"Quando il Male si incarnò in Adolf Hitler" di Federico Bellini

"Quando il Male si incarnò in Adolf Hitler" di Federico Bellini

Maria Anna Schicklgruber (1795-1847) è da molti conosciuta per essere stata la nonna paterna di Adolf Hilter. Nacque nel piccolo villaggio di Strones nel Waldviertel ed era figlia di Theresia Pfeisinger (1769-1821), e dell'agricoltore Johannes Schicklgruber (1764-1847); aveva anche dieci tra fratelli e sorelle di cui soltanto sei sopravvissero oltre l'infanzia. La madre morì quando lei aveva appena 26 anni, ricevette una modesta eredità che lasciò nel fondo per gli orfani sino al 1838 e sino all'età di 40 anni non si hanno più notizie della sua vita. Parsimoniosa, riservata ed estremamente accorta, si pensa si fosse trasferita in qualche città prestando servizio come domestica, poi, nel 1837, ancora nubile, ebbe il suo primo ed unico figlio, un bambino che chiamò Aloys, rifiutando, inspiegabilmente per il resto della sua vita, di rivelare chi fosse il padre. Il neonato venne battezzato con il nome di Aloys Schicklgruber, scrivendo illegittimo nello spazio riservato al nome del padre, nel registro della parrocchia del villaggio dove all'epoca viveva. Si trasferì poi nella casa dei suoi genitori e dopo un periodo imprecisato, nella stessa casa trovò alloggio anche il mugnaio Johann Georg Hiedler. Il 10 maggio del 1842, cinque anni dopo la nascita di Aloys, Maria si sposò con Hiedler (cognome di cui se ne appropriò il figlio modificandolo in Hitler) nel vicino villaggio di Döllersheim. Morì poi nel 1847 di tubercolosi a Klein-Motten, dove viveva con il marito presso la famiglia Sillip. Suo nipote Adolf Hitler, invece, nacque decenni più tardi, il 20 aprile del 1889 nella cittadina austriaca di Braunau am Inn. Naturalizzato tedesco, fu come sappiamo un politico, Cancelliere del Reich dal 1933 e dittatore col titolo di Führer della Germania dal 1934 al 1945. Capo del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, ideatore principale del nazionalsocialismo, conquistò il potere cavalcando l'orgoglio ferito del popolo tedesco dopo la sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale, e la conseguente crisi economica che afflisse la Repubblica di Weimar. Sfruttando le sue abilità oratorio e inserendo il dito nella piaga della sempre più crescente insoddisfazione delle classi medie della popolazione tedesca, presentò un manifesto intriso di nazionalismo, anticomunismo e antisemitismo che, dopo alterne vicende (il fallito Putsch del 1923 e i conseguenti otto mesi di carcere, durante i quali iniziò la stesura di un libro, il Mein Kampf), lo portò a diventare Cancelliere nel gennaio del 1933. Nel 1934 dopo la morte del presidente Paul von Hindenburg, si attribuì il titolo di Führer e Cancelliere del Reich, concentrando attorno alla sua figura e nelle sue mani, i poteri dello Stato e instaurando di fatto un regime dittatoriale. Dopo aver messo in campo un possente ed efficace programma di ristrutturazione economica e riarmo militare, perseguì un'aggressiva politica estera, volta principalmente ad espandere il cosiddetto spazio vitale tedesco, Lebensraum, a spese delle popolazioni dell'Europa, in special modo quella orientale. Dopo un susseguirsi di sfide alla comunità internazionale, giunse a invadere la Polonia il 1° settembre del 1939, scatenando di fatto l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Da quel momento, Hitler curò personalmente le operazioni di guerra, esercitando un'influenza quasi magnetica nelle scelte strategiche, tanto che grazie alle sue decisioni i primi anni del conflitto furono caratterizzati da impressionanti vittorie e che permisero al Terzo Reich di dominare gran parte dell'Europa, facendo così credere agli avversari che la Wehrmacht fosse quasi invincibile. Ma a partire dal 1942 le cose cambiarono, si formò la potente colazione degli alleati anglo-americano-sovietici e la Germania dovette passare dall'attaccare al difendersi e subire ripetuti attacchi, sempre più efficaci dei nemici. Abbandonato dagli alleati, sfinito da continue e inarrestabili sconfitte e in condizione fisiche e psichiche sempre più precarie, Hitler rifiutò di cedere le armi e continuò ostinatamente a resistere. Rimasto bloccato con le sue fedeli truppe in una Berlino spettrale e ormai accerchiata dall'Armata Rossa, si suicidò nel suo bunker il 30 aprile del 1945, insieme alla compagna Eva Braun che aveva sposato solamente il giorno prima. Hitler, più volte, sostenne di dover compiere una “missione divina” per il bene della Germania, e spesso riconduceva una certa “protezione” che gli aveva consentito di rimanere illeso negli innumerevoli attentati (oltre 40) in cui rimase coinvolto. Il 28 settembre 1918, ad esempio, capitò sotto il tiro di un soldato britannico durante la Prima Guerra Mondiale. Henry Tandey, così si chiamava questo soldato che scelse di non sparargli dopo essersi accorto che era ferito, come per ironia della sorte, lo stesso Tandey divenne il soldato di leva più decorato dell'armata britannica del primo conflitto mondiale, con addirittura una Victoria Cross per il coraggio dimostrato nella Battaglia di Marcoing, proprio dove avvenne questo insolito incontro. Il fatto è noto perché Hitler, in seguito, riconobbe Tandey in una foto su di un giornale e la conservò, inoltre nel 1937 chiese ed ottenne