Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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martedì 17 aprile 2012

Abductions - "Risvegliarsi con un punto rosso sul naso"

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Ottobre 2009, ennesimo sogno strano. All'inizio stavo andando in bicicletta in una strana campagna, sembrava uno di quei quadri campestri di inizio ottocento, però i colori erano molto più chiari e tutto era avvolto da un alone biancastro. Correvo in bicicletta in queste stradine sterrate, lungo un fiume (penso l'Arno) sino a quando passai una specie di ponte e tornai a casa... (quella dove sono cresciuto da piccolo). Ad un certo punto incontrai un amico (un pittore 60 enne, che di per se è piccolo di statura...), ma era molto strano, apatico, e non molto umano, a parte il viso che vedevo sempre e che mi permetteva di riconoscerlo. Mi disse che presto sarebbe tornato a casa, precisamente il 10 giugno del 2010. Ovviamente mi parlava di “casa” in generale, sapendo che è calabrese, gli chiesi se sarebbe tornare al sud. Mi rispose sorpreso di si, poi gli chiesi se sarebbe tornato ma mi disse "probabilmente no". Mentre mi raccontava queste cose eravamo dentro uno stano ascensore, dal quale riuscivo a capire da dove eravamo entrati... (prima ero in giro per la campagna, poi incontro lui e siamo in ascensore!), infine saltò tutto e mi ritrovai nella mia camera attuale della nuova casa ed avevo la testa incastrata nel muro del tetto! Ed ero  li che guardavo l'interno del muro e non capivo cosa ci stessi a fare in quella posizione... Mi svegliai, suonò il telefono, mi alzai ma non feci in tempo a rispondere. Andai in bagno, mi guardai allo specchio e fu in quel momento che vidi tra l'attaccatura del naso e della fronte un puntino rosso che la mattina non avevo. Non era un pinzo, non mi prudeva nemmeno, era dentro la pelle, come se si fossero rotti alcuni capillari. La cosa mi lasciò molto perplesso e si era fatta ancora più strana, quando, ritornato a letto, un aereo militare (guarda caso) passò a bassa quota sopra casa mia... (in genere ad ogni loro ritorno o presunto tale, aerei o elicotteri militari sorvolano casa, venendo dal padule e dirigendosi verso Pisa).
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La notte successiva replicai. Stavo andando di nuovo in bicicletta e mi dirigevo alla villa dei nonni (ora casa mia). Un volta sul posto, trovai il cancello aperto, preoccupato entrai credendo che ci fossero dei ladri o altre persone, quindi, mi avviai furtivo all'ingresso secondario che da sull'orto e misi piede in casa. Sdraiata su di un tavolo trovai mia nonna (pensai fosse lei anche se era un po’ diversa) che stava giocando con un gattino bianco parlante, a cui faceva mangiare della cioccolata (?!?). Non ricordo cosa mi diceva il gattino, comunque cercavo mio nonno e mi disse, il gatto, che l’avrei trovato in giro per la casa. Uscii dalla stanza e mia nonna e il gatto parlante dietro di me sparirono nel nulla, quindi cominciai ad aggirarmi per le altre stanze, notai subito che c’erano un sacco di persone, vedi anche le mie tre cugine come se fossero le tre parche, che nemmeno mi salutarono ed avevano uno sguardo impassibile; fluttuarono via in un'altra stanza. Vidi allora di sfuggita mio nonno, ma si defilò velocemente, andando in giardino. Lo seguii ma notai che l’esterno era cambiato, l'alloro che contorna il confine avevano cominciato a potarlo in modo vistoso, in alcune zone era stato estirpato ed avevano lasciato solo alcune pianticelle. In fondo, al posto del muro confinante di una casa, ci avevano messo addirittura delle enormi rocce a protezione della casa. Mi si avvicinò una donna sconosciuta, mi chiese che ore fossero, guardai la meridiana che si trova sulla casa dei vicini (che intravedo da sopra le rocce) e segnava le 10:06 (nel sogno precedente il mio amico o Grigio che sia, mi disse che sarebbe partito il 10 giugno 2010, ovvero il 10/06!). La donna scomparve e mentre lasciavo dietro di me i giardinieri intenti a lavorare, rientrai in casa. Trovai infine mio nonno, ma era diverso, aveva i capelli bianchi corti e la barbetta sempre bianca e incolta (mio nonno è morto a 80 anni con i capelli neri!) e i tratti somatici del viso non erano i suoi. Si mise seduto nella poltrona di cucina e mi prese letteralmente in collo e cominciò a spiegarmi un po’ di cose. Mi raccontò la situazione della casa, dell'eredità, dei cambiamenti accorsi nel frattempo, che tutto questo l'aveva fatto per me, perché ero sempre stato il suo preferito tra tutti (?!?). Mentre mi raccontava la situazione della casa e le questioni ereditarie, si contraddisse, non ricordava (o faceva finta di non ricordare bene), e mi toccava spiegargli in continuazione cosa era successo dalla sua morte ad oggi. Lo trovai insolito, perché sapevo che era mio nonno, anche se non fisicamente, inoltre (ecco la cosa stranissima) mentre mi trovavo li (in collo a lui) in una stanza attigua un gruppo di persone che non vedevo, stavano parlando in uno strano arabo! Facevano anche un baccano incredibile, parlavano ad alta voce, tanto che mi trovai costretto ad avvicinarmi a lui per parlargli meglio e capire cosa mi stesse dicendo…
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)