"Liberarsi. Si, ma come?" di Federico Bellini

"Liberarsi. Si, ma come?" di Federico Bellini

"Il 90% di coloro che mi contattano per chiedere un consiglio o un aiuto su una loro possibile e presunta interferenza, o presenza aliena, nelle proprie vite, sparisce e abbandona qualsiasi tentativo di lavoro su di sé. Questo dimostra che nessuno è in grado o vuole effettivamente liberarsi, e coloro che lo fanno, e infine ci riescono, sono un numero di individui veramente esiguo. Non ci sono tecniche, metodi, meditazioni o ipnosi in grado di liberare qualcuno, perché la vera liberazione è interiore e personale, e se questo semplice presupposto viene a mancare è tutto solo una grande perdita di tempo e, in molti casi, anche di denaro..."

Non c’è nessuno all’esterno che con qualsiasi tecnica, 
metodo, religione o filosofia è in grado di liberarti!

La speranza risiede in questa certezza, perché se mettiamo qualcuno a fare un lavoro al posto nostro, non è liberazione, non è una propria speranza o desiderio di riscatto, cambiamo solo un padrone, ci aggrappiamo semplicemente alla sottana di qualcun altro. Dobbiamo quindi assumerci la responsabilità di essere parte integrante di questo “Sistema”, di esserne schiavi, pedine e agenti, consapevoli o meno, perché finché daremo la colpa all’altro, al “nemico” di turno da combattere, creeremo soltanto una nuova morale alla quale non faremo altro che legarci karmicamente con un doppio filo, dove se a questo giro saremo stati in grado in qualche modo di allentarvi la presa, al prossimo, probabilmente, non saremo poi così tanto fortunati. Finché non si capisce che l’Altro, il Diverso, il Parassita, l’Entità, l’Alieno o il Sistema stesso è il tuo amico, perché ti permette di capire chi sei e cosa ti sta succedendo, non si arriverà mai a comprendere del perché abbiamo sempre lasciato a ‘Loro’ la porta aperta, con la capacità di agire indisturbati su di noi.

Conosco persone che credono in Leggi Cosmiche, come quella dell’Attrazione, persone che chiedono all’Universo di ricevere un milione di euro, ma poi si lamentano perché non hanno ottenuto risposta alcuna. Se non si capisce che esiste una gradualità, anche nel dispensare la ricchezza, forse si dovrebbe comprendere che iniziare a piccoli passettini per volta, alla fine ci porterà a conquistare quella ricchezza ambita. Le verità è che vogliamo tutto e subito, senza essere mai stati abituati a pensare a progetti a lungo termine. Invece di pensare le nostre vite nei prossimi tre giorni, tre settimane o tre mesi, proviamo a pensare alla nostra vita nell’arco di 30 anni! Quanta ricchezza e abbondanza avrò raggiunto in tre decadi della mia vita se avrò lavorato nella giusta direzione?!? Tutti quanti si attrae ciò che già abbiamo a nostra disposizione, specialmente ciò di cui ab-biamo bisogno in un preciso momento della nostra esistenza, o ciò che è complementare al nostro essere, e non abbiamo capito che è fondamentale arrivare a capire quanto sia necessario, invece, cambiare il “magnete” che permette tutto questo movimento.

Anche quello che spesso reputiamo essere per noi negativo, risulta esserci di grande insegnamento. Conosco una persona molto particolare, se vogliamo eccentrica, che a Pisa la si può incontrare a fare dei banchetti dove vende incensi e oggettistica indiana e tibetana, ed è talmente in pace con sé stesso e con gli altri che una volta mi disse: “Sai, se qualche volta mi rubano degli oggetti non me ne faccio un cruccio, perché evidentemente in una mia vita passata gli ho rubato qualcosa e adesso sto compensando karmicamente questa mancanza nella mia esistenza attuale.” E capire questo è eccezionale, perché chi di noi, se gli viene rubato qualcosa, arriverebbe a reagire in questo modo? Per dei furti, anche futili, quanto dolore, invece, è stato perpetrato, quante persone sono state persino uccise? Quanto abbiamo ancora da imparare? Soprattutto se non si comprende che essere così attaccati agli oggetti, alla Materia, è solo momentaneo ed effimero? Se perdiamo qualsiasi forma di attaccamento, anche se un domani ci ritroveremo vittima di un furto, quanto meno potremmo imparare ad osservarci, per comprendere del perché è accaduto, di come io sto reagendo a tale situazione, se è possibile trovare una soluzione, o se semplicemente è giusto che il flusso scorra verso questa direzione, piuttosto che in una diversa, contraria o opposta.

