Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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martedì 17 aprile 2012

Abductions - "Scenari di Guerra"

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Non è inusuale avere delle percezioni o vere e proprie visioni, sia coscienti che a livello onirico, dove siano presenti le più disparate situazioni di guerra. Ricordo un sogno del tutto particolare, dove mi trovavo in una capanna di legno e bambù in cui impersonavo un cambogiano o un vietnamita, ma dai capelli biondi (?). Altri erano con me e stavamo giocando alla roulette russa, quando partì accidentalmente un colpo che mi ferì alla mano destra. Scoppiò di conseguenza una rissa e tutti scappammo nella giungla, mentre io perdevo copiosamente del sangue e tutto attorno a me diventava nebbioso. In un altro sogno, ricordo che mi trovavo in un enorme hangar e camminavo sopra uno schermo proiettato sul pavimento. Sotto di me si trovava l'Adriatico e si stavano compiendo esperimenti su delle nuove armi, dei missili, per bombardare le città costiere. Alcuni missili non erano ancora pronti, perché dovevano avere un margine di azione anche nei fondali marini molto bassi. L'obbiettivo era Venezia e che doveva essere distrutta in questo esperimento balistico. Vedevo la città ricreata dal satellite, i vari edifici e gli obbiettivi e mi trovavo insieme a delle persone alte, bianche con i capelli lunghi, in questo enorme hangar al buio, illuminato da questo gigantesco schermo proiettato sotto i nostri piedi. Accadde poi qualcosa, ma tutto divenne confuso perché mi svegliai stanchissimo, tanto che faticai ad alzarmi dal letto.
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In un altro sogno, ad esempio, sapevo che c’era dell’acqua, ma non mi sono mai ricordato il contesto. Probabilmente un mare, un oceano, perché il sogno si spostava poi su di una spiaggia dove si svolgeva un servizio fotografico! C’era un uomo anziano seduto accanto a me (che non conosco), quando entrarono poi tre donne molto belle e a petto nudo. Il vecchio era compiaciuto della cosa, anche se avvertivo, però, che una di quelle donne era in realtà un maschio (non un uomo, ma stranamente maschile). Il sogno si fermò improvvisamente senza motivo. Immediatamente mi ritrovai nella casa dove sono cresciuto da piccolo e nella mia camera c’erano anche mio fratello e una ragazza/bambina (strana, perché non riuscivo a capire se era piccola o giovane). Istintivamente sapevo di essere (Mente), mentre riconoscevo in mio fratello (Spirito) e questa ragazza/bambina era la mia (Anima). Mio fratello (Spirito) tirò fuori da una piccola busta di velluto marrone un microchip. Un oggetto stretto, sottile e lungo di vetro, con all'interno minuscoli fili, cavi di metallo e rame, e che si poteva persino allungare o scorciare. Sempre mio fratello (Spirito) mi disse poi di schiacciarlo e lo distrussi gettandolo a terra, calpestandolo col piede e frantumandolo. Non appena distrutto, cominciò però a balenare la luce e a tremare la stanza, come un terremoto, quando poi la ragazza/bambina (Anima) cominciò a dirmi telepaticamente (perché muta) "Andiamo via di qua! Stanno tornando i militari, andiamo via di qua! La ragazza/bambina (Anima) e mio fratello (Spirito), mi presero infine per un braccio e mi trascinarono via, sino a quando non mi catapultai letteralmente fuori dal sogno, svegliandomi.
