"Il Sole è un portale dimensionale..." di Federico Bellini

"Il Sole è un portale dimensionale..." di Federico Bellini

L’astro che tutti i giorni vediamo nel nostro cielo, che ci dona la luce, il calore, la vita, che abbiamo etichettato con il termine Sole, è che tra l’altro è anche una Stella, non è solamente una palla di plasma e di energia incandescente, sospesa nello spazio che espelle radiazioni; il Sole è anche molto altro. Il Sole è abitato, si, avete letto bene, da una serie di Entità Spirituali, ed ovviamente non fisiche, ma anche animiche, e che a loro volta se esistono le condizioni o la necessità, si incarnano nei pianeti che vi ruotano attorno per farne esperienza fisica. Le prove? Ne parlava anche il sommo Platone! Il grande filosofo ci dice: “Il Demiurgo fece Anime in numero pari a quello delle stelle e le distribuì, ciascun’Anima nella propria stella. E ponendole come su dei carri, egli mostrò loro la natura dell’Universo e dichiarò loro le leggi del Destino. Sarebbe toccata una prima nascita uguale per tutte, affinché nessuna risultasse svantaggiata per opera sua, e sarebbero state seminate tutte negli strumenti del tempo, ciascuna in quello che le era appropriato, per nascere come le creature viventi più timorate di Dio; e dal momento che la natura umana è semplice, la parte migliore, sarebbe stata quella che d’ora in poi avrebbe avuto il nome di 'Uomo'… E colui che fosse vissuto bene per il tempo assegnatoli sarebbe ritornato alla dimora della sua stella consorte, dove avrebbe vissuto una vita felice e congeniale; ma se fosse venuto meno in ciò, nella sua seconda nascita sarebbe stato mutato in una donna; e se in tale condizione non si fosse astenuto dal male, allora, secondo il carattere della sua depravazione, sarebbe stato continuamente tramutato in una qualche bestia della natura, conforme a tale carattere, né avrebbe avuto requie dal travaglio di queste trasformazioni finché, lasciando che la rivoluzione del Medesimo e dell’Uniforme entro di sé si trascinasse dietro tutto il tumulto di fuoco e di acqua e di aria e di terra che vi si era in seguito aggregato attorno, egli non avesse controllato la propria turbolenza irrazionale con la forza della ragione e non fosse ritornato alla forma della sua condizione primitiva e migliore. Dopo che ebbe comunicato loro tutte queste disposizioni, così da rimanere senza colpa della futura malvagità di chiunque tra di loro, li seminò, alcuni sulla Terra, altri nella Luna, altri negli altri strumenti del tempo.” (Timeo, 41-e42 d). 

In sostanza, sosteneva che questo Demiurgo, figura di cui parlerò più approfonditamente tra breve, dopo aver costruito la “Struttura” o il “Sistema”, lo skambha, e dopo aver regolato le orbite dei pianeti secondo proporzioni armoniche, imbrigliò l'energia e la rivestì di un involucro e creò le “Anime”, e per farle si servì degli stessi ingredienti che aveva usato per fare l'Anima dell'Universo, ma esse però non erano “così pure come prima”. In ogni modo, il Demiurgo seminò le “Anime” in numero pari a quello delle Stelle fisse, negli “strumenti del tempo” (i pianeti), fra i quali Timeo annovera anche la Terra, e anzi, le seminò “ciascuna in quello che le era più appropriato.” Timeo allude ad un antico sistema che stabiliva un rapporto tra i membri fissi della comunità astrale e quelli vaganti, incluse le “Case o Costellazioni Zodiacali”, dove tra l’altro risiederanno gli Arconti della successiva Gnosi o di molte correnti esoteriche. Le “Anime”, quindi, vennero tolte dalle loro Stelle fisse e trasferite sui rappresentanti planetari corrispondenti, sempre secondo regole ben precise, mentre il Demiurgo pensò poi di ritirarsi divenendo una sorta di deus otiosus, proprio come il suo stesso Creatore, mettendo poi in moto la Macchina o il Mulino del Tempo, nel quale anche noi umani, ancora oggi, ne siamo tra gli ultimi protagonisti. Platone ad un certo punto della sua continua ricerca filosofica, si chiese anche che cosa fosse il Tempo, e pensò che il Demiurgo, tra le varie cose, possa plasmare anche gli astri il cui movimento regolare si identifica con il Tempo stesso, in cui esso viene definito "immagine mobile dell'eternità", come il Mondo Sensibile è imitazione di quello intellegibile, così se il Tempo è imitazione dell'Eternità sarebbe in teoria co-presente nello stesso momento. Non a caso il Tempo viene identificato con il movimento circolare e se si vuole rappresentare l'Eternità con qualcosa che imiti il movimento, senz'altro ciò che meglio lo rappresenta è il cerchio, quel movimento circolare, appunto, in cui si compie un giro per poi tornare al punto di partenza. L'Umanità, per eternarsi, si riproduce ciclicamente, così il Demiurgo utilizza il Tempo, come imitazione dell'Eternità, per perpetuare la sua incessante trasformazione delle idee, ed è così che cominciò a plasmare direttamente la Materia (che Platone chiama anche “Spazio”), arrivando a generare tutta la realtà e le prime forme che creò direttamente nello Spazio, e i primi elementi che apparvero furono i quattro solidi geometrici fondamentali: il Cubo (la Terra), l'Ottaedro (l'Aria), il Tetraedro (il Fuoco), l'Icosaedro (l'Acqua), mentre c'è un quinto che è il Dodecaedro, di cui Platone identificherà la forma con quella del nostro Universo.