A volte leggendo i giornali rimaniamo colpiti da notizie come quella di una persona che dopo aver rubato il parcheggio con la propria auto ad un’altra, si è vista aggredita, a volte verbalmente, altre volte fisicamente, in casi per fortuna rari, uccidendola persino. Anche in questo caso si sono attratte delle forze, e quelle persone in qualche modo dovevano farne esperienza, ma capire che così agisce il “Sistema”, ed imparando ad osservare questi schemi, potremmo renderci liberi anche di cambiare quei codici insiti all’interno della nostra Matrice, potendo scegliere, la prossima volta, di cambiare anche strada. Ma tutto questo condizionamento inizia sin da piccoli, da bambini, quasi sempre all’interno delle nostre famiglie, poi soprattutto nelle scuole. I bambini vengono estraniati dai loro cicli naturali, e questa condizione viene poi alimentata in modo distorto e abnorme per il resto della loro vita, ritrovandosi poi in età adulta a compiere gesti ed azioni fuori da ogni logica. E gli esseri umani sono persino buffi, sono tutti quanti buoni a lamentarsi, perché non vogliono più pagare le tasse, le bollette, il mutuo, etc., ma quando poi vengono messi alle strette cominciano a lamentarsi del contrario, perché se non pagano le tasse perdono i privilegi, se non pagano le bollette non ottengono più dei servizi, o peggio ancora, se smettono di pagare il mutuo, perdono persino la loro casa. Proprio come un bimbo piccolo a cui viene sottratto il suo divertimento, e mette il broncio!

Ebbene, allora perché cosa ci lamentiamo?

Coalizziamoci e tutti quanti smettiamo di alimentare il “Sistema”, e se ci pensate non è poi così difficile, perché tutte le mattine, autonomamente, lo facciamo e andiamo al bar a prenderci un caffè. Se un semplice gesto come questo siamo in grado di poterlo fare tutti quanti, indipendentemente gli uni dagli altri, possiamo anche unirci per smettere di alimentare la Matrix. È un semplice meccanismo che ottiene la sua vittoria grazie alla frammentazione in cui l’umanità è stata relegata a vivere. Perché finché resteremo frammentati al nostro interno, non troveremo mai anche un’unione all’infuori di noi. Ad esempio, nelle scuole si insegna dell’importanza delle antiche repubbliche marinare nel periodo medioevale: Pisa, Genova, Venezia e Amalfi. Nel mio caso, essendo pisano, ad un certo punto mi sono reso conto di come i miei antichi avi (ma potevano essere i fiorentini, i lucchesi o i senesi), quando avevano qualcuno al potere e non era più di gradimento al popolo, questa figura veniva tolta dal suo posto, anche con delle vere e proprie rivoluzioni. La città intera si rivoltava contro di loro e mandavano a casa questi signori che avevano abusato del potere, concessogli da quello stesso popolo. Noi, oggi, invece, continuiamo a metterci sempre i soliti da decenni. E perché accade questo? All’epoca la società era comunitaria, era unita, non era frammentata, c’era un forte senso di appartenenza tra i residenti, da qui l’epoca dei “Comuni”, vere e proprie “Comunità” unite all’interno delle mura difensive. La città, il bene comune, era vissuto totalmente, ogni singolo individuo faceva parte di una grande famiglia, al giorno d’oggi, invece, dove viviamo in modo pressoché solitario, e dove ognuno pensa al suo orticello, la sua casa, la sua vita, il suo lavoro, non riusciamo più a comunicare e a coalizzarci con gli altri. E seppure abbiamo comunque un senso di appartenenza, perché ci consideriamo italiani, chi pisani, romani, milanesi, chi toscani, lombardi o siciliani, o ancor più europei (o peggio ancora Social), alla fine, ci rendiamo conto che ci affibbiamo solo dei nomi, delle etichette, un’identificazione a discapito di un rapporto a livello umano che anticamente, invece, era così forte e tangibile.

C’è divisione e questa divisione soffoca qualsiasi tentativo di rivoluzione!