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Spesso, però, queste percezioni avvengono anche nel dormiveglia. Una sera, sdraiato nel letto ma ancora cosciente, percepii dapprima una voce molto profonda che mi disse: "Questa storia è molto brutta...", spaventato mi ripresi e mi alzai per cercare di distogliere la mente dai tanti pensieri che si accavallarono a seguito di quella percezione vocale. Cominciai a lavorare al computer facendo le due di notte, quando poi decisi di andare a letto. Quella stessa notte ricordo di aver fatto tantissimi sogni, veloci, accavallati, senza senso. Mi trovavo insieme ad altre persone (eravamo tutti diversi e non fisicamente come ora) e stavamo guardando la ricostruzione di un impatto, di un onda energetica che avrebbe colpito i pianeti del sistema solare. Poi mi ritrovai nel giardino di casa dei nonni e tutte le piante di Alloro erano state tolte e rimpiazzate da dei cipressi, sentii nuovamente una voce esterna che mi urlò: "Lui è Godha!". Immediatamente mi ritrovai catapultato vicino a Saturno ed una bomba al "plasma" stava per essere lanciata dentro il pianeta. Non appena entrata, il pianeta esplose trasformandosi in un sole (una voce mi disse che esiste una setta o un gruppo di persone, il MIRIT, che vogliono creare una nuova stella nel sistema solare), l'onda d'urto scagliò poi gli anelli per tutto il sistema solare, e l'impatto con la fascia degli asteroidi, portò alcuni di questi verso i pianeti interni, Terra compresa, bombardandoli. Infine vidi quella che sembrava essere la Terra, ma infuocata, che stava per entrare in collisione con la Luna, mentre il nostro Sole era diventato una gigante rossa...
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In un altro sogno, le cose si erano ulteriormente complicate, perché mi trovavo sotto terra, in una specie di gigantesca caverna dove uomini (e anche serpenti) convivevano insieme. A quanto pare, ad un certo punto, gli uomini si erano rivoltati contro i serpenti, innescando una guerriglia o sorta di rivoluzione, quindi io mi ritrovavo a fuggire con altre due persone (umane) verso un edificio al centro di questa "città sotterranea". L'edificio era simile, per architettura e struttura, a quelli del periodo nazista presenti in Germania: squadrato, con enormi finestre sulle quali si trovavano delle griglie o inferiate di metallo con delle reti. Una volta entrati, fummo portati in una stanza ad attendere l'arrivo di qualcuno di molto importante, un generale, che dopo poco apparve. Non era più un viscido serpente marrone terrestre, che a volte veniva a disturbare i miei sogni o alcune situazioni di OBE, ma un Sauroide, bipede, alto più di due metri, con la pelle squamata, di uno strano colore marrone (io li ho sempre visti marroni, anche se nelle ricostruzioni ufficiali sono verdi), indossava una divisa militare dalla quale si capiva il suo alto grado. Dietro aveva una grande coda che strascicava per terra quando era fermo, mentre sollevava quando camminava o era in movimento. In mano aveva una strana arma, era visibilmente impaurito, ci guardava con diffidenza, ma sapeva che di noi tre si poteva fidare e ci invitava a seguirlo. Mentre lo seguivamo ci spiegava che gli uomini si erano ribellati, che il progetto era fallito, che dovevano fuggire e noi dovevamo andare con loro per aiutarli; il "loro progetto" gli era sfuggito praticamente di mano.
