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"La Polvere e l'Eternità" di Federico Bellini


Dobbiamo imparare a vivere e a morire in modo nuovo, così da non disperdere la nostra memoria, la nostra energia, la nostra essenza. E' un percorso che è possibile fare nella vita terrena grazie ad un cammino interiore, spirituale, esperienziale, solo attraverso il quale, e in questo modo, possiamo diventare pienamente liberi. In questo cammino ognuno è solo, ma nulla toglie che possiamo condividerlo, come in questo viaggio è fondamentale essere sempre curiosi, creativi; dopo, tutto quanto verrà da sé come per incanto. Molti hanno paura di morire, ma se hai paura della morte in realtà hai solo paura di ciò che potrebbe renderti libero; noi non abbiamo veramente paura della morte, ma di rimanere vuoti. Solo quando non si è più vittime della paura si è in grado di comprendere e mettere in pratica tutta una serie di nostre potenzialità, e che potrebbero essere ciò che ci rendono pienamente liberi, finalmente, dall'inganno e anche dalla morte stessa. Perché la morte ci rendi liberi se siamo coscienti, altrimenti ci riconduce alla schiavitù inconsapevole dell'incarnazione successiva. "Allora che fare?" Comincia da ciò che sai fare, e da lì sperimentate, un passo per volta. Segui il tuo Sentire, non la Mente, ma la Pancia, e trova la Strada. Perché è come uscire e camminare in una città completamente nudi. Tutti lo siamo nudi ma ci nascondiamo per paura, e questa è la nostra ultima paura che dobbiamo affrontare per essere finalmente liberi. "Cosa mi consigli?" Ti consiglio di trovare un bosco dove sai in cui non ti vedrà nessuno, spogliati e resta li nudo, a meditare. Sarà folle, sarà come morire, ma ti servirà a capire. "Alla fine cosa rimane di un'esperienza terrena?" Solo polvere. "E di un'esperienza spirituale?" L'Eternità.

"Federico, qual è la tua filosofia di vita?" Rimettersi costantemente in gioco, riportare ciò che sai, ogni giorno, in discussione, restare perennemente curiosi. "Federico, quando ti ho incontrato mi è sembrato di conoscere una persona vicina alla perfezione terrena e spirituale..." Davvero? Sicuramente ti sbaglierai con qualcun'altro. Credimi, di cazzate e di errori nella mia vita ne ho fatti così tanti che potrei scriverci una Soap-Opera... Non mitizzare mai nessuno, siamo tutti qui per fare esperienza della vita, comprendere l'Universo, migliorarsi continuamente. Perché è dagli errori che si impara a vivere, e coloro che dichiarano di essere perfetti o di aver raggiunto una perfezione terrena e spirituale, in realtà stanno vivendo all'interno di un'illusione che si sono creati da soli, dove specchiandosi continuamente e circolarmente, non vedono altro che i loro limiti. Quando gli specchi diventano troppo perfetti, è sempre meglio prendere un martello e romperli! Vedi, non ci sono altre strade, ma solo questo tipo di esperienza. Tutto passa dalla sofferenza, presa di consapevolezza o coscienza compresa. Se ci pensate bene, la sofferenza è ciò da cui si rifugge sempre, costantemente, ma è necessaria per arrivare a comprendere la nostra esistenza. Solo dopo questa comprensione si raggiunge la beatitudine e l'estasi e poi il Nirvana... del resto, il Buddha ce lo insegna, no? Dobbiamo farne prima esperienza, di tutto, altrimenti è solo un "sentito dire", e non è come averne fatto "prova diretta" sul campo... è ben diverso. "C'è bisogno quindi della sofferenza per raggiungere la consapevolezza?" Più che un bisogno è una necessità di crescita, o meglio, una grande opportunità. Ci reincarniamo così tante volte per provare ogni tipo di esperienza possibile, e l'unico filo conduttore di tutte, non è l'amore che hai provato, la gioia per un evento, ma il grado di sofferenza subito... raggiunto il punto di sofferenza più indicibile, fai il passo successivo, prendi coscienza e consapevolezza di tutto, e l'amore, la gioia, la felicità, l'estasi, quella vera e reale, arrivano solo dopo che hai superato la sofferenza e non prima, perché ciò che pensi di vivere, o aver vissuto nel frattempo, sono solo mere illusioni materiali.

Perché semplicemente sono a favore e contro tutto, non mi pongo limiti, sono nella Matrix e la utilizzo in quanto pedina, ma ne faccio esperienza in quanto essenza. Arconte o non Arconte, Schiavo o non Schiavo, Agente o non Agente, vivo ciò che l'Universo offre senza pormi limiti e accolgo ciò che di meglio il mondo e la vita ha da offrirmi per raggiungere i miei obbiettivi. E' quando ti imponi qualcosa e vai contro anche una sola cosa, che limiti la tua esistenza. I confini sono solo mentali, l'eternità è tutta intorno a noi. E poco importa se chiamiamo i nostri Demoni con termini quali Luciferini, Rettiliani, Grigi, etc, che siano alti o bassi, squamosi o viscidi, tutto questo fa poca differenza, è solo un aspetto, come ci sono esseri umani dalla pelle rossa, bianca, nera e gialla, perché è l'Entità in sé e la sua energia che fa la differenza, e il nostro rapportarsi con essa. Prima si smette di etichettare e di identificare, prima si comprende che è tutto un gioco di equilibri energetici. Più ti equilibri e trovi il tuo centro, più questi parassiti perdono potere su di te. [...] Ascoltati. Il più delle volte dentro di te sentirai solo silenzio, mentre altre volte un caos degno di un vero e proprio pandemonio infernale. Questa è la complessità umana, del tutto simile ad una Galassia e ai suoi miliardi di soli che ruotano al suo interno in un modo all'apparenza caotico, ma essenzialmente armonico. Poi, se volgi lo sguardo al centro, sempre di quella Galassia, vedrai che tutto ruota attorno ad un unico punto, e quel punto sei semplicemente tu. Perché nonostante tutto quel caos apparente di stelle che ruotano attorno a te, tu sei l'insieme che raccoglie, abbraccia e che rende tutto questo meravigliosamente vivo.

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