Le rivoluzioni, se andremo avanti di questo passo, non ci saranno più, saranno destinate a scomparire e a rimanere una vaga memoria del nostro passato, un lontano eco di ciò che siamo stati. Oppure se ci saranno, risulteranno essere così distruttive perché attenderemo il momento massimo dell’implosione, proprio come avvenne con la Rivoluzione Francese nel XVIII secolo… o peggio ancora potranno risultare essere delle vere e proprie rivoluzioni guidate! In una massa così frammentata, se ci riflettiamo bene, è molto più facile fare delle rivoluzioni guidate, perché cavalcando l’onda del malcontento, i poteri forti saranno in grado di incanalare quel malcontento temporaneo verso nuove soluzioni di continuità del “Sistema” stesso.

Una rivoluzione? Dove? Quando? E perché?

Riflettiamo adesso sul sistema politico italiano (e non solo). Nel nostro paese sono anni che non votiamo, e se forse andiamo avanti con questa classe dirigente e politica, probabilmente non voteremo più; insomma, la nostra democrazia ha già risolto un problema alla radice, auto-referenziandosi. Ma se volgiamo lo sguardo di là dall’Oceano Atlantico, lasciando scorrere tutti quei mesi di disgustosa campagna elettorale tra una “democratica” come la Clinton, ed un presunto “repubblicano” e iper-conservatore come il magnate Donald Trump, attualmente presidente USA, ci rendiamo conto di come un popolo che conta quasi 300 milioni di abitanti e che comunque è leader nel mondo, si sia ritrovato a scegliere tra due tra i peggiori candidati della propria storia. Questo è il livello di coscienza dell’americano medio, della società più schietta e genuina, della massa così corposa numericamente, in grado di attrarre a sé il candidato che ne è la sua massima manifestazione, così come in Italia, dove abbiamo un vero e proprio partito di non votanti, la metà dei nostri connazionali, che non vogliono occuparsi di politica, e che uniti a coloro che se ne occupano, seppur la contrastano frammentandosi nei suoi giochi, ha portato il “Sistema” politico ad auto-eleggersi da solo, omettendo, speriamo temporaneamente, lo stesso popolo dal decidere del proprio futuro, attraendo a sé questa triste condizione di sudditi. (*)

(*L'articolo descrive la situazione politica italiana nel periodo in cui è stato scritto, il 2017, dopo anni di governi non eletti dal popolo italiano, o a seguito dell’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America.)

In casi rari, ma non impossibili, è accaduto che l’Addotto si sia liberato da solo da qualsiasi tipo di interferenza: la “liberazione spontanea” (aliena, entità “pseudo-divina”, spirituale, etc.). Questo avviene quando una persona, seppure consciamente conduca la sua vita senza alcuna conoscenza di tale interferenza, a livello inconscio vive una realtà parallela e che non entra in conflitto con l’altra. Se nel mondo reale una persona può avere famiglia, dei figli, un lavoro e vivere la sua condizione umana e terrestre come tutti i suoi simili, nel mondo irreale, la sua Monade e le parti interne che la compongono, magari molto più coscienti, si ritrovano a vivere su differenti piani dimensionali, quante sono le Entità con le quali è in contatto, interagendo continuamente con loro. Se la pressione delle interferenze diventa troppo forte, l’inconscio (l’irreale) reagisce liberandosi da ogni controllo negativo, mentre nel conscio (il reale) non noterà alcuna differenza a parte un rinnovato benessere psico-fisico e che porterà giovamento nella vita quotidiana. Ma perché ciò accade? Si pensa che ad un certo punto scatti qualcosa, magari dovuto ad una forte pressione di controllo e soggiogazione, spingendo le parti della Monade verso una reazione a catena, in grado di mettere letteralmente fuori dalla porta ogni influenza negativa esterna.

