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"La Bomba Atomica" di Federico Bellini

"La Bomba Atomica" di Federico Bellini
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Ma che cosa è una Bomba Atomica? La “Bomba A”, così definita nella terminologia originaria, è il nome comune di una bomba a fissione nucleare, un ordigno esplosivo di inusitata violenza, la cui energia è prodotta dalla reazione a catena di fissione nucleare. Avviene, quindi, un processo di divisione del nucleo atomico di un elemento pesante in due o più frammenti, che può avvenire a cascata in alcuni isotopi rari. Nella Bomba Atomica, tale processo avviene in modo ‘incontrollato’, liberando, quindi, un’enorme quantità di energia in un tempo ristretto. Appartengono al gruppo anche un insieme di armi basate su un altro principio di reazione nucleare, quello a fusione. Nell’uso moderno, comunque, viene usato anche per indicare armi di quest’ultimo tipo appena descritto, in quanto sono quelle che formano quasi interamente gli arsenali nucleari di oggi in tutto il Mondo. La Bomba Atomica è un’arma di distruzione di massa, tant’è che la comunità internazionale limita e sanziona la produzione di tali armi con il “Trattato di Non Proliferazione Nucleare”. Il fondamento teorico è il principio di equivalenza massa-energia, espresso dall’equazione E=mc² prevista nella Teoria del-la Relatività Ristretta di Albert Einstein. Questa equivalenza generica suggerisce in linea di principio la possibilità di trasformare la Materia in Energia o viceversa, e seppure Einstein non vide delle applicazioni pratiche di questa scoperta, intuì però che tale principio poteva spiegare il fenomeno della radioattività, ovvero che certi elementi emettono un’energia spontanea. Fu nel momento in cui si capii che il “decadimento” dei nuclei provoca un rilascio di energia, che arrivò l’idea che una reazione nucleare si potesse anche produrre artificialmente e in misura massiccia, sotto forma, ovviamente, di una reazione a catena, specie dalla seconda metà degli anni trenta in seguito alla scoperta del neutrone. Alcune delle principali ricerche furono condotte in Italia da Enrico Fermi, come da un gruppo di scienziati europei rifugiatisi poi negli Stati Uniti d’America, tra cui oltre lo stesso Fermi anche Leo Szilard, Edward Teller ed Eugene Wigner. Nel 1939, Fermi e Szilard, in base ai loro studi teorici, persuasero Albert Einstein a scrivere una lettera al presidente USA, Roosevelt, per metterlo al corrente che c’era la possibilità ipotetica di costruire una bomba utilizzando il principio della fissione, con il ti-more che il governo tedesco avesse già disposto delle ricerche in materia; fu così che il governo americano cominciò ad interessarsene. Enrico Fermi proseguì, poi, negli Stati Uniti, nuove ricerche sulle proprietà di un isotopo raro dell’Uranio, l’Uranio 235, fino ad ottenere la prima reazione artificiale di fissione a catena autoalimentata, e fu così che il 2 dicembre 1942, il gruppo diretto da Fermi, assemblò a Chicago la prima “pila atomica” o “reattore nucleare a fissione” della storia. Pochi mesi più tardi, nel giugno di quello stesso anno, Robert Oppenheimer e un gruppo di ricerca, in base ai calcoli fatti in una sessione estiva di Fisica all’Università della California, erano giunti alla conclusione che fosse teoricamente possibile costruire una bomba, seppur avrebbe richiesto ingenti quantità di denaro per la sua realizzazione. Ma i soldi arrivarono, eccome se arrivarono, perché la prima Bomba Atomica fu realizzata con un progetto segretissimo, sviluppato dal governo americano, assumendo dimensioni industriali nel 1942 grazie al celebre “Progetto Manhattan” diretto dallo scienziato americano Robert Oppenheimer. Vennero impiegati ben due miliardi di dollari, per l’epoca una cifra smisurata, per costruire giganteschi impianti necessari a produrre materiali necessario per l’assemblaggio della nuova arma, e fu così che il 16 luglio del 1945, nel poligono di Alamogordo in Nuovo Mes-sico, venne fatta esplodere la prima Bomba al Plutonio (“The Gadget”) in quello che passò alla storia come il “Trinity Test”, seguita nemmeno un mese dopo dallo scoppio delle due bombe su Hiroshima e Nagasaki, ad oggi gli unici casi d’impiego di questo tipo di arma nel corso di un conflitto. L’Unione Sovietica non aspettò oltre sperimentando il 29 agosto del 1949 la sua prima bomba, ponendo fine al monopolio americano, ma ben presto si aggiunsero anche gli esperimenti condotti dalla Gran Bretagna, la Francia, la Repubblica Popolare Cinese, Israele e il Sudafrica tra il 1952 e il 1979. Nel 1974 fu la volta dell’India, del Pakistan nel 1998, la Corea del Nord nel 2006. Si pensa che ad oggi siano stati condotti circa 2.044 test, 711 dei quali nell'atmosfera o in aree marine per una potenza complessiva di 438 megatoni, ossia l'equivalente di circa 35.000 bombe di Hiroshima, queste esplosioni, inoltre, hanno portato alla dispersione nell'ambiente di circa 3.800 chilogrammi di plutonio e di circa 4.200 chilogrammi di uranio. Si stima che dal 1945 ad oggi siano stati costruiti un numero imprecisato di decine di migliaia di ordigni nucleari, fortunatamente ridottosi nel corso degli anni grazie al “Trattato di non Proliferazione Nucleare” (TNP) siglato dai maggiori stati del Mondo. Data la grande quantità di ordigni nucleari, prodotti nel corso dell’ultimo secolo, viene da domandarsi quanti Luciferini si siano incarnati o abbiano operato sul nostro pianeta, cercando di ricreare le stesse condizioni che portarono alla distruzione il loro pianeta, Mallona. Inoltre, se consideriamo che tutto questo grande cambiamento, non tanto culturale (si è vero, c’è stato il ’68 ma che proveniva da esperienze di comunità libere di inizio secolo, vedasi la Comune di Monte Verità nel Canton Ticino in Svizzera, fondata ai primi del novecento, tanto per fare un esempio), quanto scientifico e tecnologico, è letteralmente ‘esploso’ dopo la fine del secondo conflitto mondiale, grazie non solo agli studi e agli esperimenti condotti dagli scienziati nazisti (molti dei quali poi trasferiti con dei salvacondotti in America o nella Russia Sovietica), ma anche ad un meccanismo di rincorsa alla supremazia innescato da queste super-potenze, si sia arrivati infine a intravedere un disegno ben preciso che ha letteralmente usato l’uomo come pedina di un immenso scacchiere. Un passaggio di consegne, da un Vecchio Mondo conservatore, razzista, filosofico e scientifico oltre ogni limite, per certi aspetti demoniaco, perverso, satanico, ad un Mondo Nuovo, che prendendone la quintessenza rimasta dalle sue macerie, se ne glorifica con esiti spesso megalomani, tipico di un atteggiamento luciferino votato alla prosperità, però condizionata da una conoscenza abbagliante ed illusoria. Quale conclusione? Il Cavaliere Nero, Satana, ha in teoria perso e ne è uscito temporaneamente vincitore il Cavaliere Rosso, Lucifero, l’allievo prediletto… ma solo temporaneamente…

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