persino una copia di un dipinto dal suo reggimento, assieme ad una copia del suo dossier di servizio, dipinto che  fu notato anche da Neville Chamberlain (1869-1940, politico inglese, membro del Partito Conservatore e Primo Ministro del Regno Unito) nell'abitazione di Hitler a Bergof quando vi si recò per la Conferenza di Monaco. Poche settimane dopo, nell'ottobre del 1918, a causa di un attacco nemico con il gas rimase ricoverato in ospedale, temporaneamente privo della vista, e durante questo periodo raccontò un fatto passato alla storia, perché una “voce misteriosa” gli disse di lasciare un affollatissimo rifugio durante un fuoco a raffica e lui obbedì; dopo pochi attimi cadde ed esplose una granata. Hitler interpretò questa esperienza come un messaggio che gli fece credere di essere una persona unica, forse illuminata, destinata così ad una “missione speciale”. Sin dai primissimi anni della sua scesa in politica, preferì circondarsi di maghi, astrologi, veggenti, occultisti, e che non esitò ad eliminare dalla scena pubblicata, una volta asceso al potere, tanto che dopo il 1933 non vennero più tollerate simili attività divinatorie, in quanto divennero esclusivo appannaggio delle SS di Himmler. E come non ricordare il singolare episodio accaduto nel 1923 al termine del fallito colpo di stato, passato alla storia coll'epiteto di "Putsch della Birreria" (in quanto fu tentato alla birreria Burgebraükeller a Monaco di Baviera), quando decise di suicidarsi sparandosi alla tempia ma venne affrontato con una bizzarra tecnica di arti marziali dalla moglie americana del suo amico e camerata Sepp Dietrich, che di fatto gli impedì di compiere il gesto. Durante la sua detenzione presso la fortezza di Landsberg, confidò a Rudolf Hess, il suo delfino, che la Dietrich aveva avvertito “… come una sorta di mano che la spinse materialmente ad avanzare il pugno in modo da allontanare la pi-stola dalla testa di Hitler." Uscito di galera non si diede certamente per vinto e continuò a portare avanti i suoi piani. Nel 1920 iniziò una serie di incontri con Dietrich Eckardt e Alfred Rosenberg, il primo di questi si svolse nientemeno che nella casa di Richard Wagner a Bayreuth, e per i tre anni seguenti divennero stretti collaboratori, influenzandosi vicendevolmente. Secondo lo storico e giornalista Konrad Heiden (1901-1966) “Fu Eckardt il responsabile della formazione spirituale di Adolf Hitler”, in quanto egli lo incoraggiò a scrivere, a tenere discorsi e comizi per la Germania. Dietrich Eckart (1868-1923) fu un politico tedesco, tra i primi membri del partito nazista tedesco, nonché uno dei partecipanti al fallito colpo di stato di Monaco del 1923. Iniziò giovanissimo gli studi di medicina per poi abbandonarli nel 1891, iniziando a lavorare come poeta, drammaturgo e giornalista. Si trasferì a Berlino nel 1899 dove scrisse vari drammi, spesso dai temi autobiografici, ma nonostante le sue conoscenze altolocate non ebbe mai un grande successo come drammaturgo. Più tardi, con l'avanzare dell'età, sviluppò un'ideologia sul genio umano superiore, influenzato dai primi scritti di Lanz von Liebenfels (1874-1954), fondatore della confraternita estremista di destra Ostara, come si sentì a suo agio sulla scia della tradizione di Schopenhauer o di Angelus Silesius, e di altri. Tornato a Monaco di Baviera si unì alla Società Thule di Rudolf von Sebottendorff e nel 1913 ne divenne strenuo difensore e attivista tra i più importanti. Fu poi redattore del periodico antisemita Auf gut Deutsch, criticò ferocemente la Repubblica di Weimar appena costituita, si oppose inoltre al Trattato di Versailles che visse come un vero e proprio tradimento, nonché propagò il cosiddetto mito della “pugnalata alla schiena” secondo la quale i democratici sociali e gli Ebrei, erano i principali responsabili della disfatta tedesca nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1919 fu persino tra i fondatori del Deutsche Arbeiterpartei, che in seguito avrebbe cambiato nome in Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei (NSDAP), pubblicò anche un periodico di propaganda e compose il testo di un inno che divenne la musica di fondo del partito. Si incontrò con Hitler il 14 agosto del 1919 durante un discorso che questi diede di fronte ai membri del partito; di lì in poi, come sappiamo, eserciterà su di lui un'influenza enorme. Nel 1923 fu coinvolto anche lui nel fallito Colpo di Stato, in seguito al quale venne arrestato e condotto, insieme ad Hitler e ad altri membri del partito, nella prigione di Landsberg, da cui venne presto rilasciato a causa della malattia al cuore che lo affliggeva. In punto di morte disse ai colleghi della Thule: “Seguite Hitler. Egli danzerà, ma sono stato io a creare la melodia. Gli abbiamo dato i mezzi per comunicare con Loro... non state in lutto per me: io ho influenzato la storia più di qualsiasi altro tedesco...” Il 26 dicembre moriva all'età di 55 anni, lasciando incompleto il suo ultimo lavoro, Dialoghi tra Hitler e me: Il Bolscevismo da Mosè a Lenin. Ora, dal momento che il movimento nazista era solo agli albori, e Hitler non era ancora un dittatore, cosa sapeva Eckardt per affermare che avrebbe cambiato le sorti del pianeta? E a chi si riferiva con la parola “Loro”? Con chi erano entrati in comunicazione?

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