Ma liberarsi dagli Alieni e da qualsiasi Entità di altra natura è possibile? Si, è possibile ma attraverso una diversa visione del problema legato ai Rapimenti Alieni o di qualsiasi Entità e natura. Le tecniche, qualsiasi esse siano o da qualunque persona o ricercatore siano state concepite, sono soltanto un mezzo e non il fine per raggiungere un determinato obbiettivo. Il metodo è lo strumento che permette di accelerare la propria liberazione e che, utilizzato in maniera equilibrata ed estranea a diversi fini, può essere in grado di contribuire ad un considerevole miglioramento della propria condizione. La vera liberazione la si conduce da soli e con le proprie forze, solamente il fatto di riconoscere a qualcuno le capacità di “novello taumaturgo”, scientifico o sciamanico, inficia un condizionamento del tutto simile a quello che si ha con l’Alieno: “L’Alieno è un buono perché mi fa stare bene, l’Operatore è un buono perché mi può salvare.” In realtà ognuno di noi è il miglior medico di sé stesso e anche in questo caso, si dovrebbe avere l’accortezza e ancor più l’intelligenza, di capire che delle presunte tecniche di “massa”, concepite per liberare il maggior numero di persone da un problema, avranno l’effetto collaterale di lasciare indietro e abbandonare i “singoli”, ovvero, coloro che differiscono dalla massa per innate capacità fuori dal comune. Ad ogni Yuga o Era, l’umanità dopo aver raggiunto un alto livello di conoscenza, veniva riportata indietro, attraverso una serie di catastrofi a livello planetario e che costringevano l’uomo a sopravvivere in una condizione primitiva. Questo accadeva perché tra un Era e l’altra avveniva una lunga opera di istruzione e di insegnamento da parte di particolari personaggi, i Risvegliati, che distinguendosi dalla massa portavano una nuova novella o una diversa chiave di lettura, permettendo, così, di iniziare a spalancare le proprie percezioni ad una realtà che sino ad allora era tenuta celata in ogni modo. Non è poi del tutto singolare che una vecchia leggenda Indù, racconti che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano dei, essi, però, abusarono talmente della loro divinità, che Brahma, Signore degli Dèi, decise di privarli del potere divino e decise di nasconderlo in un posto, dove fosse impossibile trovarlo; il grande problema fu dunque quello di trovare un nascondiglio adeguato. Quando gli Dèi minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: "Sotterriamo la divinità dell'uomo nella terra". Brahma tuttavia rispose: '"No, non basta perché l'uomo scaverà e la ritroverà". Gli Dèi allora replicarono: '"In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani". E di nuovo Brahma rispose: '"No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie". Gli dei minori conclusero allora: '"Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere sulla terra o in mare luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere". E fu così che Brahma disse: '"Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo. La nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto, dove non gli verrà mai in mente di cercarla". A partire da quel tempo l'uomo ha compiuto il periplo della Terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato il pianeta e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si è sempre trovato dentro di lui, perché è proprio l’andare alla ricerca di sé stessi che ci permetterà di vincere questa epica battaglia. “La curiosità uccise il gatto… ma la soddisfazione lo riportò in vita” recita un vecchio detto inglese, si, perché sarà la curiosità che spingerà il genere umano alla morte, ma con la consapevolezza di aver recuperato una propria coscienza universale e che ci condurrà ad una nuova vita, non più materica, ma cosmica; abbandonare questo Corpo non sarà una sconfitta, ma la vittoria contro una tirannia e che ci condurrà nuovamente tra le stelle. Dove la Scienza non è capace di andare oltre, arriva la Conoscenza che travalica tutte le informazioni sino a quel punto acquisite. È riconoscendo un nemico che lo si combatte, non camuffandolo con variopinti nomi e modificando qua e là presunti tasti focali del proprio IO in relazione con l’intero Universo; perché questa battaglia non la si conduce con la percezione fisica, ma attraverso quell’impercettibile conoscenza di sé stessi di fronte alle immensità del Cosmo. Volete liberarvi dai parassiti, qualunque essi siano? Lo potrete fare quando troverete il coraggio di essere sinceri con voi stessi e di guardare in faccia il nemico, coscienti che quella visione non vi potrà piacere; perché anche noi Esseri Umani siamo creature Aliene, ma da noi stessi non sarà mai possibile liberarsi!

