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"La Madre di tutte le Bombe, la Madre di Moloch" di Federico Bellini

"La Madre di tutte le Bombe, la Madre di Moloch" di Federico Bellini
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Mi è stato chiesto cosa ne penso del nome dato alla "Madre di tutte le Bombe", MOAB (Massive Ordnance Air Blast Bomb), sganciata in Afghanistan lo scorso 13 aprile 2017. Ebbene, la scelta del nome non è casuale, perché Moab è anche una regione montuosa situata parallelamente alla linea costiera orientale del Mar Morto quindi attualmente in Giordania. In essa era stanziato intorno al I millennio a.C., il popolo chiamato appunto dei Moabiti, più volte citato nei testi della Bibbia, essendo la sua storia intrecciata con quella del popolo ebraico; infatti secondo la Bibbia i Moabiti discendevano da Moab. Ora, sempre secondo la Bibbia i Moabiti discendevano da questo Moab, figlio di Lot e fratello di Benammi, capostipite degli Ammoniti (Genesi 19,30-38) e il loro dio principale era un certo Chemosh, che significa "distruttore", "dominatore", o "dio dei pesci". Ma c'è dell'altro, perché l'etimologia di "Chemosh" oltre ad essere sconosciuta, alcune recenti ricerche l'hanno messa in relazione con un'altra figura "divina", quella di Malik (o Moloch), considerandole la stessa Entità. Questo Moloch (o Molech o Molekh o Molok o Mal'akh, che significa Re) o Melqart, (in ebraico מלך mlk) è il nome sia di un dio, sia di un particolare tipo di sacrificio storicamente associato al fuoco. Moloch è stato storicamente associato con culture di tutto il Vicino Oriente antico, tra cui gli Ebrei, gli Egizi, i Cananei, i Fenici e culture correlate nell'Africa settentrionale e nel Vicino Oriente. Ancora oggi il termine "Moloch" viene usato in senso figurato per designare un'organizzazione o una persona che domanda o richiede un sacrificio assai costoso. La sua sede del culto era la Geenna, gli venivano tributati sacrifici umani di bambini, che, dopo essere stati sgozzati, erano bruciati in olocausto in un fuoco tenuto costantemente acceso in suo onore. Col tempo Moloch divenne il nome del rituale durante il quale venivano bruciati bambini (forse i figli primogeniti), probabilmente con la convinzione di trasformarli in una specie di divinità protettrice della famiglia cui appartenevano. Considerate che ad oggi, a questa Entità vengono ancora tributati sacrifici umani, specie da parte di una certa élite di potere, specie negli USA, denunciata persino nel poema "Urlo" (1956), scritto dal poeta statunitense Allen Ginsberg, il quale usa il termine Moloch come metafora del capitalismo e della macchina bellica che manda i propri figli a morire in guerra, al pari della divinità antica... capito, adesso, come i nostri potenti utilizzano certi nomi in un eterno ciclo ritualistico e magico?!?
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