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Un'altra notte sognai che una strana e bassa dottoressa mi faceva una visita medica e ripeteva: "No, non va bene, è troppo magro, è troppo magro!" mentre io gli rispondevo piccato: "Ma come? Sono magro come voi! Ricordo che ero seduto su di un lettino di metallo, nudo, con un panno bianco sui genitali, attorno a me le pareti erano grigie e questa piccola dottoressa, andava e veniva in modo molto strano, perché non camminava come un normale essere umano. Inoltre la sua pelle era bianca, quasi cadaverica, tanto che quando mi toccò per farmi una specie di iniezione, l’ha sentii fredda e al tatto estremamente inquietante. Improvvisamente tutto cambiò. Il sogno si spostò dapprima nella casa in campagna dei nonni, dove sdoppiato mi vedevo correre e giocare con il cane (il cane è morto tanti anni fa e i miei nonni da poco tempo). Entravamo in casa, per poi di nuovo uscire nel giardino, mentre in tutto questo andare avanti e indietro in modo forsennato, vedevo con la coda dell’occhio mio nonno che lavorava su di un oggetto, strano e scuro, ma che non riuscivo a mettere a fuoco. Improvvisamente tutto si trasportò nella casa dove ero cresciuto da bambino, la casa che loro, gli alieni, utilizzavano sempre quando venivano a prendermi. Quando mi facevano visita o cercavano di interagire con me durante il sonno, per loro risultava più comodo farmi ricordare immagini o scene del mio passato, così da offuscare il ricordo dell’adduzione o della loro interferenza. In questa casa c’ero io, mia madre magra e bionda (mia madre era in carne e mora!), un padre alto che non vedevo bene (mio padre è un uomo normale di buona corporatura), un fratellino piccolo e strano (mio fratello reale è più grande di me) e in quel sogno sapevo che avevo davanti la mia famiglia e che la dovevo in qualche modo proteggere. Ripensando alla famiglia e analizzandola meglio, mi sono poi reso conto che la mamma bionda, aveva un vestito attillato azzurro, il padre, che comunque percepivo come un ombra, era molto alto, scuro e camminava come un’animale preistorico, mentre il fratellino piccolo, era bianchiccio e cadaverico, un po’ come la dottoressa nel sogno precedente. Ad un certo punto, con fare forsennato ci mettemmo a lavorare per mettere in sicurezza la casa (senza motivo, dal momento che qualsiasi cosa sarebbe accaduta non ci avrebbe risparmiato), ogni tanto poi guardavo dalla finestra e scorgevo sprazzi di una valle, forse il Valdarno, con il Monte Serra sulla destra, ma diverso, molto più basso e dove sullo sfondo si stagliava una città che credo fosse Pisa, anche se non corrispondeva. In questa città c’erano strani edifici, di cui alcuni a cupola e accanto una specie di antenna per le radiocomunicazioni, molto alta (se dovessi dire a cosa somigliava, direi ad una centrale nucleare). Dal nulla, poi, apparvero in cielo due veicoli molto particolari, forse aerei, ma attorno avevano una specie di onda di protezione che assomigliava quasi a delle lettere di un alfabeto. Uno di questi veicoli sganciò un oggetto circolare rosso che cominciò a cadere su questa città / centrale e fu a quel punto, che io e questa mia strana famiglia, cominciammo a correre per andare a nasconderci in una stanza buia della casa. Mentre correvamo, da alcune finestre vidi l'enorme esplosione, luminosa, rossa, gigantesca e l'avvicinarsi dell'onda d'urto...
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Infine ci sono anche sogni post-apocalittici e quello che sto per descrivervi è ambientato nel futuro. In questo sogno mi ritrovo con un gruppo di ragazzi a vivere in una capanna in mezzo ad un bosco. Stiamo raccogliendo legna, è sera, sembra inverno, il cielo è grigio. Il luogo mi sembra familiare, tanto che nel sogno penso si tratti dei boschi presenti sui monti vicino casa mia. Ad un certo punto, sentiamo degli strani sibili o lamenti in lontananza, avvicinarsi sempre di più. La ragazza che ho di fianco, dice a tutti noi che “loro” stanno arrivando e corriamo nella casa li vicina (una capanna fatta di legna e pietre) e sbarriamo tutte le entrate. Arriva un branco di uomini, sono strani, viscidi, squamosi e il volto è senza occhi. Si muovono furtivi, cercano altre forme di vita, probabilmente per cibarsene e se anche non hanno occhi per vedere, si muovono nell’ambiente senza urtare alcun ostacolo. Stranamente non attaccano la casa per entrare, perché proprio non avendo occhi, hanno sviluppato dei sensori con i quali captano le forme di vita. La casa, seppure contenga esseri viventi (noi ragazzi e qualche animaletto), esternamente è inerte e fa da barriera alle loro percezioni, quindi non riescono a capire che dentro possiamo esserci noi. Mentre sto sognando, capisco di vivere la situazione di un possibile futuro e, dall’ambientazione, credo che tutto ciò avverrà tra 100 anni a partire da oggi.
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)