Esiste un metodo definitivo per combattere gli Alieni o qualsiasi altro parassita extra-dimensionale? La risposta è No! Ad oggi non esistono metodi o tecniche capaci, soprattutto in brevissimo tempo, di risolvere un problema legato alle interferenze aliene o di entità extra-dimensionali, comprese quelle spirituali. Ogni metodo (ipnosi o tecniche affini di simulazione mentale) è del tutto inutile se non è accompagnato da un percorso di vera e propria istruzione, sorta di ascesi iniziatica nei più insondati e sopiti angoli della nostra comprensione umana, come diventa del tutto inutile combattere un nemico se nemmeno ci sforziamo di capire chi sia in realtà. Forse è improprio parlare di nemico o di guerra da combattere (anche se in molti abusano di tali termini, anche a livello sottile verso questa direzione), ma se in questa lotta è fondamentale uscirne dei vincitori, diventa importante conoscere e comprendere il proprio nemico, perché qualsiasi operazione, mirante ad una vittoria, deve essere condotta in modalità tali da avere un quadro completo ed esauriente della situazione, specie se noi stessi ne siamo il fulcro principale. Per cercare di spiegarvi questo concetto, farò un salto indietro nel passato, quando Platone, in cerca di conoscenza, perché letteralmente “affamato”, condusse un viaggio in Egitto. Durante questo viaggio, sostenne che la vita di un filosofo non è che una lunga meditazione sulla morte che lo attende. Questa idea profonda e nobilmente espressa, era senza dubbio nata all’ombra dei santuari iniziatici, perché l’essere umano, per gli antichi egizi, si trovava al centro stesso del Cosmo, si rivelava come nodo gordiano, la speranza degli Dèi e la loro disperazione, l’erede unico, capriccioso, arbitrario, volontariamente imperfetto, generalmente inferiore a sé stesso, ma capace dei più alti destini. Poiché il mondo, con le sue divinità, stava invecchiando, declinando verso un crepuscolo ineluttabile, nello stesso momento in cui l’essere umano, giovane, vigoroso, dotato di potenzialità infinite, che non supponeva neppure egli stesso, emergeva colmo di vigore presentandosi alla ribalta dell’Universo. L’Uomo non era così divino come dopo essersi spogliato del proprio Corpo, questo involucro terrestre che lo trascinava verso l’animalità. Allora gli Dèi, che si dirigevano ad incontrarlo gli tendevano le braccia lanciando grida di giubilo poiché riconoscevano, in lui, un loro eguale ed il loro legittimo erede. Ma cosa contemplava questo nuovo venuto? E perché gli stessi dei apparivano camuffati con teste così strane? Da dove provenivano queste divinità dalle teste leonine, di falco, d’ibis, sciacallo, tartaruga, scorpione, scimmia, serpente, coccodrillo, scarabeo o ippopotamo?


Bene, se a distanza di millenni siamo ancora qui a domandarci chi sono queste strane figure dal volto animale, da cosa vogliamo veramente liberarci? Cosa vogliamo aspettarci da una massa di pecore ignoranti, cresciute a televisione, telefonini, computer e che, non avendo il coraggio di ascoltare sé stesse, preferiscono ascoltare gli altri invece che cercare in loro quelle verità, magari racchiuse in modalità differenti e più genuine? Non esistono maestri, non esistono guide, non esistono tecniche o metodi, non esiste niente che possa fare al posto nostro un lavoro di crescita interiore, perché il vero metodo siamo Noi! Le persone credono di liberarsi di un qualcosa, magari per qualche tempo ed inizialmente sarà anche così, ma dopo, altre figure verranno, magari con modi di fare nuovi e sconosciuti e, dato che nessuno ci avrà istruiti nella loro comprensione e noi stessi saremo stati pigri nel cercare risposte, sarà facile ricadere preda di questi vampiri e tornare vittime dello stesso problema, in cui eravamo convinti di esserne usciti con successo. È qui che risiede l’errore, è qui che aleggia incontrastato un crimine, un crimine che nasce da una ignoranza di base, sicuramente voluta e cercata, perpetrata da coloro che si sono elevati a modelli da seguire in questa inesistente battaglia per la supremazia di una vita eterna. Per questo ho deciso di intraprendere un percorso controcorrente, senza dubbio non facile, perché sin da piccolo ho capito che far parte di un qualsiasi gruppo non faceva per me, ed è lì che ho compreso di essere diverso da tutti gli altri: un Anima tra le anime, ma uno Spirito in cerca di risposte. Personalmente non mi interessa salvare il maggior numero possibile di “Anime”, non ho necessità di inventare rimedi da santone o panacee universali, come continuerò a stupirmi di tutte quelle persone che mi chiederanno un segno in tal senso. L’unica cosa che mi sta veramente a cuore è la speranza racchiusa dentro ognuno di Voi, perché dopo aver letto queste mie parole, e se inizierete un percorso vostro, libero da ogni dogmatica e stupida conoscenza farcita di tanta ipocrisia, sarete veramente in grado di cambiare la vostra vita e anche i destini del Mondo.

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