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Una mattina dei primi di marzo mi svegliai di soprassalto nel letto, ma ero semi-infermo e davanti a me, alla sinistra del letto vidi un essere molto piccolo, con una testa ovale allungata, enormi occhioni neri a mandorla e con uno strano colore "umano" della pelle, quasi abbronzata o "sporca". Se fosse stato un Grigio doveva trattarsi di una nuova specie, perché era totalmente diverso da tutti gli altri che avevo visto sino allora, il problema era che, stranamente, sembrava avere qualcosa di familiare... Non si aspettava evidentemente la mia reazione, perché quando mi svegliai e dallo spavento quasi stavo per urlare, si dileguò in un attimo, svanendo nel nulla. Avevo fatto appena in tempo a vederlo quando scattò all’indietro, rientrando in una sorta di "porta olografica" e da dove probabilmente era venuto. L’esperienza mi sconvolse non poco, quel Grigio sembrava quasi umano, un ibrido, e sapevo in qualche modo di conoscerlo. Fu in quell’istante che mi balenò nella testa l’idea che potesse essere "uno dei miei figli" (?!?)... anche tempo addietro avevo fatto un sogno dove mi mettevano in braccio un esserino, un Grigio piccolino, dicendomi che quello era mio figlio e dovevo prendermi cura di lui... Inoltre quando mi alzai, notai un'ennesima cicatrice sulla mano sinistra.
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Forse, prima che mi svegliassi era riuscito comunque a prelevarmi del tessuto biologico? Perché prima di andare a letto la sera precedente non avevo niente sulla mano e durante la notte, non credo mi fossi tagliato in quel modo, senza nemmeno macchiare con delle gocce di sangue, lenzuola o pigiama. Ricordo che ero girato alla destra del letto, avevo le mani fuori, di cui il braccio sinistro proteso verso di lui, tanto che quando mi svegliai e lo vidi, alzai le braccia impaurito, cercando di inveirgli contro... Ricordo anche uno strano oggetto che teneva in mano, ma ancora non sono sicuro di cosa possa essere e a che servisse. La sensazione che mi rimase, dopo la paura e la rabbia iniziale, fu di un profondo senso di frustrazione, quasi depressione, perché sapevo di non essermi comportato bene con lui, che in fondo c'era un legame che ci unisce, e che se anche era costretto a farmi delle cose per conto di altri, sopra di lui, comunque provava qualcosa per me, perché era consapevole che io fossi suo "padre"… Per quanto questa storia possa sembrare assurda, sono ancora oggi convinto che sia l’unica verità possibile...
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)
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Forse, prima che mi svegliassi era riuscito comunque a prelevarmi del tessuto biologico? Perché prima di andare a letto la sera precedente non avevo niente sulla mano e durante la notte, non credo mi fossi tagliato in quel modo, senza nemmeno macchiare con delle gocce di sangue, lenzuola o pigiama. Ricordo che ero girato alla destra del letto, avevo le mani fuori, di cui il braccio sinistro proteso verso di lui, tanto che quando mi svegliai e lo vidi, alzai le braccia impaurito, cercando di inveirgli contro... Ricordo anche uno strano oggetto che teneva in mano, ma ancora non sono sicuro di cosa possa essere e a che servisse. La sensazione che mi rimase, dopo la paura e la rabbia iniziale, fu di un profondo senso di frustrazione, quasi depressione, perché sapevo di non essermi comportato bene con lui, che in fondo c'era un legame che ci unisce, e che se anche era costretto a farmi delle cose per conto di altri, sopra di lui, comunque provava qualcosa per me, perché era consapevole che io fossi suo "padre"… Per quanto questa storia possa sembrare assurda, sono ancora oggi convinto che sia l’unica verità possibile...
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)
