell’anima del mistico. In realtà questo è il motivo e il fine di tutto questo fenomeno: la possessione dell’anima del veggente. Nella teologia cristiana, quando l’autore di tale violazione è “il Maligno”, allora non ci sono inconvenienti nel chiamarla “possessione diabolica”; ma quando la stessa violazione è praticata da Dio, allora viene chiamata “estasi” o “rapimento”. Non dobbiamo dimenticare, in ogni caso, che stiamo presentando il fenomeno dell’illuminazione - e non importa il nome che gli venga dato - come una delle maniere che gli dèi hanno di manifestarsi agli uomini. Anche se, come vedremo più avanti, questa manifestazione non è un atto altruista da parte loro per “darsi a conoscere” o per “istruire l’uomo”, essendo in realtà un atto per dominare l’uomo e metterlo al proprio servizio; è un’autentica violazione della mente dell’individuo, che condizionano affinché più tardi lavori nei compiti che essi gli assegneranno (certamente facendogli credere che sta agendo con una volontà totalmente libera e favorevole a nobili cause, degne, e persino sante).

Gli effetti dell’illuminazione
Lasciamo per più avanti gli obiettivi che gli dèi si propongono con queste illuminazioni e approfondiamo come si realizzano, cioè come essi riescono nel difficile compito di rompere la barriera che li separa da noi e di ottenere la manipolazione della nostra mente mettendola al loro servizio, ovviamente senza che ce ne rendiamo conto. In realtà arrivano anche a più di questo: già da millenni sono riusciti a fare in modo non solo che non ce ne rendiamo conto, bensì anche che le autorità e i poteri costituiti mettano a tacere in mille modi sottili o violenti le voci di tutti coloro che denunciano tale situazione. Ricordo che durante i miei studi di teologia all’università di Comillas, il professore del trattato “de Ecclesia” insisteva molto sull’importanza della parola di Cristo “mazetéusate”, che tradotta dal greco significa “fatevi dei discepoli”, ma in un senso attivo, vale a dire “ottenete che altri si facciano discepoli vostri”. Nella nuova teologia degli dèi, questa parola continua ad avere un’importanza simile. Quando anni più tardi mi immersi nello studio del fenomeno OVNI rimasi esterrefatto nel constatare l’importanza che a questa stessa idea - anche se viene enunciata con parole più caratteristiche - assegnano i misteriosi visitatori extraterrestri. Tanto loro come quelli che si presentano sotto forme celestiali o sacre nelle apparizioni, insistono tremendamente nel creare gruppi e fare discepoli; infatti, tutti i veggenti, contattati o illuminati hanno una facilità enorme di captare adepti e di convertirli alla loro maniera di pensare. Questa è una qualità specifica e molto curiosa di tutti questi “unti” dagli dèi. Per il fatto di essere una cosa a cui attribuisco una grande importanza, mi soffermerò a spiegare ciò che fino ad ora non ho mai trovato sufficientemente chiarito: il meccanismo per il quale gli illuminati di tutti i tempi sono stati capaci di attrarre al-la loro causa - per quanto spropositata questa fosse - una moltitudine di adepti, i quali finiscono per diventare dei fanatici privi di qualsiasi criterio. Quando un essere umano assiste ad un’apparizione reale di qualche tipo (scarto qui ogni sorta di psicotici ed allucinati, con le loro visioni puramente soggettive), la sua psiche ha o subisce delle profonde alterazioni, anche se questo non risulta facilmente visibile. In realtà, dovremmo dire “quando un essere umano è vittima di un’apparizione”, per quanto creda che chi gli appare sia Dio e per quanto si sia sentito pervaso dalla presenza divina. Come dicevamo più sopra, si tratta né più né meno che di una violazione psichica e in buona parte anche fisica. L’alterazione più profonda che subisce è a scapito del suo cervello, e alla lunga quelli che sono stati vittime di un fenomeno di questo tipo di solito finiscono i loro giorni in modo piuttosto sgangherato, quando non hanno scelto magari di togliersi la vita o di abbandonare completamente la loro famiglia, la professione, ecc. Ma in linea di principio questa alterazione si vede solo in un senso positivo, cioè si nota un ampliamento della loro intelligenza e delle qualità mentali che non possedevano prima dell’esperienza. Se possedessimo apparecchi sufficientemente sensibili, potremmo percepire dai cervelli di tali individui delle onde che non esistono nei cervelli degli esseri umani normali. È risaputo che il cervello produce diversi tipi di onde elettriche. Quello che non è molto conosciuto è che la quantità di onde diverse che il cervello può produrre è molto maggiore di quello che gli elettro-encefalogrammi possono registrare. Gli elettroencefalogrammi non registrano le onde mediante le quali il cervello di una madre - umana o animale - è unita al suo neonato, né quelle che uniscono i gemelli monozigoti, per fare solo un paio di esempi che sono stati ripetutamente verificati in laboratorio. Non importa a quale distanza sono situati: quando il neonato o il fratello gemello patiscono qualche forte eccitazione, invariabilmente il cervello della madre o del fratello lo percepiscono, anche se magari in modo inconscio. Gli schermi degli oscillografi si occupano di indicarci in tutta chiarezza lo sbalzo repentino che lo schema delle sue onde subisce nel preciso momento in cui avviene l’eccitazione. Questo sbalzo è un segno inequivocabile che un cervello sta percependo le onde che un altro cervello sta emettendo. Ordunque, i cervelli di certi individui (i quali sono chiamati “psichici” dalla parapsicologia, “mistici” dalla religione, “medium” dallo spiritismo, “contattati” dall’ufologia e “illuminati” da noi, per usare un termine generico) emettono tutti, senza eccezione e in una maniera molto più abbondante e forte di quello che può fare una persona normale, un tipo di onde - con una frequenza e una lunghezza specifiche - che hanno il potere di alterare in modo incosciente tutto il meccanismo cerebrale dei “discepoli” e dei seguitori più devoti. È lo stesso fenomeno che accade quando uno strumento elettrico molto sensibile viene fatto funzionare vicino a qualche apparecchio dotato di un grande campo elettrico, o con una corrente che non è del voltaggio o della frequenza specifica che quello strumento richiede. Probabilmente lo strumento comincerà a lavorare in modo sbandato: se è uno strumento di misura, comincerà a fornire misure sfalsate, e se è uno strumento che riproduce voci, è probabile che cominci ad emetterne una il cui timbro, tono o intonazione saranno distorti rispetto alla voce originale.

Tratto da: "Difendiamoci dagli dèi" di Salvador Freixedo, Risveglio Edizioni (2015)

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