Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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martedì 3 aprile 2012

Monadologia - "Lo Spirito come Crisalide Cosmica"

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Sappi che ogni condizione dell’essere, dipenda essa dalla virtù, dalla passione o dall’ignoranza, non è che una manifestazione della Mia energia. In un certo senso Io sono tutto, ma rimango indipendente. Non sono soggetto alle influenze della natura materiale, poiché esse sono in Me.” (Parole di Krishna tratte dalla Bhagavad Gītā).
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Lo Spirito
Spirito deriva dal latino "spiritus" (letteralmente: soffio, respiro, alito, dal verbo "spirare" che significa "soffiare"). Termine con cui si traduce il greco pneuma, che nella più antica accezione significava «respiro», «aria», «soffio animatore”, vide negli stoici la spiegazione del pneuma stesso come energia che dà la vita a tutta la realtà, principio vitale o «Anima del Mondo». Il termine riveste diversi significati, tra questi in ambito filosofico e nelle religioni, differentemente dall'essenza Metafisica del tempo, eterna e non ubiqua, dimorante all'interno dell'Uomo chiamata Anima, Spirito indica generalmente l'essenza Metafisica dello spazio non eterna e dimorante anch'essa all'interno dell'Uomo, come traduzione del sanscrito prāṇa e dell'ebraico ruach, attraverso il greco pnéuma, mentre Anima più propriamente traduce il sanscrito Ātman e l'ebraico nephesh, attraverso il greco psychḗ. Spirito o Energia Spirituale è la manifestazione della potenza interna e costituisce il mondo spirituale, dimora originale di tutti gli esseri. E’ il principio immateriale di vita, sede del pensiero, della volontà, delle attività mentali e dei sentimenti più alti. Il significato originario della parola Spirito, nel suo più antico pensiero, descrive il “principio vitale”  delle cose, concepito come un entità materiale, formato da materia sottilissima e mobilissima, assai affine al fuoco, appartenente al Dio che dà vita alle cose e le guida secondo i suoi voleri. Tale concetto, che trova la sua sistemazione nella fisica stoica, viene fatto proprio dalla medicina greca. Così Erasistrato ne distingueva di due tipi, uno con sede nel cuore e l’altro nel cervello, tali concezioni sopravvissero anche in età medievale, dove la medicina lo concepì come sostanza materiale mobile e sottilissima (lo spiritus corporeus o animalis). Il dualismo, di Spirito e Materia, ove per Spirito si intende sostanza per definizione immateriale, appare per la prima volta in Platone e successivamente nella filosofia cristiana. Cartesio sosteneva che lo Spirito, “sostanza nella quale risiede immediatamente il pensiero” abbraccia concetti come coscienza, realtà pensante, intelletto. Nel “Trattato sulle passioni dell'Anima”, Cartesio considerava gli «spiriti animali», prodotti dal sangue e inviati al cervello dalle arterie, il fondamento fisiologico dell'attività psichica. Sin dalle origini, tuttavia, il pensiero cristiano intende il pneuma anche in senso immateriale, come soffio divino animatore dell'universo e infine come Anima di Dio e poi dell'Uomo (già in Filone l'Ebreo, quindi in Origene e in san Paolo, che contrappone lo «Spirito» alla «Carne»). La teologia e la filosofia cristiana parlano pertanto, oltre che dello Spirito Santo, di «spinti puri» (Dio e gli Angeli) e di «spiriti infiniti», dai quali si distinguono gli «spiriti finiti», cioè le anime umane. Tale pensiero si perpetua e trasforma nella storia della filosofia negli autori rinascimentali, come Agrippa di Nettesheim, Paracelso, Giordano Bruno che secondo le credenze magiche e le scienze occulte del tempo, intendevano il pneuma come strumento di cui si serviva la divinità per influire sulle azioni umane. Nel Cristianesimo il pneuma traduce il termine ebraico Spirito (ruach), nome di genere femminile che significa anche vento, respiro. Per la Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza Divina che può riempire gli uomini della sua sapienza, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece è stato nel Cristianesimo che ne tratta nella pneumatologia, termine introdotto in filosofia da Leibniz. Nel pensiero illuministico, invece, lo Spirito si distingue dall'Anima: quest'ultima, nella sua realtà psichica, deriva dalla natura, mentre il primo è inteso come prodotto dell'educazione e dei costumi sociali. Nel contempo il termine, come oggetto di scienze occulte e cioè nel senso del moderno «spiritismo», trova elaborazione in Swedenborg e in altri, suscitando la