Il Sole, però, come tutte le stelle, non è soltanto un condensato di energia bianca, specie a livello spirituale, ma anche quella parte bianca all’interno di un Universo nero, proprio come sosteneva Confucio. Se avete presente il concetto di “Matrice di Punti di Luce”, sostenuta anche recentemente da alcuni ricercatori, e se queste anime, descritte anche da Platone, sono dei punti di luce di questa Grande Matrice originaria, i Soli, quindi le Stelle, sono a loro volta, esattamente altrettanti punti di luce nell’Universo e che fanno parte di un’ulteriore Grande Matrice che è il Bianco che si trova nell’Altrove. Comprendo che inizialmente questo concetto possa fuorviare, ma andando avanti nella lettura di questo Libro, i passaggi più ostici andranno lentamente ad essere sempre più chiari e comprensibili. Perché questi concetti si ritrovano in tutto il mondo, dalla filosofia cinese, a quella indiana, dove lo stesso Jainismo lo indentifica con il Regno di Siddhashila, un'area all'apice dell'Universo, dove credono risiedono delle persone o entità con una conoscenza infinita, e che vi hanno avuto accesso dopo la morte e solo dopo aver raggiunto il moksha, la salvezza. Del nostro Sole vediamo solamente l’aspetto “materiale” che interagisce con noi, un aspetto che fa parte di quel 5% della materia visibile del nostro Universo, proprio come ci insegna la tanto vituperata Scienza. C’è un restante 95% di Universo fatto di Materia ed Energia Oscura, e di chissà cos’altro, che non vediamo e conosciamo assolutamente e che, oltre a permettere all’Universo stesso, e a noi di esistere, interagisce con il nostro piano dimensionale continuamente, a livelli che ancora oggi non siamo in grado di misurare.

E per quanto questo 5% possa sembrare così piccolo, se lo rapportiamo con tutta la Materia visibile del nostro Universo, fatta di galassie, stelle, nebulose, pianeti e vita, ci rendiamo conto di quanto sia così sterminato e inconcepibile, come lo sarebbe quel restante 95% che ancora non conosciamo e vediamo e che ci aprirebbe le porte verso dimensioni cosmiche superiori attualmente, a noi, del tutto inaccessibili e incomprensibili. E la nostra stella, il Sole, ancora oggi non sappiamo come funziona, come è formata o cosa si trovi al suo interno, ciò che conosciamo sono solo speculazioni in base ad una serie di calcoli matematici e osservazioni fisiche, ma poi ci sfugge il perché delle macchie solari e la loro ciclicità, non sappiamo ancora per quale motivo la sua atmosfera abbia una temperatura di oltre un milione di kelvin mentre la temperatura della fotosfera, la sua per così dire “superficie” non arrivi ai 6000 K, addirittura più fredda dello stesso nucleo del nostro pianeta, che si considera sia poco più caldo. Quindi, è del tutto evidente che esistano dei meccanismi interni alle stelle che vanno al di là dell’attuale comprensione scientifica. Ricordiamoci, come diceva Aïvanhov, che il Sole oltre ad essere un contenitore di queste essenze spirituali ed animiche, è in grado di darci la vita ma anche delle preziosissime “informazioni”. Dal nostro Sole arriva “Tutto”, perché ci permette di nascere, crescere, interagire, creare, sia su un piano materiale che spirituale, ed è ovvio che essendo una fonte così potente di Energia Bianca, è interesse da parte del “Sistema” di tenerlo sotto controllo e relegarlo entro i suoi confini, per quanto sia possibile…

Commenti