Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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sabato 24 marzo 2012

Coscienzapedia: Scorpione, Dea

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Selkis (o anche Serket, Selqet, Selket, Selkit, Serqet) era, nella religione egizia, la dea scorpione della magia, dea funeraria insieme a Iside, Nefti e Neith, aveva il compito di proteggere uno dei vasi canopi: Qebeshenuf, dalla testa di falco, che conteneva gli intestini. Veniva rappresentata con l’immagine stilizzata di un pungiglione di scorpione sul capo, più raramente con l'immagine di un scorpione con il volto da donna e nella sfera medica, proteggeva dalla puntura dello scorpione, degli insetti velenosi e dei serpenti. La dea, inoltre, veniva associata alla costellazione dello Scorpione, tanto che nel Libro dei Morti degli antichi egizi, molte delle creature celesti cercavano di ostacolare il viaggiatore in tutti i modi; ad esempio, cercando di rubare al morto il testo senza il quale egli sarebbe perduto, e la loro condotta, da come era descritta nei testi sull’Aldilà, risultava nel complesso strana. Così, nel capo.32 del Libro dei Morti, il coccodrillo dell’Ovest fu accusato di aver divorato certe stelle, ma l’Anima ben premunita sapeva come affrontare i mostri celesti e il viaggiatore si rivolse, quindi, al coccodrillo del Nord con queste parole: “Va indietro, perché la dea Selkis è dentro di me e io non l’ho ancora data alla luce”. Ma Selkis, situata al di sopra della coscia del Toro rappresentava un opposizione anche al perpetuo centro dell’attenzione Sirio/Sothis. Addirittura nell’epopea di Gilgames, Enkidu malato e in preda alle allucinazioni, la considerava una “puttana”, madre di sette figli con i quali intratteneva con essi rapporti sconvenienti. Originariamente, la parte di cielo che ci è nota come Bilancia era infatti occupata dalle chele dello Scorpione, infatti i Greci chiamavano questa zona Chelai (in latino Chelae), che significa appunto «chele», una identificazione che perdura nei nomi delle singole stelle della Bilancia. Oggi, a separazione avvenuta, la Bilancia è una costellazione appena più grande dello Scorpione, ma molto meno visibile. L'influenza di tale non separazione dei due segni zodiacali si trova riflessa in alcune raffigurazioni basate sulle opere astronomiche degli autori greci antichi. Gemino, scrittore che fiorì verso l'80 a.C., fu il primo che distinse il settimo segno zodiacale, utilizzando il termine Zugos, tradotto poi da Cicerone come Jugum. Il termine Libra fu formalmente adottato dai Romani nel Calendario giuliano. Nella mitologia questa figura mitica risultava essere lo scorpione che punse a morte Orione il cacciatore, per quanto ci siano resoconti diversi a riguardo delle circostanze in cui ciò avvenne. Eratostene ne offre due versioni, nella sua descrizione dello Scorpione dice che Orione cercò di violentare Artemide, la dea della caccia, e che lei mandò lo scorpione a colpirlo, una versione che è sostenuta da Arato di Soli. Ma quando parla di Orione, Eratostene dice che la Terra mandò lo scorpione a pungere Orione dopo che lui si era vantato di potere uccidere qualsiasi animale selvaggio. Anche Igino riporta entrambe le storie, mentre Arato dice che la morte di Orione avvenne sull'isola di Chio, ma Eratostene e Igino la fanno accadere a Creta: in entrambi i casi, la morale è che Orione fu punito per la sua tracotanza. Sembra che questo sia uno dei miti greci più antichi e che la sua origine potrebbe derivare semplicemente dalla sua posizione nel cielo, dato che le due costellazioni sono sistemate una di fronte all'altra in modo che Orione tramonta mentre il suo conquistatore, lo scorpione, sorge. Ma in realtà la costellazione è molto più vecchia dei Greci stessi, poiché i Sumeri la conoscevano come GIR-TAB, lo Scorpione, più di 5000 anni fa. Lo Scorpione effettivamente assomiglia a uno scorpione vero e proprio, soprattutto nel particolare della disposizione ricurva delle stelle che formano la coda, con il pungiglione sollevato pronto a colpire, tanto che le vecchie carte celesti mostrano un piede di Ofiuco che goffamente si sovrappone al corpo dell'animale.