reazione critica di Kant. Per parte sua, Kant usa il termine “Spirito” per designare il potere produttivo e l'originalità creativa della ragione, e in questa accezione il termine ispirò la filosofia romantica (in particolare Schelling), che ne fece tuttavia un uso metafisico ben oltre i limiti formali del criticismo kantiano. Da qui (ma anche dalla tradizione Illuministica) deriva la prima accezione hegeliana del concetto di Spirito (Geist) elaborata nella “Fenomenologia dello Spirito” del 1807 e poi allargata a sistema complessivo nell'Enciclopedia, con le distinzioni tra Spirito soggettivo, oggettivo e assoluto. Lo Spirito diventa idea, dove la filosofia dello Spirito, ovvero la scienza stessa, ritorna in sé solamente dopo essersi alienata nella natura. Ma lo Spirito, nel suo significato più ampio, presenta anche tutta una serie di entità con funzioni particolari e ben distinte e che popolano il mondo esterno. Non sempre queste entità possiedono poteri soprannaturali o fanno parte di una gerarchia divina, ma il più delle volte sono stati considerati come l’essenza nascosta delle cose e, come l’oggetto che “abitano”, possono essere benevole o malefiche, come pure possono cambiare le loro caratteristiche. Gli Spiriti (al plurale) acquistano la caratteristica di potersi mescolare alla gente e di intervenire nella vita quotidiana. Esistono, quindi, spiriti di alberi, fiumi, sorgenti, montagne, rocce, animali, etc., spiriti dell’amore, della nascita, dell’odio, della morte. Per queste vaste influenze di spiriti, oggetto di superstizione, venivano eseguite pratiche magiche al fine di conciliarseli, questo avveniva tramite persone specializzate in determinate pratiche (stregoni, sciamani, profeti, etc.).
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Diversi Spiriti
In realtà, come ci insegnano anche le più antiche filosofie della Terra, abbiamo dentro di noi una moltitudine di esseri ed entità e che a più livelli interferiscono con noi. Allo stato attuale delle nostre ricerche, abbiamo cercato di fare chiarezza sulla sterminata mole di informazioni che proviene dal nostro passato, cercando di individuare in modo razionale e coerente alle nostre conoscenze, sei diversi tipi di Spiriti: Spirito Materiale, Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno.
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Spirito Materiale
Lo Spirito Materiale è quello che si forma alla nascita di ogni nuovo Corpo, il nostro Spirito personale che cresce attraverso la propria esperienza corporea (agisce fortemente sulla sfera sentimentale e sessuale). Si pensa che questo Spirito si formi attraverso la Mente, ovvero tramite una esperienza fisica che poi si tramuta in una consapevolezza non fisica ed astratta.
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Spirito Superiore
Lo Spirito Superiore è la summa di tutti gli Spiriti Materiali precedenti, ovvero l’insieme di tante esperienze spirituali che si sono fuse nel corso delle varie re-incarnazioni, con spesso una prominenza di quelle più a noi vicine (ultimi 400 anni). Spesso la loro influenza è talmente forte da poter riconoscere e ricordare le loro vite passate, scambiate spesso per “nostre” e in molti casi anche per vite passate animiche.
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Spirito Animico
E’ lo Spirito Demiurgico, ovvero quello Spirito originario che si è formato nel momento in cui le Anime idealizzarono la loro essenza spirituale interna a questo universo, formandone poi un Corpo fisico nei due Demiurghi, portatori del principio duale cosmico. Lo Spirito Animico è il collante tra le Anime e lo Spirito, nel quale i Demiurghi sono gli arbitri di questa energia interiore potentissima all’interno della materia (il Corpo).
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Super-Spirito
Il Super-Spirito, invece, è un qualcosa a se stante dagli Spiriti precedenti, in quanto è il primo ed unico Spirito del primo contenitore in cui le nostre anime sono state inserite. In pratica, è lo Spirito del “Primo Uomo Mortale”  (l’Adam Qadmon Venusiano), il quale ha perso la sua Anima e che poi è stata incatenata nei nostri corpi (ma esistono anche casi di Super-Spiriti Alieni). Mentre tutti gli Uomini possiedono lo Spirito Materiale e in parte quello Superiore, il Super-Spirito si trova solo negli animici, mentre è raro nei non animici. Si distingue dallo Spirito Materiale e Superiore per una interruzione nel processo di fusione con gli altri Spiriti, portando avanti un progetto indipendente, spesso atipico, mal compreso e avverso dalle altre componenti, Anima compresa.
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Spirito Errante
Sono tutti quegli Spiriti terrestri, animali, vegetali ed umani che, ritrovandosi ad una stadio inferiore o intermedio nel loro percorso di acquisizione di Coscienza, sono costretti per sopravvivere ad attaccare o parassitare corpi con una più elevata “energia vitale”. Comunemente chiamati anche ectoplasmi, sono la forma corporea e fluida di spiriti avversi, a volte maligni, a volte benevoli, spesso con intenzioni sconosciute e che interagiscono con noi durante la nostra vita.
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Spirito Alieno
Oltre questi Spiriti, esiste anche lo Spirito Alieno, derivante dalla “Memoria Aliena” presente in molti esseri umani e che, inserita nel lobo sinistro del cervello umano, una volta “disattivata”, si fonde analogamente con gli altri Spiriti presenti nella persona. Per analogia lo si può identificare con lo Spirito Materiale, ovviamente non umano ma di origine extraterrestre e che, in questo caso, si trova dentro l’essere umano con l’unico scopo di parassitarlo, a seguito della necessità dell’Alieno di sopravvivere mentalmente, in attesa di essere inserito in un nuovo Corpo.
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L’unione degli Spiriti genera l’Albero della Vita
L'Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala ebraica. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate Sephirot, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro. Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Le Sephirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, a veri e propri attributi o emanazioni della Divinità. Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ogni individuo, nella vita quotidiana. Le Sephirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservandone la struttura, si può notare che le dieci Sephirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali, e ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell'abjad ebraico. I pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle vie che ogni essere umano ha davanti e dove solo la via mediana, chiamata anche "via regale", ha in sé la capacità di unificare gli opposti. Senza il pilastro centrale, l'Albero della Vita diventa quello della conoscenza del Bene e del Male. I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d'opposti presenti nella creazione. Come dice la Bibbia, la via che conduce all'Albero è guardata da una coppia di cherubini, due angeli armati di una spada fiammeggiante, ma questo non significa che la via sia del tutto inaccessibile. Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l'uno un volto maschile (lo Spirito Unificato) e l'altro un volto femminile (l’Anima). Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell'esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza. Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi “angeli” cessano di essere i "Guardiani della soglia", il cui compito consiste nell'allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare e diventano, invece, i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell'Eden.
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La Crisalide Cosmica
Risulta chiaro che le componenti interiori del nostro IO, hanno una corrispondenza evidente nei quattro elementi riscontrati sin dall’antichità, dove il Corpo è la Terra, la Mente è l’Acqua, lo Spirito è il Fuoco e l’Aria è l’Anima. Risulta altrettanto evidente, che molte delle antiche culture orientali e parte del pensiero occidentale, che dalla Grecia arriva sino alla filosofia rinascimentale cristiana, includevano anche una quinta componente, spesso vista come la quintessenza dei quattro elementi precedenti, un quinto elemento denominato: Spazio, Vuoto, Etere o Akasha. E’ singolare che questo quinto elemento rappresentava sin dall’antichità una fusione di un qualcosa di molto più vasto e complesso, dove nei quattro elementi principali, del tutto unici, si accedeva ad uno stadio multiplo e ben più variegato: un Akasha, appunto, ma in questo caso energetica e senza alcun dubbio spirituale. In questa Akasha (l’Estasi che vedremo in seguito), a seguito di indagini condotte in seno a questo studio, sono state incluse le Energie della tradizione Indù o i vari Piani o Veicoli sottili Egizi e che, alla luce delle più recenti scoperte, sono stati identificati in sei tipologie ben distinte e chiare di Entità Spirituali: Spirito Materiale, Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno. A questo punto della nostra indagine, è altrettanto chiaro che l’Essere Umano in quanto tale, risulti essere l’unione di tante realtà diverse e che agiscono ognuna secondo un diverso piano. Esiste quindi un Corpo (la Terra), mezzo o veicolo attraverso il quale non soltanto noi facciamo esperienza, ma permette anche a piani divini, spirituali ed animici, di intraprendere un percorso di conoscenza. Segue una Mente (Acqua), fonte del nostro pensiero, del Logos, di quella capacità senziente che ci permette, attraverso la nostra intelligenza, di elevarci sul mondo animale e rendere possibile una propria crescita, materico-spirituale. Ma tutto questo è permesso da quel formidabile “collante universale” che è lo Spirito (Fuoco), di cui sono formate tutte le cose animate e inanimate presenti nel Cosmo e che, nel genere umano, unito al Logos si eleva a stadi più alti di coscienza (Spirito Materiale). L’Anima (Aria) è una componente aggiunta, di cui non tutti gli esseri viventi sono dotati, ma che in coloro che la possiedono, si manifestano doti creative fuori dal comune, atte ad incrementare una ricerca dell’esperienza universale e divina. Le parti che costituiscono la Monade non si fermano qui, perché attraverso la quintessenza dei quattro elementi precedenti, di cui molti di noi sono formati a seguito di infinite esperienze di re-incarnazione, si raggiunge un grado di complessità (non di perfezione) che ci mette in contatto con altre realtà spirituali interne al nostro Io: Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno. Più antico sarà il nostro corredo genetico/spirituale, più avremo la possibilità di essere portatori di tutti questi cinque elementi che compongono la nostra Monade. Arrivare a comprendere questa sconcertante realtà ci permetterà di raggiungere un equilibrio ed una perfezione interiore, atta ad annichilire le negatività presenti (alcuni casi di Spiriti Erranti o di Spiriti Alieni) o trovare terreni di confronto, discussione e comprensione con entità positive (e del tutto umane), ma che spesso posso divergere dal nostro percorso (Spiriti Superiori, Animici o Super Spiriti). Arrivare a dialogare con tutti loro è il primo passo per una vera consapevolezza, arrivare a comprendere la nostra parte spirituale è il vero obbiettivo, un obbiettivo capace anche di poterci liberare da qualsiasi interferenza negativa, terrestre ed aliena. Come dice il famoso assioma “ciò che non può essere curato, deve essere sopportato”, è attraverso questa consapevolezza che diventa possibile accedere a quello stadio ultimo e che ci conduce ad un vero risveglio interiore, mirato alla creazione del proprio “Albero della Vita”. L’Albero della Vita costituisce la sintesi di tutte le componenti interiori del nostro IO e solamente una volta raggiunto un equilibrio tra tutti gli elementi (Terra / Corpo, Acqua / Mente, Fuoco / Spirito, Aria / Anima, Akasha / Spiriti) saremo in grado di creare una “Crisalide Cosmica”, ovvero quello stadio intermedio che separa la vita terrena dalla vita ultraterrena e che, come novello Corpo divino, potrà traghettare il nostro vero IO verso una morte scevra di pericoli e ad una nuova rinascita del tutto libera da condizionamenti esterni. Per arrivare a compiere questo passo decisivo è necessario essere responsabili, ovvero, compiere con coscienza le proprie scelte, ben sapendo che esse porteranno a delle conseguenze. Possiamo solo sperare che tali conseguenze prendano una certa piega, ma se viviamo veramente responsabili, dobbiamo essere disponibili ad accettare tutte le varianti, positive, negative o neutre che siano, sapendo che da esse potremmo imparare comunque qualcosa di importante. Non tutto è il risultato di azioni passate o estranee al nostro IO. Ci può essere una certa direzione nella vita, nell’ambiente e nelle circostanze, ma è all’interno di quella direzione che sviluppiamo la creatività e le nostre capacità, perché il perno di molte lezioni che apprendiamo dall’esperienza è semplicemente la capacità di riconoscere tali insegnamenti. Come sostiene il ricercatore Ted Andrews nel suo studio sulle vite passate: “La reincarnazione spirituale restaura la giustizia divina, genera speranza ed una nuova fede di riscatto, incentiva la comprensione della vita e della morte. Restaura il significato della vita e ci riporta un senso rinnovato di unione animica, utilizzando il collante del sapere spirituale come fonte principale che regge l’intero Universo. L’Universo concede a tutti l’opportunità di crescere, che noi la usiamo o meno dipende da noi. Ad ogni scelta ci sono due possibilità: il successo (e la crescita) o il fallimento. Se falliamo non significa necessariamente avere anche perso, dobbiamo però affrontare quell’esito, magari farlo una seconda volta, ancora una terza se necessario, sino a quando non si sarà raggiunto un grado di consapevolezza superiore.” Se a scuola (perché di una scuola si tratta) continuiamo ad essere bocciati e a rimanere indietro, alla fine ci stancheremo e reagiremo. Per molti versi l’esperienza spirituale funziona allo stesso modo. Quando iniziamo a capire questo processo, a quel punto ci lasciamo dietro le nostre paure, i sensi di colpa, ed entriamo in possesso di una speranza nuova, non più terrena, ma divina ed universale.
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Fonte
Federico Bellini; La Via del Risveglio (2011/12)